Elsa Morante

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Elsa Morante con Alberto Moravia a Capri negli anni quaranta.

Elsa Morante (Roma, 18 agosto 1912Roma, 25 novembre 1985) è stata una scrittrice, saggista, poetessa e traduttrice italiana. È considerata da alcuni critici una tra le più importanti autrici[1][2] di romanzi del secondo dopoguerra.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nata a Roma, al n. 7 di via Anicia, Elsa Morante trascorse la sua infanzia nel quartiere popolare di Testaccio. Figlia naturale d'una maestra ebrea (Irma Poggibonsi, o Poggibonzi, originaria di Modena) e di un impiegato delle poste (Francesco Lo Monaco), alla nascita fu riconosciuta da Augusto Morante, già marito di Irma, e sorvegliante in un istituto di correzione giovanile. Elsa crebbe insieme ai fratelli più piccoli Aldo, Marcello (1916-2005, anche lui scrittore) e Maria (un primo fratello, Mario, morì in fasce prima che lei nascesse), tutti figli dello stesso Lo Monaco. La storia di questa famiglia è un po' particolare, ed è diffusamente narrata nelle memorie autobiografiche di Marcello Morante, intitolate Maledetta Benedetta. Il padre naturale Francesco Lo Monaco morì suicida nel 1943.

Elsa Morante iniziò giovanissima a scrivere filastrocche e favole per bambini, poesiole e racconti brevi, che a partire dal 1933, e fino all'inizio della seconda guerra mondiale, furono via via pubblicati su varie riviste di diversa natura, tra le quali si devono ricordare il "Corriere dei piccoli", il "Meridiano di Roma", "I diritti della scuola" (sulla quale, tra l'altro, uscì in 29 puntate, tra il 1935 e il 1936, il racconto lungo, o romanzo breve, Qualcuno bussa alla porta), e soprattutto "Oggi" (diretta da Mario Pannunzio e Arrigo Benedetti, sulla quale Elsa scrisse anche con degli pseudonimi maschili: certamente con quello di Antonio Carrera e forse, ma è meno certo, con quello di Renzo o Lorenzo Diodati). Collaborò anche con la rivista "L'Eroica", diretta da Ettore Cozzani, dove tra il 1931 e il 1937, pubblicò quattro poesie decadentistiche e un racconto, Il bambino ebreo, recentemente ritrovati e riproposti dallo studioso Marco Bardini.

Il suo primo libro fu proprio una raccolta di racconti giovanili, Il gioco segreto, pubblicato nel 1941 da Garzanti. Questo fu seguito, nel 1942, da un libro per ragazzi, intitolato Le bellissime avventure di Caterì dalla trecciolina, pubblicato da Einaudi (il libro è corredato da illustrazioni eseguite dalla scrittrice stessa; parzialmente riscritto, la Einaudi ne pubblicò una versione accresciuta nel 1959, con il titolo Le straordinarie avventure di Caterina).

Per mezzo del pittore Capogrossi, nel 1936 Elsa Morante conobbe lo scrittore Alberto Moravia, che sposò il 14 aprile 1941; insieme incontrarono e frequentarono i massimi scrittori e uomini di pensiero italiani del tempo, tra cui Pier Paolo Pasolini (con il quale Elsa rimase a lungo in amicizia, prima del loro definitivo allontanamento, avvenuto intorno al 1971), Umberto Saba, Attilio Bertolucci, Giorgio Bassani, Sandro Penna, Enzo Siciliano.

Durante la seconda guerra mondiale, per sfuggire alle rappresaglie dei nazisti, Morante e Moravia lasciarono Roma ormai occupata, e si rifugiarono a Fondi, un paesino in provincia di Latina, a pochi chilometri dal mare. Tale parte dell'Italia Meridionale apparirà di frequente nelle opere narrative successive dei due scrittori; Elsa Morante ne parla soprattutto nel romanzo La Storia.

Oltre ad avviare la stesura di Menzogna e sortilegio, durante questo periodo iniziò a tradurre il diario (Scrapbook) di Katherine Mansfield. Dopo la fine della guerra, Morante e Moravia incontrarono il traduttore americano William Weaver, che li aiutò a raggiungere il pubblico americano.

Per il tramite di Natalia Ginzburg, Elsa Morante pubblicò il suo primo romanzo, Menzogna e sortilegio, presso Einaudi nel 1948. Grazie al sostegno del critico Giacomo Debenedetti, quello stesso anno il libro vinse il Premio Viareggio, condividendolo con Aldo Palazzeschi. Il romanzo fu poi pubblicato negli Stati Uniti col titolo House of Liars nel 1951 (tradotto da Adrienne Foulke e Andrew Chiappe per interesse di William Weaver, il quale poi avrebbe tradotto La Storia e Aracoeli). Elsa Morante tuttavia non fu soddisfatta di questa traduzione, che aveva inferto all'originale tagli per circa 150 pagine.

Gli anni successivi a Menzogna e sortilegio furono caratterizzati da un accentuato interesse per il cinema, che anche in seguito non la abbandonò più. Del 1949 fu un primo progetto a quattro mani con Alberto Lattuada, con il quale Elsa Morante scrisse il trattamento per un film che si sarebbe dovuto intitolare Miss Italia; e del 1952 fu un secondo progetto con Franco Zeffirelli per un film dal titolo Verranno a te sull'aure... Ma nessuno dei due film venne realizzato. Il film Miss Italia, che Duilio Coletti diresse nel 1950 con Gina Lollobrigida come protagonista, è completamente diverso dal progetto precedente, e fu realizzato dopo che il produttore Carlo Ponti aveva respinto il trattamento Lattuada-Morante, ritenuto poco commerciale. Tra il 1951 e il 1952 Elsa Morante tenne alla radio anche una rubrica di critica cinematografica, che si concluse con le sue dimissioni a causa di un atto di censura subito dalla dirigenza RAI. L'interesse per il cinema, comunque, non scemò, anzi si rafforzò grazie all'amicizia con Pasolini. Elsa fece un'apparizione, un breve cameo nel ruolo di una detenuta, nel film Accattone, del 1961; inoltre, fu quasi sempre accanto a Pasolini durante la lavorazione dei suoi film degli anni Sessanta. Fu presente sul set di Il Vangelo secondo Matteo in qualità di aiuto-regista (non accreditata), e collaborò spesso, in forma anonima, alla realizzazione delle colonne sonore di questi film; l'unica colonna sonora che le sia stata accreditata, però, è quella di Medea (1970). Infine, di Elsa Morante sono le parole della ballata che un giullare canta, sulle note di Nino Rota, nel film Romeo e Giulietta (1968) di Zeffirelli.

Il successivo romanzo di Elsa Morante, L'isola di Arturo, uscì in Italia nel 1957, sempre per Einaudi, riscuotendo grande successo di pubblico e di critica (e vincendo il Premio Strega). Nel 1962 ne fu tratto anche un film omonimo, diretto da Damiano Damiani.

Nel 1958, presso Longanesi, uscì la raccolta di 16 poesie Alibi, che comprende, oltre alla lirica del titolo e le varie altre poesie che erano già state incluse all'interno dei romanzi Menzogna e sortilegio e e L'isola di Arturo, anche la poesia Avventura, già uscita su "Botteghe Oscure" nel 1951 con il titolo L'avventura.

Durante i primi anni sessanta la scrittrice allestì una seconda raccolta di racconti, pubblicata da Einaudi nel 1963: Lo scialle andaluso, in cui confluirono alcuni dei racconti già pubblicati nel Gioco segreto, assieme ad altri più recenti. Nel 1965 pubblicò, dopo averla presentata in più occasioni a Torino, Milano e Roma, la conferenza Pro o contro la bomba atomica. Breve saggio di grande impegno morale, è il testo in cui Elsa Morante espose con maggior coraggio e chiarezza la sua poetica: la poesia mantiene viva la realtà, e sconfigge l'irrealtà.

Morante e Moravia si separarono nel 1961, senza però mai divorziare. Qualche anno prima Elsa Morante aveva avuto una burrascosa relazione con il regista Luchino Visconti, e in quei primi anni Sessanta si era legata al pittore newyorkese Bill Morrow (1936-1962), che morì precipitando da un grattacielo. Suoi amici di quegli anni furono il critico Cesare Garboli e l'attore Carlo Cecchi (i quali saranno poi i curatori delle sue Opere ne «I Meridiani» di Arnoldo Mondadori Editore).

Gravemente colpita dal lutto per la morte di Morrow, Elsa Morante continuò a scrivere, sebbene sporadicamente, lavorando in quegli anni a un romanzo che però non vide mai la luce: Senza i conforti della religione. Nel 1968 pubblicò Il mondo salvato dai ragazzini, una raccolta, o un canzoniere, che unisce in modo bizzarro forme di poesia tradizionale, canzoni, un atto unico teatrale, favolette morali. Poi, a partire dal 1971, riprendendo alcuni personaggi e temi dal vecchio progetto di Senza i conforti della religione, avviò la stesura del romanzo La Storia. Il libro, ambientato a Roma durante la seconda guerra mondiale, uscì nel 1974 (per volere della scrittrice fu pubblicato direttamente in edizione economica, nella collana einaudiana de "Gli struzzi") ed ebbe subito un grande successo di vendite e fama internazionale; ma ricevette anche attacchi spietati da parte di molti critici militanti, sia di destra che di sinistra, i quali mostrarono di avere grandi difficoltà ideologiche a penetrare il senso profondo del libro. Editor del libro "La Storia", presso la casa editrice Einaudi, fu Elena De Angeli. Luigi Comencini ne trasse uno sceneggiato TV nel 1986, interpretato da Claudia Cardinale.

L'ultimo romanzo di Elsa Morante fu Aracoeli, pubblicato sempre con Einaudi nel 1982, per il quale, nel 1984, ottenne il Prix Médicis. Poco prima della fine della stesura del romanzo, cadendo, si procurò una frattura al femore, che la costrinse lungamente a letto. Dopo l'uscita del libro scoprì di essere gravemente ammalata; tentò il suicidio nel 1983, ma fu salvata in extremis dalla sua governante, Lucia Mansi. Ricoverata in clinica, fu sottoposta a una complessa operazione chirurgica, che però non le giovò molto. Morì nel 1985 a seguito di un infarto.

A parte i due citati volumi di Opere, usciti nei Meridiani di Mondadori, alcuni testi sono stati pubblicati postumi: come ad esempio il diario onirico del 1938 Lettere ad Antonio, pubblicato proprio con il titolo Diario 1938, da Einaudi nel 1989. Nel 2002 sono stati raccolti, a cura di Irene Babboni e Carlo Cecchi, alcuni Racconti dimenticati: il volume riprende i 14 racconti de Il gioco segreto esclusi da Lo scialle andaluso, e alcuni altri racconti dispersi su varie riviste, oltre a dodici brevi fantasie infantili e a un inedito. Tali fantasie infantili (portate a quindici) sono state poi pubblicate autonomamente nel 2013 da Einaudi con il titolo Aneddoti infantili. Sono una serie di raccontini para-autobiografici che la scrittrice pubblicò tra il 1939 e il 1940 nella rubrica Il giardino d'infanzia del settimanale "Oggi".

Nel 2012 è uscita una raccolta di 596 lettere di e a Elsa Morante dal titolo L'amata, a cura del nipote Daniele Morante, con la collaborazione di Giuliana Zagra[3].

I suoi manoscritti sono conservati alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, che ha ospitato due mostre dedicate alla scrittrice: la prima nel 2006 (Le stanze di Elsa) e la seconda nel 2012 (Santi, Sultani e Gran Capitani in camera mia).

Opere[modifica | modifica sorgente]

Narrativa[modifica | modifica sorgente]

  • Il gioco segreto, racconti, Milano, Garzanti, 1941, contiene:
    • L'uomo dagli occhiali (1936)
    • La nonna (1937)
    • Via dell'Angelo (1937)
    • Il gioco segreto (1937)
    • Il compagno (1938)
    • Cane (1939)
    • Una storia d'amore (1939)
    • Il cocchiere (1939)
    • Lo scolaro pallido (1939)
    • Innocenza (1939)
    • L'Anima (1939)
    • Appuntamento (1939)
    • I due zaffiri (1940)
    • La pellegrina (1940)
    • I gemelli (1940)
    • Il cavallo dell'ortolano (1940)
    • Il confessore (1940)
    • Un uomo senza carattere (1941)
    • Il barone (1941)
    • Frivolo aneddoto sulla Grazia (1941)
  • Le bellissime avventure di Caterì dalla Trecciolina e altre storie (testo e disegni dell'autore), Torino, Einaudi, 1942; poi riveduto e ampliato come Le straordinarie avventure di Caterina , ivi, 1959; 1969; 2007
  • Menzogna e sortilegio, romanzo, Torino, Einaudi, 1948
  • Lo scialle andaluso, racconto, su Botteghe Oscure, 1953
  • L'isola di Arturo, romanzo, Torino, Einaudi 1957
  • Lo scialle andaluso, racconti, Torino, Einaudi, 1963; contiene:
    • Il ladro dei lumi (1935)
    • L'uomo dagli occhiali (1936)
    • La nonna (1937)
    • Via dell'Angelo (1937)
    • Il gioco segreto (1937)
    • Il compagno (1938)
    • Andurro e Esposito (1939)
    • Il cugino Venanzio (1940)
    • Un uomo senza carattere (1941)
    • Il soldato siciliano (1945)
    • Donna Amalia (1950)
    • Lo scialle andaluso (1951)
  • La Storia, romanzo, Torino, Einaudi, 1974
  • Aracoeli, romanzo, Torino, Einaudi, 1982
  • Piccolo manifesto dei comunisti (senza classe né partito); Lettera alle Brigate rosse, Milano, Linea d'ombra, 1988
  • Racconti dimenticati, a cura di Irene Babboni e Carlo Cecchi, Torino, Einaudi, 2002, contiene (oltre ai racconti di Il gioco segreto esclusi da Lo scialle andaluso):
    • Due sposi molto giovani
    • La vecchia
    • Il fratello maggiore
    • il viaggio
    • Il figlio
    • La signora giovane
    • Le due sorelle
    • Infanzia
    • Il gomitolo
    • Peccato originale
    • Il corriere
    • La matrigna
    • La moglie brutta
    • La moglie di Antonio
    • La lezione privata
    • Le ambiziose
    • Ricordo di un giovane poco adatto alla vita
    • Tempo di pace
    • Aneddoti infantili [12]
    • Peccati (racconto ritrovato)
  • Aneddoti infantili [15], raccontini para-autobiografici, Torino, Einaudi, 2013

Poesia[modifica | modifica sorgente]

Saggistica[modifica | modifica sorgente]

  • Pro o contro la bomba atomica e altri scritti, saggi, Milano, Adelphi, 1987
    • Rosse e bianco (1950-51, 7 articoli)
    • Il poeta di tutta la vita (1957, su Umberto Saba)
    • Sul romanzo (1959)
    • Sull'erotismo in letteratura (1961)
    • Navona mia (1962)
    • Pro o contro la bomba atomica (1965)
    • Il beato propagandista del Paradiso (1970, su Beato Angelico)
  • Diario 1938, diario onirico (noto anche con il titolo Lettere ad Antonio e Libro dei sogni), Torino, Einaudi, 1989, a cura di Alba Andreini

Lettere[modifica | modifica sorgente]

  • L'amata. Lettere di e a Elsa Morante, a cura di Daniele Morante con la collaborazione di Giuliana Zagra, Torino, Einaudi, 2012

Traduzioni[modifica | modifica sorgente]

  • Katherine Mansfield, Quaderno d'appunti, Milano, Longanesi, 1945; Feltrinelli, 1979.
  • Katherine Mansfield, Il meglio di, Milano, Rizzoli, 1945

Raccolte[modifica | modifica sorgente]

  • Opere, a cura di Carlo Cecchi e Cesare Garboli, 2 voll., Milano, I Meridiani Mondadori, 1988

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

A Elsa Morante è intitolata la biblioteca comunale del Municipio XIII ad Ostia[4]. Sempre a Roma è stato aperto il Centro culturale Elsa Morante in Piazza Elsa Morante.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ G. Lukács, L'ottobre e la letteratura, «Rinascita», 27 ottobre 1967, 329-31
  2. ^ Grande Enciclopedia per ragazzi della Repubblica, vol. Arte e Letteratura
  3. ^ Il libro contiene corrispondenza scelta tra la scrittrice e, tra gli altri, Guelfo Civinini, Adriano Olivetti, Giorgio Vigolo, Cesare Pavese, Giulio Einaudi, Franco Zeffirelli, Libero De Libero, Tommaso Landolfi, Maria Luisa Spaziani, Cristina Campo, Umberto Saba, Sandro Penna, Alberto Savinio, Raffaele La Capria, Paolo Monelli, Nicola Chiaromonte, Emilio Cecchi, Alberto Moravia, Giacomo Debenedetti, Leonor Fini, Luchino Visconti, Natalia Ginzburg, Italo Calvino, Attilio Bertolucci, Geno Pampaloni, Clotilde Marghieri, Ildebrando Pizzetti, Mario Praz, Mario Soldati, Elémire Zolla, Giovanni Arpino, Lalla Romano, Goffredo Parise, Giorgio Caproni, Carmelo Samonà, Gato Barbieri, Giulio Bollati, Goffredo Petrassi, Nino Tirinnanzi, Luca Pavolini, Gianni Rodari, György Lukács, Giulio Carlo Argan, Sergio Quinzio, Cesare Cases, Vittorio Gassman, Franco Fortini, Eduardo De Filippo, Sylvano Bussotti, Julian Beck, Cesare Garboli, Carmelo Bene, Paolo Volponi, Bernardo Bertolucci, Susanna Pasolini, Pier Paolo Pasolini, Francesco Leonetti, Hans Werner Henze, Juan Rodolfo Wilcock, Anna Maria Ortese, Giorgio Agamben, Dario Bellezza, Paolo Graziosi, Vincenzo Consolo, Gina Lagorio, Enrico Palandri, Erich Linder, Goffredo Fofi, Adriano Sofri, Federico Zeri, Edoarda Masi, Livio Garzanti e Giovanni Giudici.
  4. ^ Biblioteca Elsa Morante. URL consultato il 3 maggio 2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giacomo Debenedetti, L'isola di Arturo, in «Nuovi Argomenti», maggio-giugno 1957
  • Giorgio Bàrberi Squarotti, Morante, in Poesia e narrativa del secondo Novecento, Milano, Mursia, 1961, pp. 268-71
  • Angelo R. Pupino, Strutture e stile della narrativa di Elsa Morante, Ravenna, Longo, 1967
  • Cesare Garboli, La stanza separata, Milano, Mondadori, 1969, pp. 56-71
  • Giorgio Montefoschi, Funzione dei personaggi e linguaggio in "Menzogna e sortilegio" di Elsa Morante, in «Nuovi Argomenti», n.s., 15, 1969
  • Carlo Sgorlon, Invito alla lettura di Elsa Morante, Milano, Mursia, 1972; 1978; 1985; 1994; 2005
  • Cesare Cases, "La Storia". Un confronto con "Menzogna e sortilegio", in «Quaderni Piacentini», XIII, n. 53-54, 1974, poi in Patrie lettere, Torino, Einaudi, 1987, pp. 104-125
  • Camillo Bria, Elsa Morante, Roma, Ciranna, 1976
  • Gianni Venturi, Elsa Morante, Firenze, La nuova Italia ("Il castoro" n. 130), 1977
  • Donatella Ravanello, Scrittura e follia nei romanzi di Elsa Morante, Venezia, Marsilio, 1980
  • Gaetana Miglioli, Elsa Morante, Bologna, Barghigiani, 1982
  • Franco Fortini, "Aracoeli", in «Corriere della Sera», 14 novembre 1982, poi in Saggi ed epigrammi, Milano, Mondadori, 2003, pp. 1593-1600
  • Carmelo Samonà, E. Morante e la musica, in «Paragone», 432, febbraio 1986
  • Cesare Garboli, Falbalas, Milano, Adelphi, 1987, pp. 170-75
  • Marco Bardini, Dei "fantastici doppi", ovvero la mimesi narrativa dello spostamento psichico, in AA.VV., Per Elisa. Studi su "Menzogna e sortilegio", Pisa, Nistri Lischi, 1990, pp. 256-299
  • Graziella Bernabo, Come leggere "La storia" di Elsa Morante, Milano, Mursia, 1991
  • Per Elsa Morante, Milano, «Linea d'Ombra» Edizioni, 1993 (convegno di Perugia del 15-16 gennaio 1993; articoli di Alfonso Berardinelli, Giulio Ferroni, Giovanna Rosa, Cesare Garboli, Concetta D'Angeli, Giorgio Agamben, Sandro Onofri, Giacomo Magrini, Giuseppe Leonelli, Domenico Scarpa, Fabrizia Ramondino, Ginevra Bompiani, Marino Sinibaldi, Gianfranco Bettin, Giuseppe Pontremoli, Franco Serpa e Jytte Lollesgaard)
  • Jean-Noël Schifano e Tjuna Notarbartolo (a cura di), Cahiers Elsa Morante, vol. 1, Napoli, ESI, 1993
  • Cesare Garboli, Il gioco segreto, Milano, Adelphi, 1995
  • Giovanna Rosa, Cattedrali di carta, Milano, Il Saggiatore, 1995; Milano, Net, 2006
  • Jean-Noël Schifano e Tjuna Notarbartolo (a cura di), Cahiers Elsa Morante, vol. 2, Napoli, ESI, 1995
  • Concetta D'Angeli e Giacomo Magrini (a cura di), Vent'anni dopo "La Storia": omaggio a Elsa Morante, Pisa, Giardini, 1995
  • Alba Andreini, «L'isola di Arturo» di Elsa Morante, in Alberto Asor Rosa (a cura di), Letteratura Italiana Einaudi, Opere, vol. 4, tomo II, Torino, Einaudi, 1996, pp. 685-712
  • Stefania Lucamante, Elsa Morante e l'eredità proustiana, Firenze, Cadmo, 1998
  • Marco Bardini, Morante Elsa, italiana. Di professione, poeta, Pisa, Nistri-Lischi, 1999
  • Pier Vincenzo Mengaldo, Menzogna e sortilegio: Elsa Morante, in Franco Moretti (a cura di), Il romanzo, vol. 5: Lezioni, Torino, Einaudi, 2003, pp. 571-584
  • Concetta D'Angeli, Leggere Elsa Morante: Aracoeli, La Storia e Il mondo salvato dai ragazzini, Roma, Carocci, 2003
  • Maria Rosaria Gilio, Le "lusinghe" di Maia nelle opere di Elsa Morante, Roma, Sovera, 2003
  • Giuliana Zagra e Simonetta Buttò (a cura di), Le stanze di Elsa. Dentro la scrittura di Elsa Morante, Roma, Colombo, 2006 (con saggi di Cesare Garboli, Giuliana Zagra, Gabriella Palli Baroni, Simona Cives, Leonardo Lattarulo, Magda Vigilante, Laura Desideri, Alessia Dell'Orca, Luigi De Angelis e Paola Fuselli)
  • Marco Bardini, House of Liars. The American Translation of "Menzogna e sortilegio", in Under Arturo's star. The Cultural Legacies of Elsa Morante, a cura di Stefania Lucamante e Sharon Wood, West Lafayette Indiana, Purdue University Press, 2006, pp. 112-128
  • Elena Porciani, L'alibi del sogno nella scrittura giovanile di Elsa Morante, Soveria Mannelli, Iride, 2007
  • (EN) Lily Tuck, Woman of Rome: A Life of Elsa Morante, New York, Harper Collins, 2008
  • Francesca Giuntoli Liverani, Elsa Morante: l'ultimo romanzo possibile, Napoli, Liguori, 2008
  • Ilaria Splendorini, Menzogna e sortilegio di Elsa Morante: una scrittura delle origini, Firenze, Le Lettere, 2010
  • Lucia Dell'Aia, La sfera del puer. Il tempo dei ragazzini di Elsa Morante, Bari, Edizioni B.A. Graphis, 2010
  • Goffredo Fofi e Adriano Sofri (a cura di), Festa per Elsa, Palermo, Sellerio, 2011 (articoli, omaggi e ricordi del 1985, testi di Patrizia Cavalli, Giorgio Caproni, Carmelo Samonà, Natalia Ginzburg, Franco Serpa, Elena De Angeli, Ginevra Bompiani, Fabrizia Ramondino, Giorgio Agamben, Tonino Ricchezza, Goffredo Fofi, Paolo Graziosi, Ninetto Davoli, Daniele Morante, Luca Coppola, Raffaele La Capria, Adriano Sofri, Gianfranco Bettin, Marino Sinibaldi)
  • Gandolfo Cascio, L’estetica dell’ebreo e del cristiano nei racconti de «Lo scialle andaluso» di Elsa Morante, in AA.VV., Contemporary Jewish Writers in Italy: a Generational Approach, Utrecht, Igitur, 2007, pp. 40-45, ora in Id., Variazioni romane. Studi su Penna, Morante, Wilcock e Pecora, Uitgave Volksuniversiteit Amstelland, Amstelveen, 2011.
  • Graziella Bernabò, La fiaba estrema. Elsa Morante tra vita e scrittura, Roma, Carocci, 2012
  • Marco Bardini, Esporsi al pubblico: Elsa Morante tra occasioni mondane e impegno civile, in «Status Quaestionis», 3 (2012), pp. 1-29
  • Marco Bardini, Elsa Morante e «L'Eroica», in «Italianistica», XLI (2012), 3, pp. 121-136.
  • (FR) Jean-Noël Schifano, E.M. ou la Divine Barbare, Paris, Gallimard, 2013
  • «Nacqui nell'ora amara del meriggio». Scritti per Elsa Morante nel centenario della nascita, a cura di Eleonora Cardinale e Giuliana Zagra, Quaderni della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, 17, 2013
  • Marco Bardini, Elsa Morante e il cinema, Pisa, ETS, 2014

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