Katherine Mansfield

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Fotografia del 1916-1917

Katherine Mansfield, nome di battesimo Kathleen Mansfield Beauchamp (Wellington, 14 ottobre 1888Fontainebleau, 9 gennaio 1923), è stata una scrittrice neozelandese.

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Nata in una famiglia socialmente benestante di Wellington, Nuova Zelanda, Katherine pubblicò le prime storie nel giornalino del liceo che frequentava, il Wellington Girls' High School magazine, tra il 1898 e il 1899. Si trasferì a Londra nel 1902 dove frequentò il Queen's College. Katherine era una violoncellista di talento e inizialmente non era molto attratta dalla letteratura. Terminati gli studi in Inghilterra ritornò in Nuova Zelanda nel 1906. Stanca dello stile di vita provinciale della Nuova Zelanda, ritornerà a Londra due anni più tardi.

Produzione letteraria[modifica | modifica wikitesto]

« Il piacere di leggere è doppio quando si vive con qualcuno che divide con te gli stessi libri »
(Katherine Mansfield)

Mansfield ha scritto soprattutto racconti in lingua inglese. Figlia di un banchiere e nata in una famiglia della borghesia coloniale, Mansfield ebbe un'infanzia solitaria e alienata. Una sua cugina prima, Mary Annette Beauchamp, fu anch'essa scrittrice con lo pseudonimo di Elizabeth von Arnim. In Nuova Zelanda, tra il 1906 e il 1908, iniziò a scrivere i suoi primi racconti. Ritornata a Londra iniziò a vivere in stile bohemien come era tipico di quei tempi e si sposò, in sole tre settimane, con George Bowden.

A Londra, venne in contatto con scrittori a lei contemporanei come David Herbert Lawrence e Virginia Woolf. Nello stesso tempo, rimase incinta di un amico di famiglia della Nuova Zelanda (Garnet Trowell, un timido violinista) e sua madre la mandò in Baviera. Katherine ebbe un aborto spontaneo nel 1909; apparentemente l'aborto fu causato dalla caduta di un armadio sul suo ventre. In Inghilterra, il suo lavoro destò l'attenzione di molte case editrici e Beauchamp, con lo pseudonimo di Katherine Mansfield, pubblicò la sua prima raccolta di storie brevi, In a German Pension, nel 1911. Nello stesso anno contrasse la gonorrea, un avvenimento che caratterizzò il resto della sua breve vita con dolori artritici.

Scoraggiata dalla mancanza di successo, Mansfield conobbe il futuro marito, il collega scrittore John Middleton Murry. Benché continuasse a scrivere le sue raccolte (Prelude, 1918), raramente il suo lavoro veniva pubblicato e cadde in preda alla depressione.

La sua salute peggiorò ulteriormente dopo un attacco quasi mortale di pleurite, dopo aver contratto la tubercolosi nel 1917. Fu mentre combatteva la malattia nelle stazioni termali di salute in giro per l'Europa, e dopo aver sofferto per un'emorragia seria che l'aveva colpita nel 1918, che Mansfield cominciò a scrivere le opere per cui sarà più conosciuta. Con Miss Brill, la storia agrodolce di una donna fragile che vive una vita effimera caratterizzata dall'osservazione e dai piaceri semplici a Parigi, Katherine si impone come uno degli scrittori preponderanti del periodo Moderno, con la relativa pubblicazione del Bliss degli anni '20. La raccolta così intitolata, Bliss, che ha assunto caratteri simili all'infedeltà di suo marito, ha trovato anche il favore della critica. Ad essa segue un'altra opera ugualmente elogiata, The Garden Party, pubblicata nel 1922.

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Mansfield ha trascorso gli ultimi anni della sua vita a cercare le cure più eterodosse per la sua tubercolosi. Nel febbraio 1922 consultò il medico russo Ivan Manoukhin. Il suo trattamento "rivoluzionario", che consisteva nel bombardare la milza con i raggi X, causò a Katherine uno sviluppo di calore corporeo e l'intorpidimento delle gambe.

Nell'ottobre 1922, Mansfield si recò all'istituto di Georges Gurdjieff per lo sviluppo armonioso dell'uomo a Fontainebleau, in Francia, dove continuò a scrivere malgrado le sue cattive condizioni di salute. Dopo la pubblicazione di due raccolte supplementari, una di poesie e l'altra di storie brevi, la sera del 9 gennaio 1923, nella sua stanza all'istituto di Gurdjeff, ebbe un accesso di tosse che le fece uscire un gran fiotto di sangue. In pochi minuti spirò.[1] Fu sepolta in un cimitero nel distretto di Fontainebleau nella città di Avon.

Mansfield è risultata essere una scrittrice prolifica durante gli anni finali della sua vita e molte delle sue prose e poesie non sono state pubblicate alla sua morte. Murry intraprese l'operazione di pubblicazione dei suoi lavori. I risultati dei suoi sforzi sono stati due volumi supplementari di racconti brevi nel 1924 (Something Childish) e nel 1930 (The Aloe), oltre a tre volumi di lettere e di articoli precedentemente non pubblicati da Mansfield. Una raccolta di testi non finiti venne pubblicata nove anni più tardi. Nel luglio 2012 sono stati rinvenuti, presso il King's College di Londra, quattro racconti che l'editore Mondadori ha incluso nella sua ultima edizione di Tutti i racconti, pubblicata nel 2013.

Eredità[modifica | modifica wikitesto]

Katherine Mansfield è ampiamente considerata una delle migliori scrittrici di racconti del suo periodo. Alcuni dei suoi racconti, compresi Miss Brill, Prelude e lavori successivi come The Fly, sono raccolti in antologie di storie brevi. Mansfield per i suoi racconti prende ispirazione dal grande scrittore russo Anton Čechov, e da quest'ultimo riprende alcuni temi e tecniche che poi fa propri nella sua scrittura. Il fatto che Katherine sia morta relativamente giovane ha aggiunto prestigio alla sua eredità. Il suo nome è stato dato ad una casa nel MacLeans College.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Titoli originali[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

  • Katherine Mansfield, Preludio e altri racconti, Fratelli Treves, Milano, 1931.
  • id., Diario, trad. Mara Fabietti, Collana I Corvi n.26, Corbaccio, Milano, 1933; Collana Ammiraglia, Dall'Oglio, Milano, 1949.
  • id., Lettere, trad. Milli Dandolo, Collana I Quaderni della «Medusa» n.12, Mondadori, 1941.
  • id., La lezione di canto, Collana Medusa n.45, Mondadori, 1942; trad. e prefazione di Emilio Ceretti, Collana I Capolavori della Medusa, Mondadori, 1970.
  • id., Poemetti. Versione e introduzione con testo a fronte di Gilberto Altichieri, Guanda, Parma, 1943.
  • id., Una tazza di tè e altri racconti, trad. V. Guerrini, Frassinelli, Torino, 1944.
  • id., Nuovi Racconti, Edizioni di Uomo, Milano, 1944.
  • id., Il meglio di Katherine Mansfield, Longanesi, Milano, 1957.
  • id., Felicità, Il Saggiatore, Milano, 1959.
  • id., Epistolario (Le lettere a John Middleton Murry, 1913-1922, a cura di J.M.Murry), trad. Giorgia Ruffini, Collana La Cultura n.XLIII, Il Saggiatore, Milano, 1961.
  • id., Poemetti. Traduzione di Gilberto Altichieri, Collezione di Poesia n.74, Einaudi, Torino, 1970.
  • Kass, trad. Maura Del Serra, in "Astolfo", 2, 1998, pp. 47–60
  • id., Tutti i racconti. Vol. 1: Felicità-Garden party. Piccola biblioteca Adephi. 1978
  • id., Tutti i racconti. Vol. 2: Il nido delle colombe-Qualcosa di infantile ma di molto naturale-Una pensione tedesca. Piccola biblioteca Adephi. 1979
  • id., Lettere e Diari, Collana I Libri della Medusa, Mondadori, Milano, I° ed. 1981.
  • id., Racconti. Con un saggio introduttivo di Armanda Guiducci, Collana I Classici, BUR, Milano, I° ed. 1989
  • Tutti i racconti, cura e traduzione di Maura Del Serra, Roma, Newton Compton, 1996, pp. 522.
  • id., L'Aloe. Racconto, Collana Passepartout, Mondadori, Milano, 1993, ISBN 978-88-04-37754-2; Collana Scrittori del Novecento, Oscar Mondadori, Milano, 1999, ISBN 978-88-04-46914-8.
  • id., Felicità. Con un saggio introduttivo di Pietro Citati, Collana Superclassici, BUR, Milano, 1997.
  • id., Racconti neozelandesi, Collana Scrittori del Novecento n.1767, Oscar Mondadori, Milano, 2001,
  • id., Poesie e prose liriche. Cura e traduzione di Maura Del Serra, Pistoia, Editrice Petite plaisance, 2013, pp. 280.
  • id., Tutti i racconti, a cura di Franca Cavagnoli, Collana Oscar Scrittori Moderni, Milano, Mondadori, 2006; nuova edizione con 4 racconti inediti, Mondadori, 2013, ISBN 978-88-04-62834-7.
  • id., Felicità e altri racconti, Audiolibro letto da Rita Savagnone, Roma, edizioni Full Color Sound srl, 2014.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Home | Diritti Globali 3.0Diritti Globali 3.0 | il sito di SocietàINformazione Onlus e del Rapporto sui diritti globali

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • I.A. Gordon, Katherine Mansfield, trad. Giuseppe Bernardi, Collana scrittori inglesi e americani.Profili n.7, Mursia, Milano, 1965.
  • Pietro Citati, Vita breve di Katherine Mansfield, Rizzoli, Milano, I° ed. 1980; BUR, Milano, 1982; Collana Scrittori del Novecento, Oscar Mondadori, Milano, 1999; Collana Gli adelphi, Adelphi, Milano, 2014, ISBN 978-88-45-92937-3.
  • Jeffrey Meyers, Katherine Mansfield, trad. Lidia Lax, Collana Le Vite, Rusconi, Milano, 1982.
  • Ines Gnoli Lanzetta, Katherine Mansfield. Una vita, Cisalpino, 1984.
  • Kate Fullbrook, Katherine Mansfield. A cura e con una prefazione di Jamilè Morsiani, trad. Anna Spatafora e Caterina Schianchi, CLUEB, Bologna, 1994.
  • Nadia Fusini, La figlia del sole: vita ardente di Katherine Mansfield, Collana Scrittori italiani e stranieri, Mondadori, Milano, 2012, ISBN 978-88-04-61624-5.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 41843502 · LCCN: n79043273 · GND: 118577263 · BNF: cb11914314j (data)
letteratura Portale Letteratura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di letteratura