Giuseppe Dessì
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Giuseppe Dessì (Cagliari, 7 agosto 1909 – Roma, 6 luglio 1977) è stato uno scrittore italiano.
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[modifica] Biografia
Trascorre l'adolescenza a Villacidro[1], di cui sono originari i suoi parenti. La lontananza e le continue assenze, durante il periodo adolescenziale, del padre, ufficiale di carriera, costretto spesso a lunghi e continui spostamenti, incidono molto sul carattere già introverso e sensibile del giovane, che manifesta un profondo spirito di ribellione[2].
Dopo diverse bocciature durante il ginnasio, lascia gli studi regolari. La scoperta, dietro un muro della casa del nonno di una biblioteca, "la biblioteca murata" lo introdurrà alla lettura di testi filosofici e scientifici. Convinto da queste precoci letture, Leibniz e Spinoza in particolare, che l'uomo sia privo di libero arbitrio, matura pensieri di suicidio. L'affetto del padre, ritornato nel frattempo al paese, e la lettura dell'Orlando Furioso gli fanno ritrovare un equilibrio stabile e il desiderio di concludere gli studi [3]. Decide di studiare latino e greco privatamente a Villacidro, con Don Luigi Frau, per sostenere gli esami di licenza ginnasiale, poi si trasferisce a Cagliari per completare la sua preparazione ginnasiale.
Nel 1929 s'iscrive al Liceo Dettori di Cagliari con un iniziale disagio dato dall'età avanzata rispetto ai suoi compagni di classe, conosce però un professore, Delio Cantimori, insegnante di filosofia che lo sostiene e lo incoraggia a continuare gli studi. Concluso il liceo, (nel frattempo gli muore dopo una lunga agonia la madre) su consiglio del professore Cantimori, tenta di entrare nella Classe di Lettere della prestigiosa Scuola Normale di Pisa ma non è ammesso, pertanto si iscrive alla Statale di Pisa rimanendo in stretto contatto però con alcuni Normalisti.
Segue i corsi di Momigliano e Russo, con i compagni di studio Claudio Varese, Carlo Raggianti, Claudio Baglietto, Aldo Capitini, Enrico Alpino e Carlo Cordiè con i quali instaura rapporti importanti per la sua formazione culturale. Dopo la laurea, per un certo periodo lo scrittore continua a frequentare il gruppo raccolto attorno alla rivista Letteratura, poi inizia ad insegnare in varie città italiane, tra le quali Ferrara e Bassano del Grappa; nel 1941 viene nominato, per meriti culturali, dal Ministro Bottai, Provveditore agli Studi di Sassari. Dopo essere stato Provveditore anche in altre sedi, tra cui Ravenna e Grosseto, viene comandato presso l'Accademia dei Lincei a Roma.
Inizia a scrivere i suoi primi racconti, nei quali è protagonista (come in tutta la sua narrativa) la sua Sardegna, tra i quali si nota La città rotonda (1930), inserito in seguito nel suo primo libro di racconti La sposa in città (1939).
Nel 1939 pubblica anche il romanzo San Silvano seguito dal romanzo Michele Boschino (1942). Dopo aver pubblicato una raccolta di racconti Racconti vecchi e nuovi (1945), tra i lavori successivi ci sono L'isola dell'angelo (1949) seguito da La frana (1950), e nel 1955 il romanzo I passeri, seguito da Paese d'ombre vincitore nel 1972 del Premio Strega. Nelle sue opere descrive la Sardegna, antica, mitica e immutabile, della sua infanzia contaminata dal "continente", visto come un mondo violento e senza valori.
Il romanzo Il disertore, ambientato durante la prima guerra mondiale, e giudicato uno dei migliori racconti della produzione italiana di quel periodo, si aggiudica nel 1961 il Premio Bagutta.
Ha prodotto anche diverse opere teatrali, sviluppate dai suoi racconti: il suo primo dramma, La giustizia fu diffuso dalla BBC inglese e poi dalla RAI, prima di essere incluso nei Racconti drammatici. Addirittura il dramma La Trincea che rievocava un episodio della prima guerra mondiale di cui fu protagonista il padre dello scrittore, fu messo in onda da Raidue il 4 novembre 1961 giorno dell'inaugurazione. Ha scritto anche l'opera teatrale Eleonora d'Arborea dedicato alla giudichessa sarda che nel Trecento animò la resistenza dell'isola contro gli Aragonesi.
Dopo la sua morte avvenuta a Roma il 6 luglio del 1977, in suo ricordo è stato istituito, nel 1986 a Villacidro, il Premio Letterario Giuseppe Dessì ed è stata costituita una Fondazione i cui soci fondatori sono la Regione Autonoma della Sardegna e il comune di Villacidro. Il premio si articola nelle sezioni Narrativa, Poesia e Premio Speciale della Giuria e viene assegnato ad autori di narrativa e di poesia in lingua italiana.
[modifica] Pensiero e attività politica
Sin da adolescente Dessì confessa la sua profonda ammiriazione per Emilio Lussu ("Oltre che un uomo eccezionale, Lussu è stato un momento della storia, enon voglio dire della storia di ciascuno di noi e della nostra Isola, ma della storia semplicemente. Io lo conobbi sin da bambino, a Cagliari, tramite mio padre" [4]) e verso quell'idea liberalsocialista a cui sarà legato per tutta la sua vita. A Pisa, a contatto con molti "normalisti", Dessì si trova immerso in un ambiente culturale che lentamente sta passando dal "non fascismo" all'antifascismo vero e proprio. Nel 1944 esce a Sassari un settimnale "politico, letterario e d'informazione", intitolato <<Riscossa>>, nel quale Dessì collabora attivamente. Del gruppo dei collaboratori facevano parte ancora Emilio Lussu, Antonio Borio, Salvatore Cottoni, Franco Fulgheri, Giovanni Floris, Francesco Masala, Fiorenzo Serra, Nino Giagu, Vico Mossa, Giovanni Maria Cherchi, Antonio Santoni Rugiu, Angelo Mannoni, Giovanni Lilliu, Luca Pinna, Gavino Musio, Augusto Maddaleni, Toti Mannuzzu, Teresa Crobu, tutti sardi, e Lorenzo Giusso, Aurelio Roncaglia, Lanfranco Caretti, Giorgio Bassani, Franco Matacotta, Antonio Delfini e Joyce Lussu [5].
In seguito, alla caduta del fascismo partecipa, insieme ad Antonio Borio, alla fondazione della prima sezione sassarese del partito ricostituito socialista. Nel 1960 accetta di essere presentato, come indipendente, nella lista del PCI per il Consiglio comunale di Grosseto. Eletto, partecipa alla vita politica di quel comune come consigliere dal 1960 al 1964.
Nel 1974 decide di iscriversi per la prima volta al PCI, nonostante non sia mai stato in sintonia con una certa ortodossia marxista-leninista allora dominante. Pur non essendo sempre stato attivamente impegnato in politica, Dessì non mancherà mai di diffondere il suo pensiero politico-sociale pacifista e, in qualche modo, antimilitarista (si pensi a Il Disertore del 1961).
[modifica] Scelte linguistiche
Giuseppe Dessì, pur essendo uno dei più importanti scrittori sardi che raccontano la storia e le tradizioni dell'isola, scrive le sue opere in un italiano colto, frutto dei suoi studi al Liceo Dettori di Cagliari prima e successivamente alla Facoltà di Lettere di Pisa. Ma Dessì provvede a inserire parole e modi di dire in lingua sarda. Fra queste:
- MIGIURATO o GIODDU = "...una specie di yogurt molto in uso in parte d'Ispi"
- ZIPULAS = dolce di Carnevale.
- FILUFERRU = "...fortissima acquavite... che si usava per disinfettare le ferite, per prevenire la malaria e specialmente le infreddature e vi si inzuppavano i succhiotti dei lattanti, che smettevano di piangere e dormivano profondamente per ore, nelle loro culle"
- CABIDANNI = "...In Parte d'Ispi le parole durano a lungo come tutte le altre cose. Capidanni è puro latino e significa settembre. Per gli antichi abitanti che parlavano la lingua dei loro dominatori d'oltremare, l'inizio dell'anno CAPUT ANNI cadeva in settembre, che era considerato un mese propizio per cominciare cose nuove..."
- PICCIOCUS DE CROBI = "...furono circondati da un nugolo di picciocus de crobi, i piccoli facchini cagliaritani, scalzi, vestiti di stracci e vispi come passeri, con le loro gialle corbule di giunco, sempre pronti a trasportare qualsiasi merce per pochi centesimi..."
- MAIOLU = "... aveva sposato un plebeo paesano che si era fatto da sè, e che, per mantenersi agli studi era stato persino maiolu, cioè servetto, in casa di un nobile cagliaritano, secondo l'antica tradizione spagnuola."
- BAU DE SA MADIXEDDA = in "Paese d'Ombre", Dessì ci spiega che il punto in cui il rio Fluminera si allarga ed e più profondo viene chiamato "...BAU DE SA MADIXEDDA, guado della cutrettola, benché quando è in piena nemmeno un branco di tori riuscirebbe a guadarlo..."
- PRINZIPALES = "...il prete si era trovato schierato con i più ricchi, coi prinzipales..."
- MASSAIUS = "...Ognuno dei prinzipales... disponeva di un certo numero di voti dei massaius, cioè dei piccoli proprietari, padroni di pochi starelli di terreno, di qualche giogo di buoi, o di un branco di pecore."
- MAMMAI = richiamo affettuoso
- "A S'INFERRIU" e "LAMPU" = imprecazioni.
[modifica] Opere principali
[modifica] Narrativa
- La sposa in città, Modena, Guanda,1939;
- San Silvano, Firenze, Le Monnier, 1939;
- Michele Boschino, Milano, Mondadori, 1942;
- Racconti vecchi e nuovi, Roma, Einaudi, 1945;
- Storia del principe Lui, Milano, Mondadori, 1949;
- I passeri, Pisa, Mondadori, 1955;
- La ballerina di carta, Bologna, Cappelli, 1957;
- Isola dell'Angelo e altri racconti, Roma-Caltanìssetta, Sciascia, 1957;
- Introduzione alla vita di Giacomo Scarbo, Venezia, Mondadori, 1959;
- Racconti drammatici, Milano, 1959;
- Il disertore, Milano, Mondadori, 1961;
- Lei era l'acqua, Milano, Mondadori, 1966;
- Paese d'ombre, Milano, Mondadori, 1972;
- La scelta, Milano, Mondadori, 1978;
- Come un tiepido vento, Palermo, Sellerio, 1989;
- Diari 1926/1931, Roma, Jouvence, 1993;
- Diari 1931/1948, Roma, Jouvence, 1998.
[modifica] Teatro
- L'uomo al punto, in Terzo programma, n. 1,1961;
- Eleonora d'Arborea, Milano, 1964;
- La trincea, in Drammi e commedie, Torino, 1965.
[modifica] Saggistica
- Scoperta della Sardegna, Milano, 1965;
- Narratori di Sardegna, in collaborazione con N.Tanda, Milano, 1965.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni di o su Giuseppe Dessì
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito della Fondazione Giuseppe Dessì
- Approfondimenti
- Sito del Progetto "L'Officina di Giuseppe Dessì: letteratura cinema territorio"
[modifica] Note
- ^ Paese all'epoca nella Provincia di Cagliari, ora nella Provincia del Medio Campidano
- ^ Giuseppe Dessì "La scelta". L'Unione Sarda, 2003
- ^ Giuseppe Dessì "La scelta". L'Unione Sarda, 2003
- ^ La scelta, L'Unione Sarda, pag 133
- ^ [1]
| Predecessore: | vincitori Premio Bagutta | Successore: |
|---|---|---|
| Giorgio Vigolo | 1962 | Ottiero Ottieri |
| Scrittori italiani · Scrittori per nazionalità | ||
|---|---|---|
| Scrittori italiani del Duecento · Trecento · Quattrocento · Cinquecento · Seicento · Settecento · Ottocento · Novecento · Duemila | ||

