Maria Lai

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Maria Lai

Maria Lai (Ulassai, 27 settembre 1919Cardedu, 16 aprile 2013) è stata un'artista italiana.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Museo Arte Contemporanea Stazione dell'arte di Ulassai
Fame d'infinito, opera conservata presso il Museo Stazione dell'arte di Ulassai
Particolare dell'opera "Pastorello con capretta", Maria Lai, 2005, Museo all'aperto Maria Lai Ulassai

Figlia di Giuseppe e Sofia Mereu, Maria Lai è seconda di cinque figli, zia del fotografo Virgilio Lai e della scrittrice Maria Pia Lai Guaita. Durante l'infanzia è di salute piuttosto cagionevole, il che la porta ad essere trasferita per i mesi invernali dal paese di Ulassai alla pianura di Gairo[1] per potersi riprendere: viene ospitata da zii contadini senza figli.

Nei mesi invernali salta completamente le scuole materne ed elementari; in completo isolamento inizia a scoprire e cogliere in sé l'attitudine per il disegno. La famiglia decide in un secondo momento di iscriverla alle scuole secondarie a Cagliari, dove ha la fortuna di conoscere il suo maestro di Italiano Salvatore Cambosu. Egli per primo comprende le difficoltà della bambina nell'inserimento scolastico e per primo scopre la sua sensibilità artistica; grazie a lui, la giovane allieva ulassese si farà carico dell'importanza e del valore del Latino e delle poesie e scoprirà "il valore del ritmo delle parole che portano al silenzio". Nel 1939, "se pur con tante difficoltà", decide di continuare la sua ricerca del segno, iscrivendosi al Liceo Artistico di Roma, dove conosce maestri di scultura come Angelo Prini e Marino Mazzacurati, che vedono subito in lei un segno maturo e molto maschile, estremamente essenziale e rapido. Completati gli studi al Liceo, partirà alla volta di Verona e, appena dopo, di Venezia, poiché la seconda guerra mondiale impedisce il suo ritorno in Sardegna.

Trasferitasi a Venezia senza aiuto finanziario alcuno da parte della famiglia, s'iscrive all'Accademia di Belle Arti, dove frequenta un corso di scultura tenuto dall'artista Arturo Martini e da Alberto Viani. Nell'ambiente accademico veneziano incontra diverse difficoltà. Inizialmente è disarmante per lei la figura del suo maestro, che fatica a accettare le donne nel mondo dell'arte; inoltre egli in quel tempo attraversa una crisi poetica e solo in un secondo momento inizia a comprendere quanto siano importanti le sue lezioni, trovando diverse affinità con Cambosu, cioè sul valore del ritmo, "in questo caso nella Scultura".

Nel 1945 decide di tornare in Sardegna in modo rocambolesco, con delle scialuppe di salvataggio dal porto di Napoli a quello di Cagliari. Sull'isola resta sino al 1954; nel frattempo riprende l'amicizia con Salvatore Cambosu e insegna Disegno presso delle scuole elementari della città e di alcuni paesi, di questo periodo è l'amicizia con lo scrittore e artista Foiso Fois.

Ritorna a Roma nel 1954, portando con sé un bagaglio di tristezza profonda a causa dell'assassinio del fratello Lorenzo, accaduto lo stesso anno nei pressi del paese natale. Nel 1957, presso la Galleria L'Obelisco di Irene Brin, terrà la sua prima personale con i disegni a matita dal 1941 al 1954; potrà nel frattempo aprire un piccolo studio d'arte, intraprendere rapporti d'amicizia con artisti del calibro di Jorge Eduardo Eielson, e nel frattempo comparire in alcuni servizi dell'Istituto Luce. Dopo la mostra, pare andar tutto per il meglio; ma ad un tratto decide di ritirarsi dal mondo dell'arte, in un silenzio che l'accompagnerà per circa 10 anni: una crisi poetica che la tiene lontana da gallerie e artisti, ma che l'avvicina al mondo dei poeti e degli scrittori. Per tutti gli anni Sessanta, infatti, coltiva un rapporto di amicizia e di collaborazione con lo scrittore Giuseppe Dessì, dirimpettaio di casa sua a Roma.

Attraverso lo scrittore riscopre il senso del mito e delle leggende della sua terra, trae profonda ispirazione dai suoi libri, capisce ancora di più quanto sia importante e privilegiata la sua origine sarda. In questo silenzio romano, osserva le correnti emergenti contemporanee, come l'Arte Povera e l'Informale, e di li a poco comprende quanto fossero importanti le lezioni di Martini (inizialmente vissute come un completo fallimento), le parole di Cambosu, le tradizioni, i miti e le leggende della sua terra natia. Intervenendo sulla materia attraverso gli oggetti ansiosi Ready-made del telaio e della magia del suo utilizzo, del pane e degli oggetti del passato arcaico sardo, inizia il suo percorso, che vede il passato come indagine del futuro.

Il 1971 è per lei un anno triste e al contempo estremamente fecondo di attività: triste perché nel settembre muore in un incidente aereo l'unico fratello rimasto, Gianni; mentre a livello artistico, presso la Galleria Schinaider di Roma, espone i primi Telai, la mostra fu a cura di Marcello Venturoli, un ciclo che caratterizza tutti i dieci anni successivi. Nel 1976 conosce la sua futura curatrice personale Angela Grilletti Migliavacca, con la quale poi avrà un rapporto di lavoro e d'amicizia pruridecennale. Nel 1977 conosce la storica dell'arte Mirella Bentivoglio la quale l'anno successivo permetterà a Maria di sbarcare alla Biennale di Venezia. Gli anni ottanta del XX secolo, invece, sono caratterizzati dal ciclo delle Geografie e dei Libri cuciti. Iniziano a chiederle delle collaborazioni per delle copertine (p. es. il libro vero di Giulio Angioni, A fogu aintru, EDeS, 1978, con disegni di Maria Lai[2]), e tantissime altre, ma soprattutto iniziano le prime operazioni sul territorio: "Legarsi alla Montagna", per esempio, è l'opera che la porta alla realizzazione delle future opere nel paese di Ulassai, a Roma stringe amicizia con Bruno Munari e a New York con Costantino Nivola. In questi anni spesso realizza anche installazioni effimere ed opere in altre città, non solo in Sardegna. Negli anni novanta le sue opere appaiono come una reinterpretazione del suo percorso complessivo ed i vari cicli si assemblano armonicamente l'uno con l'altro; la velocità inattesa dei segni-disegni si fonde con i grovigli di fili e di corde di telaio e di Geografie. In questo contesto storico il suo lavoro sarà molto apprezzato anche a livello internazionale, a questi anni risale l'amicizia con lo stilista Antonio Marras e le cantanti Marisa Sannia e Elena Ledda.

Negli ultimi anni ha vissuto e lavorato nella casa di campagna vicino al paese di Cardedu; a Ulassai, invece, l'8 luglio del 2006 ha inaugurato il Museo di Arte Contemporanea Stazione dell'arte, che raccoglie una parte considerevole (circa 140 pezzi) delle sue opere, dopo il successo del museo, le sue opere sono entrate nelle Istituzioni più importanti, quali Palazzo Grassi di Venezia con la mostra "Italic" a cura di Francesco Bonami, a Palazzo Mirto e a Villa Borghese di Roma.

Dopo le recenti esposizioni negli Stati Uniti e in prestigiose manifestazioni europee, Maria Lai è considerata a pieno titolo l'artista più significativa della Sardegna. A distanza di sei mesi dalla sua morte è stato promosso un convegno in suo ricordo da Laura Boldrini Presidente della Camera dei Deputati presso la Sala della Regina a Palazzo Montecitorio.

Ora è sepolta presso il cimitero di Ulassai.

Opere più importanti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Museo all'aperto Maria Lai, Lavatoio Comunale di Ulassai e Stazione dell'arte.

Secondo l'opinione dell'artista l'opera più importante che ha realizzato è Legarsi alla montagna.

  • "Orme di leggi", 2011, presso la Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari, Palazzo Montecitorio Roma
  • "Cucire e ricucire sul diritto e sul rovescio", 2010, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Cagliari
  • "La cattura dell'ala del vento", 2009, presso il Parco Eolico di Ulassai
  • "Omaggio a Grazia Deledda", 2012, presso la Chiesa della Solitudine a Nuoro
  • "Il Tempo dell'arte", 1998, presso il Museo Su Logu e s'iscultura Tortolì

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Maria Lai nelle collezioni pubbliche[modifica | modifica sorgente]

Mostre personali[modifica | modifica sorgente]

  • 1953 Cagliari Gli amici del Libro 2011
  • 1956 Cagliari Gli amici del Libro
  • Palm Beach Little Gallery
  • 1957 Roma Galleria L'Obelisco
  • 1958 Stoccolma Nordiska Companiet
  • 1961 Roma Galleria L'astrolabio
  • 1963 Roma Galleria L'arbatro
  • 1971 Roma Galleria Schneider
  • 1977 Savona Galleria Il brandale
  • 1978 Biennale di Venezia, Libro scalpo, Libro Pianto
  • 1979 Roma Centro Morandi
  • Bologna Arte Fiera
  • 1980 Roma Spazio Alternativo
  • Trieste Studio Tommaseo
  • 1981 Ulassai Legarsi alla Montagna
  • 1982 Ulassai Lavatoio Comunale
  • Perth Australia Quentin Gallery
  • 1983 Bari Centrosei
  • Sydney Yvan Dougherty Gallery
  • Roma Spazio Documento, il paese dei nastri celesti
  • Orotelli, l'alveare del poeta
  • Camerino, la disfatta dei varani
  • 1984 Roma Spazio Documento, Tenendo per mano il sole
  • Roma Calcografia Nazionale, artisti al lavoro, Maria Lai Franca Sonnino
  • 1986 Prato, Teatro Comunale, lettere al lupo
  • 1987 Torino, Quantica Studio
  • 1989 Hannover Biblioteca dell'Università
  • 1990 Roma Studio Stefania Miscetti: La leggenda di Maria Pietra
  • 1992 Napoli Gallassia Gutemberg Oltre le indie Libri in stoffe
  • 1992 Castel di Tusa (ME),Atelier sul Mare, Su barca di carta mi imbarco
  • 1994 Roma scuderie di Palazzo Ruspoli, Inventare altri spazi
  • 1996 Venezia Scuola di Grafica Internazionale, Ca de janas
  • 1998 Cagliari, Man Ray Janas
  • 2006 Ulassai Inaugurazione Stazione dell'arte
  • 2008 Roma Festival Internazionale del Cinema, Ansia d'Infinito
  • 2011 Venezia, Premio Venere nera
  • 2011 Roma Premio Camera dei deputati, 150 anni dell'Unità d'Italia, Orme di Leggi
  • 2012 Miami U.S.A, Pulse "Fiera Internazionale d'Arte Contemporanea
  • 2013 Milano Nuova Galleria Morone, "Tra fiabe, miti e leggende: le Tracce di un dio distratto"
  • 2013 Bologna Museo d'arte moderna di Bologna "Autoritratti"

Mostre post mortem[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • La famiglia Lai, oltre ad avere Maria come artista di fama, ha dato i natali a Giuliana, sua sorella talentuosa scrittrice; prima di morire all'età di 92 anni, quest'ultima ha pubblicato la trilogia: "L'erede del corbulaio", "Mi piacerebbe usare bene words" e "Ritagli".

Giovanni, il fratello maggiore, è stato invece un importante medico imprenditore, colui che fondò nel 1952 la Clinica Medica "Ospedale Tommasini" di Jerzu.
Alberto Cannas, suo cugino, è il Presidente del Museo Fondazione Stazione dell'arte.
Il Fotografo Virgilio Lai, e sua sorella Maria Pia Lai Guaita invece, erano suoi nipoti di secondo grado.

  • Maria Lai fu molto amica della pittrice Paola Levi Montalcini e dell'attore Dario Fo.
  • Maria Lai amava i testi e le poesie di Giorgio Caproni ma non volle mai conoscerlo personalmente.
  • Nel 2008, l'ex Presidente della Regione Sardegna Renato Soru donò al Papa Benedetto XVI il libro cucito "Da Tanto Tempo" di Maria Lai, in occasione della visita pastorale di quest'ultimo in Sardegna.
  • Maria Lai quando si trovava a Venezia nel periodo della Accademia, strinse amicizia con i coniugi Girotti, genitori di Terence Hill e conobbe l'attore bambino molto piccolo.

Citazioni[modifica | modifica sorgente]

« Giocavo con grande serietà, a un certo punto i miei giochi li hanno chiamati arte.[3]

"Ogni opera parla più liberamente se è di autore ignoto."

"La paura dell'arte è paura di esporsi"

"Ogni essere umano può rifiutare la propria inquietudine, oppure cercare risposte nella religione o nell'arte"

"Per il religioso la preghiera, per l'uomo libero la frequentazione dell'arte"

"Ogni religione stabilisce legami. L'arte sciogli legami" »

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Oggi Cardedu.
  2. ^ Il capo di quel filo
  3. ^ Da saperdaesuentu.it

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • "Maria Lai, Come un gioco" edizioni Museo Arte Provincia Nuoro 2002
  • "Maria Lai, Inventare altri spazi" Testi di Fabrizio D'Amico e Gianni Murtas, edizioni AD cagliari 1993
  • "Maria Lai, Fuori era notte, I presepi" edizioni AD Cagliari 2004
  • "Maria Lai, Lo scialle della luna" edizioni AD Cagliari 2000
  • "Al gigante lassù, Omaggio a Nivola 1988-2008, i telai-teatrini di Maria Lai, edizioni AD 2008
  • "Arte e Creatività, le fiabe e i giochi di Maria Lai" a cura di Fraca Pinto Minerva, Maria vinella, edizioni AD Cagliari 2007
  • "A matita, disegni di Maria Lai dal 1941 al 1985" edizioni AD Cagliari 1988
  • "Maria Lai, olio di parole" edizioni AD Cagliari 2000
  • "Giuseppina Cuccu-Maria Lai, Le ragioni dell'arte, cose tanto semplici che nessuno capisce" edizioni AD Cagliari 2002
  • "Ulassai, da Legarsi alla Montagna alla Stazione dell'arte" edizioni AD Cagliari 2006
  • "Federica Di Castro Maria Lai La pietra e la Paura", edizioni AD Cagliari 2006
  • "Maria Lai, Sguardo opera e pensiero, l'arte visiva strumento di pensiero" edizioni AD Cagliari 2004
  • "Salvatore Cambosu, Miere Amaro, racconti dettati a Maria Lai" edizioni AD Cagliari 2008
  • Giulio Angioni, Il capo di quel filo che cuciva il mondo", La Nuova Sardegna, 18 aprile 2013.
  • "Maria Lai, Ansia d'infinito" a cura di Clarita Di Giovanni, testi critici di Achille Bonito Oliva, edizioni Condaghes 2013

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]