Orotelli
| Orotelli comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Giovannino Marteddu (lista civica) dal 16/05/2011 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 40°18′0″N 9°7′0″E / 40.3°N 9.11667°ECoordinate: 40°18′0″N 9°7′0″E / 40.3°N 9.11667°E | ||||
| Altitudine | 406 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 61,20 km² | ||||
| Abitanti | 2 157[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 35,25 ab./km² | ||||
| Comuni confinanti | Bono (SS), Bottidda (SS), Illorai (SS), Oniferi, Orani | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 08020 | ||||
| Prefisso | 0784 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 091064 | ||||
| Cod. catastale | G120 | ||||
| Targa | NU | ||||
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) | ||||
| Nome abitanti | orotellesi | ||||
| Patrono | san Giovanni Battista | ||||
| Giorno festivo | 29 agosto | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Orotelli nella provincia di Nuoro |
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| Sito istituzionale | |||||
Orotelli (Oroteddi in sardo) è un comune italiano di 2.157 abitanti della provincia di Nuoro, a circa 15 km dal capoluogo.
Indice |
[modifica] Geografia
Il centro sorge su un altopiano caratterizzato da rocce granitiche di modeste dimensioni, in particolare da tonaliti presenti soprattutto nella Serra d'Orotelli, a nord del centro abitato, con una graduale transizione a granodioriti monzogranitiche inequigranulari spostandosi verso sud. L'orografia segue una sinclinale che degrada in direzione nord-est/sud-ovest verso la piana di Ottana. A causa di questa particolare conformazione, l'abitato è diviso in due nuclei separati da tale sinclinale: quello più antico, col centro storico che si sviluppa attorno alla chiesa dedicata a San Giovanni Battista, e un rione nuovo, denominato "Mussinzua", iniziatosi a formare dagli anni cinquanta e tuttora in via di sviluppo verso nord in direzione della SS 129 per Nuoro.
[modifica] Storia
Il centro risale al periodo nuragico, di cui vi sono varie testimonianze archeologiche, tra cui il piccolo nuraghe di Càlone (Nurake Càlone in sardo), sulla sommità della collina che domina l'ingresso al centro. Un altro nuraghe, con torre centrale e bastione trilobato e di dimensioni maggiori, riportato alla luce recentemente, è situato all'interno del parco naturale Sa Serra.
Nel Medioevo fece parte della curatoria di Sarule appartenente al Giudicato del Logudoro, passò quindi al Giudicato di Arborea, e successivamente agli Aragonesi e nel 1617 fu incorporato nel Marchesato di Orani, passato ai De Silva ne seguì le vicissitudini fino al 1839, quando venne riscattato.
La tradizione orale tramanda un'antica leggenda secondo cui un pastore di un paese vicino avrebbe perduto il suo bestiame, e dopo una lunga ricerca l'abbia ritrovato ad abbeverarsi ad una fontana, denominata "Iscatthai" (ora un rione di Orotelli). Il pastore, dinnanzi a quella fonte d'acqua, si trovò meravigliato a tal punto da trasferirsi con la sua famiglia proprio nei pressi di questa, dando origine al primo nucleo abitativo.
[modifica] Toponomastica
L'origine del toponimo si fa risalire a un probabile latifondista romano di nome "Ortellius". La più antica documentazione che lo attesta si trova nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado (CSMB 177). Il toponimo è presente anche nel Codex Diplomaticus Sardiniae, I 213/1, 215/2, risalente al 1139, in cui viene citato un "vescovo di Ortilli" di nome Ugone, che dona la chiesa di San Pietro in Ollin (l'odierna chiesa campestre San Pietro di Oddini) al Monastero di San Salvatore di Camaldoli. Orotelli è stato sede temporanea del vescovo di Ottana nel XII secolo, come dimostrato dal fatto che il villaggio non viene mai citato nelle Rationes Decimarum Italiae, Sardinia del secolo XIV.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Monumenti e luoghi di interesse
- Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista: edificata intorno al 1116, è stata cattedra vescovile temporanea del vescovo di Othana (odierno Ottana) tra il 1116 e il 1139. Si trova in uno dei punti più alti del centro e domina tutta la vallata degradante verso sud. L'impianto romanico originario, con pianta a croce commissa (croce a T) aveva in origine una sola navata, absidata, con conci di trachite a vista e copertura in legno a capriate, mentre i bracci del transetto hanno copertura con volte a crociera, intonacate. La facciata, sempre in conci di trachite a vista, è divisa da due cornici orizzontali in tre specchi. Nel più basso si apre il portale con architrave e lunetta. Lo specchio centrale è caratterizzato da un oculo centrale e dalla seconda cornice decorata da una serie di archetti che poggiano su peducci modanati. Gli spioventi sono anch'essi decorati da una serie di archetti su peducci che continuano lungo i lati della chiesa e decorano anche il prospetto absidale. L'abside presenta una monofora centrale con croce greca scolpita. Nel corso dei secoli è stata più volte rimaneggiata. Di grande interesse il campanile a vela trecentesco, che presenta una decorazione a bassorilievi di figure e simboli misteriosi. Negli anni sessanta è stato eliminato il vecchio altare ligneo seicentesco e sono state aggiunte due navate laterali per aumentare la capienza dell'aula centrale. All'esterno, sul lato nord della chiesa si trova il portale con arco a tutto sesto, recentemente restaurato, che dava accesso al convento dei benedettini e delimitava anche l'antico cimitero.
- Chiesa di San Lussorio:a qualche decina di metri dalla parrocchiale è possibile ammirare questa piccola costruzione in conci di granito a vista con facciata quadrata con annesso il campanile sempre in granito a vista.
- La chiesa rurale del "Santissimo Salvatore", ora inglobata all'interno del cimitero, con presbiterio ampio e diviso dall'aula centrale tramite un arco a sesto acuto.
- È possibile riconoscere diversi villaggi che furono abitati nel Medioevo per la presenza di numerose chiese campestri, quella di "San Pietro di Oddini", dall'omonimo villaggio Oddini, e la chiesa di "Nostra Signora di Sinne".
Tra gli altri villaggi di cui ormai rimane la sola testimonianza nei toponimi, si ricordano: "Arae", "Forolo", "Idili", "Miale", "Santu Chiricu".
- Monumenti: il territorio è disseminato da testimonianze archeologiche che risalgono al prenuragico, con il dolmen in località Sinne, al periodo nuragico appartengono i nuraghi "Aeddos", "Athentu", "Calone", "Corcove", "Passarinu", "Sarcanai". Le tombe dei giganti di "Forolo" e di "Sa turre 'e su campanile"
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Giovannino Marteddu (lista civica) dal 16/05/2011 (2º mandato)
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
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