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Claudio Magris (Trieste, 10 aprile 1939) è uno scrittore, germanista e senatore (nella XII Legislatura) italiano.
Ha insegnato letteratura tedesca prima presso l'Università di Torino, poi presso quella di Trieste. Impostosi giovanissimo all'attenzione della critica con Il mito Absburgico nella letteratura austriaca moderna (1963, elaborazione della tesi di laurea), è stato fra i primi a rivalutare il filone letterario di matrice ebraica all'interno della letteratura mitteleuropea con Lontano da dove, Joseph Roth e la tradizione ebraico-orientale (1971). Danubio (1986), forse il suo capolavoro, lo consacra come uno dei massimi scrittori italiani contemporanei. Con questo libro vince il Premio Bagutta nel 1986 e successivamente il Premio Strega nel 1997 con il romanzo Microcosmi e il Premio Principe delle Asturie nel 2004 nella sezione Letteratura e nel 1999 gli vengono assegnati il Premio Chiara alla carriera e il Premio letterario Giuseppe Acerbi, Premio speciale per la saggistica. Scrive per il Corriere della Sera. È stato senatore dal 1994 al 1996 eletto nella "lista Magris". Nel 2006 è divenuto cittadino onorario di Monfalcone.
Magris veniva dato come favorito dall'agenzia di scommesse inglese Ladbroke per la vincita del Premio Nobel alla letteratura 2007[1], vinto poi da Doris Lessing.
- Il mito asburgico nella letteratura austriaca moderna. Torino, Einaudi, 1963. Tesi di Laurea.
- Wilhelm Heinse. 1968.
- Tre studi su Hoffmann. 1969.
- Lontano da dove. 1971.
- Joseph Roth e la tradizione ebraico-orientale. 1971.
- con Cesare Cases, L'anarchico al bivio. Intellettuale e politica nel teatro di Dorst. 1974.
- L'altra ragione. Tre saggi su Hoffmann. 1978.
- Dietro le parole 1978
- con Angelo Ara, Itaca e oltre e Trieste. Un'identità di frontiera. 1982.
- L'anello di Clarisse. 1984.
- Utopia e disincanto. Saggi 1974-1998. 1999.
- L'infinito viaggiare. 2005.
- La storia non è finita. Milano, Garzanti, 2006.
- Alfabeti. Milano, Garzanti, 2008.
- ^ Magris favorito per il nobel
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