Leonardo Sciascia

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« Forse tutta l'Italia va diventando Sicilia... E sale come l'ago di mercurio di un termometro, questa linea della palma, del caffè forte, degli scandali: su su per l'Italia, ed è già, oltre Roma... »
(Leonardo Sciascia, Il giorno della civetta, 1961)
on. Leonardo Sciascia
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Leonardo Sciascia
Luogo nascita Racalmuto
Data nascita 8 gennaio 1921
Luogo morte Palermo
Data morte 20 novembre 1989
Titolo di studio Diploma magistrale
Professione scrittore
Partito Partito Radicale
Legislatura VIII
Gruppo Partito Radicale
Collegio Roma
Incarichi parlamentari
Pagina istituzionale
Leonardo Sciascia
Monogramma del Parlamento Europeo
Unione europea
Parlamento europeo
Partito Partito Radicale
Legislatura I
Gruppo non iscritto

Leonardo Sciascia (Racalmuto, 8 gennaio 1921Palermo, 20 novembre 1989) è stato uno scrittore, saggista, giornalista, politico, poeta, sceneggiatore, drammaturgo e insegnante di scuola elementare italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Leonardo Sciascia nasce l'8 gennaio 1921 a Racalmuto, in provincia di Agrigento, primo di tre fratelli da un impiegato, Pasquale Sciascia, e da una casalinga, Genoveffa Martorelli. La madre proviene da una famiglia di artigiani mentre il padre è impiegato presso una delle miniere di zolfo locali e la storia dello scrittore ha le sue radici nella zolfara dove hanno lavorato il nonno e il padre.

Gli studi: il periodo nisseno[modifica | modifica sorgente]

A sei anni Sciascia inizia la scuola elementare a Racalmuto. Nel 1935 si trasferisce con la famiglia a Caltanissetta dove si iscrive all'Istituto Magistrale "IX Maggio" nel quale insegna Vitaliano Brancati, che diventerà il suo modello e che lo guida nella lettura degli autori francesi, mentre l'incontro con un giovane insegnante, Giuseppe Granata (che fu in seguito senatore comunista), gli fa conoscere gli illuministi e la letteratura.

Nel capoluogo nisseno trascorrerà gli anni più indimenticabili della sua vita, come lui stesso confessa nella sua autobiografia, fatti delle prime esperienze e delle prime scoperte della vita oltre a imprimersi la sua formazione culturale.

Richiamato alla visita di leva viene considerato per due volte non idoneo, ma alla terza viene accettato e assegnato ai servizi sedentari.

Nel 1941 consegue il diploma magistrale e nello stesso anno si impiega al Consorzio Agrario, occupandosi dell'ammasso del grano a Racalmuto, dove rimane fino al 1948. Ebbe così modo di avere un rapporto intenso con la piccola realtà contadina.

Nel 1944 si unisce in matrimonio con Maria Andronico, maestra nella scuola elementare di Racalmuto. Maria Andronico e Sciascia avranno due figlie, di nome Laura e Anna Maria.

Le prime opere: poesie e saggi[modifica | modifica sorgente]

Leonardo Sciascia con lo scrittore Franco Pappalardo La Rosa.

Nel 1950 pubblica le "Favole della dittatura", che Pier Paolo Pasolini nota e recensisce. Il libro comprende ventisette brevi testi poetici, "favole esopiche" classiche, con morali chiare, di cui sono protagonisti animali[1]

Nel 1952, esce la raccolta di poesie La Sicilia, il suo cuore, che viene illustrata con disegni dello scultore catanese Emilio Greco.

Nel 1953 vince il Premio Pirandello, assegnatogli dalla Regione Siciliana per il suo saggio "Pirandello e il pirandellismo".

Inizia nel 1954 a collaborare a riviste antologiche dedicate alla letteratura e agli studi etnologici, assumendo l'incarico di direttore di «Galleria» e de «I quaderni di Galleria» edite dall'omonimo Salvatore Sciascia di Caltanissetta.

Nel 1954 Italo Calvino scrive, riferendosi a un'opera di Sciascia:

« Ti accludo uno scritto d'un maestro elementare di Racalmuto (Agrigento) che mi sembra molto impressionante »
(Lettera di Italo Calvino a Alberto Carocci, 8 ottobre 1954)

Nel 1956 pubblica "Le parrocchie di Regalpetra", una sintesi autobiografica dell'esperienza vissuta come maestro nelle scuole elementari del suo paese. Nello stesso anno viene distaccato in un ufficio scolastico di Caltanissetta. Nel 1961 pubblica "Il giorno della civetta", che racconta la mafia a quell'epoca.

A Roma: I racconti[modifica | modifica sorgente]

Gli zii di Sicilia[modifica | modifica sorgente]

Nell'anno scolastico 1957-1958 viene assegnato al Ministero della Pubblica Istruzione a Roma e in autunno pubblica i tre racconti che vanno sotto il titolo "Gli zii di Sicilia". La breve raccolta si apre con "La zia d'America", un tentativo di dissacrare il mito dello "Zio Sam", visto come dispensatore di doni e libertà.

Il secondo racconto è intitolato "La morte di Stalin", nel quale, ancora una volta, il personaggio è un mito, quello del comunismo che viene incarnato, agli occhi del siciliano Calogero Schirò, da Stalin. Il terzo racconto, "Il quarantotto", è ambientato nel periodo del Risorgimento (precisamente tra il 1848 e il 1860) e tratta del tema dell'unificazione del Regno d'Italia vista attraverso gli occhi di un siciliano. Nel racconto l'autore vuole mettere in evidenza l'indifferenza ed il cinismo della classe dominante affrontando un tema già trattato da Federico De Roberto ne I Viceré (1894) e da Giuseppe Tomasi di Lampedusa ne Il Gattopardo.

Alla raccolta si aggiunge, nel 1960, un quarto racconto, "L'antimonio", che ebbe favorevole consenso della critica ed al quale Pasolini dedicherà un articolo sulla rivista Officina. In esso si narra la storia di un minatore che, scampato ad uno scoppio di grisou (chiamato dagli zolfatari antimonio), parte come volontario per la guerra d'Abissinia ed, in seguito, per la guerra civile in Spagna.

A Caltanissetta: i romanzi[modifica | modifica sorgente]

Sciascia rimane a Roma un anno e al suo ritorno si stabilisce con la famiglia a Caltanissetta, assumendo un impiego in un ufficio del Patronato scolastico.

Nel 1961 esce Il giorno della civetta col quale lo scrittore inaugura una nuova stagione del giallo italiano contemporaneo[2]. Al romanzo si ispira il film omonimo del regista Damiano Damiani, uscito nel 1968.

Gli anni sessanta vedranno nascere alcuni dei romanzi più sentiti dallo stesso autore, dedicati alle ricerche storiche sulla cultura siciliana.

Nel 1963 pubblica Il consiglio d'Egitto, ambientato in una Palermo del '700 dove vive e agisce un abile falsario, l'abate Giuseppe Vella, che "inventa" un antico codice arabo che dovrebbe togliere ogni legittimità ai privilegi e ai poteri dei baroni siciliani a favore del Viceré Caracciolo.

Il ritorno al saggio[modifica | modifica sorgente]

Nel 1964 pubblica il breve saggio o racconto, come dice lo stesso Sciascia nella prefazione alla ristampa del 1967, "Morte dell'Inquisitore", ambientato nel '600, che prende spunto dalla figura dell'eretico siciliano fra' Diego La Matina, vittima del Tribunale dell'Inquisizione siciliana, che uccide Juan Lopez De Cisneros, inquisitore nel Regno di Sicilia.

La Compagnia del Teatro Stabile di Catania, diretta da Turi Ferro, mette in scena "Il giorno della civetta", con la riduzione teatrale di Giancarlo Sbragia.

Risale al 1965 il saggio "Feste religiose in Sicilia", che fa da cornice alla presentazione ad una raccolta fotografica ad opera di Ferdinando Scianna, fotografo di Bagheria, dove torna l'accostamento della Sicilia alla Spagna, soprattutto per quanto riguarda il valore e l'importanza, in ambedue le società, della superstizione religiosa e del mito.

La commedia[modifica | modifica sorgente]

Sempre nel 1965 esce la sua commedia "L'onorevole" che è una impietosa denuncia delle complicità tra governo e mafia.

Il ritorno al romanzo[modifica | modifica sorgente]

Statua di Sciascia a Racalmuto

Nel 1966 ritorna con un romanzo, A ciascuno il suo, che riprende le modalità del "giallo" già utilizzate ne "Il giorno della civetta".

La vicenda narrata è quella di un professore di liceo, Paolo Laurana, che inizia per curiosità personale le indagini sulla morte del farmacista del paese e dell'amico dottore, ma che si scontra con il silenzio di tutti i paesani, silenzio dovuto alla paura ed alla corruzione. Come commento alla tenacia nelle indagini del professore e alla sua tragica fine, l'explicit del libro si risolve in una frase lapidaria:

« "Era un cretino." disse don Luigi »

Dal romanzo, il regista Elio Petri trae, nel 1967, il film omonimo.

A Palermo[modifica | modifica sorgente]

Nel 1967 si trasferisce a Palermo per seguire negli studi le figlie e per scrivere. Esce intanto per l'editore Mursia una antologia "Narratori di Sicilia", curata da Sciascia in collaborazione con Salvatore Guglielmino.

Nel 1969 inizia la sua collaborazione con il Corriere della Sera e pubblica "Recitazione della controversia liparitana dedicata ad A.D.", che racconta, attraverso una rappresentazione teatrale, la controversia per la vendita di una partita di ceci per la quale il vescovado di Lipari non vuole pagare la tassa (siamo all'inizio del '700). Il vescovo aveva scomunicato i gabellieri, ma il re, mediante l'appello per abuso, aveva annullato la scomunica. La storia, apparentemente banale, in realtà denuncia i rapporti tra Stato-guida dell'ex Urss e gli Stati satelliti. Le iniziali A.D. identificano Alexander Dubček, che fu protagonista nel 1968 della Primavera di Praga.

La pensione[modifica | modifica sorgente]

Nel 1970 Sciascia va in pensione e pubblica la raccolta di saggi "La corda pazza", nella quale l'autore chiarisce la propria idea di "sicilitudine" e dimostra una rara sensibilità artistica espressa per mezzo di sottili capacità saggistiche. Quest'opera riporta, già dal titolo, a Luigi Pirandello che nel suo libro "Berretto a sonagli" sostiene che ognuno di noi ha in testa "come tre corde d'orologio, quella "seria", quella "civile", quella "pazza"".

Sciascia vuole indagare sulla "corda pazza" che, a suo parere, coglie le contraddizioni e le ambiguità ma anche la forza razionalizzante di quella Sicilia che è tanto oggetto dei suoi studi.

Il ritorno al genere poliziesco[modifica | modifica sorgente]

Il 1971 è l'anno de "Il contesto", con il quale l'autore ritorna al genere poliziesco. La vicenda si svolge intorno all'ispettore Rogas che deve risolvere una complicata vicenda che origina da un errore di giustizia e una serie di omicidi di giudici. Benché il romanzo sia ambientato in un paese immaginario, il lettore riconosce senza sforzo l'Italia contemporanea. Il libro desta molte polemiche, più politiche che estetiche, alle quali Sciascia non vuole partecipare, ritirando così la candidatura del romanzo al premio Campiello.

Dal romanzo venne ispirato il film di Francesco Rosi, uscito nel 1976 ed intitolato Cadaveri eccellenti.

Con gli "Atti relativi alla morte di Raymond Roussel" del 1971, si comprende che in Sciascia la propensione ad includere la denuncia sociale nella narrazione di episodi veri di cronaca nera si fa sempre più forte. Così sarà ne "I pugnalatori" del 1976 e ne "L'affaire Moro" del 1978.

Nel 1973 pubblica "Il mare colore del vino" e scrive la prefazione ad un'edizione della "Storia della colonna infame" di Alessandro Manzoni.

Nel 1974 pubblica la prefazione ad una ristampa dei "Dialoghi" dello scrittore greco Luciano di Samosata dal titolo "Luciano e le fedi".

Esce intanto Todo modo, un libro che parla "di cattolici che fanno politica" e che viene stroncato dalle gerarchie ecclesiastiche. Il racconto, di genere poliziesco, è ambientato in un eremo/albergo dove si effettuano esercizi spirituali. In questo luogo, durante il ritiro annuale di un gruppo di "potenti", tra i quali cardinali, uomini politici e industriali, si verifica una serie di inquietanti delitti.

Anche da questo romanzo verrà tratto un film dallo stesso titolo diretto dal regista Elio Petri nel 1976.

L'impegno politico[modifica | modifica sorgente]

Leonardo Sciascia

Alle elezioni comunali di Palermo nel giugno 1975 lo scrittore si candida come indipendente nelle liste del PCI; viene eletto con un forte numero di preferenze, ottenendo il secondo posto come numero di preferenze dopo Achille Occhetto, segretario regionale del partito, e davanti ad un altro illustre candidato, Renato Guttuso[3].

Nello stesso anno pubblica "La scomparsa di Majorana", una indagine sulla scomparsa del fisico Ettore Majorana avvenuta negli anni trenta.

Nel 1976 esce una ristampa delle commedie "L'onorevole" e "Recitazione della controversia liparitana" con l'aggiunta de "I mafiosi". Nello stesso anno pubblica l'indagine "I pugnalatori", un libro inchiesta su una vicenda avvenuta a Palermo nel 1862 che vide uccise a pugnalate 13 persone.

All'inizio del 1977 Sciascia si dimette dalla carica di consigliere del PCI. La sua contrarietà al compromesso storico e il rifiuto per certe forme di estremismo lo portano infatti a scontri molto duri con la dirigenza del Partito comunista[4].

L'inchiesta sulla strage di via Fani[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Caso Moro.

Nel giugno del 1979 accetta la proposta dei Radicali[5] e si candida sia al Parlamento europeo sia alla Camera. Eletto in entrambe le sedi istituzionali opta per Montecitorio, dove rimarrà fino al 1983 occupandosi quasi esclusivamente dei lavori della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla strage di via Fani, sul sequestro e l'assassinio di Aldo Moro e sul terrorismo in Italia[3].

I contatti con la cultura francese[modifica | modifica sorgente]

In questi anni aumenta i suoi viaggi a Parigi e si intensificano i contatti con la cultura francese e nel 1978 pubblica "L'affaire Moro" sul sequestro e il processo nella cosiddetta "prigione del popolo" ad Aldo Moro organizzato dalle Brigate Rosse.

Nel 1979 pubblica "Candido ovvero un sogno fatto in Sicilia", dove è chiaro il riferimento al "Candido" di Voltaire.

Esce in quell'anno "Nero su Nero", una raccolta di commenti ai fatti relativi al decennio precedente, "La Sicilia come metafora", un'intervista di Marcelle Padovani e "Dalle parti degli infedeli", lettere di persecuzione politica inviate negli anni cinquanta dalle alte gerarchie ecclesiastiche al vescovo Patti, con il quale inaugura la collana della casa editrice Sellerio intitolata "La memoria" che festeggia nel 1985 la centesima pubblicazione con le sue "Cronachette".

Nel 1980 pubblica "Il volto sulla maschera" e la traduzione di un'opera di Anatole France, "Il procuratore della Giudea".

Nel 1981 pubblica "Il teatro della memoria" e, in collaborazione con Davide Lajolo, "Conversazioni in una stanza chiusa".

Nel 1982 esce "Kermesse" e "La sentenza memorabile", nel 1983 "Cruciverba", una raccolta di suoi scritti già pubblicati su riviste, giornali e prefazioni a libri.

Pubblica nel 1984 "Stendhal e la Sicilia", un saggio per commemorare la nascita dello scrittore francese.

Gli ultimi anni di vita[modifica | modifica sorgente]

Ricordo di Sciascia a Racalmuto

In quegli stessi anni gli fu diagnosticato un tumore al midollo osseo. Sempre più spesso fu costretto a lasciare la Sicilia per Milano per curarsi ma egli continua, sia pure con fatica, la sua attività di scrittore.

Nel 1985 pubblica "Cronachette" e "Occhio di capra", una raccolta di modi di dire e proverbi siciliani, e nel 1986 "La strega e il capitano", un saggio per commemorare la nascita di Alessandro Manzoni.

Carichi di tristi motivi autobiografici sono i brevi romanzi gialli "Porte aperte" del 1987, "Il cavaliere e la morte" del 1988 e "Una storia semplice", ispirato al furto della Natività con i santi Lorenzo e Francesco d'Assisi del Caravaggio, che uscirà in libreria il giorno stesso della sua morte.

Nel 1986 Sciascia scrive a Bettino Craxi, comunicandogli di aver votato per il PSI nelle elezioni regionali siciliane di quell'anno ed invitando il leader socialista a favorire il ricambio della classe dirigente siciliana del partito.

Nel 1987 cura una mostra molto suggestiva, all'interno della Mole Antonelliana a Torino, dal titolo "Ignoto a me stesso" (aprile-giugno). Erano esposte quasi 200 rare fotografie scelte da Leonardo Sciascia e concesse in originale da importanti istituzioni di tutto il mondo. Si tratta di ritratti di scrittori famosi, dai primi dagherrotipi ai giorni nostri, da Edgar Allan Poe a Rabindranath Tagore a Gorkij a Jorge Luis Borges. Il catalogo viene stampato da Bompiani e oltre il saggio di Sciascia "Il ritratto fotografico come entelechia" contiene 163 ritratti e altrettante citazioni dei relativi scrittori. La chiave della mostra è forse la citazione di Antoine de Saint-Exupéry:

« Non bisogna imparare a scrivere ma a vedere. Scrivere è una conseguenza »

Pochi mesi prima di morire scrive "Alfabeto pirandelliano", "A futura memoria (se la memoria ha un futuro)", che verrà pubblicato postumo, e "Fatti diversi di storia letteraria e civile" edito da Sellerio.

La morte[modifica | modifica sorgente]

La tomba di Leonardo Sciascia accanto a quello della moglie, Maria Andronico, presso il cimitero di Racalmuto.

Leonardo Sciascia muore a Palermo il 20 novembre 1989 e chiede i funerali in Chiesa[6]. Con lui nella sua bara si volle portare un crocifisso d'argento. Al funerale viene ricordato da numerose parole di stima, fra cui quelle del grande amico Gesualdo Bufalino.

È sepolto nel cimitero di Racalmuto, suo paese natale; sulla lapide bianca una sola frase:

« Ce ne ricorderemo di questo pianeta »
(Epitaffio sulla tomba di Sciascia, la citazione è di Auguste de Villiers de L'Isle-Adam[6][7])

Il senso di una frase simile su una tomba per la verità appare già molto chiaro e ben poco "laico e agnostico". Su un manoscritto, conservato dalla famiglia, Sciascia scrive:

« Ho deciso di farmi scrivere sulla tomba qualcosa di meno personale e di più ameno, e precisamente questa frase di Villiers de l'Isle-Adam: "Ce ne ricorderemo, di questo pianeta". E così partecipo alla scommessa di Pascal e avverto che una certa attenzione questa terra, questa vita, la meritano. »
(Leonardo Sciascia[6][7])

L'attività giornalistica di Sciascia[modifica | modifica sorgente]

Oltre all'attività letteraria, Sciascia ebbe anche un'intensa esperienza giornalistica, scrivendo per numerosi giornali e riviste italiane.

In particolare Sciascia collaborò sin dal 1955 con il quotidiano palermitano L'Ora - il primo articolo, del 23 febbraio 1955, è dedicato al poeta dialettale catanese Domenico Tempio[8] - scrivendo sulle pagine culturali e tenendovi una rubrica fissa, il Quaderno, tra 1964 e il 1968[9][10].

« L'Ora sarà magari un giornale comunista, ma è certo che mi dà modo d'esprimere quello che penso con una libertà che difficilmente troverei in altri giornali italiani. In quanto al mio essere di sinistra, indubbiamente lo sono: e senza sfumature. »
(Leonardo Sciascia, 3 aprile 1965[9])

Su Il Corriere della Sera la sua collaborazione è alterna: dal 1969 al 1972. Se ne allontana “simbolicamente” il 10 gennaio 1987, giorno della pubblicazione dell’articolo sui professionisti dell’antimafia[10].

Su La Stampa suoi articoli compaiono già dal 1972, ma collabora col quotidiano torinese più assiduamente dopo aver rotto con Il Corriere della Sera[10]. Collabora anche con Malgrado Tutto, piccolo periodico di Racalmuto, a cui Sciascia collabora fin dalla nascita[10].

Intanto nel 1967 ha pubblicato l'antologia (curata con Salvatore Guglielmino) Narratori di Sicilia dove ha scritto nell'introduzione che "il carattere essenziale della letteratura narrativa siciliana è il realismo" e, nel 1971 gli Atti relativi alla morte di Raymond Roussel che ricostruiscono gli ultimi giorni a Palermo dello scrittore francese, dove il suo convincimento che la letteratura non sia un oggetto esterno rispetto alla realtà va aumentando, per poi insistere sullo stesso tema soprattutto tramite La scomparsa di Majorana (1975), L'affaire Moro (1978) e Nero su nero (1979).

La polemica sull'antimafia[modifica | modifica sorgente]

Sul Corriere della Sera il 10 gennaio 1987, Sciascia pubblicò l'articolo "I professionisti dell'antimafia"[11], nel quale stigmatizzava fortemente il comportamento di alcuni magistrati palermitani del pool antimafia, definendoli "eroi della sesta", i quali a suo parere si erano macchiati di carrierismo, usando la battaglia per la rinascita morale della Sicilia come titolo di merito all'interno del sistema delle promozioni in magistratura. In particolare, nel bersaglio dello scrittore finì il giudice Paolo Emanuele Borsellino perché vincitore del concorso per l'assegnazione del posto di Procuratore della Repubblica di Marsala, non per ragioni di anzianità di servizio, ma per specifiche e particolarissime competenze professionali nel settore della malavita organizzata, maturate sul campo, che gli venivano riconosciute dal CSM e gli valsero il superamento in graduatoria di altri magistrati.

Dopo la pubblicazione dell'articolo Sciascia fu bersagliato dagli attacchi di molte personalità della cultura e della politica e venne isolato dalle maggiori forze politiche, eccezion fatta per i Radicali ed i Socialisti. L'associazione Coordinamento Antimafia, che dallo scrittore venne definita «una frangia fanatica e stupida», lo tacciò d'essere un quaquaraquà «ai margini della società civile» e Marcelle Padovani, sulle colonne del Nouvel Observateur, accusò Sciascia di avanzare «misere polemiche» a causa del suo «incoercibile esibizionismo».[12]

L'associazione "Amici di Leonardo Sciascia"[modifica | modifica sorgente]

Fondata il 26 giugno 1993 a Milano, a Palazzo Sormani, l'associazione degli Amici di Leonardo Sciascia, priva di scopi di lucro, si propone di incoraggiare la lettura e la ricerca in merito al pensiero e all'opera dello scrittore.

Dal 1995 al 2008 l'attività pubblicistica dell'associazione è stata incentrata su due collane realizzate in collaborazione con l'editore milanese La Vita Felice, la prima intitolata Quaderni Leonardo Sciascia[13], la seconda Porte aperte[14] , per complessivi ventitre volumi pubblicati.

Il Premio internazionale biennale Leonardo Sciascia Amateur d'Estampes[15] è stato altresì istituito sin dal 1998 per ricordare la passione di Leonardo Sciascia per l'incisione originale. Nel 2010 il Comune di Milano ha riconosciuto l'Associazione pubblicamente come "benefattore della città" per avere contribuito nelle sei edizioni svolte ad accrescere il prestigio di Milano. La passione di Sciascia per le arti figurative viene celebrata dall'associazione sin dal 1995 attraverso la collana di cartelle fuori commercio Omaggio a Sciascia, contenenti un'incisione sciolta accompagnata da un testo.

Dal 1998 è attivo il Leonardo Sciascia Web che offre, tra l'altro, l'opportunità di consultare La memoria di carta, la bibliografia più completa ad oggi realizzata (e in costante aggiornamento) sulle opere dello scrittore.

Agli inizi del 2010, è stato siglato un accordo editoriale con la storica casa editrice fiorentina Leo S. Olschki. In questo ambito, a marzo 2011 è uscito il primo volume di una nuova collana di saggistica, Sciascia scrittore europeo, curato da Renato Martinoni (Università di San Gallo, Svizzera), dal titolo "Troppo poco pazzi" e dedicato alla frequentazione dello scrittore con la Svizzera. Dal novembre 2011 viene pubblicata da Olschki a cadenza annuale la rivista internazionale di studi sciasciani Todomodo.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

A Leonardo Sciascia sono intitolati:

Gli è stato anche dedicato un asteroide (12380 Sciascia).

Opere[modifica | modifica sorgente]

Romanzi[modifica | modifica sorgente]

Racconti[modifica | modifica sorgente]

  • Gli zii di Sicilia, Torino, Einaudi, 1958. [raccolta di tre racconti]
  • L'antimonio, in Gli zii di Sicilia, Torino, Einaudi, 1960.
  • Racconti siciliani, Urbino, Istituto statale d'arte per la decorazione e la illustrazione del libro, 1966. [raccolta di racconti, pubblicata successivamente con il titolo Il mare colore del vino ]
  • Atti relativi alla morte di Raymond Roussel, Palermo, Esse, 1971. [racconto]
  • Il mare colore del vino, Torino, Einaudi, 1973. [raccolta di racconti]
  • La sentenza memorabile, Palermo, Sellerio, 1982. [racconto]
  • Cronachette, Palermo, Sellerio, 1985. [raccolta di racconti]

Saggi[modifica | modifica sorgente]

Raccolte di poesie[modifica | modifica sorgente]

  • Favole della dittatura, Roma, Bardi, 1950.
  • La Sicilia, il suo cuore, Roma, Bardi, 1952.
  • Il fiore della poesia romanesca. Belli, Pascarella, Trilussa, Dell'Arco, Caltanissetta, S. Sciascia, 1952.

Testi teatrali[modifica | modifica sorgente]

Sceneggiature[modifica | modifica sorgente]

Audiolibri[modifica | modifica sorgente]

Articoli giornalistici (parziale)[modifica | modifica sorgente]

Altro[modifica | modifica sorgente]

  • Santo Marino. Con 1 acquaforte originale e 10 riproduzioni, Caltanissetta-Roma, S. Sciascia, 1963.
  • Feste religiose in Sicilia, (con fotografie di Ferdinando Scianna), Bari, Leonardo da Vinci, 1965.
  • Luciano e le fedi, in Luciano, I Dialoghi. Dialoghi degli dei, dialoghi marini, dialoghi dei morti, dialoghi delle cortigiane, Torino, Einaudi, 1974.
  • Leonardo Sciascia, La Sicilia come metafora, Intervista di Marcelle Padovani, Milano, Mondadori, 1979. ISBN 88-04-33004-X.
  • Conversazione in una stanza chiusa, con Davide Lajolo, Milano, Sperling&Kupfer, 1981.
  • Fuoco all'anima, Conversazione con Domenico Porzio, Milano, Mondadori, 1992. ISBN 978-88-043-5592-2.

Monografie e riviste dedicate a Leonardo Sciascia[modifica | modifica sorgente]

  • Gian Marco Antignani e Carlo Boumis, Leonardo Sciascia. La mitografia della ragione, Lithos, Roma 1965
  • Filippo Cilluffo, Leonardo Sciascia: cinque immagini della Sicilia, Fondazione Ignazio Mormino, Palermo 1965
  • Walter Mauro, Leonardo Sciascia, La Nuova Italia, Firenze 1970 (e poi 1973, edizione ampliata e riveduta)
  • Claude Ambroise, Invito alla lettura di Sciascia, Mursia, Milano 1974 (e poi 1983, edizione riveduta e ampliata)
  • Narratori siciliani del secondo dopoguerra, a cura di Sarah Zappulla Muscarà, Giuseppe Maimone Editore, Catania 1990
  • Leonardo Sciascia, a cura di Sebastiano Gesù, Giuseppe Maimone Editore, Catania 1992
  • Cadaveri Eccellenti, a cura di Sebastiano Gesù, Giuseppe Maimone Editore, Catania 1992
  • Antonio Di Grado, Leonardo Sciascia. La figura e l'opera, Il Pungitopo, Marina di Patti 1992
  • Gaetano Compagnino, Leonardo Sciascia nella terra dei letterati, Catania, Bonanno Editore, Catania 1994
  • Massimo Onofri, Storia di Sciascia, 1ª ed., Laterza, 1994. ISBN 978-88-420-7217-1.
  • Giuseppe Traina, La soluzione del cruciverba. Leonardo Sciascia fra esperienza del dolore e resistenza al Potere, Salvatore Sciascia editore, Caltanissetta-Roma 1994
  • Sabatino Landi (a cura di), Cinema e Letteratura - Leonardo Sciascia (contiene saggi di Claude Ambroise, Giuseppe Giarrizzo, Sebastiano Gesù, Giuliana Muscio, Ugo Pirro, Edoardo Lugarini, Ermanno Comuzio), Edizioni Cinemazero, Pordenone 1995
  • Matteo Collura, Il maestro di Regalpetra. Vita di Leonardo Sciascia, Longanesi, 1996. ISBN 978-88-7818-765-8.
  • Pino Silvestro, Le epigrafi di Leonardo Sciascia, Sellerio, 1996. ISBN 978-88-389-1317-4.
  • Valentina Fascia, Francesco Izzo e Andrea Maori, La memoria di carta: Bibliografia delle opere di Leonardo Sciascia, Edizioni Otto/Novecento, Milano 1998
  • Matteo Collura, Leonardo Sciascia. La memoria, il futuro, Bompiani, 1999. ISBN 978-88-452-3863-5.
  • Antonio Di Grado, Quale in lui stesso alfine l'eternità lo muta, Sciascia, Caltanissetta 1999
  • Giuseppe Traina, Leonardo Sciascia, Milano, Bruno Mondadori editore, 1999. ISBN 88-424-9489-5.
  • Giuseppe Traina, In un destino di verità. Ipotesi su Sciascia, La Vita Felice, Milano 1999
  • Matteo Collura, Alfabeto eretico. Da Abbondio a Zolfo: 50 voci dall'opera di Sciascia per capire la Sicilia e il mondo d'oggi, Longanesi, 2002. ISBN 978-88-304-1883-7.
  • Massimo Onofri, Sciascia, Einaudi, 2002. ISBN 978-88-06-15645-9.
  • Valter Vecellio (a cura di), L'uomo solo: L'Affaire Moro di Leonardo Sciascia, Edizioni La Vita Felice, Milano 2002
  • Valter Vecellio, Saremo perduti senza la verità, Edizioni La Vita Felice, Milano 2003
  • Matteo Collura, I luoghi del romanzo. Pirandello, Tomasi di Lampedusa, Sciascia, Angelo Pitrone, Sciascia, 2004. ISBN 978-88-8241-195-4.
  • Giovanna Jackson, Nel labirinto di Sciascia, Edizioni La Vita Felice, Milano 2004
  • Lanfranco Palazzolo, Leonardo Sciascia. Deputato Radicale, 1979-1983. Kaos edizioni, Palermo 2004. ISBN 88-7953-128-X.
  • Attilio Scuderi, "Lo stile dell'ironia. Leonardo Sciascia e la tradizione del romanzo", Milella, Lecce 2004
  • Egle Palazzolo, Sciascia. Il romanzo quotidiano, Edizioni Kalós, Palermo 2005
  • Luigi Pogliaghi (a cura di), Giustizia come ossessione: forme della giustizia nella pagina di Leonardo Sciascia, Edizioni La Vita Felice, Milano 2005
  • Jo-Ann Cannon, The Novel as Investigation: Leonardo Sciascia, Dacia Maraini, and Antonio Tabucchi, Toronto Italian studies, University of Toronto Press, Toronto 2006
  • Marcello D'Alessandra e Stefano Salis (a cura di), Nero su giallo: Leonardo Sciascia eretico del genere poliziesco, Edizioni La Vita Felice, Milano 2006
  • Matteo Collura, L'isola senza ponte. Uomini e storie di Sicilia, Longanesi, 2007. ISBN 978-88-304-2450-0.
  • Pietro Milone, L'enciclopedia di Leonardo Sciascia: caos, ordine e caso: atti del 10 ciclo di incontri (Roma, gennaio-aprile 2006). Quaderni Leonardo Sciascia, 11, La Vita Felice, Milano 2007 ISBN 978-88-7799-193-5
  • Giovanna Lombardo, Il critico collaterale: Leonardo Sciascia e i suoi editori, Collana Porte Aperte, La Vita Felice, Milano 2008 ISBN 978-88-7799-226-0
  • Andrea Camilleri, Un onorevole siciliano. Le interpellanze parlamentari di Leonardo Sciascia, Bompiani, 2009. ISBN 978-88-452-6351-4.
  • Matteo Collura, Alfabeto Sciascia, Longanesi, 2009. ISBN 978-88-304-2733-4.
  • Giuseppe Traina, Una problematica modernità. Verità pubblica e scrittura a nascondere in Leonardo Sciascia, Bonanno editore, Acireale-Roma, 2009 ISBN 88-7796-626-2
  • Aa.Vv. Leonardo Sciascia e la giovane critica (a cura di F. Morello, A. Schembari, G. Traina), Salvatore Sciascia editore, Caltanissetta-Roma 2009: contiene saggi di Agnese Amaduri, Claudia Carmina, Anna Carta, Maria Giuseppina Catalano, Alessandro Cinquegrani, Marcello D'Alessandra, Davide Dalmas, Salvatore Ferlita, Gabriele Fichera, Giuseppe Giglio, Gian Paolo Giudicetti, Mariagiovanna Italia, Fabio Moliterni, Flora Monello, Maria Panetta, Francesco Pontorno, Ivan Pupo, Maria Rizzarelli, Andrea Schembari, Javier Serrano, Samantha Viva.
  • Renato Martinoni (a cura di), Troppo poco pazzi. Leonardo Sciascia nella libera e laica svizzera, Collana Sciascia scrittore europeo, Leo S. Olschki editore, Firenze 2011 ISBN 978-88-222-6056-7
  • Francesco Izzo, Carlo Fiaschi, Mark Chu (a cura di), TODOMODO, rivista internazionale di studi sciasciani, a Journal of Sciascia Studies, Leo S. Olschki editore, Firenze, anno I - vol. I - 2011 e successivi[20]

Articoli, recensioni, testi su Il giorno della civetta[modifica | modifica sorgente]

  • M. Prisco, "Il giorno della civetta", in Baretti, n°8, marzo-aprile, 1961
  • D. Giuliana, "Sicilia di Sciascia", in La Fiera Letteraria, 28 maggio 1961
  • P. Milano, "Un carabiniere di sinistra", in L'Espresso, 4 giugno 1961
  • P. Dallamano, "L'ora della civetta", in L'Ora, 8 luglio 1961
  • V. De Martinis, "Il giorno della civetta", in Letture, n°7, luglio 1961.

Arti figurative[modifica | modifica sorgente]

  • Francesco Izzo, Come Chagall vorrei cogliere questa terra,Leonardo Sciascia e l'arte. Bibliografia ragionata di una passione,in La memoria di carta Edizioni Otto/Novecento, Milano, 1998, pp. 191–276
  • Giuseppe Cipolla, "L'universo sciasciano delle arti figurative", in “El Aleph”, n. 11, 2009, pp. 82–87
  • Giuseppe Cipolla, Le radici di una passione. Leonardo Sciascia e le arti figurative attraverso la direzione di “Galleria. Rassegna bimestrale di cultura” 1949-1989, in «Malgrado Tutto», “Speciale Leonardo Sciascia vent’anni dopo”, XXVIII, 4, novembre 2009, p. 15 (Racalmuto, C. P. n. 49)
  • Giuseppe Cipolla, “Io lo conoscevo bene...”. Renato Guttuso visto da Leonardo Sciascia, in Temi di Critica, a cura di S. La Barbera, «teCla. Temi di Critica d'arte e Letteratura artistica», 1, aprile, 2010, pp. 109–129 (DOI:10.4413/978-88-904738-21)
  • Francesco Izzo(curatore), Il gesto con un'intervista di Lea Vergine a Leonardo Sciascia sull'arte contemporanea e un bulino di Gaetano Tranchino, Omaggio a Sciascia, Amici di Leonardo Sciascia,2011
  • Francesco Izzo(a cura di),2012-2013 Leonardo Sciascia amateur d'estampes, con una prefazione di Luigi Cavallo e un testo di Pierre Higonnet,Il Girasole Edizioni, Valverde(Catania),2012
  • Giuseppe Cipolla, Leonardo Sciascia e le arti visive. La rivista "Galleria. Rassegna bimestrale di cultura 1949-1989", I parte, in «Annali di Critica d'Arte», a. VII (2011), collana diretta da G. C. Sciolla, CB Edizioni, Poggio a Caiano, 2012, pp. 359–408 (ISSN: 2279-557X).
  • Giuseppe Cipolla, Leonardo Sciascia e le arti figurative attraverso la direzione di "Galleria rassegna bimestrale di cultura", II parte, Scritti di Sciascia 1952-1990, in «Annali di Critica d'Arte», a. VIII (2012), collana diretta da G. C. Sciolla, CB Edizioni, Poggio a Caiano 2012, pp. 193–269 (ISSN: 2279-557X)
  • Giuseppe Cipolla, Leonardo Sciascia e l’architettura in Sicilia tra strutturalismo e immagini letterarie, in «Aa. Quadrimestrale dell’Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Agrigento»,a. XV, n. 30, dicembre, 2012, pp. 31–37 (ISSN n. 1827-854X)
  • Lavinia Spalanca, La tentazione dell'arte, Salvatore Sciascia Editore(Caltanissetta),2012
  • Giuseppe Cipolla, La cultura figurativa siciliana negli interventi critici di Leonardo Sciascia (1964-1987).TECLA.RIVISTA, ISSN:2038-6133, doi: 10.4413/RIVISTA/CIPOLLA1

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Film basati su opere letterarie#Leonardo_Sciascia.

Numerosi sono i film tratti da opere di Leonardo Sciascia[21][22]:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Domenico Scarpa, «Le favole politiche di Sciascia», Il Sole-24 ORE, 25 settembre 2011
  2. ^ Massimo Carloni, L’alba del giallo italiano contemporaneo: "Il giorno della civetta" di Leonardo Sciascia, in AA.VV., Mélanges offerts à Marie-Hélène Caspar. Littérature italienne contemporaine. Musique, Paris, Nanterre, C.R.I.X., novembre 2005, pp. 479-491
  3. ^ a b L'impegno civile, regalpetra.it. URL consultato il 27 luglio 2010.
  4. ^ Sciascia e il PCI
  5. ^ Recensione su "L'Indice" di Leonardo Sciascia deputato radicale 1978-1983
  6. ^ a b c Matteo Collura, Sciascia, svelato l' ultimo enigma in Corriere della Sera, 5 settembre 2007, p. 41. URL consultato il 28 luglio 2010.
  7. ^ a b Matteo Collura, L'isola senza ponte. Uomini e storie di Sicilia, Longanesi, 2007. ISBN 978-88-304-2450-0.
  8. ^ Matteo Collura, Il maestro di Regalpetra. Vita di Leonardo Sciascia, Milano, TEA, 1996, p. 142. ISBN 978-88-7818-765-8.
  9. ^ a b Storia de l'Ora, accadeinitalia.it. URL consultato il 14 giugno 2010.
  10. ^ a b c d Palmira Mancuso, Leonardo Sciascia, uno scrittore in redazione, Ordine dei giornalisti. Consiglio regionale della Lombardia, 7 maggio 2005. URL consultato il 14 giugno 2010.
  11. ^ da www.accadeinitalia.it, Trascrizione dell'articolo I professionisti dell'antimafia, dal Corriere della sera, 10 gennaio 1987
  12. ^ Pierluigi Battista, Le scuse dovute a Sciascia, Corriere della Sera, 2 gennaio 2007
  13. ^ Collana Quaderni Leonardo Sciascia, amicisciascia.it. URL consultato il 28 luglio 2010. Con cadenza annuale, ha ospitato per la massima parte scritti monografici o di rassegna e atti di convegni su diversi aspetti dell'opera di Sciascia
  14. ^ Collana Porte Aperte, amicisciascia.it. URL consultato il 28 luglio 2010. Questa collana ha visto l'alternanza di testi di autori particolarmente amati da Sciascia a saggi critici sulla sua opera
  15. ^ Premio Sciascia Amateur d'Estampes, amicisciascia.it. URL consultato il 28 luglio 2010.
  16. ^ Regalpetra. Parco Letterario Leonardo Sciascia. URL consultato il 27 luglio 2010.
  17. ^ Inaugurato il “Museo della Mafia” dedicato a Leonardo Sciascia, amicisciascia.it. URL consultato il 27 luglio 2010.
  18. ^ Istituto Tecnico Commerciale e per il Turismo Leonardo Sciascia Erice - Valderice. URL consultato il 28 luglio 2010.
  19. ^ Istituto Tecnico Commerciale, Economico, Tecnologico e per il Turismo di Agrigento. URL consultato il 19 luglio 2013.
  20. ^ il sito
  21. ^ Film tratti dai romanzi di Sciascia, fondazioneleonardosciascia.it. URL consultato il 9 marzo 2011.
  22. ^ Film tratti dai romanzi di Sciascia, regalpetra.it. URL consultato il 27 luglio 2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 29540540 LCCN: n78096126