Grosseto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Grosseto
comune
Grosseto – Stemma Grosseto – Bandiera
(dettagli)
Grosseto – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Grosseto-Stemma.png Grosseto
Amministrazione
Sindaco Emilio Bonifazi (PD) dal 30/05/2006
Territorio
Coordinate 42°46′20″N 11°06′32″E / 42.772222°N 11.108889°E42.772222; 11.108889 (Grosseto)Coordinate: 42°46′20″N 11°06′32″E / 42.772222°N 11.108889°E42.772222; 11.108889 (Grosseto)
Altitudine 10 m s.l.m.
Superficie 473,55[1] km²
Abitanti 81 558[2] (31-01-2014)
Densità 172,23 ab./km²
Frazioni Alberese, Batignano, Braccagni, Istia d'Ombrone, Marina di Grosseto, Montepescali, Nomadelfia, Principina a Mare, Principina Terra, Rispescia, Roselle
Comuni confinanti Campagnatico, Castiglione della Pescaia, Gavorrano, Magliano in Toscana, Roccastrada, Scansano
Altre informazioni
Cod. postale 58100
Prefisso 0564
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 053011
Cod. catastale E202
Targa GR
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona D, 1 550 GG[3]
Nome abitanti grossetani
Patrono san Lorenzo
Giorno festivo 10 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Grosseto
Posizione del comune di Grosseto all'interno dell'omonima provincia
Posizione del comune di Grosseto all'interno dell'omonima provincia
Sito istituzionale
« Grosseto è una città di pianura. La luce marina, chiara e parlacea, non trova ostacoli d'ombra, spazia nel cielo aperto sino ai confini dell'orizzonte. Il cupo "tino" di Moscona vigila alle sue spalle come una sentinella chiusa nel pastrano ferrigno, a guardia della pianura. E verso il mare i monti dell'Uccellina sfumano nell'orizzonte di altri cieli lontani. »
(Geno Pampaloni, Fedele alle amicizie[4])

Grosseto (pronuncia: /ɡrosˈseto/) è un comune italiano di 81.558 abitanti,[5] capoluogo dell'omonima provincia in Toscana.

È il capoluogo di provincia situato più a sud tra quelli della Toscana, e per superficie territoriale, risulta il più vasto comune della regione, nonché il terzo dell'Italia Centrale e il nono d'Italia per superficie.

A livello demografico, la città contava appena 4.724 abitanti subito dopo l'Unità d'Italia[6], iniziando da allora una crescita esponenziale che ha portato al superamento della soglia delle 70.000 unità nel 1991.[7]

Dal punto di vista urbanistico, la città è uno dei pochi capoluoghi (con Ferrara, Bergamo, Lucca) il cui centro storico è rimasto completamente circondato da una cerchia muraria, nell'insieme integra, che ha mantenuto pressoché immutato il proprio aspetto nel corso dei secoli.

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

La spiaggia di Marina di Alberese

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Maremma e Valle dell'Ombrone.
« La verde Maremma!
Un deserto di bellezza colmo di sole - anche se un velo
Sopra si distende di malinconica tristezza;
Orma d'uomo non calpesta il regno della solitudine
Il deserto in fiore risplende invano. »
(Felicia Dorothea Hemans)

La città è posta a circa 12 km dal mare (dove si affacciano le frazioni comunali di Marina di Grosseto e Principina a Mare), al centro di una pianura alluvionale denominata Maremma grossetana, nel punto di confluenza della valle dell'Ombrone. In passato, gran parte dell'area pianeggiante era occupata dal lago Prile che si estendeva quasi fino alla parte occidentale della città. L'antico bacino lacustre costiero dalle caratteristiche palustri è quasi del tutto scomparso a seguito delle opere di canalizzazione rientranti nelle bonifiche settecentesche apportate dai Lorena, completate definitivamente tra gli anni venti e trenta del XX secolo dal governo fascista.

Nella parte nord-orientale del territorio comunale, presso la moderna frazione di Roselle che è sorta nei pressi dell'antica città etrusco-romana, si trova una sorgente termale di acqua sulfurea, della stessa natura e origine che contraddistingue le più rinomate terme di Saturnia e le altre terme sparse tra il monte Amiata, l'area del Tufo e le colline dell'Albegna e del Fiora.

Nella parte orientale e meridionale del territorio comunale scorre il fiume Ombrone, che con il suo corso prima costeggia la frazione comunale di Istia d'Ombrone e poi si avvicina in alcuni punti alla città (San Martino, Alberino, Fornacione) con alcune sue anse che precedono la foce situata all'interno del Parco Naturale della Maremma, poco a sud di Principina a Mare.

La parte occidentale del territorio comunale è compresa nella riserva naturale Diaccia Botrona, area palustre che si estende dove sorgeva l'antico lago Prile, mentre l'area sud-occidentale rientra nel Parco naturale della Maremma, dove si estende l'area palustre della Trappola e si elevano le prime propaggini dei monti dell'Uccellina a sud della foce dell'Ombrone.

Nel territorio comunale sono incluse anche le Formiche di Grosseto, nel cuore del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano; gli isolotti e l'intero tratto di mare che bagna il litorale grossetano rientrano anche nell'area marina protetta europea del Santuario per i mammiferi marini.

Il centro cittadino si trova ad un'altezza di circa 10 metri s.l.m., mentre il restante territorio comunale si estende ad altitudini comprese tra il livello del mare e i 417 metri del Poggio Lecci sui monti dell'Uccellina, dove sorgono l'abbazia di San Rabano e la torre dell'Uccellina; altro rilievo degno di nota è il Poggio di Moscona (317 metri s.l.m.) che, con la sua caratteristica fortificazione, domina l'abitato di Roselle. Comunque, prendendo in esame soltanto le aree urbane e i centri abitati, l'altezza massima si registra a Montepescali con 222 metri d'altitudine.

La città dista 145 km da Firenze, 175 km da Roma, 170 km dallo scalo internazionale e intercontinentale dell'aeroporto di Roma-Fiumicino; le città capoluogo di provincia più vicine a Grosseto sono, nell'ordine, Siena (75 km), Viterbo (122 km), Livorno (135 km).

Volpi nel Parco naturale della Maremma

Il territorio comunale si estende su un'area interamente classificata a bassissima sismicità. Storicamente, sono stati pochissimi gli eventi sismici che hanno interessato la città e le sue frazioni, i cui epicentri erano comunque localizzati a distanza. Il terremoto più "forte" che si sia mai verificato a Grosseto fu quello della notte del 25 agosto 1909, che ebbe come epicentro Murlo: in quell'occasione i pur modesti effetti furono compresi tra il IV grado della Scala Mercalli che si registrò nelle aree occidentali e meridionali del territorio comunale e il V grado della medesima scala che interessò il centro storico e le aree a nord e a est della città (nella località della provincia di Siena che fu l'epicentro la magnitudo fu di 5,40 della Scala Richter con l'VIII grado della Mercalli). Altri eventi che superarono la soglia delle scosse strumentali furono, per effetto decrescente, quello del 14 agosto 1846 con il IV grado della Scala Mercalli (epicentro ad Orciano Pisano ove si ebbe una magnitudo di 5,71 della Scala Richter ed il IX grado della Mercalli), e quello del 12 febbraio 1905 che raggiunse il III-IV grado della Scala Mercalli (epicentro Santa Fiora con magnitudo 4,83 della Scala Richter e VI grado della Mercalli).[8]

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Clima di Grosseto, Clima della Toscana e Clima italiano.

Il clima della città di Grosseto è mitigato dalla vicinanza del mare e presenta estati calde ma costantemente ventilate dalla brezza marina di ponente ed inverni non particolarmente freddi. Secondo la classificazione climatica[9] proposta da Thornthwaite basata sul cosiddetto Moisture Index, la città di Grosseto è contraddistinta da un clima subarido C1, mesotermico B′2, con eccedenza moderata invernale s (deficit idrico tra aprile e settembre di circa 300 mm) e concentrazione estiva dell'efficienza termica b′4, caratteristiche comuni a gran parte della fascia costiera della Maremma grossetana e laziale[10].

A livello fitoclimatico, l'intero territorio comunale di Grosseto è includibile nella sottozona calda del Lauretum del 2º tipo, che interessa analogamente l'intero tratto costiero e l'entroterra pianeggiante e di bassa collina di tutta la provincia.

Le temperature medie annue si attestano attorno ai 15 °C nelle aree pianeggianti, con valori medi attorno agli 8 °C in gennaio e prossimi ai 24 °C in luglio[11].

Le precipitazioni, piuttosto contenute e concentrate soprattutto nel periodo autunnale, sono generalmente di breve durata, talvolta a carattere temporalesco. Mediamente, oscillano attorno ai 600 mm annui (valori minori lungo la fascia costiera, maggiori nell'entroterra continentale e collinare), distribuite tra i 60 e i 70 giorni[11]. Seppur l'area risulti relativamente poco piovosa, la città subì gravi danni durante l'alluvione di Grosseto del 4 novembre 1966, mentre è rimasta ai margini rispetto alle aree maggiormente colpite dall'alluvione della Maremma grossetana del novembre 2012, quando si sono verificati allagamenti nelle frazioni orientali e meridionali, con isolamento delle frazioni di Rispescia e di Alberese per due giorni.

In base ai dati estrapolati dalle rilevazioni dell'eliofania in Italia, tra tutti i capoluoghi di provincia, Grosseto è una delle città che conta mediamente il maggior numero di giornate con cielo sereno nell'arco dell'anno. Risultano essere frequenti, specialmente durante la stagione primaverile ed estiva, ma talvolta anche in inverno, prolungati periodi di giornate soleggiate, soprattutto nell'area del territorio comunale che si affaccia sulla costa[12][13].

Le nevicate, eventi molto rari, si verificano in pianura solo in caso di un intenso e persistente raffreddamento al suolo, seguito da rapidissime discese di aria umida artica verso il Mar Tirreno, con conseguente innesco di venti insolitamente gelidi che concorrono a mantenere condizioni termometriche ideali per determinare precipitazioni nevose anche al livello del mare nell'area grossetana (storici eventi accaduti nel febbraio 1956, nel gennaio 1985 e il 29 dicembre 1996). Tra il 2001 e il 2012, in base ai rilevamenti nivometrici effettuati presso la stazione meteorologica dell'Aeronautica Militare, gli accumuli nevosi medi annui si attestano a 0,83 cm; l'evento con accumulo più rilevante del nuovo millennio risulta quello con 5 cm di accumulo nelle prime ore del 16 gennaio 2002 (altre nevicate con accumulo si sono verificate il 26 febbraio 2001 e il 10 febbraio 2012 con 2 cm in entrambe le occasioni e il 2 febbraio 2010 con 1 cm di accumulo nelle prime ore della giornata).

La nebbia risulta un fenomeno rarissimo e di breve durata, mediamente si verifica 3-4 volte all'anno e soltanto nelle prime ore del mattino. La scarsità di tale fenomeno favorisce l'elevata eliofania.

Stazioni meteorologiche[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio comunale sono ubicate tre stazioni meteorologiche: la stazione meteorologica di Grosseto Aeroporto, ufficialmente riconosciuta dall'organizzazione meteorologica mondiale, la stazione meteorologica di Grosseto Centro e la stazione meteorologica di Alberese (queste ultime due non ancora contrassegnate da codice WMO e/o codice ICAO).

Nella tabella sottostante sono riportati i valori climatologici medi relativi al trentennio di riferimento climatico 1961-1990[14][15][16][17][18], oltre ai valori estremi mensili di temperatura registrati dal 1951 in poi[19][20] presso la stazione meteorologica di Grosseto Aeroporto del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare. Non è da escludersi, vista la non facile reperibilità dei dati antecedenti al 1950, che si siano verificate precedentemente temperature massime più elevate o minime più basse dei valori assoluti annuali e mensili ivi riportati.

Grosseto Aeroporto Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 11,9 13,0 15,1 17,9 22,2 26,4 29,9 29,8 26,5 21,7 16,2 12,6 12,5 18,4 28,7 21,5 20,3
T. min. mediaC) 2,7 3,3 4,6 6,8 10,2 13,9 16,7 17,1 14,7 11,2 6,8 3,7 3,2 7,2 15,9 10,9 9,3
T. max. assolutaC) 19,9
(1955)
22,6
(1991)
25,6
(1989)
28,4
(2007)
33,6
(1953)
39,0
(2003)
38,8
(2004)
40,2
(1958)
36,2
(1982)
30,6
(2001)
27,0
(2004)
20,2
(1954)
22,6 33,6 40,2 36,2 40,2
T. min. assolutaC) -13,2
(1985)
-13,0
(1991)
-7,7
(1956)
-2,6
(1970)
-0,2
(1957)
5,2
(1962)
8,8
(1993)
10,0
(1972)
6,6
(1957)
-0,6
(1970)
-5,2
(1973)
-10,0
(1996)
-13,2 -7,7 5,2 -5,2 -13,2
Precipitazioni (mm) 64,1 56,7 56,2 49,6 39,9 27,1 20,2 37,4 64,5 86,8 93,8 64,9 185,7 145,7 84,7 245,1 661,2
Giorni di pioggia 7 6 7 7 5 3 2 3 4 6 9 7 20 19 8 19 66

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Grosseto.
« Città forte. Non grande, ben murata
e difesa da sei bastioni e da una rocca,
con due sole porte, una che guarda la terraferma,
l'altra, dalla quale si esce verso il mare »
(Emanuele Repetti, Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana, 1835)
Tram a cavalli di inizio Novecento

La prima menzione della città di Grosseto risale ad un documento dell'anno 803 in cui il vescovo di Lucca Iacopo cede a Ildebrando Aldobrandeschi la chiesa di San Giorgio situata in «loco Grossito», mentre nel 973 è attestata nuovamente come «curtis cum castrum». Tuttavia, l'intero territorio comunale è abitato sin dal periodo preistorico, come è visibile dai resti in alcune grotte situate presso i monti dell'Uccellina, tra la località di Alberese e la foce del fiume Ombrone, nel Parco naturale della Maremma: in particolare, nella Grotta della Fabbrica e nella Grotta dello Scoglietto sono venuti alla luce reperti risalenti rispettivamente al Paleolitico e all'Età del Rame e del Bronzo. Sicuramente Grosseto non esisteva come insediamento stabile nel periodo etrusco, quando invece l'intera area era sottoposta all'egemonia dell'importante città di Roselle, posta su di un'altura poco più a nord. Nel VI secolo a.C., periodo di maggiore splendore di Roselle, sono documentati rapporti commerciali con altre città etrusche di rilievo, quali Vetulonia, Populonia e Vulci. Fiorente città che governava un vasto territorio che andava dal mare al Monte Amiata, combatté nella guerra contro Tarquinio Prisco insieme agli altri popoli latini, finendo poi conquistata dai romani nel 294 a.C. e diventando municipio romano. Nel 205 a.C. contribuì alla fornitura di grano e legna per la flotta di Scipione l'Africano durante la seconda guerra punica. Sotto l'impero divenne colonia e conobbe un periodo di grande splendore con la costruzione del foro, della basilica, anfiteatro e terme. Nel V secolo fu eretta a sede vescovile (prima attestazione nel 499). La decadenza di Rusellae iniziò nel VI secolo, invasa dalle popolazioni barbare provenienti dal nord. Con la fine del VI secolo Roselle era uno dei residui capisaldi bizantini della Tuscia, la conquista longobarda risale infatti ai primi anni del VII secolo. È in questo periodo che probabilmente si è venuto a formare il primo nucleo del villaggio di Grosseto, che alcuni recenti studi vogliono identificare nell'area oggi compresa tra piazza della Palma e piazza dei Martiri d'Istia. Pur continuando ad essere sede vescovile, Roselle risultava pressoché disabitata, mentre a valle lungo il fiume Ombrone andava a formarsi la comunità di Grosseto che cresceva sempre più di numero. Nel 1137 si verificò l'assedio portato alla città dalle truppe tedesche del duca Arrigo di Baviera, intervenute per contrastare il forte dissidio portato avanti dai cittadini grossetani verso l'imperatore dell'epoca, culminato anche con mancato pagamento di tasse. Infine, papa Innocenzo II, che aveva trascorso del tempo in Maremma tra il 1133 e il 1137, decise di trasferire a Grosseto la sede vescovile, dando alla comunità il titolo di civitas. Il 9 aprile 1138, con la bolla Sacrosancta Romana Ecclesia, papa Innocenzo II decretò la nascita della diocesi di Grosseto.

Grosseto ormai città a tutti gli effetti, acquisì una nuova fisionomia caratterizzata da costruzioni di pietra e laterizio che soppiantarono con la fine del XII secolo l'edilizia povera di origine altomedievale. Grosseto fu ben presto una delle roccaforti principali della potente famiglia degli Aldobrandeschi[21]: la sua posizione centrale nella piana che diradava sul mar Tirreno e la vicinanza alle principali saline dal litorale (Castiglione, Querciolo) la rendevano particolarmente adatta per il commercio. Dopo un primo giuramento unilaterale di fedeltà a Siena per il controllo della dogana del sale, fatto dal popolo grossetano nel 1151, gli Aldobrandeschi furono costretti a studiare un piano che garantisse loro la permanenza al potere e, al tempo stesso, il riconoscimento di una larga autonomia alla città. Dopo alcuni decenni di stallo, si giunse al riconoscimento formale del comune proprio agli inizi del XIII secolo e, nel 1204, venne approvato il primo statuto, la cosiddetta Carta delle Libertà, dove erano stabilite le relazioni di tipo socio-economico e giurisdizionale tra i governanti e i cittadini di Grosseto. Nel 1222 venne concessa la possibilità ai cittadini di nominare i consoli, un podestà e tre consiglieri; tale provvedimento portò i Grossetani a ripudiare l'atto di sottomissione fatto a Siena il secolo precedente. Dopo un tentativo dei Senesi di ristabilire l'ordine, con l'assedio del 1224 che contribuì alla cacciata degli Aldobrandeschi, il libero comune di Grosseto assumeva nel corso del tempo sempre più autonomia. Fu in questi anni, tra il 1243 e il 1246, che l'imperatore Federico II di Svevia raggiungeva Grosseto per trascorrervi l'intera stagione invernale, grazie al clima mite e ad estese aree umide attorno alla città, dove poteva praticare la caccia e la falconeria: nel marzo del 1246 Federico II abbandonò precipitosamente la città dopo essere stato informato della congiura di Capaccio, evento ricordato anche da un'iscrizione sulla facciata di Palazzo Aldobrandeschi. Gli Aldobrandeschi, nella figura di Omberto Aldobrandeschi, cercarono di riconquistare i domini perduti e la reazione degli eserciti senesi fu quella di nominare nel 1259 come podestà un loro concittadino.[22] Dopo appena un anno, Grosseto tornò nuovamente libera e si schierò a fianco di Firenze nella battaglia di Montaperti. Successivamente, la città fu nuovamente occupata e devastata e perfino scomunicata da papa Clemente IV. Bino degli Abati del Malia, visconte di Batignano e di Grosseto, feudatario degli Aldobrandeschi, approfittò di una crisi interna che Siena stava vivendo nel 1310 per guidare una rivolta e cacciare i Senesi da Grosseto. Nel 1312, iniziò il lungo dominio degli Abati del Malia sulla città maremmana, che fu riconosciuto pure da Siena con una trattativa di pace tra la Repubblica e i conti di Santa Fiora il 17 aprile 1317. Dopo aver recuperato temporaneamente la libertà, la città di Grosseto si trovò assediata nel settembre 1328 dalle truppe di Ludovico il Bavaro e dell'antipapa Niccolò V, di ritorno da Roma, che chiedevano viveri, doni e assoluta fedeltà e obbedienza all'imperatore. I Grossetani, guidati dai figli di Bino, Malìa ed Abbatino, risposero con una eroica difesa e resistenza, tant'è che l'imperatore, non riuscendo ad espugnare la città, dovette ritirarsi dopo quattro giorni di inutile assedio. Nel corso del XIV secolo la città subì una o due disastrose alluvioni (1308 e 1333) che allontanarono dalla città il corso dell'Ombrone, privandola del suo porto fluviale. Negli stessi anni, fra il 1334 e il 1336, scacciati gli Abati del Malia, lo Stato di Siena conquistò definitivamente Grosseto e estese il suo dominio su tutta la Toscana meridionale. La serie negativa di eventi non si era però esaurita: la micidiale epidemia di peste nera che devastò l'Europa fra il 1347 e il 1350 raggiunse nel 1348 la Toscana: è stato calcolato che i morti furono fra il 30% e il 50% della popolazione delle zone colpite. La Maremma, caratterizzata in tutti i tempi da una densità demografica tendenzialmente bassa, subì un vero tracollo demografico da cui non sarebbe riuscita a riprendersi fino al XX secolo.

Quando a metà XVI secolo i Medici sottomisero Siena, anche Grosseto ne seguì la sorte. La città, vicina al mare e ai confini del Granducato, aveva per i Medici una grande importanza strategica mentre il territorio circostante poteva diventare la principale fonte di approvvigionamento di grano per Firenze. Dopo vari assedi iniziati nel 1554, Grosseto venne conquistata dai Medici nel luglio 1557, quando le truppe di Cosimo I entrarono in città; la pace di Cateau-Cambresis del 1559 sanciva ufficialmente il definitivo passaggio nel Granducato di Toscana. Nel 1574 Francesco I commissionò i lavori per la costruzione di una nuova e più ampia cinta muraria, ancor più fortificata di quella preesistente, che rendesse inespugnabile il centro cittadino. Le mura di Grosseto furono progettate da Baldassarre Lanci e i lavori di costruzione furono da lui personalmente diretti: alla sua morte, fu sostituito dal figlio Marino, e successivamente dall'ingegnere Simone Genga. La nuova cinta muraria fu completata nel 1593. Tuttavia, ormai Grosseto era stata trasformata in un fortino, sede di guarnigioni militari, e la popolazione stabile calava sempre di più. Fu soltanto a partire dal XVIII secolo, con i Lorena, che la città iniziò nuovamente a riprendersi lentamente. Il 18 marzo 1766 Pietro Leopoldo divise il territorio dell'antica Repubblica di Siena in due province e fu istituita la Provincia Inferiore Senese, con capoluogo Grosseto. Grazie alle riforme leopoldine, la città andò incontro ad una decisa rinascita economica e culturale. Ciò nonostante, si rese necessaria l'approvazione del "Regolamento per l'estatatura" (1780), a causa della persistenza del rischio malaria, facendo sì che nella stagione estiva tutti gli uffici istituzionali fossero trasferiti nella vicina Scansano. Le riforme dei Lorena vennero interrotte con l'occupazione delle truppe francesi (1796) che si protrasse a più riprese fino al 1808, anno dell'annessione alla Francia napoleonica, con l'accorpamento degli arrondissement di Grosseto, Montepulciano e Siena nel Dipartimento dell'Ombrone. Il Congresso di Vienna del 1815 sancì il ritorno del Granducato di Toscana nelle mani di Ferdinando III di Toscana, al quale succedette il figlio Leopoldo II a partire dal 1824. Il 1º novembre 1825 fu così istituito il Compartimento di Grosseto, che sopravvisse fino all'Unità d'Italia: il suo territorio fu suddiviso nei distretti del capoluogo, di Arcidosso e di Orbetello. Il granduca Leopoldo II governò fino al 1859, impegnandosi costantemente e in prima persona al completamento delle opere di bonifica, affidando gli incarichi ad importanti personalità come gli ingegneri Vittorio Fossombroni e Alessandro Manetti, e mettendo le basi per un ammodernamento e un sensibile miglioramento delle condizioni socio-economiche di Grosseto e del suo territorio. Il granduca è stato sicuramente l'uomo politico più apprezzato e amato dalla popolazione nella millenaria storia della città, tanto da essere affettuosamente soprannominato "Canapone", per il colore dei capelli e della barba, e onorato con un monumento scultoreo a lui dedicato, collocato in piazza Dante nel 1846. Nel marzo 1860 il plebiscito che si svolse nel Granducato di Toscana sancì l'annessione allo Stato sabaudo, entrando così a far parte del Regno d'Italia.

Grosseto, ormai capoluogo della vasta Provincia di Grosseto, a partire dagli ultimi decenni del XIX secolo iniziò un'espansione senza pari nella sua storia, con la costruzione di nuovi sobborghi al di fuori della cinta muraria. Nel 1897, grazie all'interessamento del politico Ettore Socci, venne abolita l'estatatura ed iniziò un florido periodo per l'architettura grossetana, con la realizzazione di numerosi edifici nell'ottica dell'eclettismo dei revival neoclassici, neorinascimentale e neogotici, con una fiorente stagione liberty nei primi anni del XX secolo. Tra i principali eventi del nuovo secolo, si ricorda soprattutto il tragico bombardamento del 26 aprile 1943, un lunedì dell'Angelo, che nelle ore centrali della giornata causò numerose vittime innocenti, tra i quali anche bambini e ragazzi che si trovavano per le vie del centro o nei parchi cittadini per trascorrere la giornata di festa. Un altro triste episodio episodio si verificò quasi un anno dopo nelle campagne poco fuori Istia d'Ombrone. Nella zona avevano trovato rifugio numerosi renitenti alla leva, pacifisti che non avevano risposto alla chiamata alle armi della Repubblica Sociale Italiana. All'alba del 22 marzo 1944 fu catturato il gruppo di undici persone, tutti giovani, che furono tutti quanti fucilati al termine di un processo sommario tenutosi all'interno della scuola di Istia d'Ombrone che precedentemente era stata appositamente sgomberata: il triste avvenimento è passato alla storia come l'eccidio di Maiano Lavacchio.[23] Nel dopoguerra continuò la crescita esponenziale della città, con la costruzione di moderni quartieri e lo sviluppo urbanistico delle frazioni balneari. Tra gli avvenimenti significativi, si segnala la disastrosa alluvione del 4 novembre 1966 che devastò la città: si contò una vittima. Oggi Grosseto è una città di circa 80.000 abitanti, la cui crescita non pare arrestarsi, importante centro agricolo ed artigianale e principale città della Toscana meridionale.

Stemma di Grosseto

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Nel corso dei secoli, il capoluogo maremmano ha avuto diverse denominazioni, la più ricorrente delle quali era Grossetum; in altre circostanze la città viene menzionata anche coi nomi Crassetum e Rosetum.

In ogni caso, la città è sempre menzionata col nome Grossetum nelle bolle pontificie di Papa Innocenzo II del 1138, di Celestino II del 1143 e di Clemente III del 1188; questa risulta essere, pertanto, la corretta denominazione originaria di Grosseto.[24]

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stemma di Grosseto.

Inizialmente, lo stemma della città di Grosseto era costituito unicamente dal grifone, mitico animale alato che rievoca la cultura e le origini dei cittadini grossetani, riconducibili al popolo etrusco che, fin dal VII secolo a.C., si era insediato ed aveva abitato l'antica Roselle, città che ha costituito le vestigia del capoluogo maremmano.

In epoca medievale il grifone fu collocato sopra uno scudo rosso che rappresentava la vicinanza al partito ghibellino. Superato l'assedio del settembre 1328 quando, a seguito di quattro giorni di continua e intensa battaglia, vennero respinte le truppe di Ludovico il Bavaro, il grifone venne armato di una spada, a ricordo dello storico evento in cui la città passò agli onori delle cronache militari dell'epoca. Da allora, lo stemma comunale è pervenuto fino ai giorni nostri senza ulteriori modifiche[24].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Nonostante la superficie piuttosto contenuta del centro storico cittadino, vi sono conservati pregevoli monumenti che sintetizzano il passato e la storia della città nel corso dei secoli[25]. Data la vastità del territorio comunale, vanno segnalati anche numerosi luoghi d'interesse e pregevoli monumenti, sia nelle singole frazioni che come entità isolate nella campagna.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Fianco destro della Cattedrale di San Lorenzo
Affresco sulla facciata della Chiesa di San Francesco
Facciata della Chiesa dei Bigi
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiese di Grosseto.
  • Cattedrale di San Lorenzo, o semplicemente duomo di Grosseto, è situata nella principale piazza della città ed è stata edificata tra il 1294 e il 1302 su progetto dell'architetto Sozzo di Rustichino, nel luogo dove precedentemente sorgeva l'alto-medievale pieve di Santa Maria. Lavori di completamento furono poi effettuati tra il 1330 e il 1340, ed infine la struttura fu rifatta nel XVI secolo ad opera di Anton Maria Lari. Ulteriori ristrutturazioni tra il 1840 e il 1865 hanno successivamente modificato l'aspetto rinascimentale dell'edificio, nel tentativo di riportarlo alle primitive forme medievali. Nel 2013 viene realizzata sul fianco destro della chiesa una pedana in marmo per l'accesso ai disabili. La facciata si presenta sulla scorta del gusto di matrice romanica per la bicromia bianco-rossa (marmo rosso di Caldana) e per le forme goticheggianti; su di essa sono poste le statue dei quattro evangelisti, risalenti al XIV secolo, un bel rosone centrale con la raffigurazione del Redentore, due chioschetti cinquecenteschi laterali, un ballatoio con colonnine originarie, un timpano con immagini religiose (1897) dell'artista Leopoldo Maccari. All'interno sono conservate alcune pregevoli opere, tra cui: un'acquasantiera del 1506; un fonte battesimale di Antonio Ghini; le due vetrate realizzate su disegno di Benvenuto di Giovanni raffiguranti la prima Isaia e Michea, l'Annunciazione, i santi Pietro apostolo e Gerolamo, le sante Caterina d'Alessandria e Maria Maddalena, la seconda la Fede e la Speranza, i santi Michele arcangelo, Giovanni Battista, Bartolomeo apostolo, Ludovico, Lorenzo e Sebastiano; un Crocifisso ligneo policromo della seconda metà del XV secolo; due angeli reggi-candelabro di Domenico Arrighetti; infine, la venerata Madonna delle Grazie, nella cappella sinistra del transetto, parte centrale di una tavola di Matteo di Giovanni, databile al 1470. Molte delle opere d'arte originariamente situate nel duomo sono oggi conservate nel museo d'arte sacra della diocesi di Grosseto.[26][27][28][29]
  • Chiesa di San Pietro, situata lungo Corso Carducci, è la più antica chiesa di Grosseto. Originariamente posizionata lungo il tragitto dell'antica via Aurelia – che attraversava proprio il centro cittadino – è ricordata nella bolla di Clemente III del 1188. Di semplici e spoglie linee architettoniche, pare risalire originariamente all'VIII secolo, anche se ha subito sostanziosi ampliamenti tra il IX e il XII secolo e l'aspetto attuale è dovuto in parte ad alcuni restauri seicenteschi e settecenteschi, mentre il campanile è stato innalzato nel 1625. Sulla facciata, di fianco alle lesene che delimitano il portale, sono presenti quattro bassorilievi (due per ogni lato), databili tra il periodo bizantino e l'epoca alto-medievale: un bassorilievo raffigura elementi vegetali, su un altro è scolpita una figura umana, mentre gli altri due si caratterizzano per una serie di animali.[30][31]
  • Chiesa di San Francesco, situata nell'omonima piazza del centro storico, è stata consacrata nel 1289 quando ne presero possesso i francescani, a seguito della riedificazione dell'edificio sul luogo di una più antica chiesa dedicata a San Fortunato e appartenente ai benedettini, i quali l'abbandonarono nel 1230. Lavori di ristrutturazioni successive hanno in parte modificato l'aspetto originario e agli inizi del XX secolo fu ricostruito il campanile, rialzato di un piano, danneggiato da un fulmine nel 1917. Sulla facciata è posto un piccolo rosone e sopra al portale una lunetta con l'affresco di Giuseppe Casucci raffigurante i santi Francesco d'Assisi e Lorenzo. All'interno, tra le varie opere, spicca soprattutto il Crocifisso ligneo duecentesco con dubbia attribuzione, oscillante tra Duccio di Buoninsegna, il Maestro di Badia ad Isola e Guido di Graziano.[32] Addossato al lato sinistro della chiesa si trova il convento con il chiostro, caratterizzato dalla presenza del cinquecentesco pozzo della Bufala.[33][34]
  • Chiesa dei Santi Gherardo e Ludovico, detta dei Bigi, situata in piazza Baccarini a poca distanza dalle chiese di San Pietro e di San Francesco, è stata costruita nel 1585 insieme all'annesso convento delle Clarisse. Sconsacrato agli inizi del XX secolo, è stato restaurato nel 2005 ed ha ospitato in tempi recenti il museolab della città di Grosseto e la sede del corso di archeologia del Polo Universitario Grossetano. Conserva la decorazione in stucco degli altari barocchi opera del luganese Domenico Notari.[35]
  • Chiesa di San Giuseppe, chiesa parrocchiale dell'omonima zona del quartiere di Barbanella, è stata costruita dal 1935 al 1940, su progetto dell'ingegnere Ernesto Ganelli. La consacrazione ufficiale fu tenuta il 14 aprile 1940. Si presenta in un monumentale stile neoromanico.[37]
  • Basilica del Sacro Cuore di Gesù, imponente chiesa situata lungo viale della Pace, fu fortemente voluta dal vescovo Paolo Galeazzi a ricordo delle vittime del bombardamento di Grosseto del 26 aprile 1943. Eretta in parrocchia il 2 febbraio 1949, iniziò la sua attività già dal 2 ottobre dello stesso anno nei locali della casa canonica prima e dell'asilo infantile poi. Il 12 giugno 1954 iniziarono i lavori della chiesa, su progetto di Ernesto Ganelli ed eseguiti dalla ditta Egisti. La consacrazione fu effettuata il 26 aprile 1958. La facciata è preceduta da una gradinata ed è interamente rivestita in travertino: su di essa sono poste le quattro statue in bronzo degli evangelisti realizzate da Tolomeo Faccendi. Sul fianco destro si eleva il campanile di 75 metri a forma ottagonale, mentre l'intero edificio è sovrastato dalla cupola poligonale di 55 metri, rivestita in rame, con una pregevole lanterna sovrastata da una statua dorata di Gesù a braccia aperte che simboleggia il Sacro Cuore. L'interno si caratterizza per le opere in bronzo dello scultore Faccendi e per la cripta in ricordo delle vittime del bombardamento con la tomba in marmo del vescovo Galeazzi.[39]
  • Abbazia di San Rabano, situata nel Parco naturale della Maremma ad una altezza di circa 320 metri sul livello del mare, in una sella tra poggio Uccellina (347 m) e poggio Lecci (417 m), è citata per la prima volta in un documento del 1101 come Santa Maria Alborensis. Monastero benedettino, fu ceduto all'ordine dei cavalieri di Gerusalemme nel 1307, per poi venire definitivamente abbandonato nel XVI secolo in seguito alla costruzione della chiesa di Sant'Antonio abate ad Alberese. Si presenta oggi sotto forma di imponenti ruderi, che conservano ancora la monumentale torre campanaria.[40]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Palazzi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Palazzi di Grosseto.
Palazzo Aldobrandeschi
Palazzo Tognetti
  • Palazzo Aldobrandeschi, noto anche come Palazzo della Provincia, si trova in piazza Dante ed è stato costruito a partire dal 5 aprile 1900, dopo la demolizione del precedente Palazzo Pretorio, avvenuta nell'autunno dell'anno precedente. Il progetto è stato realizzato dall'architetto Lorenzo Porciatti, con alcune modifiche effettuate a lavori in corso da Guglielmo Calderini. L'edificio, in stile neogotico che richiama gli elementi stilistici del medioevo senese, è stato inaugurato il 31 maggio 1903 e da allora ospita la sede della Provincia di Grosseto.
  • Palazzo Comunale, situato in piazza Duomo, ospita la giunta, il consiglio e gli uffici amministrativi del Comune di Grosseto. L'edificio è stato realizzato a partire dal 1867 su progetto di Giovanni Clive, in uno stile eclettico prevalentemente neo-rinascimentale. Precedentemente la sede del Comune era ospitata presso il Palazzo Pretorio – poi trasformato nell'attuale Palazzo della Provincia – e qui sorgeva invece l'antica chiesa di San Giovanni decollato, già sconsacrata ed adibita a magazzino prima della sua demolizione.
  • Cassero del Sale, situato in piazza del Sale nei pressi di Porta Vecchia, è stato costruito nel XIII secolo come punto di raccolta e di distribuzione del sale che veniva estratto lungo la costa. La grande quantità di sale immagazzinata a Grosseto era famosa tanto che venne citata dal poeta Cecco Angiolieri in una delle sue rime.[41] L'aspetto attuale è dovuto a numerosi interventi iniziati nel XVI secolo quando vi furono addossate le mura medicee e continuati in età moderna con l'aggiunta di una scala esterna di accesso al primo piano. Nella piazza sono visibili i resti del "nuovo cassero del sale" realizzato dai senesi nel XIV secolo per affiancare quello più antico. Durante il dominio mediceo l'edificio fu distrutto, ma una delle quattro pareti fu però risparmiata per essere inglobata nella nuova cortina muraria.
  • Teatro degli Industri, situato lungo via Mazzini, è lo storico teatro di Grosseto. Risalente al 1819, è stato completamente ricostruito fra il 1888 e il 1892 su progetto dell'architetto Augusto Corbi e sotto la direzione dell'ingegnere Ferdinando Ponticelli. Ulteriori restauri furono effettuati nel 1967, dopo l'alluvione, ad opera dell'architetto Giuliano Bernardini, e fra il 1989 e il 1990, nell'ambito del progetto integrato Regione Toscana-FIO per il restauro dei teatri, sotto la direzione dell'ingegnere Giancarlo Fedeli.[42]
  • Palazzo del Genio Civile, situato lungo Corso Carducci, ospita gli uffici del genio civile, ed stato è inaugurato nel gennaio del 1911. Nel 1929 viene realizzato un primo ampliamento, su progetto dell'ingegner Corrado Costa, che comporta la realizzazione del fronte posteriore, differenziato stilisticamente rispetto alla facciata. Nel 1952 si realizza, su progetto dell'ingegnere Ramella, il quarto piano dell'immobile, arretrato rispetto al filo stradale. L'edificio si presenta in un eclettico stile liberty e pregevolmente decorato.
  • Palazzo Tognetti, situato lungo Corso Carducci, all'angolo con via Cairoli, è stato realizzato per conto dei fratelli Tognetti, proprietari di un'agenzia giornalistica, su progetto dell'ingegnere Giuseppe Luciani nel 1910. Si tratta di uno dei massimi esempi di liberty a Grosseto.

Ville e fattorie[modifica | modifica sorgente]

La Villa Granducale di Alberese
  • Fattoria di Barbanella, nota come Villa Ricasoli, situata in via Giacosa, è un'architettura di origine tardo-cinquecentesca, proprietà dei fratelli Antonio e Ubaldo Andreini nel XVIII secolo e in seguito proprietà del barone Bettino Ricasoli a partire dal 1855, che gli conferì l'aspetto che porta ancora oggi. Primo edificio del quartiere Barbanella, sviluppatosi intorno ad esso solo a partire dagli anni venti del XX secolo, è oggi suddiviso in più unità abitative.
  • Fattoria di Gorarella, nota come Fattoria Ricasoli, si trova oltre il ponte delle Quattro Strade e costituisce il primo edificio del moderno quartiere di Gorarella, nato solamente dopo il disegno urbanistico di Luigi Piccinato del 1966. Fu proprietà di Vincenzo Ricasoli a partire dal 1854. Dopo anni di abbandono e degrado, la fattoria fu recuperata da una serie di interventi effettuati tra il 1999 e il 2007, con la costruzione, nell'area intorno all'edificio, di una decina di villette mono o bifamiliari. Attualmente la fattoria è suddivisa in più unità abitative.
  • Fattoria di San Giovanni, situata in via Orbetello, nell'omonima località ai margini del quartiere di Gorarella, nacque come chiesa nel XII secolo appartenente all'ordine dei gerosolimitani e passò tra la fine del XIII e i primi del XIV secolo ai guglielmiti che vi annetterono un ospedale. Importante chiesa periferica della Grosseto medievale, cadde in declino nel corso dei secoli per l'aumentare del rischio malaria, data la posizione troppo vicina alle paludi costiere. Nel corso delle bonifiche settecentesche, il complesso fu trasformato in fattoria ed è divenuto di proprietà privata. Attualmente si presenta come un'elegante villa immersa nel verde, intorno alla quale è stato realizzato un comprensorio di villette noto comunemente con il nome di Oliveto.
  • Fattoria di Grancia, situata nell'omonima località oltre il fiume Ombrone a sud-est del capoluogo, sorse in epoca medievale come monastero benedettino dedicato a Santa Maria de' Monti, alle dipendenze della non lontana abbazia di San Rabano. Tra il XIV e il XV secolo iniziò la trasformazione dell'originario complesso monastico in fattoria fortificata ("grangia") che, in epoca rinascimentale, passò alle dipendenze dello spedale di Santa Maria della Scala di Siena. Nel tardo Cinquecento i Medici cedettero il complesso allo spedale della Misericordia di Grosseto, mentre la gestione fu affidata ai francescani. Dopo l'abbandono nella metà del XVIII secolo, nel corso del secolo successivo i baroni Ricasoli di Firenze acquistarono la struttura e la trasformarono nell'attuale fattoria.
  • Fattoria di Principina, situata nelle campagne a sud-ovest della città presso la frazione di Principina Terra, ebbe il periodo di massimo splendore tra la fine del XVIII e i primi del XIX secolo, quando era proprietà della famiglia Ponticelli.
  • Fattoria Acquisti, situata all'estremità settentrionale del comune di Grosseto, si trova pochi chilometri a ovest del moderno abitato di Braccagni. La tenuta è così denominata perché molti dei suoi terreni divennero coltivabili a seguito delle grandi opere di bonifica idraulica iniziate nel XVIII secolo.
  • Villa granducale di Alberese, situata su un'altura che domina il borgo di Alberese, nel Parco naturale della Maremma, è stata edificata nel corso del XV secolo come sede dell'Ordine dei cavalieri di Malta. Divenuta successivamente dimora granducale, subì sostanziali lavori di ristrutturazione nel corso del XVIII secolo, che trasformarono l'antico edificio in villa-fattoria, ad opera dei Lorena. Attualmente è sede dell'azienda agricola di Alberese, centro di rappresentanza della Regione Toscana, istituita nel 1999.
  • Villino Panichi, situato su piazza della Vasca, è stato costruito su progetto dell'architetto Lorenzo Porciatti nel 1900. Si presenta come un interessante villino in stile liberty.
  • Villino Pastorelli, situato in via IV novembre, è stato costruito tra il 1908 e il 1913 su progetto di Lorenzo Porciatti per l'agricoltore e proprietario terriero Giuseppe Millanta. Successivamente passò di proprietà all'avvocato Pastorelli, che qui aprì il suo studio legale, il quale conferì all'edificio la denominazione che porta ancora oggi. Tra il 1942 e il 1943 fu poi proprietà della famiglia Marangoni che lo adattò ad albergo-ristorante Excelsior con pista da ballo. Nel secondo dopoguerra fu acquistato dalla Banca Nazionale dell'Agricoltura ed in tempi recenti dal Monte dei Paschi di Siena. Si presenta in uno stile neogotico con torri merlate medievaleggianti.

Pozzi[modifica | modifica sorgente]

Il Pozzo dello Spedale in piazza San Francesco

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Il Cassero Senese visto dall'esterno delle mura di Grosseto

Cinte murarie[modifica | modifica sorgente]

  • Mura di Grosseto: il perimetro murario della città di Grosseto è uno dei rari esempi in Italia di cinte murarie pervenute pressoché integre fino ai giorni nostri. La primitiva cinta a difesa della città fu realizzata nel XII secolo, ma furono demolite ben presto dai senesi quando presero possesso della città nel XIV secolo. Le mura senesi comprendevano quattro porte lungo il perimetro: Porta di San Michele, Porta di Santa Lucia, Porta di San Pietro e Porta Cittadina. Della cinta medievale sopravvivono solamente la Porta Vecchia e il cassero, con la porta di Santa Lucia in seguito inglobata all'interno della Fortezza. A partire dalla metà del XVI secolo, i Medici commissionarono a Baldassarre Lanci la progettazione delle nuove mura, con la caratteristica forma esagonale che presentano ancora oggi. Con l'avvento dei Lorena, nel XIX secolo fu decisa la trasformazione della cinta muraria in passeggiata e i camminamenti furono mutati in parco alberato. I sei bastioni delle mura sono, in senso orario partendo da nord: il bastione Rimembranza (già baluardo di San Francesco); il bastione Fortezza (comprendente i baluardi di Santa Lucia e della Vittoria); il bastione Maiano (già baluardo delle Palle); il bastione Cavallerizza (già baluardo dell'Oriolo); il bastione Molino a Vento (già baluardo di San Michele); il bastione Garibaldi (già baluardo delle Monache). A nord si apriva Porta Nuova, demolita nel XIX secolo e sostituita da una cancellata in ferro, la cosiddetta "Barriera", poi smantellata negli anni venti del XX secolo ed oggi consiste nell'unico tratto delle mura non più presente; ad est si apriva la porta di Santa Lucia, scomparsa, mentre oggi sono presenti due accessi, l'arco del Vallo degli Arcieri e il ponte Amiata, viadotto sospeso di recente realizzazione; a sud si apre ancora oggi la Porta Vecchia, già Porta Reale; ad ovest si aprono la Porta Corsica, realizzata negli anni trenta del XX secolo in sostituzione della scomparsa porta di San Michele, ed il piccolo arco del passo Jago Fuligni.
  • Mura di Batignano: durante il XII secolo fu realizzata una prima fortificazione per difendere l'area signorile situata nella parte sommitale dell'abitato. A testimonianza di questo primitivo nucleo castrense rimane il cosiddetto cassero. Tra il XIII e il XIV secolo furono costruite le nuove mura che delimitarono un'area più ampia dopo lo sviluppo del borgo nel corso degli anni. Lungo il perimetro si aprono la Porta Grossetana, verso ovest, e la Porta Senese, rivolta a est.
Porta Grossetana a Istia d'Ombrone
  • Mura di Montepescali: la prima fortificazione del borgo fu costruita tra il X e l'XI secolo, per poi essere ampliata nei secoli successivi a partire dal XIII secolo. I documenti testimoniano la sua esistenza a partire dal 1147. Sono riconoscibili oggi le due porte di accesso (Porta Vecchia e Porta Nuova), due torrioni denominati torre del Belvedere e torre del Guascone, e il caratteristico baluardo a tre punte, parzialmente modificato nei primi del XX secolo per permettere l'allargamento delle sede stradale.
  • Mura di Istia d'Ombrone: una prima fortificazione fu costruita tra il IX e il X secolo a protezione del borgo, dove sorgeva l'area signorile che comprendeva anche una residenza dei vescovi di Roselle. Successivamente altre ristrutturazioni si verificarono tra il XII e il XV secolo. Lungo le mura si aprono due porte: la Porta Grossetana, in posizione sud-occidentale, e la cosiddetta Portaccia, rivolta verso nord-est.

Fortificazioni e torri[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castelli della provincia di Grosseto e Torri costiere della provincia di Grosseto.
La Torre di Collelungo
  • Cassero Senese, chiamato comunemente Fortezza, risale al XIV secolo e si tratta dell'unico elemento architettonico – assieme a Porta Vecchia – della cinta muraria di epoca medievale che è stato risparmiato durante i lavori di ricostruzione delle mura avvenuti a partire dalla seconda metà del XVI secolo. L'edificio, che svetta sul bastione Fortezza sul quale è situato, è stato adibito a sede del Distretto militare tra il XIX e il XX secolo, per poi finire abbandonato e rimanere per anni in stato di degrado. A partire dal 1978 sono iniziati una serie di recuperi dell'intera area muraria che hanno riportato il cassero all'antico splendore. Attualmente è utilizzato principalmente per l'esposizione di mostre di carattere artistico e fotografico.
  • Forte di San Rocco, situato nella frazione di Marina di Grosseto, si tratta di un complesso fortificato realizzato nel 1793 dal granduca Ferdinando III con funzioni di avvistamento. Attualmente è adibito ad uso residenziale.[45]
  • Forte delle Marze, situato nel tratto costiero che da Marina di Grosseto arriva a Castiglione della Pescaia, si tratta di una struttura fortificata realizzata nel XVIII secolo sul luogo di una precedente torre di avvistamento, e svolse funzioni di avvistamento, difesa e raccolta del sale. Trasformato successivamente in una lussuosa villa, è ancora oggi di proprietà privata.
  • Tino di Moscona, situato sul Poggio di Moscona, altura che si eleva a nord-est della città di fronte all'area archeologica di Roselle, è una struttura muraria circolare inserita a un'estremità di una cinta muraria più estesa costruita con pietre a secco, risalente al periodo medievale. L'area risulta abitata nel periodo villanoviano, poi fu sede di un centro fortificato di età ellenistica per essere rioccupato nel XII-XIII secolo per breve periodo come sede del castello di Montecurliano.

Nel Parco naturale della Maremma si trovano:[46]

  • Torre della Trappola, costruita in epoca medievale a sud di Principina a Mare presso l'argine destro dell'Ombrone, era parte integrante di un complesso dove vi erano anche le saline ed una chiesa. Svolgeva funzioni di difesa, offesa e di guardia, potendo comunicare sia a nord che a sud con le altre strutture del sistema difensivo costiero.
  • Torre di Castel Marino, costruita nel corso del XIII secolo su un poggio nel cuore del Parco naturale della Maremma presso Marina di Alberese, svolgeva funzioni di difesa e di avvistamento; con la costruzione della vicina Torre di Collelungo, fu gradualmente dismessa.
  • Torre di Collelungo, situata su un modesto promontorio del Parco naturale della Maremma proprio dinanzi all'omonima spiaggia, è una delle torri meglio conservate del litorale grossetano. Fu costruita nel XVI secolo nel luogo dove probabilmente vi era una preesistente fortificazione.

Nel Parco nazionale dell'Arcipelago Toscano si trova:

Altro[modifica | modifica sorgente]

Sculture[modifica | modifica sorgente]

  • Monumento a Canapone, complesso scultoreo posto al centro della piazza principale di Grosseto, è stato realizzato nel 1846 dall'artista Luigi Magi. La scultura rappresenta il granduca in atto di sorreggere con la mano sinistra una donna che stringe tra le braccia un bambino morente (allegoria della Maremma colpita dalla malaria), e con la destra un bambino vivace e sorridente (la speranza del futuro), mentre con il piede schiaccia la testa di un serpente (la malaria), che è divorato da un grifone (la città di Grosseto) posto alle sue spalle.
  • Monumento a Giuseppe Garibaldi, situato sul bastione che porta il suo nome, è stato realizzato dallo scultore Tito Sarrocchi ed inaugurato il 2 giugno 1884. Originariamente collocato sul bastione Rimembranza, è stato trasferito nell'attuale sede nel 1923.
  • Monumento ai caduti per la patria, situato sul bastione Rimembranza, consiste nella modificazione del monumento ai caduti delle battaglie risorgimentali inizialmente posto in piazza della Vasca e realizzato nel 1896 su progetto di Ippolito e Giuseppe Luciani. La modifica è stata effettuata nel 1921 per onorare anche i caduti della prima guerra mondiale ed è stato posto nella sua attuale sede nel 1929, con l'inaugurazione del Parco della Rimembranza.
  • Cippo idraulico di via Ximenes, situato nel parco Pollini di via Ximenes, nei pressi di Porta Corsica, si presenta a tre lati, e su ogni lato si trovano, oltre i volti dei personaggi illustri della bonifica realizzati da Tito Sarrocchi, le piccole vasche sormontate da uno stemma del grifone dove si trovavano i rubinetti da cui usciva l'acqua. Orientato verso ovest vi si trova il volto scolpito di Leonardo Ximenes, verso nord il volto scolpito dell'abate Pio Fantoni, verso sud il volto scolpito di Sallustio Bandini.
  • Colonna romana, collocata all'angolo tra la facciata principale e il fianco laterale destro del Duomo, se ne segnala la presenza in Piazza delle Catene fin dall'epoca medievale, quando vi fu portata quasi certamente dalla vicina Roselle prima del suo definitivo abbandono.
  • Monumento al badilante, scultura in bronzo dell'artista Antonio Lazari, è dedicato al ricordo della figura del badilante delle bonifiche agrarie, ed è situato nei pressi del Ponte Massa nel punto dove scorreva il canale diversivo dell'Ombrone.

Piazze principali[modifica | modifica sorgente]

  • Piazza Dante, principale piazza cittadina, nota anche come Piazza delle Catene, è stata realizzata in forma trapezoidale tra il XIII e il XIV secolo. Da sempre il cuore della vita civile e religiosa della città, al centro vi è collocato il monumento a Canapone; vi si affacciano il duomo, il Palazzo Comunale, Palazzo Aldobrandeschi (attuale sede della provincia). Il lato meridionale e quello occidentale sono caratterizzati da una serie di edifici che si articolano sopra un comune loggiato-porticato, che si sviluppa ad L senza soluzioni di continuità. All'angolo destro della facciata del duomo spicca la presenza della colonna romana.
  • Piazza della Palma, di forma rettangolare e così denominata per la presenza di una palma secolare, si estende in direzione nord-sud. Nella parte nord-occidentale della piazza, si affacciano l'area absidale e il campanile della chiesa della Misericordia.
  • Piazza del Sale, antica piazza del mercato cittadino prima del suo spostamento fuori delle mura, nota infatti anche come Piazza del Mercato, si estende a forma poligonale tra il tratto sud-occidentale delle mura, Porta Vecchia e il cassero del sale, edificio medievale che le conferisce la denominazione.
  • Piazza del Popolo, situata all'estremità settentrionale del centro storico, fu realizzata negli anni venti del XX secolo in prossimità di Porta Nuova e della cortina muraria che fu parzialmente "tagliata" per avere a disposizione una superficie più ampia. Sul lato meridionale si affaccia l'ex casa del fascio.
  • Piazza della Vasca, dedicata ai fratelli Rosselli, viene così denominata per la presenza, al centro, della fontana a forma circolare. Situata fuori delle mura poco oltre Porta Nuova, vi si affacciano alcune delle più imponenti e discusse architetture contemporanee che caratterizzano la città.

Strade principali[modifica | modifica sorgente]

Veduta di Corso Carducci
  • Chiasso delle Monache, suggestivo vicolo a doppio arco, che collega strada Vinzaglio alla parte sud-occidentale di piazza San Francesco, attraversando sul piano stradale il Convento delle Clarisse.
  • Strada Vinzaglio, caratteristica via cittadina che ha inizio dal lato meridionale di piazza Baccarini. Vi si affacciano il convento delle Clarisse, attiguo alla Chiesa dei Bigi, parte del palazzo dell'ex tribunale ed i villini Magrassi e Brogi.
  • Strada Ginori, caratteristica via del centro storico, che si snoda ad andamento semicircolare, parallelamente al lato nord-orientale delle mura di Grosseto. La strada collega il lato meridionale di piazza San Francesco col lato settentrionale di piazza della Palma; vi si affacciano diversi edifici di origini medievale, tra cui il caratteristico Palazzo Stefanopoli-Porciatti.
  • Strada Ricasoli, breve via che collega Porta Vecchia a piazza Dante, costituiva il primissimo tratto della via Aurelia che attraversava il centro storico da sud a nord. Tra gli edifici che vi si affacciano il più interessante è sicuramente Palazzo Carmignani, che ospita la calzoleria all'imbocco di piazza del Sale: al suo interno, sono conservati gli originari arredi in stile liberty. È ipotizzabile che nei secoli scorsi fosse la via del Ghetto.[47]
  • Strada del Giuoco del Cacio, costituisce l'intero anello viario, così denominato fino al XIX secolo, che costeggia internamente l'intera cerchia muraria di Grosseto. Lungo la parte semicircolare occidentale, denominata attualmente via Mazzini, vi si affacciano il Teatro degli Industri, Palazzo Mensini (storica sede della Biblioteca Chelliana), il monumentale Cinema Marraccini e la villa Mazzoncini, mentre la parte semicircolare orientale, chiamata via Saffi, costeggia le mura tra il bastione Rimembranza e Porta Vecchia, dove è situato, tra gli altri, il caratteristico palazzo che ospita il carcere cittadino. Il gioco a cui allude il nome della strada si basa su una forma di formaggio (cacio) da far rotolare per la via senza farla cadere; questo popolare gioco è detto anche ruzzola.

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

  • Parco archeologico di Roselle: tra gli anni cinquanta e sessanta del XX secolo, grazie al contributo dell'archeologo Aldo Mazzolai, la città etrusco-romana di Roselle è stata scavata e trasformata in un parco archeologico. Il sito racchiude i resti dell'antica città, dalla sua fondazione in epoca etrusca, al suo splendore di città romana, fino alla sua travagliata storia altomedievale, culminata col definitivo abbandono dell'insediamento a vantaggio della città di Grosseto, dove venne anche trasferita la sede vescovile. Si conservano buona parte delle antiche mura ciclopiche di età arcaica (VI secolo a.C.); il foro romano, piazza principale della città sui si affacciano i resti della basilica, sede del tribunale e luogo di discussione di affari; l'augusteo (I secolo d.C.), edificio destinato al culto imperiale; un tempietto (I secolo d.C.); la domus dei mosaici ricca abitazione privata di cui si conservano ampi mosaici pavimentali; la basilica dei Bassi sede delle statue e dei ritratti dell'omonima famiglia romana. Alle pendici della collina nord si osservano i resti delle terme di età adrianea (II secolo d.C.) poi divenute sede della più antica cattedrale cristiana di Roselle (VI secolo d.C.). Sulla collina nord sorge la casa etrusca dell'impluvio e l'anfiteatro di forma ellittica (I secolo d.C.)

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

  • Riserva naturale Diaccia Botrona, area naturale protetta di interesse provinciale, è stata istituita nel 1991 ed è caratterizzata da un ambiente tipico palustre. L'area umida costituisce l'ultimo esempio rimasto dell'antica palude che si è sviluppata dall'antico lago Prile, dopo le bonifiche effettuate nei primi del XX secolo.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[48]

Grosseto conta 82.355 abitanti registrando ancora una buona fase di crescita, dopo essere stata per anni il capoluogo di provincia meno antropizzato della Regione; la città sembra espandersi secondo direttrici urbanistiche delineate dalla attenta programmazione territoriale, che si è definita nel tempo. Inoltre, va rilevata una espansione demografica costante, senza cioè conoscere pause o arretramenti, dal dopoguerra ad oggi, forse a segnare un incremento economico (agricoltura di qualità, turismo) con basi solide, non soggetto a situazioni di crisi o di regressione.

Analizzando il grafico sulla crescita della popolazione nel corso degli anni, appare evidente che Grosseto, al momento dell'Unità d'Italia, con i circa 4.700 abitanti risentiva ancora dell'effetto negativo causato dalla presenza della malaria che caratterizzava gran parte delle aree pianeggianti della Maremma.

All'inizio del Novecento, la popolazione era già raddoppiata, superando le 9.600 unità. Da allora, la crescita è proseguita in modo esponenziale, come è ravvisabile dall'andamento iperbolico all'interno del grafico, fino al 1981, grazie all'arrivo di numerosi immigrati, prima dall'Italia nord-orientale (Veneto in primis) grazie alla riforma agraria e nei decenni successivi anche da altre regioni, soprattutto dell'Italia Meridionale.

Dal 1981 in poi la crescita demografica è proseguita, seppure in modo meno netto rispetto agli anni precedenti, iniziando ad assestarsi a partire dal 1991; nel 2001 viene rilevato un calo impercettibile, ma le statistiche demografiche degli ultimi anni dimostrano una ripresa della crescita.[49]

Distribuzione degli abitanti[modifica | modifica sorgente]

Frazioni Abitanti (2010) Altitudine
Grosseto (capoluogo)
65.829
10
Marina di Grosseto
3.099
3
Roselle
2.998
25
Istia d'Ombrone
2.027
39
Braccagni
1.558
19
Alberese
1.176
42
Rispescia
1.140
11
Batignano
741
150
Principina Terra
317
5
Montepescali
275
222
Principina a Mare
272
3
Altre località
416
-

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 6.903 persone, pari al 8,39% della popolazione totale. Le nazionalità maggiormente rappresentate erano:

Religione[modifica | modifica sorgente]

Le chiese situate all'interno del territorio comunale di Grosseto appartengono alla Diocesi di Grosseto, che nel centro storico cittadino ha la propria cattedrale, il Duomo di San Lorenzo, oltre al Palazzo Vescovile, sede della curia diocesana.

Unico edificio religioso che costituisce un'eccezione, è l'Oratorio della Madonna della Pace ai Cerri Alti, situato all'estremità sud-orientale del territorio comunale, in prossimità dei confini amministrativi con Magliano in Toscana. La piccola cappella rurale, pur essendo ubicata nel comune di Grosseto, rientra all'interno del territorio parrocchiale della chiesa di Sant'Isidoro a Preselle, frazione del comune di Scansano, che risulta invece appartenere alla Diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello,[50] il cui vescovo ha la propria residenza all'interno di Palazzo Orsini a Pitigliano, dopo la definitiva dismissione del Palazzo Vescovile di Sovana avvenuta nel 1777:[51] quest'ultima diocesi comprende tre cattedrali, quella originaria del Duomo di Sovana, il Duomo di Pitigliano e il Duomo di Orbetello.

A Grosseto e nella provincia sono presenti anche un cospicuo numero di fedeli evangelici e di chiese evangeliche (Battiste e Pentecostali). Da sottolineare il Centro Nazionale della Chiesa Evangelica Apostolica (Pentecostale), nonché Centro Studi Teologici, situato a Grosseto in via del Commendone. La Chiesa Evangelica Battista è invece situata in via Piave, ed è curata attualmente dalla pastora e teologa Elisabeth Green.

La confessione dei Testimoni di Geova (oltre 500 membri in tutta la provincia) ha un importante luogo di culto a Grosseto, in via Spontini, e nei principali comuni della provincia.

Personalità della religione legate a Grosseto[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Diocesi di Grosseto#Cronotassi dei vescovi.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tradizioni popolari di Grosseto.
  • Festa di San Lorenzo: festa patronale della città che si svolge annualmente ogni 9 e 10 agosto. Il momento più suggestivo è sicuramente quello della processione della sera del 9 agosto che attraversa le vie del centro cittadino, prima di concludersi in cattedrale con la benedizione impartita dal vescovo. La processione è aperta da un carro trainato dai buoi maremmani di Alberese, attraverso il tradizionale giogo. Sul carro prende posto il vescovo e viene esposta la statua lignea del santo durante il passaggio lungo le vie del centro storico. Il carro è seguito dai butteri a cavallo con la loro tradizionale divisa di abbigliamento; subito dopo sfilano lungo il corteo religioso le autorità cittadine, i sacerdoti delle varie parrocchie della diocesi e i fedeli in preghiera.
  • Festa di San Rocco: festa patronale della frazione di Marina di Grosseto, costituisce anche il principale evento turistico e d'attrazione della stagione balneare. Ogni 16 agosto, prima della mezzanotte, i festeggiamenti raggiungono il culmine con il suggestivo spettacolo pirotecnico, durante il quale i fuochi d'artificio illuminano il mare e la spiaggia affollata di spettatori.
  • Canti del maggio: antichi riti della civiltà e della tradizione contadina che prevedevano la diffusione dei canti di questua per l'augurio di un'ottima annata agricola. I canti sono praticati dai cosiddetti maggiolatori o maggiaioli, che in alcune aree rurali, la notte tra il 30 aprile e il 1º maggio, rievocano questa tradizione del passato, muovendosi da un podere all'altro, cantando poesie estemporanee: la più famosa festa del maggio si svolge nella frazione di Braccagni.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica sorgente]

A Grosseto ha sede il LaMMA CRES, il Centro di Ricerche sull'Erosione del Suolo del Consorzio LaMMA inaugurato il 16 maggio 2003, che si occupa di studi sulle risorse idriche, sull'erosione del suolo e sullo sviluppo sostenibile a misura di territorio. A Grosseto vi è anche la sede del 4º Stormo dell'Aeronautica Militare, del reggimento di cavalleria paracadutisti 3º reggimento Savoia Cavalleria e del Centro Allevamento Quadrupedi dell'Esercito Italiano. Di tutt'altra natura è la Comunità di Nomadelfia, fondata nel 1948 da Don Zeno Saltini nell'omonima località del comune di Grosseto.

L'Azienda USL 9 Grosseto[52] garantisce la salute in città e in provincia, con un presidio ospedaliero urbano, l'Ospedale Misericordia, struttura sanitaria di riferimento non solo per la città ma anche per l'intera provincia e per altre aree della Toscana meridionale e del Lazio settentrionale.

Enti pubblici[modifica | modifica sorgente]

Associazioni culturali[modifica | modifica sorgente]

Vasto e variegato è il settore dell'associazionismo culturale, operante fruttuosamente nel tessuto cittadino di Grosseto. Tra le molteplici iniziative attive è possibile segnalare:

  • Arte Invisibile[53], associazione formata da giovani artisti emergenti che si occupa di fumetto, illustrazione, cartoon, grafica, animazione e scrittura creativa.
  • Associazione Grossetana Arti Figurative[54], associazione di artisti che si occupa di divulgare l'Arte a Grosseto.
  • Associazione Maremmana Studi Astronomici[55], associazione di astrofili, federata con l'Unione Astrofili Italiani, che rivolge la propria attenzione in modo particolare alla divulgazione ed alla didattica dell'Astronomia.
  • Grosseto Linux Users' Group[56], associazione culturale per la conoscenza e diffusione a tutti i livelli di tematioche legate a GNU/Linux, al software libero e alle licenze libere, affiliata alla Italian Linux Society.
  • GuruAtWork[57], associazione culturale non profit che lotta contro l'analfabetismo informatico, telematico e tecnologico ancora diffuso nella società, promuovendo il software libero ed open source.
  • Working Class Hero[58], associazione di volontariato per la cultura libera, fondata da un gruppo di specialisti nel campo della divulgazione culturale e scientifica e nata con lo scopo di alimentare il dialogo tra il settore della ricerca scientifica e tecnologica, la scuola, il mondo della produzione e il pubblico in generale.
  • UAAR[59], Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, Circolo di Grosseto; associazione nazionale che rappresenta le istanze dei cittadini atei e agnostici, iscritta al registro nazionale e regionale delle Associazioni di promozione sociale, presso il ministero della Solidarietà sociale.

Qualità della vita[modifica | modifica sorgente]

Anno Qualità della Vita (Il Sole 24 ORE)
Dato riferito alla provincia
Rapporto Ecosistema Urbano (Legambiente)
2006 10ª posizione  ?
2007 14ª posizione (- 4)  ?
2008 16ª posizione (-2) 46ª posizione (+24)
2009 7ª posizione (+9)[60] 55ª posizione (-9)
2010 22ª posizione (-15)[61] 77ª posizione (-22)
2011 33ª posizione (-11)[62] 81ª posizione (-4)[63]
2012 28ª posizione (+5)[64] 75ª posizione (+6)[65]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

A Grosseto è presente la Biblioteca Chelliana, la principale biblioteca della provincia con un patrimonio librario di oltre 100.000 volumi, tra cui trentaquattro incunaboli e duecentocinquanta manoscritti. Fondata nel 1860 per volontà del canonico Giovanni Chelli, la sede storica dell'istituzione è Palazzo Mensini, nel centro storico, anche se dal 1994 la biblioteca è ospitata nell'edificio della ex scuola media Giuseppe Ungaretti di piazza Carlo Cavalieri, nel decentrato quartiere Europa. All'interno è situato anche l'archivio delle tradizioni popolari della Maremma grossetana, fondato da Roberto Ferretti nel 1979.

In città si trovano anche: la biblioteca della Fondazione Luciano Bianciardi (via De Pretis); la biblioteca del centro di documentazione pedagogica (via Saffi); la biblioteca del CEDAV – Centro di documentazione arti visive (via Mazzini); la biblioteca del centro di documentazione per l'educazione alla salute ASL9 (via Don Minzoni); le biblioteche del museo archeologico e d'arte della Maremma (piazza Baccarini) e del museo di storia naturale della Maremma (strada Corsini); la biblioteca del polo liceale grossetano (piazza Etrusco Benci); la biblioteca del seminario vescovile Primo Gasbarri (via Ferrucci); la biblioteca dell'istituto storico della Resistenza (via dei Barberi); la biblioteca dell'istituto tecnico commerciale Vittorio Fossombroni (via Sicilia).

Scuole[modifica | modifica sorgente]

La città di Grosseto è sede di scuole medie superiori di varia tipologia: licei, istituti tecnici commerciali, industriali, professionali, musicali. Tra questi, spicca l'istituto alberghiero, da sempre uno dei fiori all'occhiello a livello regionale.

Università[modifica | modifica sorgente]

A Grosseto è situato il Polo Universitario Grossetano, sede distaccata dell'Università di Siena. Attualmente presso la sede di Grosseto è possibile frequentare i corsi di economia, giurisprudenza e scienze infermieristiche, ed alcuni master in archeologia. L'università è ospitata nel palazzo del vecchio ospedale in via Ginori.[66]

Musei[modifica | modifica sorgente]

Il Museo Archeologico e d'Arte della Maremma

Grosseto conta all'interno del proprio territorio comunale importanti complessi museali, percorsi didattici e aree interessate da visite guidate, tra i più significativi della provincia.

I seguenti musei fanno parte della rete provinciale Musei di Maremma:

Il museo di storia naturale comprende anche le sedi distaccate dell'acquario comunale di Grosseto – attualmente non aperto al pubblico – e dell'osservatorio comunale a Roselle. Presso la frazione di Montepescali, inoltre, è situato il piccolo museo di storia locale Ildebrando Imberciadori.

Attualmente sono in fase di progettazione due nuovi musei: il museo del buttero ad Alberese ed il museo dell'acqua dell'Acquedotto del Fiora, presso la fattoria di Grancia.

Media[modifica | modifica sorgente]

Radio[modifica | modifica sorgente]

Le radio che hanno sede a Grosseto sono RBC Radio Barbanella City, Radio Grifo e Radio Grosseto. La più importante, RBC Radio Barbanella City, è stata fondata nel 1978 e la sua area di copertura si estende all'intera provincia grossetana, comprese le isole del Giglio e dell'Elba.

Stampa[modifica | modifica sorgente]

A Grosseto sono inoltre situate le redazioni locali dei tre maggiori quotidiani del territorio: Il Corriere di Maremma (via Oberdan), Il Tirreno (via Oberdan) e La Nazione (via Rattazzi).

Sempre in città ha inoltre sede una delle principali case editrici della provincia, la Innocenti Editore, fondata nel settembre del 1997 da Mario Innocenti insieme al figlio Stefano.

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Film girati nella provincia di Grosseto.

Televisione[modifica | modifica sorgente]

A Grosseto ha sede la rete televisiva TV9, multiplex regionale (UHF 48). La storica rete maremmana Teletirreno è invece stata chiusa nel 2011 poco prima del bando per le assegnazioni delle frequenze digitali delle televisioni analogiche.

Teatro[modifica | modifica sorgente]

Il Teatro degli Industri
  • Teatro degli Industri, storica istituzione teatrale della città e dell'intera provincia, ospita numerosi spettacoli di prosa. Viene sfruttato eccezionalmente come auditorium per ospitare conferenze tenute da relatori di grande prestigio culturale.
  • Teatro Moderno, inaugurato nel 1966, il teatro ospita la stagione teatrale comunale oltre ad altri spettacoli, compresi quelli organizzati da scuole e associazioni teatrali locali.
  • Parco di Pietra, situato nella campagna presso la frazione di Roselle, è sede di concerti musicali di artisti locali ed emergenti.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Entrambi i tipi di schiacce (schiacciate) sono tipiche della città di Grosseto.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Tra gli eventi di maggiore richiamo a Grosseto sono da ricordare il festival musicale di Cava Festival, al Parco di Pietra di Roselle, e soprattutto la manifestazione nazionale di Festambiente, nata nel 1989 e ospitata nel mese di agosto presso il centro nazionale per lo sviluppo sostenibile di Legambiente "Il Girasole", nel borgo di Rispescia: durante la manifestazione vengono proposti incontri, dibattiti e spettacoli volti alla sensibilizzazione del pubblico su temi che vanno dalla sana alimentazione, salvaguardia del patrimonio ambientale e culturale italiani, alla tutela delle tradizioni e culture locali e così via. Un altro evento di rilievo è la kermesse enogastronomica di Maremma Food&Wine Shire, dal 2013 organizzata nel centro storico cittadino.

Persone legate a Grosseto[modifica | modifica sorgente]

Artisti
Cinema
Medici e scienziati
Musica, televisione e spettacolo
Politici, imprenditori e militari
Scrittori, poeti e filosofi
Storici ed archeologi
  • Zeffiro Ciuffoletti, storico e docente di storia moderna.
  • Roberto Ferretti, storico di tradizioni popolari.
  • Giuseppe Guerrini, storico locale, fondatore del Museo di storia naturale della Maremma.
  • Gianmario Guidarelli, architetto, storico dell'arte, docente universitario.
  • Anna Lorenzetto, pedagogista, trascorse gli ultimi anni della sua vita in Maremma e a Grosseto.
  • Aldo Mazzolai, archeologo.
  • Pietro Raveggi, archeologo, giornalista, uomo politico.

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Suddivisioni di Grosseto.

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

Centro storico[modifica | modifica sorgente]

Il centro storico di Grosseto è completamente racchiuso entro una cinta muraria fortificata che, a livello urbanistico, lo isola quasi completamente rispetto al resto della città, fatta eccezione per l'area di Porta Nuova dove nel corso del XIX secolo fu demolita la porta cittadina, riempito il terrapieno del fossato e abbattuto un piccolo tratto di cortina muraria.

L'attuale centro storico è il risultato della ricostruzione cinquecentesca delle mura, durante la quale assunsero un perimetro maggiore che allargò la superficie del centro storico cittadino rispetto al tessuto urbano medievale; tuttavia, la realizzazione delle mura medicee comportò l'abbattimento di molti edifici di epoca medievale, tra cui anche alcuni complessi religiosi, che sorgevano al di fuori del preesistente centro cittadino lungo il perimetro dove poi è sorta l'attuale cinta muraria bastionata di forma esagonale. Nonostante l'ampliamento di epoca rinascimentale, il centro storico di Grosseto risulta ancora oggi di dimensioni piuttosto raccolte e contenute che consentono di poterlo visitare facilmente, grazie anche alla pedonalizzazione totale di molte strade. L'area delimitata dalle mura è interamente pedonalizzata, con possibilità di accesso in determinate fasce orarie per il carico e scarico e per i residenti con apposito permesso.

Area urbana[modifica | modifica sorgente]

L'area urbana della città di Grosseto si estende per pochi chilometri quadrati al di fuori della cinta muraria che racchiude il nucleo storico.

Durante il XIX secolo si sono sviluppati nuclei abitativi in senso centrifugo, dei quali sono ravvisabili i palazzi in stile liberty lungo la via che conduce alla stazione ferroviaria; nei primi decenni del XX secolo furono costruite chiese monumentali a delimitare la nuova estensione dell'area urbana, alcune in stile neomedievale (chiesa di San Giuseppe e chiesa di San Giuseppe Benedetto Cottolengo), altre in stile moderno-funzionalista (basilica del Sacro Cuore).

Quattro sono i grandi quartieri urbani di Grosseto, il quartiere Centro, la parte più antica, i quartieri di Gorarella e Barbanella, sviluppatisi a partire dall'Ottocento dopo le bonifiche, e il quartiere Pace, così chiamato perché realizzato negli anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, ancora in espansione.

Negli ultimi decenni l'espansione è proseguita verso sud (avvicinandosi in alcuni punti all'argine della golena destra dell'Ombrone), verso est (fin quasi alle porte del moderno abitato di Roselle), verso nord (fino all'area industriale ed artigianale in prossimità dello svincolo della Variante Aurelia di Grosseto nord) e verso ovest (lambendo l'area aeroportuale). Nonostante la recente espansione, il contesto urbano è inquadrabile all'interno di una più vasta area rurale che include le varie frazioni, le quali hanno mantenuto ancora oggi caratteri territoriali ed urbanistici ben distinti tra loro e rispetto al centro cittadino.

Parchi urbani[modifica | modifica sorgente]

Grosseto è considerata una città molto verde per la presenza di aree attrezzate e parchi in ogni luogo della città.

I grandi parchi urbani a Grosseto sono due:

  • Il Velodromo Guido Montanelli, più conosciuto come Parco di via Giotto, situato nel quartiere Gorarella, è grande 6,4 ettari e ospita, oltre a 650 piante e arbusti, anche il Massimo Falsetti Cricket Field, uno skatepark, un velodromo da 3,5 km, una palestra per arrampicata, e un laghetto abitato da germani reali.
  • Il Parco urbano del fiume Ombrone Silvano Signori[70], conosciuto anche come Parco di via Leoncavallo, situato all'Alberino, area residenziale poco distante dal centro, è il più recente, inaugurato nel 2007, è vasto 10 ettari e ospita 750 piante e arbusti, oltre che una pista di pattinaggio, una piazza, percorsi ciclabili di 2 km e due laghetti naturali.

Le aree attrezzate per i bambini sono invece 37, sparse in tutti i quartieri della città e nelle frazioni. Fra queste spicca il parco giochi di via Ximenes, oggi parco giochi Renato Pollini, progettato e realizzato durante l'amministrazione diretta dal sindaco Renato Pollini alla fine degli anni cinquanta, recentemente ristrutturato e dedicato alla sua memoria.

Suddivisioni storiche[modifica | modifica sorgente]

Terzieri[modifica | modifica sorgente]

In epoca medievale il centro storico di Grosseto era suddiviso in terzieri, ma tale ripartizione è andata a scomparire nel corso dei secoli. Attualmente ci si riferisce al centro semplicemente come "centro storico", senza alcuna divisione interna.

  • Terzo di Città, la parte centrale, dove sorgono l'attuale piazza Dante e il duomo, più i vicoli adiacenti.
  • Terzo San Giorgio, la parte meridionale, la zona di Porta Vecchia e piazza del Sale.
  • Terzo San Pietro, la parte settentrionale, dove si trova la chiesa di San Pietro (da qui il nome), piazza Baccarini, piazza San Francesco e l'area di Porta Nuova.

Sobborghi[modifica | modifica sorgente]

Le zone sorte nelle immediate vicinanze del centro storico, all'esterno delle mura medicee, sono note comunemente con il nome di sobborghi e si tratta dei primi insediamenti sorti al di fuori del perimetro murario: il Sobborgo di Porta Nuova, Borgo Tripoli e il sobborgo di Porta Vecchia furono i primi a nascere, sulla fine del XIX secolo, per poi svilupparsi incessantemente a partire dagli anni venti del secolo successivo. Nella prima metà del XX secolo si sviluppò poi il sobborgo di Porta Corsica, dopo l'abbattimento di un tratto di cinta muraria a ovest per permettere la realizzazione dell'arco d'accesso.

Quartieri[modifica | modifica sorgente]

Seppure al momento non riconosciuti ufficialmente, è possibile dividere l'area urbana della città di Grosseto in più quartieri, noti e riconosciuti dagli abitanti della comunità.

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Suddivisioni di Grosseto.

Fino al 2011 il comune di Grosseto era suddiviso in otto circoscrizioni di decentramento comunale:

  • Circoscrizione n.1 Barbanella
  • Circoscrizione n.2 Centro
  • Circoscrizione n.3 Gorarella
  • Circoscrizione n.4 Pace
  • Circoscrizione n.5 Alberese-Rispescia
  • Circoscrizione n.6 Marina
  • Circoscrizione n.7 Braccagni-Montepescali
  • Circoscrizione n.8 Istia-Batignano-Roselle

Attualmente non esiste però una suddivisione ufficiale interna al comune, anche se è in corso di realizzazione un'istituzione di consigli di quartiere.

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

La chiesa e la fattoria di Principina
  • Alberese, situato nel Parco naturale della Maremma, è un borgo sorto nella prima metà del XX secolo ai piedi della collina sulla quale è presente sin dal XVI secolo l'imponente villa granducale. Vi si trova il centro visite del parco.
  • Batignano, sorto come antico castello su una collina a nord-est del territorio comunale ebbe forse origini antica, ma si sviluppò in epoca medioevale, controllando lo sbocco della via verso Siena sulla piana grossetana e alcune miniere di piombo e di argento. Fu feudo degli Aldobrandeschi e appartenne nel 1213 a Manto da Grosseto. Passò poi nel XIV secolo sotto il dominio di Siena, ospitando numerosi immigranti dalla Corsica. Nel 1738 fu riunito al comune di Grosseto.
  • Braccagni, frazione popolosa posta ai pedi della collina di Montepescali, lungo la ferrovia Tirrenica. Nelle vicinanze si tiene annualmente la Fiera del Madonnino, expo del comune di Grosseto.
  • Istia d'Ombrone, sorto come insediamento fortificato sul fiume Ombrone, fu possesso dall'862 dei vescovi di Roselle, che vi ebbero diritti feudali con il titolo di conti e vi stabilirono una residenza. Passata in seguito alla famiglia Aldobrandeschi e nel corso del XIV secolo sotto il controllo dei Senesi, nel secolo successivo apparteneva alla famiglia Piccolomini. Il centro storico conserva pregevoli monumenti di origini medievali.
  • Marina di Grosseto, frazione balneare del comune di Grosseto, è nata nel 1793 con il completamento della torre voluta da Ferdinando III di Toscana. Nota precedentemente con il nome di San Rocco, villaggio di pescatori con i suoi capanni di falasco e con qualche casetta in muratura e le caratteristiche baracche, si è trasformata nell'attuale località dove ville, moderni palazzi, ristoranti, banche, hanno creato una dimensione oramai cittadina.
Veduta aerea di Braccagni in bianco e nero
  • Montepescali, situato sulla cima di un colle nella parte settentrionale del territorio comunale, è nota con il soprannome di "balcone della Maremma". Sorto in epoca altomedievale, fu feudo degli Aldobrandeschi e passò quindi sotto il dominio di Siena, pur ottenendo statuto autonomo nella prima metà del XV secolo. Entrato a far parte del Granducato di Toscana, nel 1627 fu concesso in feudo ai conti d'Elci e da questi passò poi ai Tolomei, ai Guadagni ed infine ai Federighi. Il centro storico conserva pregevoli monumenti.
  • Principina a Mare, località balneare immersa nella pineta del Tombolo, è stata realizzata a partire dagli anni sessanta del XX secolo ed è oggi meta di numerosi turisti che cercano un luogo tranquillo lontano dai clamori dei grandi centri turistici.
  • Principina Terra, moderno abitato sviluppatosi durante il XX secolo presso la storica fattoria di Principina, che ha conferito la denominazione anche al vicino complesso alberghiero. Oltre alla fattoria, sono da segnalare la cappella gentilizia e la moderna chiesa di San Carlo Borromeo, costruita nel 2009.
  • Rispescia, località situata a circa 10 km a sud di Grosseto, alle porte del Parco naturale della Maremma, si è sviluppato a partire dagli anni cinquanta del XX secolo come villaggio del bracciante, per volere dell'Ente Maremma. Alla periferia orientale della frazione si trova il centro di educazione ambientale di Legambiente che, nel mese di agosto, ospita la rassegna di Festambiente.
  • Roselle, popolosa frazione poco a nord dell'area urbana della città, si è sviluppata a partire dalla metà del XIX secolo alle pendici della collina dove si trovano i resti dell'antica città etrusco-romana. Nel 1824 Leopoldo II vi inaugurò le terme, per l'appunto definite leopoldine, mentre nel 1938 fu realizzata una grande chiesa parrocchiale e la località venne eretta a frazione.

Altre località del territorio[modifica | modifica sorgente]

Oltre alle principali frazioni del comune, sono da ricordare le località che compongono la periferia della città di Grosseto e i piccoli agglomerati rurali che si sono sviluppati in parti isolate della campagna, soprattutto nelle vicinanze di strade provinciali: Acquisti, Barbaruta, Bottegone, Casalecci, Casotto dei Pescatori, Cernaia, Grancia, Il Cristo, Il Terzo, Madonnino, Marrucheto, Ottava Zona, Posto Raccolta Quadrupedi, Pianetto, Poggetti Nuovi, Poggiale, Pollino, Querciolo, Rugginosa, Rugginosa Nuova, San Lorenzo, Spergolaia, Squadre Basse, Squartapaglia, Trappola, Vallerotana, Versegge.[71]

Merita una menzione speciale la località di Nomadelfia, sorta nel dopoguerra tra le frazioni di Roselle e Batignano, per ospitare l'omonima comunità religiosa fondata da don Zeno Saltini. L'intera località ospita i terreni e i fabbricati abitativi, educativi e religiosi, utilizzati dalle famiglie della comunità, che vi risiedono in pianta stabile. Dalla superstrada Grosseto-Siena è ben visibile sul lato settentrionale la grande croce collocata nel cuore di Nomadelfia, soprattutto nelle ore notturne quando si illumina nella campagna.

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'economia è essenzialmente basata sul terziario legato all'attività turistica (particolarmente vivace sulla costa) e sull'agricoltura che, basandosi sulla ricerca di qualità dei prodotti, non presenta caratteri moderni.

Le colture maggiormente presenti sono cereali, girasoli, ortaggi e, nelle zone collinari, viti ed ulivi che assicurano risultati di ottima qualità: Olio delle colline maremmane e, tra i vini, Monteregio di Massa Marittima all'estremità nord-occidentale, Montecucco all'estremità nord-orientale lungo il confine con il comune di Campagnatico, Sangiovese di Maremma nella zona di Roccastrada a Montemassi e Morellino di Scansano nelle aree orientali e meridionali del territorio comunale. Un altro prodotto di primo livello è sicuramente la carne maremmana che si ottiene dai bovini di razza autoctona allevati allo stato brado sotto lo sguardo attento dei butteri nelle estese praterie attorno alla città.

La città di Grosseto è sede di un noto marchio di abbigliamento sia a livello nazionale che internazionale, e di una delle principali catene di profumerie oramai diffusa in tutta Italia. Vi è anche uno stabilimento dell'industria di materie plastiche. Da più di vent'anni vi è anche un'azienda specializzata nella fabbricazione di prodotti in vetroresina, tra i quali anche i caschi da moto e da auto, indossati anche in MotoGP nella stagione 2008 da piloti come Andrea Dovizioso e Alex De Angelis. Sono presenti anche aziende di produzione di windsurf e Kitesurf, con una specifica linea di abbigliamento sportivo. Attivo anche il settore della fornitura di materiale idraulico e pavimentazione con sedi, oltre che nella provincia stessa, anche nelle provincie di Siena, Livorno e Viterbo.

Aree artigianali[modifica | modifica sorgente]

Nel 2010 il comune di Grosseto ha denominato e classificato le zone artigianali presenti nel territorio comunale, riorganizzandole, favorendone l'individuazione anche grazie all'incremento della cartellonistica stradale. La zona artigianale Europa, presente in città già dagli anni cinquanta, non è stata confermata ed è l'unica delle precedenti aree a non essere stata classificata: questo perché negli ultimi anni l'area è stata lentamente trasformata in una zona residenziale e sono poche le attività artigianali rimaste.

Nel comune al momento sono individuate otto aree artigianali:

  • Area artigianale Aurelia, situata lungo la via Aurelia nord, all'interno della grande zona industriale di Barbanella.
  • Area artigianale Casalone, situata a sud nei pressi dell'Ippodromo del Casalone, nell'omonimo quartiere.
  • Area artigianale Marina, situata nelle vicinanze della costa, nella frazione balneare di Marina di Grosseto.
  • Area artigianale Orcagna, si sviluppa lungo via Orcagna, alla periferia ovest tra i quartieri di Gorarella e Barbanella.
  • Area artigianale Poggetti Nuovi, situata lungo la via Aurelia nord, appena fuori dal limite urbano cittadino.
  • Area artigianale Scansanese, si sviluppa lungo via Scansanese, alla periferia est tra il cimitero di Sterpeto, l'Alberino e San Martino.
  • Area artigianale Senese, si sviluppa lungo la via Senese, alla periferia nord-ovest tra l'Ospedale e la tenuta del Poggione, in direzione Roselle.
  • Area artigianale Stati e Nazioni, precedentemente nota col nome di Poponaio, situata a nord nel quartiere di Cittadella.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

In attesa della realizzazione del progettato tratto Rosignano-Civitavecchia dell'A12, la città è collegata a Roma attraverso la via Aurelia, a Livorno tramite la S.G.C. Variante Aurelia Grosseto-Rosignano Marittimo-Livorno che si ricongiunge all'autostrada A12 per i collegamenti con l'Italia nord-occidentale, a Siena mediante la strada statale 223 di Paganico che si ricongiunge al raccordo autostradale Siena-Firenze per i collegamenti con l'Italia settentrionale e costituisce il primo tratto della E78 Strada dei Due Mari Grosseto-Fano per i collegamenti con l'Italia nord-orientale e il versante adriatico.

Altre importanti vie di comunicazione sono l'ex strada statale 73 Senese Aretina, che ha inizio dalla frazione di Braccagni e permette i collegamenti con le province orientali attraverso Sticciano, Roccastrada e Torniella; e la ex strada statale 322 delle Collacchie, utile per i collegamenti interprovinciali tra Follonica (raccordo con strada statale 439 Sarzanese-Valdera), Castiglione della Pescaia, Scansano e Manciano, ove si raccorda con la strada statale 74 Maremmana che giunge fino all'entroterra del Lazio e all'Umbria.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

La stazione di Grosseto vista dal treno

La stazione di Grosseto è posta lungo la ferrovia Tirrenica e funge da capolinea della linea per Siena.

Presso il capoluogo maremmano giungevano in passato anche due linee ferroviarie minerarie dismesse, la ferrovia Cana-Arcille-Grosseto e la preesistente ferrovia Cana-Arcille-Rispescia.

Nel territorio comunale sono inoltre presenti le stazioni di Montepescali, Alberese, servite da treni regionali svolti da Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio con la Regione Toscana, e quella dismessa di Rispescia.

Porti[modifica | modifica sorgente]

Il porto di Marina di Grosseto
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Porto di Marina di Grosseto.

La città presenta un moderno approdo turistico inaugurato nel 2004 nella località balneare di Marina di Grosseto, alla foce del canale San Rocco.

Aeroporti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aeroporto di Grosseto.

Grosseto e la Maremma sono servite dall'aeroporto "Baccarini", situato a metà strada tra il capoluogo e Marina di Grosseto. L'infrastruttura è un aeroporto militare di cui si servono anche voli civili charter e privati, soprattutto durante la stagione turistica.

Piste ciclabili[modifica | modifica sorgente]

Dagli anni novanta in poi, sono state realizzate alcune piste ciclabili, per consentire i collegamenti suburbani ed extraurbani tra la città, alcune frazioni e il mare. I chilometri riservati alle biciclette sono in continua crescita, tanto che Grosseto risulta essere la prima città in Toscana (diciottesima in Italia) per i percorsi riservati ai ciclisti, con 15,39 metri ogni 100 abitanti[72]. La rete ciclabile viene utilizzata prevalentemente durante la stagione estiva, quando ai residenti si aggiungono numerosi villeggianti. Attualmente all'interno del comune di Grosseto si registrano 34 km di piste ciclabili, che diventeranno 48 km entro il 2014.

Di seguito, è riportato l'elenco delle piste ciclabili che attraversano il territorio comunale di Grosseto.[73]

Oltre a queste piste ciclabili maggiori, in città esistono anche la pista ciclabile di viale Giulio Cesare, che collega il quartiere Gorarella con quello di Barbanella, quella di via della Pace, e quella di via Quarzo nella zona Verde Maremma. Tra il 2007 e il 2008 è stato realizzato un percorso ciclabile nell'area del Parco naturale della Maremma.

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

I trasporti pubblici urbani e suburbani all'interno del territorio comunale, così come in ambito provinciale, sono gestiti da Tiemme. Quasi tutte le autolinee hanno il capolinea in piazza della Stazione.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Grosseto.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Lo Stadio Roberto Jannella, ospita le partite in casa del Bbc Grosseto società militante nel massimo campionato italiano di baseball, la Italian Baseball League
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sport a Grosseto.

Grosseto è da sempre una città di solide tradizioni sportive.

I principali sport in città sono sicuramente il calcio e il baseball. L'Unione Sportiva Grosseto Football Club, fondato nel 1912, nel 2007-2008 ha disputato il suo primo campionato di Serie B della sua storia, dopo aver vinto la Supercoppa di Lega Serie C1, primo trofeo del suo palmares. Le partite di calcio casalinghe della formazione biancorossa si svolgono allo Stadio Carlo Zecchini. Il Grosseto ha militato nel campionato cadetto per un totale di sei stagioni, ininterrottamente dal 2007 al 2013, e attualmente compete nel campionato di Lega Pro Prima Divisione. Importantissimo sport per la città è sicuramente il baseball grazie alle imprese del Bbc Grosseto, quattro volte campione d'Italia e vincitore di una Coppa dei Campioni e di una Coppa CEB, oltre a due Coppe Italia. Nel 2011, a causa della grave crisi finanziaria della società, la squadra si scioglie e da una sua costola nasce il Grosseto Baseball, tuttora in attività (nel 2013 viene sostituita in IBL dal Bbc Mastiff, che però si ritira dopo una sola stagione). Le partite casalinghe della squadra vengono disputate sul diamante dello Stadio Roberto Jannella.

Rivestono una certa importanza anche il cricket, dove la formazione grossetana, il Maremma Cricket Club, in ventidue anni di storia è riuscita a vincere una Coppa Italia; il football americano, con i Condor Grosseto che hanno partecipato ai campionati di Serie B negli anni ottanta; e l'hockey su pista, con la storica società del Circolo Pattinatori Grosseto, fondata nel 1951, che ha militato in serie A per sei campionati tra il 1971 e il 1978. Anche l'ippica riveste una notevole importanza, con numerose gare nell'arco dell'anno che, nella stagione estiva, spesso si svolgono in notturna. L'impianto sportivo in cui si svolgono le varie gare di equitazione è l'Ippodromo del Casalone, uno dei più importanti a livello nazionale, situato nella parte sud della città. Altri sport molto seguiti sono il basket, con il Grosseto Basket che milita in Serie C, la boxe, il calcio a 5, con l'Atlante Grosseto che milita in Serie B (ma con recenti trascorsi anche in A2) e la pallavolo.

La città è anche uno dei principali centri italiani per l'atletica leggera: lo Stadio Carlo Zecchini ha infatti ospitato i Campionati europei juniores 2001 e i Campionati mondiali juniores 2004. Nell'estate 2010, più precisamente nei giorni 30 giugno e 1º luglio, è sede dei Campionati italiani assoluti di atletica leggera. Nel 2006 Grosseto è stata anche la sede dei Campionati mondiali militari di scherma. Nel luglio 2013 la città ha ospitato, presso la frazione balneare di Marina di Grosseto, i campionati mondiali di vela formula 18.

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

Sono di seguito elencati i principali impianti sportivi della città di Grosseto:

Personalità sportive legate a Grosseto[modifica | modifica sorgente]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ censimento generale del 2011.
  2. ^ Statistiche demografiche ISTAT - comune di Grosseto (GR); Dati provvisori di gennaio 2014
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Antonio Valentino Simoncelli, Bonifiche nel Grossetano: percorso storico dal 1200 a oggi, Roccastrada (GR), 2008, p. 31.
  5. ^ Dato Istat al 31/01/2014
  6. ^ Istat. Censimento 1861. Popolazione totale residente nel comune di Grosseto
  7. ^ Istat. Censimento 1991. Popolazione totale residente nel comune di Grosseto
  8. ^ emidius.mi.ingv.it, Stucchi et al. (2007). DBMI04, il database delle osservazioni macrosismiche dei terremoti italiani utilizzate per la compilazione del catalogo parametrico CPTI04. Quaderni di Geofisica, INGV.. URL consultato il 21 aprile 2009.
  9. ^ Thornthwaite C.W. (1948), An approach toward a Rational Classification of Climate, Geogr Review, 38: 55-94
  10. ^ Thornthwaite C.W. e Mather J.R. (1957), Instructions and Tables for computing Potential Evotranspiration and the Water Balance, Thornthwaite Associates, Laboratory of Climatology, 10: 185-311, Centerton, N.J.
  11. ^ a b www.meteoam.it, Tabelle e grafici climatici 1961-1990. URL consultato l'11 giugno 2008.
  12. ^ Pinna M. (1985). L'eliofania in Italia. Mem. Soc. Geogr. It., 39: pag. 23-58
  13. ^ Lavagnini A., Martorelli S., Coretti C. (1987). Radiazione solare in Italia. Mappe mensili della radiazione globale giornaliera. Roma, CNR, Ist. Fis. Atm., pag. 48
  14. ^ http://www.wunderground.com/global/IY.html Medie climatiche 1961-1990
  15. ^ http://www.eurometeo.com/italian/climate Dati climatologici medi
  16. ^ http://www.meteoam.it Tabelle e grafici climatici
  17. ^ Pinna M. (1985). L'eliofania in Italia. Mem. Soc. Geogr. It., 39 pag. 23-58
  18. ^ Lavagnini A., Martorelli S., Coretti C. (1987). Radiazione solare in Italia. Mappe mensili della radiazione globale giornaliera. Roma, CNR, Ist. Fis. Atm.
  19. ^ Clima en Grosseto - Históricos el tiempo
  20. ^ http://www.meteoam.it/modules/elementiClima/Estremi/Gennaio.htm
  21. ^ S.M. Collavini, "Honorabilis domus et spetiosissimus comitatus": gli Aldobrandeschi da "conti" a "principi territoriali" (secoli IX-XIII), Pisa, 1998.
  22. ^ G. Ciacci, Gli Aldobrandeschi nella storia e nella Divina Commedia, Roma, 1935.
  23. ^ www.instoria.it, I Martiri d'Istia. URL consultato il 6 giugno 2008.
  24. ^ a b www.gol.grosseto.it, Etimologia del nome e storia dello stemma comunale Grosseto. URL consultato il 6 giugno 2008.
  25. ^ Innocenti A. (1928). Grosseto: storia ed arte. Grosseto
  26. ^ Emilio Chiarini, Del Duomo di Grosseto, Grosseto, 1893.
  27. ^ Giuseppe Guerrini, La diocesi di Grosseto. Parrocchie, chiese e altri luoghi di culto, dalle origini ai nostri giorni, Roccastrada, 1996.
  28. ^ Annarosa Garzelli, Il Duomo di Grosseto, Marchi e Bertolli, Firenze, 1967.
  29. ^ Bruno Santi, Guida storico-artistica alla Maremma. Itinerari culturali nella provincia di Grosseto, Nuova Immagine, Siena, 1995, pp. 127-130.
  30. ^ Carlo Citter, La chiesa di San Pietro a Grosseto, Nuova Immagine, Siena, 2008.
  31. ^ Santi, op. cit., p. 131.
  32. ^ Alessandro Bagnoli, Duccio. Alle origini della pittura senese, Catalogo della mostra, Silvana Editoriale, Milano, 2003.
  33. ^ Olivia Bruschettini, Tamara Gigli, San Francesco a Grosseto. Il convento e la chiesa – Ipotesi per una collezione di opere d’arte. Contributi per l'arte in Maremma, volume II, Edizioni Effigi, Arcidosso, 2010.
  34. ^ Santi, op. cit., pp. 140-142.
  35. ^ Santi, op. cit., p. 140.
  36. ^ Santi, op. cit., p. 142.
  37. ^ La chiesa di San Giuseppe sull'Atlante storico topografico dei siti di interesse storico e culturale del Comune di Grosseto.
  38. ^ La chiesa di San Giuseppe Benedetto Cottolengo sull'Atlante storico topografico dei siti di interesse storico e culturale del Comune di Grosseto.
  39. ^ La basilica del Sacro Cuore di Gesù sull'Atlante storico topografico dei siti di interesse storico e culturale del Comune di Grosseto.
  40. ^ Roberto Farinelli, Riccardo Francovich, Guida alla Maremma medievale. Itinerari di archeologia nella provincia di Grosseto, Nuova Immagine, Siena, 2000, pp. 157-168.
  41. ^ «ch'i' tante volte sia manganeggiato/quant'ha Grosseto granella di sale» (Cecco Angiolieri, Rima XCII, 5-6).
  42. ^ Mario Innocenti, Il teatro a Grosseto dal Salone delle Commedie al Teatro comunale degli Industri, Grosseto, 1998.
  43. ^ Mariagrazia Celuzza, Museo archeologico e d'arta della Maremma – Museo d'arte sacra della diocesi di Grosseto. Guida, Nuova Immagine Editrice, Siena, 2007, pp. 31-33.
  44. ^ Barbara Catalani, Marco del Francia, Giovanni Tombari, Itinerari di architettura contemporanea. Grosseto e Provincia, Pisa, ETS, 2011, p. 88.
  45. ^ S. Bueti, Il forte di San Rocco: una struttura militare nel sistema difensivo del litorale toscano del sec. XVIII, Grosseto, 1995.
  46. ^ N. Maioli Urbini, I monumenti del parco naturale della Maremma, Siena, 1994.
  47. ^ biblio.comune.grosseto.it, Atlante storico topografico del comune di Grosseto. URL consultato il 7 dicembre 2007.
  48. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  49. ^ demo.istat.it/, Dati ISTAT. URL consultato il 7 novembre 2007.
  50. ^ www.diocesipitigliano.it, Preselle: Parrocchia di Sant'Isidoro. URL consultato il 30 ottobre 2008.
  51. ^ www.sbap-soprintendenza-siena-catalogo.it, Sorano. Catalogo 00234705, Canonica della Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo (Sovana): Storia. URL consultato il 30 ottobre 2008.
  52. ^ www.usl9.grosseto.it, Sito ufficiale dell'Azienda USL 9 Grosseto. URL consultato il 7 novembre 2007.
  53. ^ Arte Invisibile
  54. ^ Associazione Grossetana Arti Figurative
  55. ^ Associazione Maremmana Studi Astronomici
  56. ^ Grosseto Linux Users' Group
  57. ^ GuruAtWork
  58. ^ Working Class Hero
  59. ^ UAAR
  60. ^ Qualità della vita 2009: Pagella finale - Il Sole 24 ORE
  61. ^ Qualità della vita 2010: - Il Sole 24 ORE
  62. ^ Qualità della vita 2011: - Il Sole 24 ORE
  63. ^ Ecosistema urbano: - Il Sole 24 ORE
  64. ^ Qualità della vita 2012: - Il Sole 24 ORE
  65. ^ Ecosistema urbano: - Il Sole 24 ORE
  66. ^ www.unisi.it, Sito ufficiale del Polo Universitario Grossetano. URL consultato il 7 luglio 2007.
  67. ^ Otmar Nussio in Dizionario storico della Svizzera.
  68. ^ Alfredo Bruchi su Enciclopedia Treccani Online
  69. ^ Fabio Cioni su Enciclopedia Treccani Online
  70. ^ Il parco Ombrone intitolato al senatore Silvano Signori, Il Tirreno, 30 gennaio 2011. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  71. ^ Emilio Bonifazi, Grosseto e i suoi amministratori dal 1944 al 2009, Editrice Innocenti, Grosseto, 2009.
  72. ^ Francesca Ferri, Piste ciclabili da record, Grosseto maglia rosa fra le città della Toscana, Il Tirreno, 6 maggio 2010. URL consultato il 7 novembre 2010.
  73. ^ www.piste-ciclabili.com, Piste ciclabili della provincia di Grosseto. URL consultato il 1º ottobre 2008.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bibliografia su Grosseto.
  • Autori Vari, Grosseto fuori Porta Nuova. Lo sviluppo di Grosseto a nord delle mura dalla metà dell'Ottocento al secondo dopoguerra, Editrice Innocenti, Grosseto, 2009.
  • Mariagrazia Celuzza, Guida alla Maremma antica, Siena, 1993.
  • Carlo Citter, L'edilizia storica di tre castelli medievali. Batignano, Istia d'Ombrone, Montepescali, I Portici, Grosseto, 1996.
  • Roberto Farinelli, Riccardo Francovich, Guida alla Maremma medievale. Itinerari di archeologia nella provincia di Grosseto, Nuova Immagine, Siena, 2000.
  • Giuseppe Guerrini, La diocesi di Grosseto. Parrocchie, chiese e altri luoghi di culto, dalle origini ai nostri giorni, Roccastrada, 1996.
  • G.S.E., Grosseto. Guida essenziale della città e del suo territorio comunale, Grosseto, 2009.
  • Elena Innocenti, Mario Innocenti, Grosseto: Briciole di storia, Grosseto, 1993.
  • Aldo Mazzolai, La storia che fece Grosseto, Editrice Innocenti, Grosseto, 2010.
  • Aldo Mazzolai, Roselle e il suo territorio, Grosseto, 1960.
  • Aldo Mazzolai, Guida della Maremma. Percorsi tra arte e natura, Le Lettere, Firenze, 1997.
  • Gaetano Prisco, Grosseto da corte a città, voll. I-II, Ufficio Studi, Grosseto, 1994.
  • Bruno Santi, Guida storico-artistica alla Maremma. Itinerari culturali nella provincia di Grosseto, Nuova Immagine, Siena, 1995.
  • Andrea Zagli, Breve storia di Grosseto, Pacini Editore, Pisa, 2007.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]