Gianni Vattimo

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Gianteresio "Gianni" Vattimo
Monogramma del Parlamento Europeo
Unione europea
Parlamento europeo
Gianteresio "Gianni" Vattimo
Luogo nascita Torino
Data nascita 4 gennaio 1936
Titolo di studio Laurea in Filosofia
Professione filosofo, professore universitario
Partito Indipendente
Gruppo Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa

Gianteresio Vattimo, detto Gianni (Torino, 4 gennaio 1936), è un filosofo e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Già studente del liceo classico Vincenzo Gioberti e poi allievo di Luigi Pareyson, si è laureato in filosofia nel 1959 a Torino. Negli anni cinquanta ha lavorato ai programmi culturali della Rai. Ha conseguito la specializzazione a Heidelberg, con Karl Löwith e Hans Georg Gadamer, di cui ha introdotto il pensiero in Italia. Nel 1964 è diventato professore incaricato e nel 1969 ordinario di estetica all'Università di Torino, nella quale è stato preside, negli anni settanta, della facoltà di Lettere e Filosofia. Dal 1982 al 2008 è stato ordinario di filosofia teoretica presso la stessa università. In seguito è stato nominato professore emerito, titolo che non gli precluse, in futuro, lo svolgimento di eventuali attività didattiche presso la suddetta università.

Ha insegnato come visiting professor negli Stati Uniti e ha tenuto seminari in diversi atenei del mondo. È stato direttore della Rivista di estetica, membro di comitati scientifici di varie riviste italiane e straniere, socio corrispondente dell'Accademia delle Scienze di Torino, nonché editorialista per i quotidiani La Stampa e La Repubblica e per il settimanale L'espresso. Attualmente dirige la rivista Tropos. Rivista di ermeneutica e critica filosofica (edita da Aracne Editrice). Per le sue opere ha ricevuto lauree honoris causa dalle università di La Plata, Palermo, Madrid e dalla Universidad Nacional Mayor de San Marcos di Lima. È stato più volte docente alle Vacances de l'Esprit (1995, 1997 e 2004).

Ha svolto attività politica in diverse formazioni: prima nel Partito Radicale, poi in Alleanza per Torino, successivamente nei Democratici di Sinistra (dal 25 aprile 1999 al 30 gennaio 2004), per i quali è stato parlamentare europeo, e nel Partito dei Comunisti Italiani. Nel 2005 è stato candidato da una lista civica a sindaco di una cittadina calabrese, San Giovanni in Fiore (Cs), per combattere la "degenerazione intellettuale" che affliggeva quel paese, ma non è riuscito ad arrivare al secondo turno. Il 9 gennaio 2009 ha rilasciato un'intervista al Corriere[1] in cui dichiara, riguardo a Israele

« bisognerebbe procurarsi missili più efficaci dei Qassam e portarli laggiù »

La dichiarazione, riferita ai missili Qassam con cui Hamas colpisce Israele, ha suscitato molte polemiche. Il filosofo comunista si era già fatto notare per prese di posizione estremiste contro Israele e a favore dei palestinesi[2]. Il 30 marzo 2009 ha annunciato la sua candidatura a parlamentare europeo nelle liste dell'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, rivendicando tuttavia le proprie origini comuniste[3], venendo eletto nella circoscrizione Nord-Ovest. In occasione della aggressione di Massimo Tartaglia a Silvio Berlusconi, ha espresso a Radio Radicale la convinzione che quell'aggressione fosse stata una montatura; ha affermato inoltre che se Tartaglia avesse voluto veramente fare del male a Berlusconi era preferibile usare una pistola invece di una statuetta[4].

Pensiero[modifica | modifica sorgente]

Nelle sue opere Gianni Vattimo si è occupato dell'ontologia ermeneutica contemporanea, proponendone una propria interpretazione, che ha chiamato pensiero debole, in contrapposizione con le diverse forme di pensiero forte dell'Otto-Novecento: l'hegelismo con la sua dialettica, il marxismo, la fenomenologia, la psicanalisi, lo strutturalismo. Ognuno di questi movimenti si è proposto come superamento delle posizioni filosofiche precedenti e smascheramento dei loro errori. Ma ogni volta l'errore, secondo Vattimo, consisterebbe proprio in questo gesto teoretico. Non ci sono nuovi inizi, l'errore consiste proprio nella volontà di rifondare "fundamenta inconcussa" che non vi possono essere. Il pensiero debole è invece un atteggiamento della postmodernità che accetta il peso dell'"errore", ossia del caduco, dell'effimero, di tutto ciò che è storico e umano. È la nozione di verità a doversi modellare sulla dimensione umana, non viceversa.

Secondo Vattimo il pensiero debole è la chiave per la democratizzazione della società, la diminuzione della violenza e la diffusione del pluralismo e della tolleranza. In questo senso deve essere almeno segnalata la grande e decisiva importanza che assume nel suo pensiero la nozione di nichilismo, che rimette all'eredità di Nietzsche e Heidegger e si lega a vari temi vattimiani (dall'etica, alla politica, dalla religione - l'indebolimento di Dio - alla teoria della comunicazione).[5] Con le sue opere più recenti (in particolare Credere di credere) ha rivendicato al proprio pensiero anche la qualifica di autentica filosofia cristiana per la postmodernità.

Avvalendosi infatti della visione cristiana del maestro Pareyson e del teologo Sergio Quinzio, Vattimo rifiuta l'identificazione di Dio nell'essere razionale, così come concepito dalla tradizione filosofica occidentale. Di Pareyson e Quinzio, però, non condivide la visione religiosa tragica. Suggestionato dalle opere dell'antropologo francese René Girard, Vattimo legge la vicenda di Cristo come rifiuto di ogni sacrificio, anzitutto umano ed esistenziale. La kénosis (lett. "svuotamento") divina è a vantaggio della libertà e della pace umana.

Le ultime posizioni del filosofo rappresentano una svolta, sia nella sua impostazione filosofica dell'interpretazione del presente, sia nel campo dell'attività politica. Nel 2004 abbandona il partito dei Democratici di Sinistra e abbraccia il marxismo rivalutandone positivamente l'autenticità e validità dei principi progettuali, auspicando un "ritorno" al pensiero del filosofo di Treviri e a un comunismo epurato dagli sviluppi delle distorte politiche pubbliche sovietiche da superare dialetticamente. Per quanto la svolta possa apparire contraddittoria con le precedenti posizioni, Vattimo rivendica la continuità delle nuove scelte con il processo di ricerca sul pensiero debole, pur ammettendo il cambiamento di "molte delle sue idee". È lo stesso Vattimo a parlare di un "Marx indebolito", ovvero di una base ideologica capace di illustrare la vera natura del comunismo e adatta nella pratica politica a superare ogni tipo di pudore liberal. L'approdo al marxismo si configura quindi come una tappa dello sviluppo del pensiero debole, arricchito nella prassi da una prospettiva politica concreta.

Etica e natura[modifica | modifica sorgente]

Vattimo ha anche espresso posizioni ambientaliste ed in particolare a favore dei diritti degli animali. Ad esempio ha dichiarato:

« In un'epoca in cui l'umanità si vede sempre più minacciata nelle stesse elementari possibilità di sopravvivenza (la fame, la morte atomica, l'inquinamento) la nostra radicale fratellanza con gli animali si presenta in una luce più immediata ed evidente.[6] »

Da parlamentare europeo si è battuto, tra l'altro, contro la sperimentazione animale[7] e contro il maltrattamento degli animali negli allevamenti.[8]

Vita personale[modifica | modifica sorgente]

Vattimo è dichiaratamente omosessuale.[9] Negli ultimi anni ha sviluppato una concezione di Cristianesimo "secolarizzato", il quale, conseguentemente, non necessita di istituzioni ecclesiastiche, fondandosi sulla kénosis, ossia sull'abbassamento e sull'indebolimento di Dio.[9]

Nel 2003 il compagno da 11 anni di Vattimo, Sergio Mamino, storico dell'architettura, malato di tumore ai polmoni, muore nel bagno dell'aereo che lo stava portando in Olanda per effettuare un'eutanasia. Ad accompagnarlo c'era con lui sull'aereo lo stesso Vattimo[10]. Ha collaborato con vari quotidiani italiani e stranieri (La Stampa, L'Unità, il manifesto, Il Fatto Quotidiano, Clarín, El Pais), con editoriali e riflessioni critiche su vari temi di attualità, politica e cultura.

Opere principali[modifica | modifica sorgente]

Vattimo parla ad un incontro durante Galassia Gutenberg 2008
  • Il concetto di fare in Aristotele, Giappichelli, Torino, 1961
  • Essere, storia e linguaggio in Heidegger, Filosofia, Torino, 1963
  • Ipotesi su Nietzsche, Giappichelli, Torino, 1967
  • Poesia e ontologia, Mursia, Milano 1968 ISBN 9788842591009
  • Schleiermacher, filosofo dell'interpretazione, Mursia, Milano, 1968 ISBN 9788842592785
  • Introduzione ad Heidegger, Laterza, Roma-Bari, 1971
  • Il soggetto e la maschera, Bompiani, Milano, 1974
  • Le avventure della differenza, Garzanti, Milano, 1980
  • Al di là del soggetto, Feltrinelli, Milano, 1981
  • Il pensiero debole, Feltrinelli, Milano, 1983 (a cura di G. Vattimo e P. A. Rovatti)
  • La fine della modernità, Garzanti, Milano, 1985
  • Introduzione a Nietzsche, Laterza, Roma-Bari, 1985
  • La società transparente, Garzanti, Milano, 1989
  • Etica dell'interpretazione, Rosenberg & Sellier, Torino, 1989
  • Filosofia al presente, Garzanti, Milano, 1990
  • Oltre l'interpretazione, Laterza, Roma-Bari, 1994
  • Credere di credere, Garzanti, Milano, 1996
  • Vocazione e responsabilità del filosofo, Il Melangolo, Genova, 2000
  • Dialogo con Nietzsche. Saggi 1961-2000, Garzanti, Milano, 2001
  • Tecnica ed esistenza. Una mappa filosofica del Novecento, Bruno Mondadori, Milano, 2002
  • Dopo la cristianità. Per un cristianesimo non religioso, Garzanti, Milano, 2002 ISBN 88-11-59704-8
  • Nichilismo ed emancipazione. Etica, politica e diritto, a cura di S. Zabala, Garzanti, Milano, 2003
  • Il socialismo ossia l'Europa, Trauben, 2004
  • Il Futuro della Religione, con Richard Rorty. A cura di S. Zabala, Garzanti, Milano, 2005
  • Verità o fede debole? Dialogo su cristianesimo e relativismo, con René Girard. A cura di P. Antonello, Transeuropa Edizioni, Massa, 2006
  • Non essere Dio. Un'autobiografia a quattro mani, con Piergiorgio Paterlini, Aliberti editore, Reggio Emilia, 2006
  • Ecce comu. Come si ri-diventa ciò che si era, Fazi, Roma, 2007
  • After the Death of God, con John D. Caputo, Columbia University Press, 2007
  • Addio alla Verità, Meltemi, 2009
  • Introduzione all'estetica, Edizioni ETS, Pisa 2010
  • Magnificat. Un'idea di montagna, Vivalda, 2011
  • Hermeneutic Communism: From Heidegger to Marx, con Santiago Zabala, Columbia University Press, 2011
  • Della realtà, Garzanti, Milano, 2012

Ha pubblicato presso Laterza un annuario filosofico a carattere monografico (Filosofia '86-'95).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Corriere della Sera, 9/1/2009 -Non acquistiamo i prodotti di lì
  2. ^ Repubblica.it -Vattimo: "Non sono un antisemita. Solo anti-israeliano"
  3. ^ Vattimo: viva i giustizialisti. Corro con Tonino Di Pietro
  4. ^ A Radio Radicale Il delirio di Vattimo: «Per fargli male doveva sparare», Il Giornale, 17 dicembre 2009
  5. ^ In questo senso Cfr, tra molti, La fine della modernità e Nichilismo ed emancipazione. Etica, politica e diritto, dello stesso Vattimo e Niilismo e (Pós-Modernidade) dell'italo-brasiliano Rossano Pecoraro, libro pubblicato a Rio de Janeiro e San Paolo nel 2005
  6. ^ Da Animali quarto mondo, in AA. VV., I diritti degli animali, a cura di L. Battaglia e S. Castignone, Ed. Centro di Bioetica, Genova 1987, p. 133.
  7. ^ Dichiarazione scritta sul riconoscimento dell'obiezione di coscienza alla sperimentazione animale nell'UE
  8. ^ Interrogazione scritta alla Commissione sul benessere degli animali
  9. ^ a b Vattimo: accanimento sui gay, ma io non bacio in pubblico - Corriere della Sera
  10. ^ «Il mio compagno voleva farla finita Ma morì in viaggio tra le mie braccia» - Corriere della Sera

Critica[modifica | modifica sorgente]

Vattimo a Lima, Perú nel 2010
  • (2005) Rossano Pecoraro, Niilismo e Pós(Modernidade). Introdução ao pensamento fraco de Gianni Vattimo, Rio de Janeiro-San Paolo, PUC-Loyola ED.
  • (2006) "Dossier Vattimo", a cura di Rossano Pecoraro, in: "Alceu". Rivista del Dip. di Comunicazione della Pontificia Università Cattolica di Rio de Janeiro (disponibile on line).
  • (2006) Davide Monaco, Gianni Vattimo. Ontologia ermeneutica, cristianesimo e postmodernità, Ets, Pisa 2006.
  • (2006) Martin G. Weiss, Gianni Vattimo. Einführung. Vienna, Passagen 2006.
  • (2006) Giovanni Giorgio, Il pensiero di Gianni Vattimo. L'emancipazione della metafisica tra dialettica ed ermeneutica, Franco Angeli, Milano, 2006.
  • (2007) Weakening Philosophy. Essays in Honour of Gianni Vattimo, Edited by Santiago Zabala, Montreal: McGill-Queen's University Press, 2007.
  • (2007) AA. VV., Numero della rivista A Parte Rei (Madrid), v. 54, dedicato a Vattimo (disponibile on line).
  • (2008) Pensare l'attualità, cambiare il mondo, a cura di G. Chiurazzi, Bruno Mondadori, Milano.
  • (2008) Enrico Redaelli, Il nodo dei nodi. L'esercizio del pensiero in Vattimo, Vitiello, Sini, Ets, Pisa 2008.
  • (2008) L'apertura del presente. Sull'ontologia ermeneutica di Gianni Vattimo, a cura di L. Bagetto, Tropos. Rivista di ermeneutica e critica filosofica, anno I, numero speciale.
  • (2009) Mario Kopić, Gianni Vattimo Reader. Zagabria, Antibarbarus 2009.
  • (2009) Carlos Muñoz Gutiérrez, Daniel Mariano Leiro, Víctor Samuel Rivera (a cura di), Ontología del declinar. Diálogos con la hermenéutica nihilista de Gianni Vattimo, Buenos Aires, Biblos.
  • (2009) Carlos Pairetti, Introducción al pensamiento de Gianni Vattimo: Nihilismo y hermenéutica, Córdoba, Editorial de la Universidad Católica de Córdoba.
  • (2011) Teresa Oñate, Daniel Leiro, Óscar Cubo, Amanda Nuñez (a cura di), El compromiso del espíritu actual. Con Gianni Vattimo en Turín, Cuenca, Aldebarán.
  • (2011) Ricardo Milla, Vattimo y la hermenéutica política, in Isegoria (Madrid), giuglio, N° 44, pp. 339-343.
  • (2012) Tommaso Valentini, Gianni Vattimo: «il pensiero debole come l'unica filosofia cristiana pensabile», in Tommaso Valentini, Filosofia e cristianesimo nell’Italia del Novecento, Presentazione di Armando Rigobello, Drengo Edizioni, Roma 2012, pp. 332-339.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 109371686 LCCN: n80089633 SBN: IT\ICCU\CFIV\000010