Cesare Cases

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« Mi piace a volte guardare nel fondo dell'ego forte.


E cosa ci trova?
Molte cose ridicole »

(Intervista di A.Gnoli su La Repubblica[1])

Cesare Cases (Milano, 24 marzo 1920Firenze, 27 luglio 2005) è stato un critico letterario e germanista italiano.

Tra le diverse attività nel campo della letteratura e della critica letteraria, ha lavorato per la casa editrice Einaudi come traduttore e curatore delle opere di autori tedeschi quali Thomas Mann, Robert Musil, Bertold Brecht, Friedrich Dürrenmatt, Karl Kraus ed è stato docente di letteratura tedesca all'Università di Cagliari, con Ernesto de Martino. Ha insegnato, inoltre, presso l'Università degli Studi di Torino all'interno della quale gli è stata dedicata, in seguito alla morte, anche una delle aule più importanti afferenti al Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere: l'aula 34.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Cesare Cases, Marxismo e neopositivismo, Torino: Einaudi, 1958.
  • Cesare Cases, Saggi e note di letteratura tedesca, Torino: Einaudi, 1963; a cura di Fabrizio Cambi, Trento: Università degli studi, 2002.
  • Cesare Cases, La croce di Hegel e le perle di Plebe, Firenze: Olschki, 1972. Tratto da "Belfagor", A. 27, fasc. 6 (30 nov. 1972).
  • Cesare Cases, Patrie lettere, Padova: Liviana, 1974; Torino: Einaudi, 1987.
  • Cesare Cases e Claudio Magris, L' anarchico al bivio. Intellettuale e politica nel teatro di Dorst, Torino: Einaudi, 1974.
  • Thomas Mann. Una biografia per immagini, saggio critico biografico di Cesare Cases e presentazione di Golo Mann, Pordenone: Studio Tesi, 1982.
  • Cesare Cases, Su Lukács. Vicende di un'interpretazione, Torino: Einaudi, 1985.
  • Cesare Cases, Il testimone secondario. Saggi e interventi sulla cultura del Novecento, Torino: Einaudi, 1985.
  • Cesare Cases, Il boom di Roscellino. Satire e polemiche, Torino: Einaudi, 1990.
  • Cesare Cases, La fredda impronta della forma. Arte, fisica e metafisica nell'opera di Ernst Jünger, a cura di H. Dorowin, Firenze, La nuova Italia, 1997
  • Cesare Cases, Confessioni di un ottuagenario, Roma: Donzelli, 2000.
  • Cesare Cases e Sebastiano Timpanaro, Un lapsus di Marx. Carteggio 1956-1990, a cura di Luca Baranelli, Pisa: Edizioni della Normale, 2005.
  • Intervista a Cesare Cases, a cura di Luigi Forte, Alessandria: Edizioni dell'orso, 2006.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 2 giugno 1996[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Università degli Studi di Bari - laboratorio di epistemologia informatica. Rassegna stampa su Cases
  2. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

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