Università degli Studi di Torino

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Università degli Studi di Torino
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Stato Italia Italia
Città Torino
Nome latino Universitas Augustae Taurinorum
Fondazione 1404
Tipo statale
Rettore Gianmaria Ajani
Studenti 64 317 (a.a. 2012/13[1])
Dipendenti circa 1 700 amministrativi
Affiliazioni UNIMED
Sport CUS Torino
Sito web www.unito.it
 
Il Rettorato dell'Ateneo torinese
Francobollo emesso nel 2004 in occasione del VI centenario della fondazione

L'Università degli Studi di Torino è uno dei più antichi atenei italiani. Istituita a Torino nel XV secolo, rientra oggi - in base alla classificazione ARWU del 2014 - tra le migliori 200 università del mondo.[2]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia dell'università di Torino.

L'Università di Torino fu istituita nel 1404 per iniziativa del principe Ludovico di Acaia, regnante Amedeo VIII, primo Duca di Savoia. Iniziò a prendere una forma moderna, sul modello dell'Università di Bologna, con la riforma di Emanuele Filiberto, ma non si sviluppò molto fino alla riforma di Vittorio Amedeo II, che affidò a Francesco d'Aguirre il compito di modernizzare e laicizzare l'Università e ne fece un modello di riferimento per molte altre università, tra le quali la Sorbona di Parigi che, secondo Filippo Cordova, fu riformata da Napoleone seguendo il modello voluto da Vittorio Amedeo e Francesco d'Aguirre per l'Università di Torino.

Nell'Ottocento l'università crebbe molto, fino a diventare una delle più prestigiose in Italia e uno dei punti di riferimento del positivismo italiano, con docenti come Cesare Lombroso, Carlo Forlanini e Arturo Graf.
Nel secondo dopoguerra l'incremento del numero di studenti e lo sviluppo edilizio sono stati imponenti ma l'università ha perso molta della sua centralità, fino a quando alla fine del secolo il ruolo scientifico dell'ateneo ha ricevuto nuovo impulso da collaborazione con altri centri di ricerca nazionali e internazionali, con gli enti locali e con il ministero dell'istruzione. Alla fine degli anni novanta le sedi di Alessandria, Novara e Vercelli si sono rese autonome, costituendo la nuova Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro".

Lo stemma rappresenta il potere della famiglia Savoia sulla cultura: esso raffigura infatti il sole (Dio) che dà luce all'aquila (simbolo dei Savoia) che domina sul toro (la città) e quest'ultimo sdraiato sui libri (la cultura come anche la Bibbia).

L'Università di Torino oggi[modifica | modifica sorgente]

Rettorato[modifica | modifica sorgente]

Il rettore dell'Università degli studi di Torino è, per il quadriennio 2013-2017, il Prof. Gianmaria Ajani, professore ordinario del dipartimento di Giurisprudenza.

Succede a Ezio Pelizzetti, professore ordinario del dipartimento di Chimica Analitica, della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, rettore tra il 2005 e il 2013.

Organizzazione[modifica | modifica sorgente]

L'Università di Torino offre un ampio panorama di corsi di laurea (oltre 190), di primo livello e specialistici, master di primo e secondo livello e altre attività didattiche e formative, organizzati in dodici facoltà e cinque scuole speciali:

  • facoltà:
    • agraria
    • economia
    • farmacia
    • giurisprudenza
    • lettere e filosofia
    • lingue e letterature straniere
    • medicina e chirurgia
    • medicina e chirurgia San Luigi Gonzaga
    • medicina veterinaria
    • psicologia
    • scienze della formazione
    • scienze matematiche, fisiche e naturali
    • scienze politiche
    • informatica

Le facoltà sono suddivise in 55 dipartimenti, organizzati per settori di ricerca omogenei per fini o per metodo. Sono inoltre presenti 13 centri di ricerca e di servizi interdipartimentali che coprono pressoché tutti i campi del sapere.

Ricerca e Innovazione[modifica | modifica sorgente]

Presso l'Università di Torino sono attivi 4 Centri di Eccellenza nella Ricerca finanziati e riconosciuti dal Ministero della Ricerca. I Centri di Eccellenza sono:

  • NIS (Nanostructured Interfaces and Surfaces - Superfici ed Interfasi Nanostrutturate)
  • CIM (Centro Imaging Molecolare)
  • MBC (Molecular Biotecnology Center - sede della Scuola Universitaria di Biotecnologie)
  • Centro di Eccellenza per la Didattica, l'Assistenza e la Ricerca in Campo Odontostomatologico (presso il Polo Didattico Dental School del Lingotto, via Nizza 230, Torino)

L'Università dispone inoltre di un incubatore d'impresa presso cui vengono attivati gli spin-off relativi alla ricerca scientifica denominato 2I3T, in compartecipazione con la Provincia di Torino, la Città di Torino e Finpiemonte. Attualmente dispone di due siti, uno per gli spin-off attivi nella ricerca chimico-farmaceutica (complesso ex-Edilscuola di Via Quarello) e uno per quelli attivi nella ricerca biotecnologica (Biotech School di Via Nizza).

Musei[modifica | modifica sorgente]

La storia delle collezioni scientifiche dell'ateneo torinese inizia con la creazione del museo dell'università, voluto nel 1739 da Carlo Emanuele III. Nel corso del tempo esse si sono arricchite e organizzate in musei indipendenti, costituendo uno straordinario patrimonio di beni culturali scientifici.
Oggi questi musei sono al centro di progetti di valorizzazione sviluppati con la collaborazione tra ateneo, regione Piemonte, città di Torino e ministero dell'Istruzione.
I musei di mineralogia, di geologia e paleontologia, di zoologia e anatomia comparata sono stati affidati in convenzione al museo regionale di scienze naturali nel 1980.
I musei di anatomia umana, antropologia criminale e antropologia e etnografia rientrano nel progetto "museo dell'uomo". Quest'ultimo, che si sta realizzando in collaborazione tra l'università e la regione, troverà sede nel palazzo dove è già visitabile il museo di anatomia.

La Minerva[modifica | modifica sorgente]

La statua di Minerva, realizzata da Vincenzo Vela nel 1858 su commissione di Pedro V di Portogallo[3] e originariamente destinata all'Accademia di Belle Arti di Lisbona, fu acquisita per la città nel 1895. Dopo il restauro del 2003 fu trasferita dalla Galleria Civica d'Arte Moderna al cortile interno del Palazzo dell'Università[4].

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

Le biblioteche dell'università di Torino sono suddivise in biblioteche di facoltà, interdipartimentali, e di dipartimento.

Facoltà di Medicina e Chirurgia[modifica | modifica sorgente]

L'Università di Torino dispone di due facoltà di medicina e chirurgia. La prima facoltà si trova nella città di Torino e l'Ospedale universitario è quello di San Giovanni Battista delle "Molinette". La seconda facoltà si trova ad Orbassano, città dell'area metropolitana di Torino, ed è sita presso l'Ospedale San Luigi di Orbassano, che ha anche la funzione di ospedale universitario per la stessa facoltà.

Giurisprudenza e Scienze Politiche[modifica | modifica sorgente]

Dal 2012 i corsi universitari nell'àmbito delle Scienze giuridiche, politiche ed economico-sociali hanno sede unica presso il Campus Luigi Einaudi (CLE)[5], incluso dalla CNN International tra i 10 edifici universitari più belli del mondo.[6][7]

Partenariati[modifica | modifica sorgente]

L'Università di Torino ha sviluppato da anni un partenariato stretto con la Grande école francese ESCP Europe.

Gli studenti della prestigiosa business school francese che passano un anno del loro cursus sul campus torinese della ESCP conseguono anche la laurea magistrale italiana in Economia, rilasciata dall'Università di Torino.

Premi Nobel[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ [1]
  2. ^ University of Turin | Academic Ranking of World Universities - 2014
  3. ^ Il re Pedro V del Portogallo fu in visita alla corte sabauda nel luglio 1855.
  4. ^ Bertone, Tomiato, 2011, 600-601.
  5. ^ Gli Speciali di Unito: Campus Luigi Einaudi
  6. ^ I dieci edifici universitari più belli del mondo
  7. ^ Il Campus Luigi Einaudi di Torino tra i 10 edifici universitari più belli al mondo. La classifica della CNN

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Virginia Bertone, Monica Tomiato, Gli anni torinesi di Vincenzo Vela. Appunti su committenze pubbliche e private, in Giorgio Mollisi (a cura di), Svizzeri a Torino nella storia, nell'arte, nella cultura, nell'economia dal Cinquecento ad oggi, «Arte&Storia», anno 11, numero 52, ottobre 2011, Edizioni Ticino Management, Lugano 2011.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]