Libera Università Maria Santissima Assunta

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Libera Università Maria Ss. Assunta
Stato Italia Italia
Città Roma
Altre sedi Gubbio, Palermo, Taranto
Fondazione 1939
Tipo Privata
Dipartimenti Giurisprudenza; Scienze economiche, politiche e delle lingue moderne; Scienze umane
Rettore Giuseppe Dalla Torre
Studenti 6 547
Sito web www.lumsa.it
 

La Libera Università Maria Santissima Assunta (LUMSA) è una università non statale d'ispirazione cattolica che ha sede a Roma. Essa si articola in quattro dipartimenti: Scienze umane, comunicazione, formazione, lettere, psicologia - Giurisprudenza Roma - Giurisprudenza Palermo - Scienze economiche, politiche e delle lingue moderne.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La LUMSA è un'università privata che nasce dalla volontà fondatrice di un'insegnante, Luigia Tincani, desiderosa di consentire opportunità di formazione universitaria alle religiose. Il primo nucleo del nuovo polo universitario prende il nome di Istituto Superiore pareggiato di Magistero "Maria Ss. Assunta", a seguito dell’emanazione del Regio Decreto numero 1760 del 26 ottobre 1939. Nasce così il secondo ateneo cattolico d’Italia. La prima sede viene stabilita in via dell’Erba, nel quartiere Prati e nelle immediate adiacenze della basilica di San Pietro. Una grande parte nella nascita dell’istituzione, immediatamente incorporata nel sistema universitario nazionale[senza fonte], si deve a personaggi quali Papa Pio XII e il Cardinale Giuseppe Pizzardo, che sostennero attivamente il progetto educativo della Tincani.[senza fonte] Con il passare del tempo, l’istituto “Maria Assunta” diviene punto di attrazione per le religiose intenzionate a formarsi con studi di livello universitario. Tra i docenti, personalità di spicco nella cultura italiana del dopoguerra, quali Bonaventura Tecchi, Cornelio Fabro, Giorgio Petrocchi.

Nel 1967 l’istituto “Maria Assunta” consente l'iscrizione a studentesse non religiose, aprendo una nuova fase nella vita dell’Istituto. Alla morte di Luigia Tincani, nel 1976, la sollecitudine verso la sua creazione universitaria viene mantenuta viva e si pongono le basi per la trasformazione del “Maria Assunta” in Libera Università. Il decreto istitutivo è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 15 maggio 1989: la nuova identità si rispecchia nel nome di Libera Università “Maria Ss. Assunta” (LUMSA). La trasformazione è accompagnata dalla istituzione della nuova facoltà di Lettere e Filosofia che si va ad affiancare alla più antica facoltà di Scienze della formazione. Già due anni dopo, nel 1991, intervengono ulteriori cambiamenti che consentono l’accesso ai corsi di studenti di sesso maschile, sull’onda del richiamo costituito dall’assoluta novità del corso di laurea in Scienze della comunicazione e del Diploma Universitario in Giornalismo. Nel 1996 la LUMSA istituisce la facoltà di Giurisprudenza.

Attualmente la LUMSA, in base al proprio statuto si è riorganizzata creando quattro dipartimenti in luogo delle preesistenti facoltà. Il nuovo assetto è quello di un polo universitario in espansione, che ha istituito sedi in Sicilia (Palermo), Umbria (Gubbio) e Puglia (Taranto).

Direttori e Rettori[modifica | modifica sorgente]

Post laurea[modifica | modifica sorgente]

La LUMSA, oltre ai corsi di laurea di primo e di secondo livello, propone annualmente un'offerta formativa per i laureati che comprende master e corsi di perfezionamento. la LUMSA è altresì sede di due scuole di specializzazione post laurea: una per le professioni legali, l'altra in psicoterapia.

Alunni[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]


Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Benedetta Papàsogli, Luigia Tincani: l'oggi di Dio sulle strade dell'uomo, Roma, Città Nuova, 1985. ISBN 88-311-5426-5
  • Giuseppe Dalla Torre, La Libera Università Maria Ss. Assunta, LUMSA: storia di un'idea, Roma, Aracne, 2003. ISBN 88-7999-459-X
  • Marco Bartoli (a cura di), In fide et humanitate: 70 anni della LUMSA, Prefazione del Cardinale Attilio Nicora, Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 2009. ISBN 978-88-209-8295-9

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]