Università degli Studi di Siena

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Università di Siena
Logo Unisi 2012.jpg
Stato Italia Italia
Città Siena
Altre sedi Arezzo, San Giovanni Valdarno, Grosseto
Nome latino Universitatis Senarum Studiorum
Fondazione 1240[1][2]
Tipo Statale
Facoltà Economia;

Farmacia;
Giurisprudenza;
Ingegneria;
Lettere e Filosofia;
Lettere e Filosofia, sede di Arezzo;
Medicina e Chirurgia ;
Scienze matematiche, fisiche e naturali;
Scienze politiche.

Dipartimenti Area Economia, Giurisprudenza e Scienze politiche:

Economia politica e statistica (Deps);
Giurisprudenza (dgiur);
Scienze politiche e internazionali (Dispi);
Studi Aziendali e Giuridici (Disag);
Area Lettere, Storia, Filosofia e Arti:
Filologia e critica delle letterature antiche e moderne (Dfclam);
Scienze della formazione, scienze umane e della comunicazione interculturale (Dsfuci);
Scienze sociali, politiche, cognitive (Dispoc);
Scienze storiche e dei beni culturali (Dssbc);
Area Scienze Biomediche e Mediche:
Biotecnologie mediche (Dbm);
Medicina molecolare e dello sviluppo (Dmms);
Scienze mediche, chirurgiche e neuroscienze (Dsmcn);
Area Scienze Sperimentali:
Biotecnologie, chimica e farmacia (Dbcf);
Ingegneria dell’informazione e scienze matematiche (Diism);
Scienze della vita (Dsv);
Scienze fisiche, della terra e dell’ambiente (Dsfta);

Rettore Angelo Riccaboni (2010/2016)
Studenti 17 290 (2010/2011[3])
Affiliazioni Gruppo di Coimbra, Consorzio ICoN, EUA, IRUN, IAU, TUNE
Sport CUS Siena
Sito web www.unisi.it
 

L'Università degli Studi di Siena (abbreviato UniSi) è un ateneo toscano situato nella città di Siena e con sedi periferiche ad Arezzo e Grosseto e, essendo nata nel 1240, risulta essere una delle più antiche università italiane ed europee. Nel 1990, infatti, l'Ateneo senese ha festeggiato i 750 anni di attività accademica[4].

Storia[modifica | modifica sorgente]

La fondazione[modifica | modifica sorgente]

È documentata l'esistenza di una scuola episcopale nell'XI secolo,[5] attiva fino ai primi decenni del XIII secolo. Ma la prima notizia sull'istituzione di un vero e proprio Studium risale al 1240: da un documento, un decreto del podestà Ildebrandino Cacciaconti che imponeva a tutti coloro che affittavano alloggi agli studenti il pagamento di una tassa al Comune, con la quale finanziare e stipendiare i professori dello "Studio Senese", si apprende dell'esistenza di uno Studio "provinciale" finanziato dal Comune e costituito dalle scuole di grammatica, diritto e medicina.[6] Presso la scuola medica insegnò in quegli anni, dal 1245 al 1250, anche Pietro Ispano che nel 1276 sarebbe diventato papa Giovanni XXI.[6] Nel 1246 fu istituito a Siena anche uno Studio di diritto finanziato dall'imperatore Federico II con lo scopo di danneggiare l'Università di Bologna.[7] Il 29 novembre 1252 papa Innocenzo IV con il privilegio Vestra ferventer concesse ai maestri e agli scolari senesi l'immunità fiscale.[6] Tra i giuristi che insegnarono nella seconda metà del XIII secolo si possono segnalare Benincasa da Laterina, Pepo Salvani e Giacomo Pagliaresi.

Dal XIV al XVI secolo[modifica | modifica sorgente]

Sede del Rettorato, affreschi nel cortile interno

Nel 1321, a causa di una forte diatriba tra gli studenti dell'università bolognese e il podestà della città, Siena accolse numerosi professori e studenti fuoriusciti dall'università felsinea, istigati anche da un locale lettore di legge Guglielmo Tolomei.

Il 16 agosto 1357 l'imperatore Carlo IV, in un diploma concesso a Praga, riconobbe lo studio senese come Studium Generale e lo pose sotto la sua protezione, riconoscendolo fra le Università del Sacro Romano Impero.[8]

Il 7 maggio 1408 papa Gregorio XII confermò i privilegi di Studium Generale concessi mezzo secolo prima dall'imperatore, promulgando ben otto bolle inviate a Siena da Lucca, tra le quali In Apostolicae Sedis specula con cui istituì anche lo Studium di teologia, conferì ai docenti e agli studenti senesi gli stessi privilegi concessi ai loro colleghi di Bologna e Parigi, e dispose, inoltre, la fondazione del collegio noto come "Casa della Sapienza",[9] una struttura destinata ad accogliere gli studenti "fuori sede", collocata nei locali della soppressa Domus Misericordiae,[10] che richiamò scolari da tutta Europa; questa accoglierà i primi ospiti nel 1416, al prezzo di cinquanta fiorini.

Tra i professori che insegnarono a Siena nel XIV secolo possono essere menzionati i giuristi Federico Petrucci, Paolo Liazari, Cino da Pistoia, Andrea Ciaffi, Neri Pagliaresi, Pietro Ancharano, Ubaldo degli Ubaldi, Tommaso Corsini; i medici Ugo Benzi, Gentile da Foligno, Dino del Garbo, e Riccardo da Parma; i grammatici Nofrio e Pietro d'Ovile, il matematico Guido Bonatti, l'astrologo/astronomo Cecco d'Ascoli.[11] Nel XV secolo si distinsero i giuristi Niccolò Tedeschi, detto il Panormitano, Francesco Accolti, Filippo Decio e Mariano Soccini; Jacopo da Forli e Alessandro Sermoneta in medicina; il teologo Francesco della Rovere (poi Papa Sisto IV), gli umanisti Agostino Dati e Francesco Filelfo in lettere. Tra gli scolari Giovanni Marrasio, Antonio Beccadelli detto il Panormita, ed Enea Silvio Piccolomini, futuro papa Pio II.

Con il Cinquecento inizia un periodo di decadenza della città, ma lo Studio fu uno dei pochi centri di sviluppo e di innovazione ancora attivi in città che riuscì a convogliare a Siena le innovazioni e le idee contemporanee. Anche dopo la caduta della città per mano fiorentina avvenuta il 21 aprile 1555, dopo un lungo ed estenuante assedio, e la concorrenza dell'Università di Pisa, divenuta l'ateneo di riferimento del Granducato di Toscana per volontà degli stessi Medici,[12] la città riuscì a conservare il proprio ateneo. Nel 1569 fu creata una nuova commissione, composta dai membri della Balia, e furono approvati gli statuti della numerosa nationes degli scolari tedeschi a Siena. Furono in seguito inaugurati i concorsi a cattedre, e nel 1591 furono attribuiti nuovi poteri al Rettore dello Studium, eletto dagli scolari, ma anche dalle più alte magistrature cittadine. Tra i professori che si distinsero nel XVI secolo si possono ricordare il giurista Claudio Tolomei, e gli umanisti Eurialo da Ascoli e Jacopo Griffoli.[11]

Dal XVII secolo a oggi[modifica | modifica sorgente]

Chiostro del Complesso di San Francesco, Dipartimento Economia politica e statistica

Nonostante gli sforzi profusi per far uscire Siena e il suo ateneo dalla crisi, si registrò comunque un generale declino degli studi. Tra i professori del XVII secolo che possono essere menzionati si ricordano i giuristi Silvio Spannocchi e Francesco Accarigi; nei corsi scientifici possono essere ricordati Francesco Pifferi, il matematico Teofilo Gallaccini, il botanico Pirro Maria Gabrielli, che diede vita a Siena all'Accademia dei Fisiocritici, Michelangelo Mori e Ottavio Nerucci, e i matematici Candido Pistoi e Domenico Bartaloni, e il botanico Biagio Bartalini, direttore dell'Orto botanico di Siena. Il primo docente di Storia della Chiesa fu Domenico Valentini (1743), mentre la prima cattedra di teologia morale e di sacre scritture fu stabilita tra 1775 e il 1777.[11]

Con l'avvento degli Asburgo-Lorena, Leopoldo I dette all'ateneo senese una nuova organizzazione e il numero delle cattedre fu incrementato. Tra i docenti di questo periodo possono essere menzionati il giurista Francesco Antonio Mori, il docente di economia politica Alberto Rinieri de' Rocchi, il medico Giacomo Barzellotti, e Luigi de Angelis, docente di teologia dal 1803 e autore di saggi sull'arte senese.[11]

Ma nel 1808, con l'invasione francese, lo Studio senese venne chiuso, per riaprire i battenti solo con la Restaurazione[6]. Nel 1848 gli studenti senesi dimostrarono il loro patriottismo e parteciparono in grande numero alla battaglia di Curtatone e Montanara inquadrati nella "Compagnia della Guardia Universitaria", formata tra studenti e professori. Queste posizioni risorgimentali spinsero il Granduca di Toscana a chiudere la scuola medica, risparmiando solo giurisprudenza e teologia.

Solo nel 1859 l'Università riprese spinta e, con dei cambiamenti di statuti, rese famose le scuole di farmacia, ostetricia e rinvigorì la scuola medica, trasformando il Santa Maria della Scala in policlinico universitario. Nel 1880 la facoltà di giurisprudenza fondò il "Circolo Giuridico".

Nonostante questa ripresa attività, nel 1892 l'allora ministro della Pubblica Istruzione, Ferdinando Martini, propose di chiudere l'ateneo senese. Una sollevazione popolare, animata da uno sciopero generale e l'intervento delle istituzioni cittadine costrinse il ministro a ritirare la proposta.

Il Novecento ha visto la crescita dell'Ateneo, passato dai quattrocento studenti iscritti a cavallo delle due guerre ai quasi 20 mila. Le facoltà sono aumentate: alle storiche facoltà di Medicina e chirurgia e di Giurisprudenza si sono aggiunte Farmacia (1933), Scienze matematiche, fisiche e naturali (1962), Economia (1966), Lettere e filosofia di Arezzo (nata come Magistero, 1969), Lettere e filosofia (1970), Ingegneria (1992) e Scienze politiche (1997). Dal novembre 2012 le facoltà sono state sostituite da 15 dipartimenti.

Tra i professori dell'ateneo senese, in tempi più recenti, possono essere ricordati il giurista Piero Calamandrei, il filosofo Norberto Bobbio, gli economisti americani Frank Hahn, Samuel Bowles e Richard M. Goodwin, lo scrittore Antonio Tabucchi, lo storico britannico Paul Ginsborg, il critico letterario Romano Luperini e il semiologo Omar Calabrese.

Cronotassi dei rettori[modifica | modifica sorgente]

Il cortile del palazzo dell'Università a Siena

Il Rettore, il cui titolo completo è Magnifico Rettore, è la più alta autorità accademica dell'Università degli Studi di Siena.

  • ...
  • Armando Sforzolini da Gubbio
  • Georg Fugger (Giorgio Fuccaro o Fuccari) (1593-XVII secolo)
  • ...
  • Attilio Tassi (dal 1890 al 1892)
  • Domenico Barduzzi (dal 1892 al)
  • Filippo Virgili (dal 1910 al 1912)
  • Domenico Barduzzi (dal 1912 al 1914)
  • Achille Sclavo (dal 1914 al 1917)
  • ...
  • Achille Sclavo (dal 1924 al 1929)
  • ...
  • Mauro Barni (dal 1970 al 1979)
  • Adalberto Grossi (dal 1979 al 1984)
  • Luigi Berlinguer (dal 1985 al 1994)
  • Piero Tosi (dal 1994 al 2006)
  • Silvano Focardi (dal 2006 al 2010)
  • Angelo Riccaboni (dal 2010 al 2016)

Organizzazione[modifica | modifica sorgente]

La sede[modifica | modifica sorgente]

La sede centrale dell'Università si trova negli ambienti dell'ex-monastero di San Vigilio, in via Banchi di Sotto angolo via San Vigilio. La sede risale, nel nucleo originario, all'XI-XII secolo, ricostruita poi nel XVI e restaurata nel 1891 da Giuseppe Partini[6].

Al centro dell'edificio un cortile porticato ospita il monumento agli studenti caduti a Curtatone (il 29 maggio 1848), gruppo bronzeo di Raffaello Romanelli, nonché la tomba di Guglielmo di Ciliano e Niccolò Aringhieri dalla chiesa di San Domenico, furono di un riassemblaggio ottocentesco di due monumenti di cui uno è opera di Goro di Gregorio (1325 circa); vi si trova inoltre una memoria di Giulio Bianchi Bandinelli, "maire" di Siena, di Pietro Tenerani[6].

Poli universitari[modifica | modifica sorgente]

L'Università ha attivato poli universitari e sedi decentrate: il "Polo Universitario Aretino" e il "Polo Universitario Grossetano". A San Giovanni Valdarno (AR) presso il Centro di Geotecnologie (CGT) dell'Università di Siena vengono svolte attività di ricerca nell'ambito delle tecnologie applicate alle Scienze della Terra. Presso il CGT si svolge anche l'attività didattica del corso di Laurea in Geotecnologie e della laurea Specialistica in Geologia Applicata.

Dipartimenti[modifica | modifica sorgente]

Palazzo San Galgano, ex Facoltà di Lettere e Filosofia, oggi sede del Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali (Dssbc)
San Niccolò, sede di tre dipartimenti: Dispoc, Dfclam, Diism

Le Facoltà sono state sostituite dai Dipartimenti:

Area Economia, Giurisprudenza e Scienze politiche
Area Lettere, Storia, Filosofia e Arti
Area Scienze Biomediche e Mediche
Area Scienze Sperimentali

L'Università di Siena era precedentemente organizzata in 9 facoltà, 8 a Siena, 1 ad Arezzo.

Sono inoltre attivi numerosi corsi post-laurea: corsi di perfezionamento, scuole di specializzazione, "master" e dottorati di ricerca. La Scuola superiore Santa Chiara è l'istituzione d'eccellenza dell'Ateneo riservata ai dottorati di ricerca.

Sistema bibliotecario[modifica | modifica sorgente]

Le biblioteche dell'Università di un Siena sono organizzate in un Sistema bibliotecario, coordinato dal 2013 dalla Divisione Coordinamento[13], e raggruppate per area disciplinare:

  • Biblioteca di Area Umanistica, organizzata in 2 sedi: Siena[14] e Arezzo[15]
  • Biblioteca di Area Scientifico Tecnologica, organizzata in 2 sedi: Sede San Niccolò e Sede del Laterino.
  • Biblioteca di Area Economica
  • Biblioteca di Area Giuridico Politologica ("Circolo Giuridico")
  • Biblioteca di Area Medico Farmaco Biologica, è organizzata in 3 sedi: Medicina Le Scotte[16], Medicina San Miniato, Farmacia San Miniato.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Secondo gli studi del Censis, nel 2009 è risultato il primo ateneo italiano per vivibilità e qualità dei servizi[17]. Secondo la classifica del 2011, l'ateneo senese si è posizionato al 2º posto tra gli atenei di medie dimensioni[18] e, nel 2012, al 1º posto tra tutti gli atenei italiani[19] riconfermando la prima posizione nel 2013. L'Ateneo senese, inoltre, conferma la sua eccellenza collocandosi al primo posto nella classifica della qualità della ricerca in rapporto alle dimensioni, secondo i dati nazionali della Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR), resi pubblici a luglio 2013 dall’Anvur.

Nella graduatoria pubblicata annualmente da Il Sole 24 Ore, invece, l'Università di Siena nel 2012 si è collocato al 3º posto tra gli atenei generalisti e al 5º posto nella classifica generale su 54 atenei italiani[20][21].

Nel dettaglio, negli ultimi anni numerose facoltà dell'ateneo si sono posizionate ai vertici della classifica stilata annualmente da Censis-Repubblica: la facoltà di Lettere e Filosofia è risultata al 1º posto nel 2009[22] e nel 2010[23], al 2º posto nel 2011[24][25] e al 4° nel 2012; la facoltà di Giurisprudenza è risultata in 3ª posizione nel 2010, al 1º posto nel 2011 e nel 2012 ha confermato la prima posizione[19]; nel 2012 hanno raggiunto il podio anche la facoltà di Scienze Politiche che si è posizionata al 2º posto (era al 4º posto nel 2011), e la facoltà di Economia che ha raggiunto il 3º posto (stessa posizione del 2011).

Posizione tra gli atenei di medie dimensioni (Censis)[modifica | modifica sorgente]
Anno Posizione
2008
2009
2010
2011
2012
2013

Studenti e docenti illustri[modifica | modifica sorgente]

Laureati honoris causa[modifica | modifica sorgente]

Radio[modifica | modifica sorgente]

All'interno dell'Università di Siena nel 1998 nasce Facoltà di Frequenza, radio ufficiale dell'ateneo e prima radio universitaria italiana. Ha trasmesso nel comprensorio della città di Siena in FM sui 99,40 MHz ed è stata ricevibile in streaming via web direttamente dal sito della radio[28][29]. Nel 2009 ha cessato le trasmissioni e dal 2011 è attiva un'altra emittente denominata uRadio.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (IT) Baccio Baccetti (a cura di), Cultura e Università a Siena: epoche, argomenti, protagonisti, Siena, Nuova Immagine, 1993, p. 74.
    «Nel 1240 esiste lo studio di Siena vero e proprio, finanziato dal Comune, come attesta il Podestà di Siena Ildebrando Cacciaconti, in un documento del 26 dicembre 1240».
  2. ^ Università di Siena. Storia dell'Ateneo in http://www.unisi.it/ateneo/storia-dellateneo.
    «La storia dell’Università di Siena si è sviluppata lungo la tradizione culturale della Toscana, a partire dal Medioevo. Il primo documento rintracciato è un decreto podestarile del 26 dicembre 1240 e rivela il particolare modello giuridico dell’Ateneo senese, che non si basava sull’iniziativa degli studenti come a Bologna, né sull’amministrazione dei docenti come a Parigi, ma sulla diretta organizzazione del Comune.».
  3. ^ "Osservatorio - Didattica studenti" sul sito del MIUR
  4. ^ AA. VV., L'Università di Siena. 750 anni di storia, 1991, Siena.
  5. ^ Mario Ascheri (a cura di), Siena e Maremma nel Medioevo, Betti editrice, Siena, p. 188.
  6. ^ a b c d e f Touring, cit., p. 562.
  7. ^ Paolo Nardi, L'insegnamento superiore a Siena nei secoli XI-XIV. Tentativi e realizzazioni dalle origini alla fondazione dello Studio generale. Milano, Giuffrè Editore, 1996, p. 261.
  8. ^ (IT) Giovanni Minnucci, Leo Košuta, Lo Studio di Siena nei secoli XIV-XVI: documenti e notizie biografiche, Milano, Giuffrè, 1989, p. 13.
    «Il 16 agosto 1357 Carlo IV di Lussemburgo conferì allo Studio di Siena la qualifica ed i privilegi di Studio generale (...) Il testo del diploma imperiale, più volte edito, si legge, infine, nel Chartularium Studii Senensis, 1 (1240-1357)».
  9. ^ (IT) Tiziana Ferreri, Il Rettore, Governatore e Generale Amministratore della Casa di Sapienza di Siena alla fine del '400 - Annali di Storia delle Università italiane - Volume 10 (2006).
    «I primi anni del XV secolo segnarono un netto miglioramento per le sorti dello Studio. Il 7 maggio 1408 papa Gregorio XII promulgò otto bolle relative all'istituzione senese: le prime quattro resero possibile la costituzione di un collegio universitario al quale fu attribuito il nome di Casa di Sapienza, mentre con le ultime quattro si conferirono ai dottori e agli scolari senesi gli stessi privilegi di cui beneficiavano i loro colleghi di Bologna e di Parigi, fondando, altresì, la Facoltà di Teologia. L'emanazione delle otto bolle pontificie segnò l'inizio di un periodo che si protrasse oltre la metà del secolo, durante il quale lo Studio senese, ormai consolidatosi, si sviluppò sino a raggiungere grande fama e prestigio con l'arrivo di alcuni dei docenti più famosi del tempo».
  10. ^ Una Casa della Sapienza fu fondata, tuttavia, nel gennaio 1393, su iniziativa delle autorità episcopali locali, allo scopo di ospitare studenti poveri.
  11. ^ a b c d Umberto Benigni, University of Siena, in Catholic Encyclopedia, Volume 13, Robert Appleton Company, New York 1913.
  12. ^ (IT) Aa.Vv., Lo studium aretino del '200 in www.unisi.it, Università di Siena.
    «Il baricentro della formazione toscana si era spostato, per una scelta di politica culturale dei Medici, verso Pisa, dove gli investimenti fondiari e commerciali delle famiglie fiorentine erano prevalenti.»..
  13. ^ Università di Siena, Disposizione del Direttore amministrativo del 13 marzo 2013 relativa alla Istituzione e organizzazione della Divisione coordinamento bibliotecario. URL consultato il 21 gennaio 2014.
  14. ^ Sito ufficiale della Biblioteca Umanistica di Siena http://prometeo.lett.unisi.it/
  15. ^ Sito ufficiale della Biblioteca Umanistica di Arezzo http://www.asb.unisi.it/arbib/biblioteca.php
  16. ^ Sito ufficiale della Biblioteca Medica http://www3.unisi.it/bcm/
  17. ^ A Siena la migliore facoltà di Lettere in La Nazione, 18 giugno 2009, p. 4. URL consultato il 19 giugno 2009.
  18. ^ In base al numero di iscritti. Gli atenei di medie dimensioni sono considerati quelli tra i 10 mila e i 20 mila studenti.
  19. ^ a b L'Università di Siena è prima nella classifica Censis degli Atenei italiani, Siena Free, Mercoledì 18 luglio 2012
  20. ^ La classifica delle università in Il Sole 24 Ore, 16 luglio 2012. URL consultato il 16 luglio 2012.
  21. ^ L’Università di Siena 5ª nella classifica degli Atenei italiani, Siena Free, Lunedì 16 luglio 2012
  22. ^ Aurelio Magistà, Laurea ad honorem, 17 giugno 2009, La Repubblica
  23. ^ Valentina Bernabei, Ma le lettere piacciono ancora, La Repubblica, 15 luglio 2010
  24. ^ Fabio Tonacci, Le migliori lauree d'Italia, 20 luglio 2011, La Repubblica
  25. ^ Negli ultimi tredici anni la facoltà di Lettere e Filosofia di Siena si è sempre posizionata prima, seconda o terza nella classifica Censis-Repubblica: per otto volte al 1º posto, per due volte al 2º posto, per due volte al 3º posto.
  26. ^ Cattedra Fullbright - Dipartimento di Economia politica e statistica in Università degli Studi di Siena, 27 luglio 2011.
  27. ^ Informazioni dal profilo del Prof. Vianello pubblicato sul sito della Facoltà di Economia dell'Università di Modena e Reggio Emilia
  28. ^ Romeo Perrotta. Facoltà di Frequenza. La prima radio universitaria italiana. Roma, Carocci Editore, 2005
  29. ^ Giovanni Cordoni, Peppino Ortoleva, Nicoletta Verna. Le onde del futuro. Presente e tendenze della radio in Italia. Milano, Costlan Editori, 2006

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Aa.Vv., L'Università di Siena: 750 anni di storia, Milano 1991;
  • Domenico Barduzzi, Cenni storici sull'Università di Siena, Siena 1900;
  • Alcide Garosi, Siena nella storia della medicina (1240-1555), Firenze, Olschki, 1958;
  • Giovanni Petragnani, L'Università e le istituzioni culturali in Siena, Dalla R. Università di Siena, anno XIII E.F., Siena 1935;
  • Aa.Vv., Toscana. Guida d'Italia (Guida rossa), Touring Club Italiano, Milano 2003. ISBN 88-365-2767-1

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]