Battaglia di Curtatone e Montanara

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Battaglia di Curtatone e Montanara
Data 29 maggio 1848
Luogo Curtatone e Montanara (provincia di Mantova), Regno Lombardo-Veneto
Esito vittoria austriaca
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
5170 fanti
11 cannoni da campagna
32000 fanti
150 cannoni da campagna
Perdite
166 morti
518 feriti
1178 prigionieri
95 morti
516 feriti
179 prigionieri
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La Battaglia di Curtatone e Montanara contrappose combattenti toscani e napoletani alle truppe asburgiche il 29 maggio 1848 nei luoghi situati tra i due paesi, nei pressi di Mantova, e rappresenta una fra le più simboliche battaglie della prima guerra di indipendenza italiana.

Indice

[modifica] Antefatti

[modifica] La liberazione della Lombardia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Cinque giornate di Milano.

Il 18 marzo 1848 ebbero inizio le cinque giornate di Milano. Il comandante dell'esercito del Lombardo-Veneto, feldmaresciallo Radetzky, prima eccitò la rivolta, poi non seppe domarla, vedendosi costretto ad abbandonare la città dopo cinque giorni di furiosi scontri. Contemporaneamente manifestazioni si ebbero in diverse città del Regno e a Como l'intera guarnigione si consegnò agli insorti.

Il giorno dopo la evacuazione del Radetzky da Milano, il re di Sardegna Carlo Alberto dichiarò guerra all'Austria ed attraversò il Ticino. L'esercito era organizzato su due corpi d'armata, il 1° affidato ad Eusebio Bava, il 2° a Ettore Gerbaix di Sonnaz.

[modifica] Il passaggio del Mincio

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Battaglia del Ponte di Goito.

Questi attraversarono il Ticino il 25 marzo. L'8-9 aprile forzarono il passaggio del Mincio al ponte di Goito ed a Monzambano. I passaggi conquistati sul Mincio erano segnati da due grandi fortezze: a sud Mantova, a nord Peschiera, il cui assedio venne cominciato il 13 aprile, dal lato meridionale.

[modifica] Pastrengo

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Battaglia di Pastrengo.

Il 26 mossero in forze oltre il Mincio, con movimento verso nord-est. Il 30 Spazzarono le forti posizioni austriache sui colli di Bussolengo e Pastrengo, giusto ad occidente dell’Adige, a monte di Verona. Ciò che costrinse Radetzky a chiudersi dentro le nuove mura di Verona, ed attendere tempi migliori.

[modifica] Santa Lucia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Battaglia di Santa Lucia.

Qui Carlo Alberto condusse, il 6 maggio, una energica ricognizione che si tradusse nella battaglia di Santa Lucia: essa permise di occupare due delle quattro posizioni fortificate del ‘rideau’, un campo trincerato che cingeva Verona verso la pianura a sud-sud ovest. Non disponendo di attrezzature d’assedio (tutte impegnate a Peschiera), tuttavia, Carlo Alberto commise l’errore di comandare il ripiegamento alle posizioni di partenza, in attesa della caduta della fortezza assediata.

Tale inopinata decisione rese sterile quest’ultima vittoria e segnò, anzi, la fine dell'iniziativa sarda. Ciò che avrebbe consentito all'esercito asburgico di riprendere a manovrare.

[modifica] La battaglia

Mentre le truppe piemontesi assediavano Peschiera del Garda, gli Austriaci, guidati dal maresciallo Radetzky, uscirono dalla fortezza di Mantova, decisi a sfondare l'esile linea retta dal Corpo di Spedizione toscano e piombare sull'esercito piemontese a Goito, prendendolo alle spalle.

La divisione italiana del generale De Laugier, di stanza a Le Grazie, disponeva solamente di 11 cannoni ed era composta di circa 6000 uomini fra i quali, oltre ai circa 450 volontari universitari pisani e senesi, giunti sul posto guidati dai loro professori, un reggimento (il 10° Fanteria "Abruzzo") e un battaglione napoletani, uno di forze regolari e uno di volontari. De Laugier divise le sue forze schierandone metà a Curtatone e metà a Montanara, tenendo come riserva le compagnie dei granatieri napoletani.

Le truppe imperiali si diressero verso Curtatone con due brigate composte complessivamente da 8500 uomini e 24 cannoni e verso Montanara con altre due di 8000 uomini e 22 cannoni, mentre una quinta brigata con circa 5000 effettivi, si diresse verso San Silvestro per aggirare gli italiani a Montanara.

A Curtatone, nonostante la grande inferiorità, gli italiani combatterono con valore, trattenendo gli austriaci per l'intera giornata e ritirandosi alla fine verso Goito, per evitare l'accerchiamento. A Montanara invece, gli italiani dopo avere resistito a numerosi assalti, furono soverchiati e aggirati dagli austriaci. Un gran numero di essi fu fatto prigioniero e solamente pochi riuscirono a ritirarsi, scampando all'accerchiamento.

Il corpo di spedizione toscano soffrì gravi perdite (168 morti, 500 feriti, e circa 1200 prigionieri).

Nonostante la vittoria degli Austriaci, la strenua resistenza permise all'esercito piemontese di riorganizzarsi; il giorno seguente infatti i Piemontesi uscirono vittoriosi nella Battaglia di Goito.

Dal punto di vista militare la battaglia di Curtatone e Montanara fu un evento tutto sommato secondario della guerra fra Piemonte ed Austria, ed anche la vittoria di Goito sarebbe stata presto superata dalla ben più amara sconfitta di Custoza. Tuttavia questa battaglia assunse subito un significato ideale che trascendeva la sua importanza militare, trasformandosi in un simbolo. Giovani volontari (toscani e napoletani), male equipaggiati ed armati, non addestrati, e truppe di linea in gravissima inferiorità numerica, avevano tenuto testa per un intero giorno ad uno dei più potenti e addestrati eserciti europei, dimostrando tutto il valore della gioventù della nascente nazione italiana e la forza delle idee che li sorreggevano.

[modifica] Generali e soldati schierati dalla parte di Casa d'Austria

[modifica] Generali e soldati schierati dalla parte italiana

Episodio più sfruttato dal punto di vista simbolico, la Battaglia di Curtatone e Montanara vide la participazione dell'esercito toscano affiancato da volontari toscani e napoletani. Particolarmente eroici furono i napoletani. Interessante notare come sulle divise, spesso improvvisate, dei volontari intervenuti si trovasse un tricolore a forma di croce, a simbolo di una idea federalista di unità e di indipendenza italiana.

Simbolo federalista usato dai volontari italiani intervenuti nella prima guerra d'indipendenza del 1848, contro l'Austria, anche a Curtatone e Montanara
« È noto che il combattimento del 29 maggio 1848, sostenuto così mirabilmente da tanto fiore di gioventù toscana (e giustizia vuole non si dimentichino i Napoletani che vi presero parte e gareggiarono in prodezza) diretto a Curtatone dal colonnello piemontese Campia e a Montanara dal tenente colonnello Giovannetti, lucchese, nobile avanzo dei dragoni di Napoleone I, ambidue intrepidi condottieri. »
("I martiri di Curtatone e Montanara : canto", di G.A. Rocca; Tip. Bertini condotta da G. Majonchi; Lucca, 1869 s:I martiri di Curtatone e Montanara/Canto)
« [...] Erano lieti e floridi

Nella più balda etade

Quei mille che lasciarono

Le tosche lor contrade

E volontari corsero

All’immortal tenzone »
(De profundis pei morti a Curtatone)
« [...] Fia caro e lagrimato il sangue

Per la Patria versato, e finché il sole

Risplenderà sulle sciagure umane »
(U. Foscolo, I Sepolcri)

[modifica] Ufficiali di parte italiana

[modifica] Studenti e professori senesi

Alla battaglia parteciparono anche un certo numero di volontari senesi il cui capo era il prof. Alessandro Corticelli.

[modifica] Studenti e Professori pisani

« Noi partimmo divisi in due colonne, una da Pisa e l'altra da Firenze alla volta di Modena. ...... Oh meravigliose a vedere quelle legioni improvvisate, nelle quali il medico, l'avvocato, l'artigiano, il prete, il padrone e il servo marciavano mescolati in culto d'Italia. La sera del 27 maggio Radetzky esce da Verona con 32.000 uomini e 40 pezzi d'artiglieria. Pensava disfarsi in quattro e quattr'otto di noi varcando il Ticino e mettendosi alle spalle dei piemontesi. La mattina del 29 tutta la mole nemica piomba su di noi. Fummo chiamati all'armi e in men di 10 minuti incomincia il moschettare...... domando a Giovannetti, preposto colà, perché faceva combattere i bersaglieri (si tratta dei bersaglieri volontari toscani ) all'aperto. Egli rispose sorridente "Gli Italiani devono mostrare il petto al nemico". Più volte gli Austriaci ci assaltarono e più volte li ributtammo. Una cannonata lì sul ponte rapiva al momento questa cima in geologia di Leopoldo Pilla, che spirò dicendo "non ho fatto abbastanza per l'Italia". Ammutolirono i nostri due pezzi, con i quali il tenente Niccolini faceva assai danno al nemico............. Combattevamo da più di sei ore. Prolungare la zuffa era spargere forse inutilmente sangue prezioso........ »
(Memorie di Giuseppe Montanelli - professore pisano, volontario, ferito e fatto prigioniero)

[modifica] Studenti livornesi

1a. Compagnia:

  • Benelli Luigi
  • Carega Francesco
  • Grabau Lodovico
  • Maggi Ranieri
  • Massa Giacomo
  • Peruccetti Paolo

2a. Compagnia:

  • Azzati Enrico
  • Caffarelli Michele
  • Chiellini Olinto
  • Ferrari Pietro
  • Gherardi Gherardo
  • Lucherini Tito
  • Martolini Guglielmo (capitano)
  • Mazzinghi Daniele
  • Bigeschi Eugeno (caporale)
  • Cantini Antonio
  • Gasperi Elbano
  • Mazzei Scipione (cadetto)

3a. Compagnia:

  • Conti Ilio
  • Montalcino Abramo
  • Sansoni Eugenio

4a. Compagnia:

  • Bernini Riccardo - Studente di Medicina


[modifica] Studenti pratesi

  • Becagli Annibale
  • Becagli Vincenzo
  • Beltrami Pietro
  • Bigagli Raffaello
  • Boeldi Fortunato
  • Bianchi Antonio
  • Ceri Antonio
  • Ciardi Egisto
  • Ciardi Tito
  • Civinini Enrico
  • Cocchi Michelangelo
  • Conti Luigi
  • Gelli Pietro
  • Godi Evenerio
  • Livi Carlo
  • Livi Giuseppe
  • Mazzoni Evaristo
  • Mazzoni Rodolfo
  • Moschi Massimo
  • Nuti Tommaso
  • Pacini Cesare
  • Pecori Stefano
  • Pelagatti Pasquale
  • Rubbieri Ermolao
  • Senatori Stefano
  • Tacconi Giovanni

[modifica] Elenco dei volontari caduti a Montanara e Curtatone[2]

  • Alberto Acconci nato a Pisa il 9 dicembre 1828, fatto prigioniero a Curtatone il 29 maggio 1848, morto per malattia a Theresienstadt il 17 agosto 1848
  • Giuseppe Amidei nato a Massa Marittima il 28 agosto 1823, ferito a Curtatone il 29 maggio, morto a Castiglione delle Stiviere l'11 giugno 1848
  • Francesco Barzacchini nato a Campiglia il 21 luglio 1821, morto a Montanara il 29 maggio 1848
  • Luigi Barzellotti nato a Pian Castagnaio, morto a Curtatone il 29 maggio 1848
  • Alberti Bechelli nato a Pistoia l'8 dicembre 1828, morto a Curtatone il 29 maggio 1848
  • Achille Becheroni nato a Poggibonsi il 5 ottobre 1817, ferito mortalmente a Montanara il 29 maggio, morto a Mantova il 30 maggio 1848
  • Riccardo Bernini nato a Livorno nel 1827, morto a Grazie il 29 maggio 1848
  • Virgilio Bernardini nato a Convalle nel 1832, morto a Curtatone il 29 maggio 1848
  • Giovacchino Biagiotti nato a Firenze nel 1829, morto a Curtatone il 29 maggio 1848
  • Romualdo Bianchini, morto a Montanara il 29 maggio 1848
  • Roberto Buonfanti nato a Lamporecchio il 20 novembre 1826, morto a Curtatone il 29 maggio 1848
  • Leopoldo Calosi, morto a Montanara il 29 maggio 1848
  • Paolo Caselli nato a Firenze nei primi del 1831, morto a Curtatone il 29 maggio 1848
  • Alessandro Ceccherini nato a Pisa nel 1824; ferito mortalmente a Montanara il 29 maggio, morto a Mantova i primi di giugno
  • Armando Chiavacci nato a Pistoia il 18 agosto 1818, morto a Montanara il 29 maggio 1848
  • Cesare Colombi di Montepulciano, morto a Curtatone il 29 maggio 1848
  • Tito Diddi nato a Firenze nel 1826, ferito a Montanara il 29 maggio, morto a Mantova il 22 giugno 1848
  • Leopoldo Fedeli nato a Siena il 1 aprile 1825, ferito a Montanara il 29 maggio, morto a Mantova il 3 agosto 1848
  • Pio Foresti nato a Casale il 19 gennaio 1813, morto a San Silvestro il 3 maggio 1848
  • Clearco Freccia nato a Noceto nel 1831, ferito mortalmente a Montanara il 29 maggio, morto a Mantova il 30 maggio 1848
  • Giuseppe Fusi nato a Massa Marittima il 1º novembre 1831, morto a Curtatone il 29 maggio 1848
  • Giuseppe Ginnasi nato a Imola nel 1827, morto a Curtatone il 29 maggio 1848
  • Ferdinando Landucci nato a Pescia il 4 dicembre 1791, morto a Grazie il 17 maggio 1848
  • Enrico Lazzeretti nato a Montepescali il 17 maggio 1827, morto a Grazie il 13 maggio 1848
  • Francesco Lotti nato a Pisa nell'anno 1818, morto a Curtatone il 29 maggio 1848
  • Raffaele Luti nato a Sant'Angelo il 24 ottobre 1826, morto a Curtatone il 29 maggio 1848
  • Mariano Mancianti nato a Siena il 2 gennaio 1817, morto a Montanara il 29 maggio 1848
  • Tomaso Marchetti di Bagnacavallo, morto a Montanara il 29 maggio 1848
  • Alfonso Mazzei nato a Pistoia il 29 settembre 1831, morto a Curtatone il 29 maggio 1848
  • Roberto Menabuoni nato a Livorno il 19 luglio 1827, morto a Montanara il 29 maggio 1848
  • Liberato Molli nato a Arezzo nel 1822, morto a Montanara il 29 maggio 1848
  • Giuseppe Nerli nato a Siena, fatto prigioniero a Curtatone il 29 maggio 1848, ammalatosi in prigionia, morto a Siena alcuni mesi dopo
  • Alfredo Newton, inglese di nascita, ferito a Montanara il 29 maggio 1848, morto a Pienza il 6 aprile 1850
  • Pietro Parra nato a Pisa, morto a Curtatone il 29 maggio 1848
  • Francesco Pierallini nato a Bibbiena, morto a Curtatone il 29 maggio 1848
  • Luigi Pierotti nato a Pistoia nel 1818, ferito mortalmente a Grazie il 29 maggio, morto a Castiglione delle Stiviere il 7 giugno 1848
  • Pietro Pifferi nato a Arcidosso nel 1828, morto a Curtatone il 29 maggio 1848
  • Leopoldo Pilla nato a Venafro il 20 ottobre del 1805, morto a Curtatone il 29 maggio 1848
  • Ulisse Renard nato a Firenze nel 1823, morto a Curtatone il 29 maggio 1848
  • Paolo Sacchi nato a Bibbiena, ferito e fatto prigioniero a Curtatone il 29 maggio, morto a Budwei il 22 agosto 1848
  • Pietro Sarcoli nato a Massa Marittima il 26 giugno 1817, morto a Curtatone il 29 maggio 1848
  • Temistocle Sforzi nato a Livorno il 24 luglio 1826, morto a Curtatone il 29 maggio 1848
  • Aristide Sforzi nato a Livorno il 16 giugno 1830, morto a Montanara il il 29 maggio 1848
  • Pietro Simoncini nato a Fucecchio, ferito a Curtatone il 13 maggio, morto per le conseguenze della ferita l'8 luglio 1851 nel carcere di San Miniato
  • Giuseppe Solimeno nato a Marciana il 10 febbraio 1806, ferito mortalmente il 29 maggio, morto il 1 dicembre 1848
  • Cesare Taruffi nato a Firenze il 6 gennaio 1832, morto a Montanara il il 29 maggio 1848
  • Torquato Toti nato il 18 febbraio 1823 in Val d'Arno, morto a Curtatone il 29 maggio 1848
  • Domenico Vincenti nato a Santa Reparata di Corsica nel 1828, morto a Curtatone il 29 maggio 1848
  • Raffaele Zei nato a Firenze il 16 novembre del 1829, morto a Curtatone il 29 maggio 1848
  • Agostini Giovanni
  • Arrighini
  • Baldi Angiolo
  • Bardi Lodovico
  • Barlei Francesco
  • Benini Zenone
  • Benozzi
  • Berlinghieri
  • Bertuccelli Giorgio
  • Bianchi Gaetano
  • Boccardi Metello
  • Bonuccelli Raffaello
  • Bozzano Giovanni
  • Brilli Lorenzo
  • Camagrani Ferdinando
  • Cartoni
  • Catani Eugenio
  • Cateni Cesare
  • Ciaccheri
  • Ciacchi
  • Cialdi Giuseppe
  • Ciani Ferdinando
  • Cinganelli Michele
  • Comasoni Ferdinando
  • Fondi Ferdinando
  • Formichini
  • Francia Giuseppe
  • Franci Gioachino
  • Franchini Giuseppe
  • Giacomelli Giovanni
  • Grossi Angiolo
  • Guidi Francesco
  • Lucchesi Ermenegildo
  • Marcucci Nicola
  • Marendi Nicola
  • Marruzzi Nicola
  • Martini Angiolo
  • Martinelli Luigi
  • Masetti
  • Masi di Monteriggioni
  • Masini Luigi
  • Mazzoni Angiolo
  • Micheletti Pietro
  • Molinelli Luigi
  • Monaldi Milziade
  • Nardini Giuseppe
  • Nusiglia Lorenzo
  • Paolo detto Giuseppe
  • Pavolini Domenico
  • Pelagatti Lorenzo
  • Pellegrini Francesco
  • Piantini Giacomo
  • Picchi Tito
  • Pieri Giuseppe
  • Pierolini Domenico
  • Pietrini Pietro
  • Pizzetti Ottavio
  • Rafanelli Ferdinando
  • Righini Angiolo
  • Rivi Stefano
  • Rossi Alessandro
  • Rossini
  • Salvarelli Domenico
  • Sambuchi Angiolo
  • Sandrini Giulio
  • Santini Federigo
  • Santini Luigi
  • Savelli Gaetano
  • Scatarsi Luigi
  • Scelli Pietro
  • Tassi Cosimo
  • Tomagioni Lorenzo
  • Vibriani Leone
  • Vincenti Marco
  • Zellini Raffaello
  • Zocchi Gaetano

[modifica] Cittadinanza onoraria

Il 29 maggio 2011, nel 150° dell’Unità d'Italia, l'amministrazione comunale di Curtatone ha conferito la cittadinanza onoraria all'Università di Pisa e all'Università di Siena a perenne riconoscimento dei loro studenti e professori combattenti nella Battaglia di Curtatone e Montanara[3].

[modifica] Note

  1. ^ Mario Montalto, L'esercito napoletano http://napoilitania.myblog.it/files/il_soldato_napoletano.pdf
  2. ^ Felice Venosta, cit. [1]
  3. ^ Festa a corte Spagnola per le università di Pisa e Siena, Gazzetta di Mantova, 11 giugno 2011.

[modifica] Bibliografia

  • Mario Grevi, Volontari Universitari, Rievocazione della Battaglia di Curtatone e Montanara (29 maggio 1848), Roma, Ediz. Bur Scibis.
  • Memorie storiche di un veterano, Battaglia di Curtatone e Montanara., Pubblicazione settimanale, Siena, G. Mucci, 1876.
  • Alberto Baldini, La Guerra del 1848-49 per l’Indipendenza d’Italia, Roma, Tiber, 1930.
  • Giorgio Batini, Album di Pisa, Firenze, La Nazione, 1972.
  • Francesco De Feo, Carteggi di Cesare Guasti, Firenze, Leo S. Olschki Editore, 1987.
  • Natale Rauty, Lettere da Curtatone e Montanara., Pistoia, Società pistoiese di storia patria, 1996.
  • Gherardo Nerucci, Memorie del Battaglione universitario pisano 1898.
  • Memorie dei Toscani alla guerra del 1848 edizione 1852.
  • Felice Venosta, I toscani a Curtatone e a Montanara, Milano, Editore Carlo Barbini, 1863.

[modifica] Altra versione dei fatti

  Lo storico contemporaneo Arrigo Petacco ha fornito sulla battaglia una versione dei fatti molto diversa:[3].

<<Nella prima Guerra di indipendenza (1848) il Piemonte dichiarò guerra all’Austria con grande coraggio e in suo aiuto il Regno delle due Sicilie e lo Stato Pontificio si allearono nella prima fase della guerra. E alcuni reparti militari napoletani e pontifici combatterono in Lombardia. Fra questi il "Battaglione Belgioioso", arruolato a Napoli fu inviato a Milano durante le "cinque giornate" dalla Principessa Cristina Trivulzio di Belgioioso. A Curtatone e Montanara ci fu un episodio passato alla storia, in cui, si legge nei libri di scuola, "gli studenti universitari di Pisa fermarono gli austriaci che stavano per aggirare l’esercito di Carlo Alberto." In realtà non erano gli studenti di Pisa, gli studenti di Pisa c’erano ma alle prime scoppiettate scapparono, rimasero lì un battaglione partenopeo comandato da un colonnello napoletano che tennero duro e respinsero gli austriaci. Questo è un fatto storico, anzi nel diario di guerra dell’esercito austriaco a Vienna c’è proprio anche il nome e il numero del comandante. Alla fine della Prima guerra di indipendenza con i Borboni ritirati nel frattempo a Napoli, gli storici piemontesi che scrivono della guerra si trovano di fronte all'imbarazzo che l’unico episodio vero e nobile vede protagoniste le truppe Borboniche.>>

In realtà la veridicità storica dell'estremo eroismo dei giovani toscani è testimoniata in modo incontrovertibile dalle fortissime perdite subite dal loro gruppo.

[modifica] Collegamenti esterni

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