Battaglia di Curtatone e Montanara
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| Battaglia di Curtatone e Montanara | |||||||
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| Parte della Prima guerra di indipendenza | |||||||
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| Schieramenti | |||||||
| Comandanti | |||||||
| Cesare De Laugier | Josef Radetzky | ||||||
| Effettivi | |||||||
| 6'000 fanti 11 cannoni da campagna |
32'000 fanti 150 cannoni da campagna |
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| Perdite | |||||||
| 168 morti 500 feriti 1200 prigionieri |
95 morti 500 feriti 180 prigionieri |
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| Prima guerra di indipendenza |
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| Milano V giornate – Como – ponte di Goito – Castelnuovo - Toblino – Governolo I – Pastrengo – Santa Lucia – Vicenza I – Goito – Curtatone e Montanara – Peschiera – Vicenza II – Governolo II – Custoza – Milano – Bologna I – Morazzone – Mortara – Novara – Brescia – Invasione della Toscana – Terracina – Palestrina – Roma – Marcia di Garibaldi – Venezia – Operazioni navali |
La Battaglia di Curtatone e Montanara fu combattuta il 29 maggio 1848 nei luoghi situati tra i due paesi, nei pressi di Mantova e rappresenta una fra le più simboliche battaglie della Prima guerra d'indipendenza.
Indice |
[modifica] Antefatti
[modifica] La liberazione della Lombardia
| Per approfondire, vedi la voce Cinque giornate di Milano. |
Il 18 marzo 1848 ebbero inizio le cinque giornate di Milano. Il comandante dell'esercito del Lombardo-Veneto, feldmaresciallo Radetzky, prima eccitò la rivolta, poi non seppe domarla, vedendosi costretto ad abbandonare la città dopo cinque giorni di furiosi scontri. Contemporaneamente manifestazioni si ebbero in diverse città del Regno e a Como l'intera guarnigione si consegnò agli insorti.
Il giorno dopo la evacuazione del Radetzky da Milano, il re di Sardegna Carlo Alberto dichiarò guerra all'Austria ed attraverso il Ticino. L'esercito era organizzato su due corpi d'armata, il 1° affidato ad Eusebio Bava, il 2° a Ettore Gerbaix di Sonnaz.
[modifica] Il passaggio del Mincio
| Per approfondire, vedi la voce Battaglia del Ponte di Goito. |
Questi attraversarono il Ticino il 25 marzo. L'8-9 aprile forzarono il passaggio del Mincio al ponte di Goito ed a Monzambano. I passaggi conquistati sul Mincio erano segnati da due grandi fortezze: a sud Mantova, a nord Peschiera, il cui assedio venne cominciato il 13 aprile, dal lato meridionale.
[modifica] Pastrengo
| Per approfondire, vedi la voce Battaglia di Pastrengo. |
Il 26 mossero in forze oltre il Mincio, con movimento verso nord-est. Il 30 Spazzarono le forti posizioni che austriache sui colli di Bussolengo e Pastrengo, giusto ad occidente dell’Adige, a monte di Verona. Ciò che costrinse Radetzky a chiudersi dentro le nuove mura di Verona, ed attendere tempi migliori.
[modifica] Santa Lucia
| Per approfondire, vedi la voce Battaglia di Santa Lucia. |
Qui Carlo Alberto condusse, il 6 maggio, una energica ricognizione che si tradusse nella battaglia di Santa Lucia: essa permise di occupare due delle quattro posizioni fortificate del ‘rideau’, un campo trincerato che cingeva Verona verso la pianura a sud-sud ovest. Non disponendo di attrezzature d’assedio (tutte impegnate a Peschiera), tuttavia, Carlo Alberto commise l’errore di comandare il ripiegamento alle posizioni di partenza, in attesa della caduta della fortezza assediata.
Tale inopinata decisione rese sterile quest’ultima vittoria e segnò, anzi, la fine dell'iniziativa sarda. Ciò che avrebbe consentito all'esercito asburgico di riprendere a manovrare.
[modifica] La battaglia
Mentre le truppe piemontesi assediavano Peschiera del Garda, gli Austriaci, guidati dal maresciallo Radetzky, uscirono dalla fortezza di Mantova, decisi a sfondare l'esile linea retta dal Corpo di Spedizione toscano e piombare sull'esercito piemontese a Goito, prendendolo alle spalle.
La divisione toscana del generale De Laugier, di stanza a Le Grazie, disponeva solamente di 11 cannoni ed era composta di circa 6000 uomini fra i quali, oltre ai circa 450 volontari universitari pisani e senesi, due compagnie di granatieri e due battaglioni napoletani, uno di forze regolari e uno di volontari. De Laugier divise le sue forze schierandone metà a Curtatone e metà a Montanara, tenendo come riserva le compagnie dei granatieri.
Le truppe imperiali si diressero verso Curtatone con due brigate composte complessivamente da 8500 uomini e 24 cannoni e verso Montanara con altre due di 8000 uomini e 22 cannoni, mentre una quinta brigata con circa 5000 effettivi, si diresse verso San Silvestro per aggirare gli italiani a Montanara.
A Curtatone, nonostante la grande inferiorità, gli italiani combatterono con valore, trattenendo gli austriaci per l'intera giornata e ritirandosi alla fine verso Goito, per evitare l'accerchiamento. A Montanara invece, gli italiani dopo avere resistito a numerosi assalti, furono soverchiati e aggirati dagli austriaci. Un gran numero di essi fu fatto prigioniero e solamente pochi riuscirono a ritirarsi, scampando all'accerchiamento.
Il corpo di spedizione toscano soffrì gravi perdite (168 morti, 500 feriti, e circa 1200 prigionieri).
Nonostante la vittoria degli Austriaci, la strenua resistenza permise all'esercito piemontese di riorganizzarsi; il giorno seguente infatti i Piemontesi uscirono vittoriosi nella Battaglia di Goito.
Dal punto di vista militare la battaglia di Curtatone e Montanara fu un evento tutto sommato secondario della guerra fra Piemonte ed Austria, ed anche la vittoria di Goito sarebbe stata presto superata dalla ben più amara sconfitta di Custoza. Tuttavia questa battaglia assunse subito un significato ideale che trascendeva la sua importanza militare, trasformandosi in un simbolo. Giovani volontari male equipaggiati ed armati, non addestrati, in gravissima inferiorità numerica, avevano tenuto testa per un intero giorno ad uno dei più potenti e addestrati eserciti europei, dimostrando tutto il valore della gioventù della nascente nazione italiana
[modifica] Studenti e Professori pisani
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- Ottaviano Fabrizio Mossotti - Comandante Battaglione Universitario
- Leopoldo Pilla - Capitano
- Carlo Matteucci
- Andrea Ranzi - Capitano
- Giuseppe Montanelli
- Raffaele Piria - Capitano
- Riccardo Felici
- Giovan Battista Giorgini - Capitano
- Alessandro Corticelli - Capitano
- Luigi Pacinotti - Capitano
- Carlo Burci - Capitano
- Cesare Bertagnini - Capitano
- Onorato Bacchetti - Capitano
[modifica] Studenti livornesi
1a. Compagnia:
- Benelli Luigi
- Carega Francesco
- Grabau Lodovico
- Maggi Ranieri
- Massa Giacomo
- Peruccetti Paolo
2a. Compagnia:
- Azzati Enrico
- Caffarelli Michele
- Chiellini Olinto
- Ferrari Pietro
- Gherardi Gherardo
- Lucherini Tito
- Martolini Guglielmo (capitano)
- Mazzinghi Daniele
3a. Compagnia:
- Conti Ilio
- Montalcino Abramo
- Santoni Eugenio
4a. Compagnia:
- Bernini Riccardo - Studente di Medicina
[modifica] Studenti pratesi
- Becagli Annibale
- Becagli Vincenzo
- Beltrami Pietro*
- Bigagli Raffaello
- Boeldi Fortunato
- Bianchi Antonio
- Ceri Antonio
- Ciardi Egisto
- Ciardi Tito
- Civinini Enrico
- Cocchi Michelangelo
- Conti Luigi
- Gelli Pietro
- Godi Evenerio
- Livi Carlo
- Livi Giuseppe
- Mazzoni Evaristo
- Mazzoni Rodolfo
- Moschi Massimo
- Nuti Tommaso
- Pacini Cesare
- Pecori Stefano
- Pelagatti Pasquale
- Rubbieri Ermolao
- Senatori Stefano
- Tacconi Giovanni
[modifica] Bibliografia
- Carteggi di Cesare Guasti Di Cesare Guasti, Francesco De Feo
- Mario Grevi, Volontari Universitari, Rievocazione della Battaglia di Curtatone e Montanara (29 maggio 1848), Ediz. Bur Scibis, Roma
- Memorie storiche di un veterano, Battaglia di Curtatone e Montanara., Pubblicazione settimanale, Siena, G. Mucci, 1876
- Natale Rauty, Lettere da Curtatone e Montanara., Società pistoiese di storia patria, Pistoia, 1996
- Alberto Baldini, La Guerra del 1848-49 per l’Indipendenza d’Italia, Tiber, Roma, 1930

