Eusebio Bava

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sen. Eusebio Bava
Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
Senato del Regno d'Italia
Eusebio Bava.gif
Luogo nascita Vercelli
Data nascita 6 agosto 1790
Luogo morte Torino
Data morte 30 aprile 1854
Professione Militare di carriera
Legislatura I legislatura del Regno di Sardegna
Data 3 aprile 1848
Incarichi parlamentari

Commissioni:

  • Membro della Commissione di finanze (27 novembre 1850-27 febbraio 1852) (9 marzo 1852-21 novembre 1853) (28 dicembre 1853-29 maggio 1855)
  • Membro della Commissione per l'esame del progetto di legge sul reclutamento militare (5 febbraio 1851)

Deputazioni:

  • Membro della Deputazione per conferire colla Camera intorno alle solenni esequie a Re Carlo Alberto (1849)
  • Membro della Deputazione per complire la duchessa di Genova (1850)
  • Membro della Deputazione per complire Sua Maestà in occasione del capodanno (1853)
Pagina istituzionale

Giovanni Battista Eusebio Bava (Vercelli, 6 agosto 1790Torino, 30 aprile 1854) è stato un generale e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1802 entrò a far parte dell'esercito napoleonico e in esso, fino al 1815, raggiunse il grado di capitano. Dopo la caduta di Napoleone, tornò in Piemonte e entrò a far parte dell'esercito sabaudo. Non partecipò ai moti costituzionali del 1821 e rimase fedele alla monarchia.

Comandante del I Corpo d'Armata in occasione della guerra contro l'Austria, assieme agli altri responsabili della condotta strategica piemontese (ossia il re, e i generali Antonio Franzini e Ettore Gerbaix De Sonnaz) non capì che il feldmaresciallo austro-ungarico Josef Radetzky era in completa sua balia dopo le Cinque giornate di Milano e consentì al suo esercito di rifugiarsi incolume nel Quadrilatero, limitandosi a tallonarlo sul Mincio. La sua mancanza d'iniziativa, a detta dello stesso generale austriaco, evitò la perdita totale del Lombardo Veneto per il governo imperiale. In ogni caso, le sue idee sullo svolgimento della campagna, non prive di chiarezza, vennero spesso frustrate e modificate da Franzini e dallo stesso Carlo Alberto, vanificandole, causando le ire di Bava (noto per la sua irascibilità)[1].

Combatté peraltro vittoriosamente nel mantovano durante la stessa prima guerra di indipendenza, vincendo le battaglie di Governolo e Goito. Dopo le sconfitte di Sommacampagna e Custoza ritenne ormai indispensabile salvare l'esercito piemontese, ritirandolo sul Ticino per preservarlo e evitarne la distruzione.

Nei mesi che precedettero la campagna di Novara, Bava si trovò a essere nominato "generale in capo" dell'esercito, ma, messosi in urto sia con Carlo Alberto sia con gli elementi democratici (allora al potere in Piemonte), venne rimosso dall'incarico e nominato ispettore generale dell'esercito[2].

Nel 1848 fu nominato senatore.

È sepolto nel Cimitero monumentale di Torino.

Lo storico militare Piero Pieri lo definì "l'unico generale innegabilmente d'un certo rilievo", e sosteneva che, malgrado i suoi difetti e le sue limitazioni, a suo parere Bava era pur sempre il miglior comandante d'armata che il Piemonte aveva prodotto nel periodo risorgimentale[3].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze sabaude[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia
— 1815
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 1815
Commentatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Commentatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 1844

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di San Giuseppe (Granducato di Toscana) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di San Giuseppe (Granducato di Toscana)

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune di Torino gli ha dedicata una via nel quartiere Vanchiglia.

Incarichi di Governo[modifica | modifica wikitesto]

Regno di Sardegna post 4 marzo 1848 - Regno d'Italia:

  • Ministro della guerra e marina (7 settembre-2 novembre 1849)

Riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Piero Pieri, Storia militare del Risorgimento: guerre e insurrezioni, 1962, Giulio Einaudi Editore, Torino

Citazioni[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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  1. ^ Pieri, p. 207-8
  2. ^ Pieri, p. 269-77
  3. ^ Pieri, p. 277-8