Goito

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Goito
comune
Goito – Stemma
La battaglia del ponte di Goito (8 aprile 1848) in una litografia di Stanislao Grimaldi Dal Poggetto (1860 circa).
La battaglia del ponte di Goito (8 aprile 1848) in una litografia di Stanislao Grimaldi Dal Poggetto (1860 circa).
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Mantova-Stemma.png Mantova
Amministrazione
Sindaco Pietro Marcazzan (UdC) dal 27 maggio 2012
Territorio
Coordinate 45°15′00″N 10°40′00″E / 45.25°N 10.666667°E45.25; 10.666667 (Goito)Coordinate: 45°15′00″N 10°40′00″E / 45.25°N 10.666667°E45.25; 10.666667 (Goito)
Altitudine 33 m s.l.m.
Superficie 78,82 km²
Abitanti 10 355[2] (31 dicembre 2010)
Densità 131,38 ab./km²
Frazioni Calliera, Cerlongo, Maglio, Massimbona, Marsiletti, Sacca, Solarolo, Torre, Vasto[1]
Comuni confinanti Cavriana, Ceresara, Guidizzolo, Marmirolo, Porto Mantovano, Rodigo, Volta Mantovana
Altre informazioni
Cod. postale 46044
Prefisso 0376
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 020026
Cod. catastale E078
Targa MN
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 388 GG[3]
Nome abitanti goitesi
Patrono san Pietro
Giorno festivo 29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Goito
Posizione del comune di Goito nella provincia di Mantova
Posizione del comune di Goito nella provincia di Mantova
Sito istituzionale

Goito (Gùit in dialetto alto mantovano[4]) è un comune italiano di 10.355 abitanti[2] della provincia di Mantova in Lombardia.
Fa parte dei comuni dell'Alto Mantovano.

La località è sempre stata un importante snodo viario, vista la sua posizione strategica sulla sponda destra del Mincio, lungo tre direttrici principali: la "strada napoleonica interprovinciale Mantova-Brescia" (poi strada statale 236 Goitese), il percorso che collega Mantova (16 km a sud) e il lago di Garda (26 km a nord) e il tracciato dell'antica via Postumia fra Cremona (65 km a sud-ovest) e Verona (40 km a nord-est).

Il Mincio a Goito.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Alto Mantovano.

Attraversato da nord a sud dal corso del fiume Mincio, tutto il centro abitato di Goito fa parte dal 1984 del Parco regionale del Mincio i cui estesi vincoli, dopo l'intenso sviluppo urbanistico dell'ultimo dopoguerra, ne hanno cristallizzato l'assetto impedendo qualsiasi intervento di rinaturalizzazione e fruizione ambientale delle sponde e mantenendo come unica connessione con il fiume il Ponte della Vittoria che collega il rione destro con il rione sinistro della città. Dal 2005, perciò, è stata decisa la creazione di un "parco urbano" per rivitalizzare le aree prodiere recuperandole all'utilizzo cittadino.[5]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Stando alle fonti tradizionali, Goito venne fondata dai Romani all’inizio del II secolo a.C. (le colonie romane di Mantova e Cremona risalgono rispettivamente al 214 e 218 a.C.) come insediamento difensivo per l'attraversamento del Mincio lungo la via Postumia (che collegava Cremona a Verona). Sul finire del V secolo, dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, divenne una fortezza dei Goti (Ostrogoti, Visigoti o entrambi), dai quali appunto deriverebbe il nome Goito, per essere successivamente conquistata prima dai Longobardi e poi dai Franchi.

La sua cruciale ubicazione geografica lungo il Mincio e la via Postumia ne determinò l'importanza anche in epoca medievale, prima sotto il dominio imperiale (rappresentato dalla potente famiglia Canossa) e poi come libero comune. Nel XV secolo Goito fu contesa da Visconti e Gonzaga finché, dopo la battaglia del 14 giugno 1453, entrò a far parte stabile dei possedimenti del marchese di Mantova Ludovico III Gonzaga, che diede notevole impulso al rilancio dell'economia locale (la costruzione del cosiddetto Naviglio di Goito, il ponte in mattoni sul Mincio e il restauro delle fortificazioni) e vi eresse una propria residenza (cui lavorò anche il Mantegna nel 1463-64) dove morì di peste nel 1478. Nella seconda metà del Cinquecento la città conobbe nuova prosperità con i duchi Guglielmo e Vincenzo I Gonzaga.

Palazzo in piazza Matteotti.

Seguirono il declino della dinastia e la decadenza dei possedimenti gonzagheschi, che nel 1708 furono annessi al ducato di Milano in mani austriache, non prima di aver subito gli ingenti danni del terremoto del 5 luglio 1693 (crollo della borgata del Merlesco, delle mura della rocca e di parte della chiesa parrocchiale). Alla fine del Settecento la città fu conquistata dai francesi e più tardi riconquistata dagli austriaci, ma le più celebri battaglie qui combattute furono quelle della prima guerra di indipendenza: la prima si svolse l'8 aprile 1848 e segnò il battesimo del fuoco per il corpo dei bersaglieri del generale Alessandro La Marmora (gravemente ferito nel corso della battaglia) che conquistarono il ponte sul Mincio sloggiandone gli austriaci; la seconda ebbe luogo sulle sponde del Mincio il 30 maggio 1848 quando l'esercito di Carlo Alberto di Savoia sconfisse gli austriaci in marcia verso Mantova e l'altra sponda del fiume. Dieci anni più tardi, la vittoriosa conclusione della seconda guerra di indipendenza portò all'annessione di Goito e di tutta la Lombardia al regno sabaudo e poi a quello d'Italia (1861).

Estraneo agli avvenimenti della Grande Guerra, pur pagando il suo alto tributo di soldati morti in battaglia o per le ferite riportate, Goito seguì il destino di molti comuni del Nord Italia durante il secondo conflitto mondiale: la liberazione avvenne, con l'ingresso delle truppe alleate lungo la via principale del paese, la mattina del 26 aprile 1945.[6]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[7]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Goito[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Comune di Goito - Statuto.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Pierino Pelati, Acque, terre e borghi del territorio mantovano. Saggio di toponomastica, Castel Goffredo, Cassa rurale ed artigiana, 1996.
  5. ^ "Rapporto ambientale – Comune di Goito", in Variante al Piano Territoriale di Coordinamento del Parco del Mincio del luglio 2008.
  6. ^ In proposito si possono leggere le memorie di Fernanda Gatti (Goito, 1930), che visse da adolescente i drammatici avvenimenti di quei giorni.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Marco Dallabella, Itinerari goitesi: quattro percorsi fra storia, arte e natura, Mantova, 2007.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]