San Giovanni del Dosso
| San Giovanni del Dosso comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Angelo Araldi (Comm.Prefettizio) dal 01/09/2011 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 44°58′0″N 11°5′0″E / 44.96667°N 11.08333°ECoordinate: 44°58′0″N 11°5′0″E / 44.96667°N 11.08333°E | ||||
| Altitudine | 13 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 15,2 km² | ||||
| Abitanti | 1 389[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 91,38 ab./km² | ||||
| Comuni confinanti | Concordia sulla Secchia (MO), Mirandola (MO), Poggio Rusco, Quistello, San Giacomo delle Segnate, Schivenoglia, Villa Poma | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 46020 | ||||
| Prefisso | 0386 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 020058 | ||||
| Cod. catastale | H912 | ||||
| Targa | MN | ||||
| Cl. sismica | zona 3 (sismicità bassa) | ||||
| Cl. climatica | zona E, 2 334 GG[2] | ||||
| Nome abitanti | sangiovannesi | ||||
| Patrono | san Giovanni Battista | ||||
| Giorno festivo | 24 giugno | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di San Giovanni del Dosso nella provincia di Mantova |
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| Sito istituzionale | |||||
San Giovanni del Dosso (San Giuàn dal Dòs in dialetto mantovano[3]) è un comune italiano di 1.313 abitanti[4] della provincia di Mantova in Lombardia.
La località si trova ai confini con la regione dell'Emilia-Romagna e il suo nome attesta la venerazione per il santo patrono del paese. La specifica identifica una caratteristica del luogo: la presenza di un dosso, un piccolo rialzo.
Indice |
[modifica] Geografia fisica
Il territorio del comune risulta compreso tra i 13 e i 16 metri sul livello del mare.
L'escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 3 metri.[5]
[modifica] Storia
Posto nel cuore dell’Oltrepò mantovano, San Giovanni del Dosso sorge nei pressi del corso del Po.
Le origini del borgo sono molto antiche e alcuni studiosi le fanno risalire al periodo della dominazione romana.
Il toponimo Dosso, chiamato anche Dosso della Scaffa o Podium della Scaffa, è stato ritrovato in un documento del 1332 per descrivere la località oggetto di una contesa relativa ai confini tra i signori di Mirandola e Mantova.
Anche in un documento del 1475 di Andrea da Schivenoglia il luogo viene chiamato Dosso della Scaffa verso la Gardignagolla - Gardignola.
La zona, che viene considerata la matrice dell'attuale paese di San Giovanni del Dosso, originariamente era una grande palude.
Ai margini di questa palude si sviluppò, nel Medioevo, il paese di San Giovanni e venne costruita una chiesa matildica sulle cui fondamenta, nel 1616, fu eretta l'attuale parrocchiale dedicata a San Giovanni Battista.[6]
Nell’alto Medioevo notevole importanza ebbe la frazione di Brazzuolo. Posta sul fiume Bondeno, essa rappresentava un punto di controllo della navigazione fluviale, con l'assoggettamento a balzelli. Più recentemente è da ricordare un curioso episodio, avvenuto nel 1878, quando i fedeli di San Giovanni, rifiutando il parroco nominato dal vescovo, elessero con un plebiscito un loro parroco. Lo scisma fu ricomposto soltanto dopo due anni. Nel 1933, San Giovanni, sino ad allora considerata frazione del comune di Quistello, venne dichiarata comune autonomo.
San Giovanni del Dosso è un comune di antichissime origini. Tutto ha inizio da un pozzo di epoca romana scoperto nell'agosto del 1996 nella cava d'argilla Begnarde. All'interno è stata rinvenuta una grande quantità di materiali: vasellame, oggetti in metallo, ossi lavorati, resti lignei di rara importanza, che oggi sono visibili nell'allestimento di archeologia del territorio mantovano presso il Museo Archeologico Nazionale di Mantova. Quattro anni dopo questa scoperta, nell'estate 2000, sono venuti in luce altri elementi all'interno della cava di argilla. Sulla sommità di due rossetti si notavano infatti delle strutture murarie, sigillate da un livello di terreno morboso nero, segno di un periodo di stagnazione dell'acqua al di sopra delle rovine degli edifici. Anche queste testimonianze di vita quotidiana suggeriscono che il luogo fosse abitato almeno dal I secolo a.C. fino al II secolo d.C. e sicuramente in quell'epoca fu abbandonato a causa di una piena del Po. I ritrovamenti delle Begnarde, sia quello del 1996 che quello del 2000, hanno aperto una grande finestra sul passato di quest'area di pianura padana in età romana.
Possiamo immaginare San Giovanni del Dosso come un'area ricca e fertile, costellata da edifici dove aveva luogo sia la vita abitativa che quella produttiva, legata ad agricoltura e artigianato. [7]
[modifica] Le fattorie romane di San Giovanni del Dosso
Oggi come nel più remoto passato, paesaggi e genti hanno dovuto fare i conti con gli ali e bassi del fiume.
L'ultimo allarme dagli argini appartiene alla cronaca recente, e intanto a San Giovanni del Dosso viene alla luce un antico sito romano sommerso nel II secolo d.C. da una delle tante inondazioni.
Tutto ha inizio da un pozzo di epoca romana scoperto nell'agosto del 1996 nella cava d'argilla Begnarde nel comune mantovano.
"All'interno - spiega Elena Maria Menotti, della Soprintendenza archeologica della Lombardia - è stata rinvenuta una grande quantità di materiali: vasellame, oggetti in metallo, ossi lavorati, resti lignei di rara importanza, che oggi sono visibili nell'allestimento di archeologia del territorio mantovano al Museo Archeologico Nazionale di Mantova. Le condizioni in cui le strutture sono state trovate non permettevano la completa leggibilità del complesso architettonico di cui il pozzo doveva far parte, ma alcune tracce di basamenti per pilastri e resti di drenaggio facevano intuire la presenza nei dintorni di un insediamento rustico connesso ad attività agricole e produttive, una sorta di antica fattoria romana all'interno della quale il pozzo assolveva al basilare servizio dell'approvvigionamento idrico".
Quattro anni dopo, nell'estate 2000, a breve distanza sono venuti in luce altri elementi all'interno della cava di argilla. Sulla sommità di due rossetti si notavano infatti delle strutture murarie, sigillate da un livello di terreno morboso nero, segno di un periodo di stagnazione dell'acqua al di sopra delle rovine degli edifici.
Le cime dei due dossetti distano fra loro circa 28 metri, e su di essi sono documentati i resti di due edifici: il primo è una villa abitativa a pianta quadrata, con quattro ambienti e un portico. Davanti alla casa si scopre un pozzo costruito con la stessa tecnica di quello trovato nel 1996. Nel bonificare le pendici del dosso da un consistente strato di laterizi di scarto sono stati ritrovati frammenti di vasi, piatti, vetri e monete.
Anche queste testimonianze di vita quotidiana suggeriscono che il luogo fosse abitato almeno dal I secolo a.C. fino al II secolo d.C. e sicuramente in quell'epoca fu abbandonato a causa di una piena del Po. Poco più a Sud Est è posto un altro edificio porticato, a tutt'oggi solo parzialmente indagato, presumibilmente adibito a deposito di granaglie "È fuori dubbio - afferma Elena Maria Malotti - che i ritrovamenti delle Begnarde, sia quello del 1996, sia quello del 2000, non ancora terminato, hanno aperto una grande finestra sul passato di quest'area di Pianura Padana in età romana.
Possiamo immaginare un'area ricca e fertile, bagnata dalle acque del Po, costellata da edifici dove aveva luogo sia la vita abitativa che quella produttiva, legata ad agricoltura e artigianato.
Poter completare l'indagine con lo scavo nell'area ancora interrata permetterà di avere un più chiaro esempio dell'uso del territorio padano di San Giovanni del Dosso in età imperiale". [8]
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
La chiesa parrocchiale San Giovanni Battista, costruita su fondazioni matildiche, ha subito nel corso del tempo diversi rifacimenti, prima in epoca barocca e successivamente nel 1800. La facciata presenta due corpi laterali più bassi ed è armoniosamente segnata da colonne. All'interno è presente un grande quadro di Giuseppe Bazzani intitolato “Battesimo di Gesù” e risalente al 1737.
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
Il comune di San Giovanni del Dosso ha fatto registrare nel censimento del 1991 una popolazione pari a 1.224 abitanti. Nel censimento del 2001 ha fatto registrare una popolazione pari a 1.180 abitanti, mostrando quindi nel decennio 1991-2001 una variazione percentuale di abitanti pari al -3,59%.
Gli abitanti sono distribuiti in 440 nuclei familiari con una media per nucleo familiare di 2,68 componenti.[5]
[modifica] Cultura
La "Sagra Paesana" nella prima domenica di Luglio e "I Presepiari" nei mesi di Dicembre e Gennaio.
[modifica] Personalità legate a San Giovanni del Dosso
- Dosso Dossi (San Giovanni del Dosso, 1486 – Ferrara, 1542 circa)
[modifica] Economia
L'economia di San Giovanni del Dosso è legata principalmente all'agricoltura ed all'allevamento.
Risultano insistere sul territorio del comune 33 attività industriali con 172 addetti pari al 51,34% della forza lavoro occupata, 22 attività di servizio con 38 addetti pari al 6,57% della forza lavoro occupata, altre 31 attività di servizio con 88 addetti pari al 11,34% della forza lavoro occupata e 6 attività amministrative con 36 addetti pari al 9,25% della forza lavoro occupata.
Risultano occupati complessivamente 335 individui, pari al 28,39% del numero complessivo di abitanti del comune.[5]
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Angelo Araldi (Commissario Prefettizio) dal 01/09/2011 [9]
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
- ^ Pierino Pelati, Acque, terre e borghi del territorio mantovano. Saggio di toponomastica, Asola, 1996.
- ^ Dato Istat all'1/1/2009.
- ^ a b c Il comune di San Giovanni del Dosso - La Lombardia in dettaglio
- ^ La storia di San Giovanni del Dosso - Terre di Matilde (Sistema Po Matilde)
- ^ Il comune di San Giovanni del Dosso - Oltre Po Mantova - Terra dei Gonzaga
- ^ Le fattorie romane di San Giovanni del Dosso - Comune di San Giovanni del Dosso
- ^ http://www.comune.sangiovannideldosso.mn.it/SanGiovanniDosso/Galileobac.nsf/all/97777BEAEF0F0848C1257914003BF166/$FILE/comunicato_stampa_23_settembre_2011.pdf