Volta Mantovana
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| Volta Mantovana | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 91 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 50,31 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 141.17 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Bezzetti, Bussacchetti-Vinandi, Castelgrimaldo, Cereta, Contino, Falzoni, Ferri, Foresto, Gatti, Grazioli Coccole, Martelli, Montagnoli, Montaldo, Paradiso, Reale | ||||||||
| Comuni contigui: | Cavriana, Goito, Marmirolo, Monzambano, Valeggio sul Mincio (VR) | ||||||||
| CAP: | 46049 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0376 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 020070 | ||||||||
| Codice catasto: | M125 | ||||||||
| Nome abitanti: | voltesi | ||||||||
| Santo patrono: | Santa Maria Maddalena | ||||||||
| Giorno festivo: | 22 luglio | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Volta Mantovana è un comune di 7.102 abitanti della provincia di Mantova.
Indice |
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Giuseppe Adami detto Pino (lista civica) dal 08/06/2009
Centralino del comune: 0376 839411
Posta elettronica: sportello.unico@comune.volta.mn.it
[modifica] Storia
Le origini e l'antichità
Situata sulle prime colline moreniche prospicienti la pianura padana, Volta Mantovana ha origini antichissime. I primi insediamenti si possono far risalire alla fase di Polada e alla media età del bronzo, quando si formarono piccole comunità sulle colline moreniche e lungo il corso del fiume Mincio (Isolone del Mincio). Il territorio, intensamente abitato da popolazioni celtiche, non sfuggì alla penetrazione degli Etruschi ed alla colonizzazione dei Romani, come ci documentano molte testimonianze e vari reperti archeologici riferibili a quelle epoche ed ora custoditi, in prevalenza, nel museo archeologico di Cavriana. Tale situazione è dovuta alla particolare posizione geografica del territorio, posto sulle colline tra il lago di Garda e la pianura, solcato dal fiume Mincio e situato vicino alla Postumia e ai margini settentrionali della centuriazione triumvirale.
La curtis e il castrum
Durante questi secoli ed anche dopo le invasioni delle popolazioni germaniche, gli insediamenti si svilupparono gradualmente, acquistando anche una certa consistenza e importanza tanto che a protezione dei suoi abitanti e delle loro attività economiche sorsero, probabilmente nel IX o X secolo, alcune fortificazioni. Fin dall'alto medioevo, certamente prima del Mille, si andarono strutturando quella curtis e quel castrum che tra la fine del X e gli inizi dell'XI secolo vennero inclusi nel sistema economico e difensivo della potente famiglia Canossa, che estendeva il suo dominio dalla Toscana ai Colli morenici mantovani. Con le donazioni di Beatrice e Matilde di Canossa (1053 e 1073) la corte, il castrum e le terre di Volta, nonché il borgo di Cereta, passarono tra i beni del Vescovo e dei Canonici della Cattedrale di Mantova che ne mantennero il possesso per moltissimi anni.
Il centro fortificato
Nei secoli XI, XII e XIII il paese di Volta risulta formato dal centro fortificato, stretto attorno al mastio e difeso da una cinta di mura, dalla curtis prima canossiana e poi vescovile, dalla Pieve e da alcuni gruppi di case sorte sia dentro che attorno alle mura e lungo le direttrici di accesso al castello. Sparsi nella campagna vi sono piccolissimi agglomerati di case, fattorie abitate da coloni intenti a dissodare e far produrre la terra. In questo periodo si va organizzando come comunità distinta il paese di Cereta, con una propria chiesa e con proprie magistrature: infatti, i due borghi formano due comuni, o meglio "Communitates", e sono governati da consoli e sindaci diversi Entrambi, comunque, sono politicamente sottomessi al comune di Mantova che, alla morte della Gran Contessa nel 1115, assume il potere e la gestione politica gestione del territorio mantovano. Costretto a subire anche distruzioni e devastazioni in conseguenza delle lotte interne tra le varie famiglie nobili mantovane, Volta rimane comunque sotto il dominio della signoria dei Bonacolsi e poi dei Gonzaga, come parte integrante dello stato mantovano; unica eccezione è costituita dalla cessione, per brevissimo tempo, al dominio veneto, assieme ad altri castelli, come pegno per un prestito concesso ai Gonzaga. Questi procedono, varie volte alla riorganizzazione del centro fortificato, risistemando le mura e le torri e organizzando la difesa del territorio: nel centro fortificato risiede il vicario che controlla e amministra tutta la zona per conto dei signori di Mantova. A ricoprire questo incarico, nei primi anni del 1500 viene chiamato Giovanni Battista, di quella nobile famiglia dei Guerrieri che per molti secoli manterrà un fortissimo legame con Volta.
Palazzo Gonzaga
Alla metà del 1400 Ludovico Gonzaga e la moglie Barbara di Brandeburgo fanno costruire all'interno del centro fortificato un loro palazzo, dove sia essi stessi che i propri figli e nipoti si recano per riposarsi dalle fatiche del governo e per riprendersi durante l'imperversare della cattiva stagione o, peggio ancora, delle malattie che spesso assalgono la città.
I conventi dei Francescani e delle Orsoline
Nel 1600 sorgono due conventi, quello dei Francescani sul monte da sera e quello delle Orsoline, poi Domenicane, all'interno del borgo fortificato: essi sono soppressi con l'arrivo in Italia delle truppe napoleoniche e con l'affermarsi della Repubblica Cisalpina.
Volta diventa paese di confine
Passata sotto il dominio austriaco, Volta viene interessata dalle guerre di indipendenza italiane: il 26 e 27 luglio vi si svolge una battaglia tra le truppe austriache e i soldati di Carlo Alberto. Nel palazzo Gonzaga Guerrieri il re di Sardegna emana, l'11 aprile 1848 il decreto che assegna la nuova bandiera tricolore alle sue navi da guerra e a quelle della marina mercantile. Sempre qui il 24 giugno 1859 l'imperatore d'Austria Francesco Giuseppe assiste alla ritirata del suo esercito sconfitto a Solferino, mentre nella terza guerra di indipendenza vi risiede il comando di alcuni corpi d'armata dell'esercito italiano. Da ricordare che dopo la seconda guerra di indipendenza Volta diventa paese di confine, inglobando nel proprio territorio anche la frazione di Borghetto. Tra i cittadini illustri di Volta va ricordato Ivanoe Bonomi, politico di grande prestigio che ha dato un contributo importante alla vita politica dell'Italia democratica.
Fonti archivistiche per la storia di Volta Mantovana
Oltre all'Archivio Storico di Mantova e all'Archivio Storico della Diocesi di Mantova si segnala:
- Archivio Commissariato distrettuale di Volta (presso ASMN, non ordinato, c.1816-1859)
- Archivio della pretura di Volta (non è conosciuta la collocazione)
- Archivio comunale di Volta (dal 1822 c. in poi)
- Archivio Congregazione di Carità (+Eca- presso Archivio comunale di Volta)
- Archivio Ospedale Civile di Volta 6- Archivio parrocchiale di Volta
- Archivio parrocchiale di Cereta (depositato in gran parte presso l'Archivio diocesano)
- Archivio Guerrieri-Cavriani: venduto all'asta; alcuni faldoni presso l'Archivio Comunale di Volta, altri presso privati)
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 


