Guido Bonatti

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Guido Bonatti in una incisione del Cinquecento
Guido Bonatti in una incisione del XVIII secolo

Guido Bonatti (Forlì, 1210 circa – 1296 o 1300) è uno dei più famosi astronomi e astrologi del XIII secolo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Non sono note con esattezza né la data di nascita, avvenuta agli inizi del XIII secolo (secondo alcune fonti la nascita sarebbe da collocare nel 1210), né quella di morte, collocabile probabilmente fra il 1296 ed il 1300.

Nel 1233 affrontò con successo, a Bologna, una disputa col frate Giovanni Schio da Vicenza, che sosteneva la non scientificità dell'astrologia. In una seconda disputa, a Forlì, quella col francescano Ugo da Reggio, detto Ugo Paucapalea, Bonatti ebbe invece la peggio, tanto che le fonti dicono che non osò più farsi vedere in pubblico finché Ugo rimase in città.

Fu consigliere, in quanto astrologo e mago, di Guido Novello da Polenta e Guido da Montefeltro. Fu al servizio anche dei comuni di Firenze, Siena e Forlì.

È stato anche ipotizzato che fosse al servizio o intimo dell'imperatore Federico II di Svevia[1], e di Ezzelino da Romano, dal momento che la tradizione gli attribuisce, dall'alto della sua torre di Forlì, l'osservazione di una serie di straordinari presagi, astronomici e meteorologici, attraverso i quali, nel 1246, fu in grado di formulare una divinazione e confermare le voci di una congiura con cui il Papa Innocenzo IV mirava ad assassinare la persona di Federico e del suo alleato, in quella sedizione che sarebbe poi sfociata nell'epilogo di Capaccio[2].

Nel 1260 Bonatti risultò come testimone di una lega tra Firenze e Siena. In quell'occasione predisse la vittoria dei ghibellini alla Battaglia di Montaperti, guadagnando molta fama dopo che questa si avverò.

Nel 1282, il Papa Martino IV inviò un agguerrito esercito di francesi contro la città di Forlì, rimasta forse l'ultima roccaforte ghibellina in Italia. I Francesi, dopo aver a lungo assediato la città, furono infine pesantemente sconfitti, anche grazie all'abilità strategica di Guido da Montefeltro, allora a capo delle milizie forlivesi, e del suo consigliere, appunto Guido Bonatti: l'episodio della battaglia di Forlì è ricordato da Dante Alighieri, che di Forlì dice: "la terra che fe' già la lunga prova e di Franceschi sanguinoso mucchio" (Inferno, XXVII, 43-44), mentre Bonatti stesso è messo all'Inferno (Inferno, XX,118). Bonatti aveva il proprio laboratorio nella cella campanaria dell'Abbazia di San Mercuriale e, secondo la memoria storica della città, sembra che dall'alto del campanile abbia guidato la resistenza forlivese contro i francesi. Secondo alcune fonti, pare aver predetto anche il proprio ferimento durante l'assedio, cosa che si avverò.

Intorno all'anno 1277, scrisse un grande trattato di astronomia, e astrologia, dal titolo Liber decem continens tractatus astronomiae, di cui esistono vari esemplari e vennero pubblicate diverse edizioni a stampa: come nel 1491, nel 1506, nel 1550. Il che dimostra il credito e l'interesse che il testo suscitò nei secoli successivi. Sorvolando sulle implicazioni matematiche, vi esponeva gli elementi basilari dell'astronomia tolemaica, aggiungendovi i risultati delle proprie ricerche ed osservazioni: come riferisce il Tabanelli (a p. 38), Bonatti si attribuiva il merito di aver "individuato 700 stelle, delle quali, fino ad allora, non si aveva avuta ancora conoscenza".

Del resto, sembra che un pregio indiscusso fosse quello della chiarezza (non facile da trovare in argomenti astronomici ed astrologici): il cronista Giovanni Villani riferisce che l'esposizione era così piana da farsi intendere perfino a delle "fanciulle".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cesare Vasoli, BONATTI, Guido, Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani
  2. ^ Errico Cuozzo, Congiura di Capaccio (1246), Enciclopedia Federiciana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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