Luigi Berlinguer

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Luigi Berlinguer
LuigiBerlinguer1.JPG

Ministro della Pubblica Istruzione
Durata mandato 17 maggio 1996 –
25 aprile 2000
Presidente Romano Prodi
Massimo D'Alema
Predecessore Giancarlo Lombardi
Successore Tullio De Mauro

Ministro dell'Università e della Ricerca Scientifica
Durata mandato 28 aprile 1993 –
4 maggio 1993
Presidente Carlo Azeglio Ciampi
Predecessore Alessandro Fontana
Successore Umberto Colombo

Componente del Consiglio Superiore della Magistratura
Durata mandato 2002 –
2006

Dati generali
Partito politico Partito Democratico (dal 2007)
Precedenti:
PCI (fino al 1991)
PDS (1991-98)
DS (1998-2007)
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Docente universitario
on. Luigi Berlinguer
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Partito PCI (IV), PDS (XII-XIII), DS (XIII)
Legislatura IV, XII, XIII,
Gruppo Partito Comunista It. (IV), Progressisti - Federativo (XII), Dem. di Sin. - L'Ulivo (XIII)
Coalizione Progressisti (XII), L'Ulivo (XIII)
Pagina istituzionale
Luigi Berlinguer
Monogramma del Parlamento Europeo
Unione europea
Parlamento europeo
Partito Partito Democratico
Legislatura VII
Gruppo Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici
Coalizione col Partito del Socialismo Europeo
Circoscrizione Italia nord-orientale

Luigi Berlinguer (Sassari, 25 luglio 1932) è un politico italiano. Laureato in giurisprudenza, è stato per anni docente universitario, all'Università degli studi di Siena.

È stato Ministro della Pubblica Istruzione dal maggio 1996 all'aprile 2000.

È cugino di Enrico, storico segretario del PCI, Partito Comunista Italiano e di Giovanni Berlinguer; è legato da parentela (più lontana) anche con Francesco Cossiga.

Nell'aprile del 2009, all'età di 77 anni, accetta la candidatura al Parlamento Europeo per il PD come capolista per la circoscrizione Nord Est. Nel 2010 ha firmato il manifesto del Gruppo Spinelli per un'Europa federale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Luigi Berlinguer nasce a Sassari il 25 luglio 1932 da una famiglia di tradizione repubblicana e antifascista. Dopo aver compiuto gli studi classici nel Liceo "Azuni", si laurea nel 1955 in giurisprudenza con 110/110 e lode e con dignità di stampa.

Diventa subito assistente volontario di Antonio Era, a sua volta allievo di Enrico Besta, specialista di storia delle istituzioni giuridiche della Sardegna e del diritto catalano-aragonese. Presso la cattedra di storia del diritto italiano dell'Ateneo sassarese consegue nel 1959 il posto di assistente ordinario.

Dopo un'intensa parentesi di ricerca nel Regno Unito, pubblica i suoi primi studi, concentrati sulla storia del diritto del mare e sul giurista che tra il XVIII e il XIX secolo contribuì all'affermarsi del moderno diritto del commercio: Domenico Alberto Azuni, del quale traccia un ampio profilo attraverso una approfondita ricognizione degli archivi italiani ed europei in quella che sarà la sua prima monografia.

Pubblica in questa prima fase anche un altro volume, sui progetti di codice di commercio del Regno d'Italia 1807-1808, che costituisce per l'epoca un contributo alla storia delle codificazioni napoleoniche in Italia.

Ed è dallo studio delle codificazioni ottocentesche che deriva quella sensibilità verso una concezione rinnovata della storia del diritto che pur nella tradizionale prevalenza dello studio del diritto comune, della tradizione medievale e dell'umanesimo giuridico non può esaurirsi in esso, deve anzi necessariamente aprirsi anche alle consolidazioni settecentesche, al costituzionalismo e alle codificazioni contemporanee, alla storia del diritto più recente. In quest'ambito si collocherà nel 1974 lo stimolante contributo Considerazioni su storiografia e diritto (in “Studi storici”, XV, 1974, n. 1) messa a punto critica e non convenzionale sul metodo dell'insegnamento e sui risultati della ricerca nel campo della storiografia giuridica in Italia.

Si svolge frattanto la sua esperienza politica, che proseguirà parallela agli studi anche negli anni successivi. Segretario provinciale e regionale della Federazione giovanile comunista sarda, membro dal 1952 della direzione nazionale della stessa organizzazione, viene eletto consigliere comunale di Sennori (un piccolo centro della provincia di Sassari) dal 1956 al 1960, e sindaco dello stesso comune nel 1960-64. Consigliere provinciale nelle liste del Partito comunista italiano (dal 1956), è deputato del PCI per la Sardegna nella quarta legislatura 1963-68, membro della Commissione Affari costituzionali della Camera, impegnato in modo particolare sui temi della riforma della scuola e dell'università.

La fine di questa prima fase di impegno nelle istituzioni coincide con il rientro a pieno titolo nell'università. Data in questo periodo l'incontro con Domenico Maffei, alla cui scuola affinerà le doti storiografiche e filologiche. Maffei è stato infatti determinante nella formazione di Luigi Berlinguer studioso, grazie alla sua enorme competenza professionale ed alla costante opera di cura e di insegnamento del giovane storico del diritto.

Nel 1968 consegue la libera docenza in storia del diritto italiano e in quell'anno accademico è professore incaricato di esegesi delle fonti del diritto italiano nell'Università di Sassari. Nel 1969-70 si trasferisce presso l'Università di Siena. Ma, dopo un anno da professore incaricato, vinto il concorso a cattedra, è subito chiamato (1970) al suo antico ateneo sassarese.

A Sassari, dove ricopre temporaneamente anche gli incarichi di esegesi delle fonti del diritto italiano e di storia delle istituzioni politiche, viene eletto preside della facoltà di giurisprudenza (1972) e contribuisce in modo incisivo alla costruzione del nuovo corso di studi in scienze politiche, nato come corso di laurea della facoltà giuridica. Nel 1973 viene chiamato a Siena (facoltà di giurisprudenza, cattedra di esegesi delle fonti del diritto italiano, poi dal 1988 di storia del diritto italiano), dove i suoi interessi si concentreranno ulteriormente verso la storia del diritto moderno, segnatamente quello commerciale, penale e delle codificazioni.

A Siena compie un'altra importante esperienza amministrativa come membro della Deputazione amministratrice del Monte dei Paschi (1970-75). Dal 1971 al 1984, assunta la direzione della rivista “Democrazia e diritto” imprime al periodico una vivace apertura verso i temi della riforma delle istituzioni e dell'amministrazione, chiamando a collaborarvi soprattutto la nuova generazione dei giuristi progressisti italiani. Anche in virtù di questo impegno, dal 1982 al 1985 è incaricato di dirigere la commissione per la riforma della pubblica amministrazione istituita dalla direzione del Pci. Dal 1975 è eletto nelle liste comuniste consigliere regionale della Toscana, carica che mantiene sino al 1982.

Nel frattempo ha diretto (1972-77) il gruppo di ricerca CNR sulla storia dei partiti popolari in Sardegna, nel cui ambito saranno pubblicati alcuni innovativi studi sulla storia politica dell'isola in età contemporanea. Nell'ambito dell'ateneo senese fonda il Dipartimento di studi politici e di storia politico-giuridica, divenendone il direttore nel triennio 1984-87. Dal 1982 è a Siena membro della Commissione di ateneo. Membro della commissione tecnico-scientifica del Dipartimento della funzione pubblica per la riorganizzazione della Scuola superiore della pubblica amministrazione (1988), è nominato in questo periodo membro del Consiglio superiore della pubblica amministrazione.

Negli anni Ottanta si colloca anche il suo impegno nell'ambito della ricerca CNR sulla “Leopoldina” (“Criminalità e giustizia criminale nelle riforme del ‘700 europeo”), ambiziosa iniziativa capace di raccogliere studiosi italiani e stranieri e culminata in una sequenza di prestigiosi volumi che, nell'insieme, danno un quadro esaustivo sul diritto e sulla giustizia criminale del Settecento europeo.

Dal 1985 è eletto rettore dell'Università di Siena, carica che manterrà sino al 1994 imprimendo a quell'ateneo una rinnovata modernizzazione e inserendolo in modo marcato in un'importante rete di collegamenti internazionali. Dal 1989 al 1994 è anche il segretario generale della Conferenza permanente dei rettori italiani. L'esperienza di rettore e quella di segretario generale gli consentono di esercitare un'indubbia influenza sugli indirizzi riformatori di quegli anni, contribuendo da protagonista all'elaborazione della svolta dell'autonomia universitaria e alla messa in cantiere delle successive riforme tese ad adeguare il quadro italiano a quello della comunità europea. Nel corso di quegli stessi anni è membro del Consiglio nazionale della scienza e della tecnologia (CNST), presidente del Consiglio dei rettori nel Consorzio per le università a distanza (CUD), presidente del Consorzio per la cooperazione allo sviluppo e la formazione nei Paesi in via di sviluppo (CONICS), presidente del Consorzio Siena-Ricerche.

È inoltre dal 1986 membro della Commissione ministeriale per lo sviluppo dell'università.

Luigi Berlinguer a Bergamo, 2013

Prosegue frattanto la sua attività scientifica, sempre più attratta dai nuovi temi della riforma istituzionale e costituzionale. Gli scritti degli anni settanta e ottanta del XX secolo vertono sul Parlamento, sullo Stato delle autonomie (Regioni a statuto ordinario, enti locali), sul ruolo dei partiti nella democrazia di massa, sulle riforme istituzionali, sul garantismo e i diritti dei cittadini, infine sull'autonomia degli ordinamenti universitari e sulle riforme organizzative degli atenei. In particolare, nel 1991 pubblica negli Scritti in onore di Domenico Maffei un saggio sull'autonomia universitaria tra la Legge Casati e la riforma Gentile. Nel 1998 cura, con Antonello Mattone, nella Storia d'Italia. Le regioni dall'Unità ad oggi, il volume dedicato alla Sardegna.

Nel 1993, lasciando il rettorato di Siena, accetta la designazione a ministro dell'Università e della ricerca scientifica offertagli dal Presidente del Consiglio dei ministri Carlo Azeglio Ciampi. Ma si dimette immediatamente dall'incarico, insieme al collega Visco, per sopravvenute difficoltà politiche. Nel 1994 si candida alla Camera come capolista progressista nella circoscrizione della Toscana. Eletto, torna a far parte della Ia Commissione Affari costituzionali e assume la guida del gruppo dei deputati “progressisti-federativo”.

Ricandidatosi nel 1996, viene eletto nel collegio di Firenze 1. Nel 2000-2001 è presidente della XIV commissione permanente della Camera “Politiche dell'Unione europea”. Poi, nel 2001, è eletto al Senato della Repubblica nel Collegio di Pisa, chiamato a far parte della VII Commissione permanente Istruzione pubblica e ricerca e della Giunta per gli affari delle comunità europee.

Dal 1996 al 1998 assume nel primo governo Prodi la guida del Ministero della pubblica istruzione e, ad interim, di quello dell'Università e della ricerca scientifica e tecnologica, per proseguire poi nei successivi governi sino al 2000 come ministro della Pubblica istruzione. Nel corso della sua attività di governo tenderà a introdurre nel campo dell'istruzione e della ricerca innovazioni profonde, tutte all'insegna dell'adeguamento alle esigenze nuove di una società in rapida trasformazione, sempre più integrata nella cornice europea e mondiale e segnata dall'economia della conoscenza. Rifletterà su questa fase nel volume La nuova scuola (Laterza, 2001). È sua la formulazione del nuovo esame di maturità, in vigore dal 1999.

Nel 2002, mentre è ancora nel pieno della attività parlamentare al Senato, viene eletto dal Parlamento come membro laico del Consiglio superiore della magistratura per il quadriennio 2002-2006 con 615 voti in quota DS. Nel nuovo incarico mette a frutto sia le sue profonde conoscenze giuridiche sia la sua vasta esperienza delle istituzioni, nonché la spiccata sensibilità per i temi dell'Europa unita. In questa prospettiva, in particolare, favorisce la nascita della Rete europea dei Consigli di giustizia (ENCJ), che raggruppa le rappresentanze degli organi di autogoverno della magistratura negli Stati membri dell'Unione Europea. Dal 2004 al 2007 è il primo presidente della Rete.

Attualmente è, presso il Ministero della pubblica istruzione, presidente dei comitati di nuova istituzione per la diffusione della musica e della cultura scientifica e tecnologica nelle scuole superiori.

Dal 2007 è Presidente della Commissione di Garanzia del Partito Democratico.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

La rilevante attività accademica gli è valsa l'attribuzione di vari riconoscimenti, tra i quali la Laurea honoris causa Legum Doctoris nell'Università di Toronto; la Laurea honoris causa nell'Universidad Nacional de La Plata; la Laurea honoris causa dell'Université René Descartes di Parigi (Paris V); la Laurea honoris causa nell'Universidad de Buenos Aires; la Laurea honoris causa in scienza della formazione nell'Università di Roma III.

Onorificenze italiane[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— 27 dicembre 1992[1]
Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 2 giugno 1986[2]
Medaglia d'oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell'arte
— 2 giugno 1988[3]

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gran Croce al Merito con placca e cordone Ordine al Merito di Germania - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce al Merito con placca e cordone Ordine al Merito di Germania
— 1998
Cavaliere dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Legion d'Onore
— 2005

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicazioni
  • Alcuni documenti sul moto antifeudale sardo nel 1795-'96, in “La Sardegna del Risorgimento”, a cura del Comitato Sardo per le celebrazioni del Centenario dell'Unità, Gallizzi, Sassari 1962, pp. 1–34
  • Ricordo di Antonio Era, in “Ichnusa”, X (1962), n. 3-4, pp. 129–132
  • Storia antica e moderna, in Sardegna. Un popolo una terra a cura di F.M. Stevani, vol I, Istituto Editoriale Italiano, Milano 1963, pp. 331–397
  • D.A. Azuni e gli Stati Uniti d'America, in “Studi Senesi”, 1964, II pp. 151–196
  • Alle origini della questione sarda, in “Studi sardi”, XX, 1966, pp. 1–9
  • D.A. Azuni giurista e politico (1749/1827). Un contributo bio-bibliografico, Giuffrè, Milano 1966, pp. XIV-291
  • Sui progetti di codice di commercio del regno d'Italia (1807/1808), Giuffrè, Milano 1970, pp. 168
  • Giustizia e potere, in “Democrazia e diritto”, XII, 1971, 4, pp. 425–431
  • Considerazioni su storiografia e diritto, in “Studi Storici”, XV, 1974, I, pp. 3–56
  • Fermenti di democrazia istituzionale nella Resistenza italiana, in “Fascismo, lotta di liberazione, dopoguerra”. Comitato Regionale per il 30º Anniversario della resistenza e liberazione dell'Italia, Regione Toscana, Firenze 1975 pp. 176–197
  • Strumenti giuridici per la moralizzazione della vita pubblica, XI Convegno Nazionale, Comitati di azione per la Giustizia, Reggio Emilia, 24-26 ottobre 1975, pp. 3–11
  • Democrazia e diritto. I compiti attuali della cultura giuridica marxista. Relazione di apertura. Bari, De Donato, pp. 31–57
  • Riqualificazione del soggetti di intervento pubblico nell'economia in “Democrazia e diritto”, 1976, I, pp. 183–199
  • Dialettica parlamentare e unificazione politica in “Democrazia e diritto”, 1976, pp. 454–474
  • Una riflessione sulla metodologia della storia in Sardegna, in “Archivio sardo del movimento operaio, contadino, autonomistico”, 1976, 6/7, pp- 1-6
  • Prefazione a G.Fois, E. Pilia, I giornali sardi 1900-1940. Catalogo, Edizioni Della Torre, Cagliari, 1976, pp. 9–13
  • Prefazione F. Manconi, G. Melis, G. Pisu, Storia dei partiti popolari in Sardegna, 1890-1926, a cura di Luigi Berlinguer, Editori Riuniti, Roma 1977, pp. VII-XXVIII
  • I comprensori, in “Dimensioni”, II, 1977, n. 3, pp. 7–21
  • Una filosofia positiva dell'istruzione superiore, in “Città e regione”, 5, 1977, pp. 15–29
  • Intervento in Opocher, Benvenuti, Berti, Cavallari, Gallo, Giustizia e Resistenza, Marsilio, Padova 1977, pp. 178–181.
  • Università di Massa, professioni, dipartimenti, in Achille Occhetto e altri, “Dialogo sul movimento”, De Donato, Bari 1978, pp. 143–162
  • Giorgio Giorgetti: il teorico e il politico, in G.Giorgetti, Note sulla religione nel pensiero marxista e altri scritti politici, Guaraldi Firenze 1977, pp. 127–143
  • Democrazia ed efficienza, unità e autonomia nello sviluppo istituzionale del paese, in “Critica marxista”, 1977, 4-5, pp. 27–66.
  • Chi ha paura della democrazia organizzata, in “Quale riforma dello Stato? La politica istituzionale delle sinistre nel dibattito di Mondoperaio”, “Quaderni di Mondoperaio” 1978, pp. 49–61
  • Il problema dello Stato oggi, in “Democrazia e diritto” n.s. III (1978), n. 1, pp. 5–19
  • Comuni e zone ottimali di intervento. Una nuova geografia istituzionale del governo locale, editoriale in “Democrazia e Diritto”, n.s. III (1978), n. 3, pp. 357–367
  • Il momento delle riforme, in “Democrazia e diritto”, n.s. III, (1978), n. 2, pp. 196–206
  • Presente e futuro delle istituzioni comunitarie, in “Democrazia e Diritto”, 1978, 5/6, pp. 661–683
  • Diritto e politica. Relazione di apertura, Bologna, CLUEB, 1979, pp. 11–20
  • Parlamento e governo: alcune ipotesi di adeguamento della Costituzione in “Democrazia e Diritto”, n.s. VI (1981), n. 3, pp. 11–41
  • Il governo delle aree metropolitane, pp. 135–167, in “Governare la democrazia. Problemi della rappresentanza nelle aree me-tropolitane”, a cura di Silvano Belligni, F. Angeli, Milano 1981
  • Istituzione delle Associazioni Intercomunali, in una pubblicazione con lo stesso titolo, Regione Toscana, Giunta Regionale, Firenze 1981, pp. 11–36
  • Garanzie formali e politicità dello Stato, le istituzioni italiane, in “Critica Marxista”, 4, 1982 (luglio-agosto), pp. 29–52
  • Le regioni fra potere centrale e potere locale, relazione pubblicata dal Consiglio Regionale della Toscana in “Materiali di una ricerca”, Firenze, 1982, p.p. 1.51.
  • L. Berlinguer, Emigrare (con le pecore) in Toscana, in “Ichnusa. Rivista della Sardegna”, I (1982), n. 1, pp. 63–78
  • Sulla sperimentazione didattica ed organizzativa nelle Università, in “Rassegna sulla sperimentazione organizzativa e didattica nelle Università”, pubblicato dal Ministero della Pubblica istruzione Torino-Roma, 1, 1982, pp. 24–31
  • L'autonomia sarda nel sistema italiano delle autonomie, in La Sardegna, a cura di M. Brigaglia, con la collaborazione di A.Mattone e G.Melis, 2, La cultura popolare, l'economia, l'autonomia, Edizioni della Torre, Cagliari, 1982, pp. 67–72, della sezione.
  • Partito di massa e forme snodate di organizzazione, in”Democrazia e Diritto”, 1983, 1, pp. 19–40
  • La riforma istituzionale, in AA.VV, “Innovazioni politiche e trasformazioni sociali nell'Italia degli anni'70”, F.Angeli Editore, Milano, 1983, pp.
  • Dalla parte del cittadino. Amministrazione pubblica e nuovi diritti, in “Democrazia e Diritto”, 1984, nn. 1-2, pp. 167–183
  • La “Leopoldina”. Criminalità e giustizia criminale nelle riforme del Settecento europeo. Ricerche coordinate da Luigi Berlinguer, Milano,
    1. Introduzione a “La Leopoldina”. Criminalità e giustizia criminale nelle riforme del settecento europeo, interventi di Luigi Berlinguer, P. Costa, P. Schiera, M. Mirri, P. Robert, M. Sbricioli, F. Cordero, Giuffrè, Milano, 1990, pp. 1–31
    5. La “Leopoldina” nel diritto e nella giustizia in Toscana, a cura di Luigi Berlinguer e Floriana Colao, Giuffrè, Milano, 1989
    9. Crimine, giustizia e società veneta in età moderna, a cura di Luigi Berlinguer e Floriana Colao, Giuffrè, Milano, 1989
    10. Illuminismo e dottrine penali, a cura di Luigi Berlinguer e Floriana Colao, Giuffrè, Milano, 1990
    11. Le politiche criminali nel xviii secolo, a cura di Luigi Berlinguer e Floriana Colao, Giuffrè, Milano, 1990
    12. Criminalità e società in età moderna, a cura di Luigi Berlinguer e Floriana Colao, Giuffrè, Milano, 1991
  • L'autonomia Universitaria tra legge Casati e riforma Gentile – prime considerazioni, in “Scritti di storia del diritto offerti dagli allievi a Domenico Maffei”, a cura di Mario Ascheri, Padova 1991, pp. 557 577
  • L'autonomia statuti e regolamenti, articolo apparso nel volume “Università oggi: L'avvio di una fase costituente” a cura di Mario Mirri e Duccio Balestracci, F.Angeli editore, Milano 1991, pp. 41–54
  • Autonomia, responsabilità, organizzazione didattica nella nuova università italiana; presentato alla assemblea nazionale “L'Autonomia delle Università: un obiettivo immediato”, Brescia 18-19 dicembre 1992 (N.B. gli atti di questo convegno sono stati editi, non si capisce bene cosa sia?)
  • L. Berlinguer, A.Mattone, L'identità storica della Sardegna contemporanea, in Storia d'Italia. Le regioni dall'Unità a oggi. La Sardegna, a cura di Luigi Berlinguer e Antonello Mattone, Giulio Einaudi Editore, Torino, 1998, pp. XIX-XLVIII
  • La scuola nuova, Roma- Bari, Laterza 2001. pp. XV-180
  • Presentazione a François Dubet, “Perché cambiare la scuola?” Libri Liberi, Firenze 2002, pp.
  • Luigi Berlinguer e Allegra Canepa, Scuole di specializzazione per le professioni legali: prospettive di riforma? in “Il Foro Italiano”, V, (2003), pp. 3–11
  • Educazione a cicli aperti e qualità dell'istruzione nella società della conoscenza; lectio pronunciata il 12 novembre 2004 nell'Aula Magna dell'Università degli Studi Roma Tre in occasione della cerimonia per il conferimento della laurea honoris causa in Scienze dell'Educazione. In “Cadmo”, anno XII, 2, 2004, F.Angeli, pp. 7–15
  • Cinque voci sulla prospettiva europea nella relazione del CSM al Parlamento circa lo stato dell'amministrazione della giustizia nell'anno 2003; commento alla Relazione al Parlamento sullo stato dell'amministrazione della giustizia – anno 2003 - in “Contratto e Impresa / Europa” - 2 anno nono, a cura di F.Galgano e M.Bin, Cedam 2004. pp. 964–970
  • I tempi della giustizia: una priorità assoluta, in “Democrazia e diritto”, n.s. XXX (2005), n. 2, pp. 9–31
  • Università e Città, Una Benefica crescita di qualità in “Il Ponte”, LXII, (2006), n.5-6, pp. 140–164
  • The Bologna Declaration Seven Years Later - Fondazione Calouste Gulbenkian Lisbona 11 luglio 2006 in via di pubblicazione
  • European Views on the Political Future of Universities - The Politics of European Universities, in “The Politics of European University Identity – Political and Academic Perspectives”, Università degli Studi di Bologna, Bononia University Press 2006, pp. 107–128
  • Equity and the Role of Assessment in Italian Educational Policy in “Cadmo”, anno XIV, 2, 2006, F.Angeli, pp. 5–16
  • La tutela dei diritti ed i tempi della giustizia, a cura di Luigi Berlinguer e Giuseppe Santalucia, Rubbettino Editore, Soneria Mannelli, 2006, pp. 289
  • “Un altro modo di apprendere. Scuola di qualità per tutti.” Articolo pubblicato su studi e documentazioni degli ANNALI della pubblica istruzione – Le Monnier Edizione – 115-116/2006, pp. 74– 78
  • Presentazione del documento del Gruppo di Lavoro per lo sviluppo della cultura scientifica e tecnologica. Intervento pubblicato sul volume n. 1 del 2007 degli ANNALI della Pubblica Istruzione – Le Monier Edizione, pp. 1–2
  • Omaggio a LUIGI NONO – “Al gran sole carico d'amore” – Contributo di Luigi Berlinguer – Edizioni Colophon Belluno– 2007, pp. 25–31
  • “Autonomia scolastica: la vera priorità per una scuola dell'equità e della qualità” articolo pubblicato sulla Rivista dell'Autonomia Scolastica, 2007, pp. 1–6
  • “Education, education, education”, In “Italianieuropei” n. 4/2007, pp. 107–116

Note[modifica | modifica wikitesto]

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Giancarlo Lombardi 17 maggio 1996 - 25 aprile 2000 Tullio De Mauro

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