Cugino

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Con il termine cugino si indica in genere il figlio degli zii; in questo caso la parentela è detta cugino di primo grado.

Nel caso dei figli dei cugini dei genitori, si parla di cugino di terzo grado.

Il computo del grado di parentela, secondo il codice civile italiano ha, invece, una diversa denominazione. Quelli che popolarmente sono chiamati "cugini primi" sono, giuridicamente, parenti di quarto grado in linea collaterale, perché bisogna risalire fino allo stipite comune (in questo caso il nonno) senza contarlo, e scendere fino al cugino[1] (tra i cugini Tizio e Caio, il calcolo da effettuare sarà, pertanto: Tizio, padre di Tizio, nonno di Tizio e Caio - che non dovrà essere conteggiato ai fini del calcolo -, padre di Caio, Caio).

Il cugino di secondo grado (primo cugino del genitore) può essere chiamato anche biscugino.

Altri significati[modifica | modifica sorgente]

  • In Italia il termine "cugino" si usava anche in ambito monarchico, infatti il re dava il nome di "cugino" alle persone che avevano l'onorificenza del Collare della Santissima Annunziata.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ art 75 C. c. 2° comma: Nelle linee collaterali i gradi si computano dalle generazioni, salendo da uno dei parenti fino allo stipite comune e da questo discendendo all'altro parente, sempre restando escluso lo stipite.