Matrimonio forzato

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Per matrimonio forzato o matrimonio coatto si intende un matrimonio in cui una o entrambe le persone coinvolte, bambini o adulti, vengono fatte sposare contro la propria volontà.

Matrimonio combinato e forzato[modifica | modifica sorgente]

Innumerevoli paesi conoscono – o hanno conosciuto – la tradizione del matrimonio combinato, da distinguere da quello forzato. Infatti, nel caso del matrimonio combinato, i genitori degli sposi o comunque dei terzi si limitano ad un ruolo guida: la volontà di chi va incontro al matrimonio ha comunque il ruolo decisivo. Il libero consenso degli interessati viene invece a mancare nel caso del matrimonio forzato; siccome questo criterio giuridico funge da confine tra violazione dei diritti umani e non, si tratta di una distinzione citata di frequente.[1][2] La Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo sancisce infatti che:

« il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi »
(Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, Art. 16 §2)

All'atto pratico, la distinzione tra un matrimonio combinato ed uno forzato non è sempre facile. I casi più chiari sono la minaccia e l’uso di violenza contro la persona renitente, il che può sfociare anche nel delitto d'onore, istituzione ancora piuttosto diffusa nel continente africano ed in quello asiatico.[3]

La cultura greco-romana[modifica | modifica sorgente]

Ci sono diversi esempi nella mitologia greca e romana: in Grecia, il rapimento di Persefone da parte di Ade, di Dafne e Leucotoe da parte di Apollo, di Cassandra da parte di Aiace di Locride, di Auge da parte di Eracle, di Andromaca da parte di Ettore e Neottolemo, e di Polissena sempre da parte di Neottolemo, di Climene da parte di Acamante. A Roma, il ratto delle sabine.

Il ritorno del matrimonio forzato nella società globalizzata[modifica | modifica sorgente]

La pratica - che colpisce più le donne che gli uomini - era frequente in passato anche nei paesi di religione cristiana. Svolgeva ad esempio un certo ruolo tra gli aristocratici. Si ricorda a tal proposito che una commedia di Molière, Il matrimonio forzato, (1664) era ancora ispirata a questo tema. È utile anche ricordare che perfino in un passato relativamente recente, in diverse zone dell'Europa mediterranea era abbastanza normale che il matrimonio riparatore potesse essere imposto con l'ausilio dell'intimidazione o della violenza in senso stretto.

Al giorno d'oggi matrimonio forzato è in ogni caso un argomento di sempre maggiore interesse nei paesi industrializzati, dove viene spesso considerato come fenomeno di nuovo schiavismo. In quanto segue, si presentano alcuni esempi:

  • Secondo fonti di polizia nel Regno Unito si avrebbe notizia in quel paese di circa 200 matrimoni forzati all’anno, in cui sono coinvolte per lo più persone originarie dalle aree sudasiatiche. Questo fenomeno va comunque considerato tenendo conto che le etnie in questione costituiscono una considerevole percentuale della popolazione.[4]
  • Non sono rari i casi in cui donne nate in Francia da genitori immigrati vengono costrette all’emigrazione nei paesi d’origine dei genitori, generalmente nel Maghreb. Il Gruppo per l’abolizione delle mutilazioni sessuali stima a 70.000 il numero delle ragazze che nel 2006 erano minacciate di matrimonio forzato, da celebrarsi tanto in Francia, quanto nel paese d’origine.[5]
  • In Germania, il dibattito è particolarmente acceso anche grazie al contributo di scrittrici come Serap Cieli, Seyran Ates e Necla Kelek. I loro lavori descrivono la nascita di un traffico di esseri umani, in entrambe le direzioni, tra la Germania e l'Anatolia, e lo svilupparsi di una società islamica parallela nei quartieri di Berlino.[6] È particolarmente diffuso il caso di ragazze musulmane cresciute in Germania le quali, in occasione delle vacanze, visitano il loro paese di origine per essere poi costrette a sposarsi sul posto. [7]
  • Il matrimonio combinato e per rapimento è tuttora pratica corrente in paesi dove sono molto forti le tradizioni epiche e rurali, come in Kirghizistan. In Kirghizistan, pare che prima del periodo sovietico fosse corrente la pratica del matrimonio combinato, mentre dopo il periodo sovietico si siano diffusi i matrimoni per rapimento. Dopo l'uscita del film "Boz Salkyn" (2007) di Ernest Abdyjaparov ([8])il numero di rapimenti a scopo matrimonio è salito in maniera esponenziale toccando anche le città, laddove prima era rimasto caratteristico delle zone rurali([9]). Il dibattito ha preso avvio nel 2011, dopo che alcune donne sposate a forza si sono suicidate([10]).
  • In Svizzera, nel 2012 il Parlamento si è visto nella necessità di rivedere la propria legislazione per adattarla all'espansione del fenomeno.

Data la gravità del problema, la discussione nell'opinione pubblica è particolarmente complessa. Alcuni punti di discussione sono:

  • Il ruolo delle rispettive religioni nei paesi colpiti dalla piaga. Ad esempio, vengono date diverse interpretazioni in materia di giurisprudenza islamica.
  • La dimensione etica: il fenomeno viene analizzato sia sotto la prospettiva globalizzata dei diritti umani, sia dal punto di vista del relativismo culturale, il quale tende a rifiutare l'universalità di alcuni valori.
  • La questione delle ragioni del fenomeno: secondo un rapporto dell'OSCE, le cause maggiori di matrimoni forzati sarebbero le tradizioni, la povertà e l’ignoranza della legge.[11] Anche l'analfabetismo gioca un ruolo di primo piano, dato che a volte la donna, dopo aver contratto un matrimonio, è ancora all'oscuro del fatto di essere sposata.

Nei vari stati occidentali, si osserva un primo sforzo da parte dell'amministrazione pubblica per fronteggiare il problema.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Consiglio federale svizzero
  2. ^ Linee guida per polizia britannica.
  3. ^ Dichiarazione OSCE, pagina 4.
  4. ^ Linee guida per polizia britannica.
  5. ^ « Les mariages forcés toujours aussi nombreux », Le Figaro, 16 novembre 2006.
  6. ^ Step, il nuovo muro di Berlino.
  7. ^ città di Berlino
  8. ^ Boz Salkyn, scheda IMDB
  9. ^ Thomas Morton, "Bride Kidnapping in Kyrgyzstan", Vice News
  10. ^ Kirghizistan: rapimento della sposa: tradizione o reato?, La Stampa 27/5/2011
  11. ^ Dichiarazione OSCE, pagina 3.