Mariotto Segni

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Monogramma della Camera dei deputati Parlamento Italiano
Camera dei deputati
On. Mariotto Segni
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Luogo nascita Sassari
Data nascita 16 maggio 1939
Luogo morte
Data morte
Titolo di studio
Professione Professore,politico
Partito Patto Segni
Legislatura VII,VIII,IX,X,XI,XII.
Gruppo Misto
Coalizione Pentapartito (dall VII alla XI leg.),Patto per l'Italia (XII Leg.), l'Ulivo (XIII Leg.),Casa delle Libertà (XIV Leg. - Europee 1999).
Circoscrizione Sardegna
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Mariotto Segni detto Mario (Sassari, 16 maggio 1939) è un politico italiano, attualmente professore ordinario nella cattedra di Diritto civile dell'Università degli Studi di Sassari.

Dopo la laurea in legge a Sassari, si trasferì a Padova dove per dieci anni fu docente universitario. Sotto l'egida del padre Antonio, già Presidente della Repubblica e personaggio politico coinvolto nel Piano Solo, fece carriera politica all'interno della Democrazia Cristiana. Fu consigliere regionale, parlamentare nazionale (la prima volta nel 1976) ed europeo.

Indice

[modifica] Biografia

[modifica] L'abbandono della DC e la stagione referendaria

Il 31 luglio 1992 Segni fondò, sull'onda del successo del Referendum abrogativo del 1991, il movimento dei Popolari per la Riforma, poi cofondatore di Alleanza Democratica, per promuovere i referendum per la modifica della legge elettorale da proporzionale in maggioritaria.

Il 23 marzo del 1993 abbandonò la DC, indebolita dall'inchiesta Mani Pulite, per promuovere un referendum che cambiasse la legge elettorale. Grazie all'appoggio di alcuni leader del centrosinistra italiano, tra cui Achille Occhetto, la consultazione che si tenne il 18 aprile del '93 superò il quorum e si concluse con la vittoria del sì. In breve tempo Mario Segni divenne uno dei leader politici più amati ed apprezzati dall'elettorato italiano; secondo alcuni avrebbe potuto facilmente candidarsi come Presidente del Consiglio dei Ministri[senza fonte].

Tuttavia Segni non seppe sfruttare il momento favorevole. Nel 1994 fondò separandosi da AD un nuovo movimento politico, il Patto Segni, che non ebbe molta fortuna. Eletto deputato alle elezioni politiche del 1994 ma solo con il recupero proporzionale (risulta clamorosamente sconfitto nel collegio uninominale di Sassari) alla Camera guidò il Patto Segni verso una linea di netta opposizione al primo governo Berlusconi. Manifestò un'iniziale adesione al progetto dell'Ulivo di Romano Prodi ma ne criticò anche l'eccessivo sbilanciamento a sinistra. In occasione delle elezioni politiche del 1996 portò così il suo partito a federarsi in Rinnovamento Italiano la lista di Lamberto Dini alleata col centrosinistra ma con una caratterizzazione fortemente centrista. Preferì tuttavia non candidarsi direttamente. Segni tornò allora all'insegnamento universitario nel 1996.

[modifica] L'elefantino e il nuovo referendum

Rientrò sulla scena politica nel 1999, anno in cui propose un nuovo referendum al fine di abolire quella quota proporzionale che esisteva nel sistema elettorale (il 25%): vinsero i sì, ma per 150.000 voti il quorum non fu raggiunto. Ci riprovò l'anno successivo, ma anche stavolta non si recò alle urne più del 50% degli aventi diritto.

Alle elezioni europee del 1999 fuse quel che rimaneva del suo partito con Alleanza Nazionale sotto il simbolo dell'elefantino (richiamandosi al Partito Repubblicano americano), nonostante nel 1994 si fosse rifiutato di guidare la nascente coalizione del centro-destra proprio per la presenza di Alleanza Nazionale che, disse, sbilanciava a destra lo schieramento. Il pessimo risultato conseguito in quelle consultazioni (10% delle preferenze) portò alla successiva (e definitiva) divisione tra AN e il "Patto". Mario Segni fu comunque eletto come parlamentare europeo, e nel Parlamento di Strasburgo si occupò soprattutto degli affari costituzionali e dei rapporti tra l'Unione Europea e il Messico.

[modifica] Fuori dai poli, dopo anni di oscillazioni

Tenace sostenitore dell'importanza delle Istituzioni, Mario Segni ha sempre avversato il Berlusconismo, ma, fedele alla sua estrazione di liberale, non volle passare con l'Ulivo in vista delle elezioni europee del 2004. In quegli anni, entrò nel suo movimento anche l'ex presidente del Senato Carlo Scognamiglio, ma il risultato delle elezioni europee non premiò la loro collocazione fuori dai poli (solo lo 0,5% dei voti e nessun seggio).

Mario Segni non si è candidato alle elezioni politiche del 2006, segnate dal ritorno al sistema elettorale proporzionale e dall'eliminazione del voto di preferenza. È tuttavia ancora impegnato per promuovere un ritorno al sistema elettorale maggioritario, nato dal referendum da lui stesso promosso.

In occasione del referendum costituzionale del 2006 Segni si schiera per il "no", contro la riforma voluta dal centrodestra.

Nei primi mesi del 2007 diventa Coordinatore del Comitato promotore del Referendum elettorale guidato da Giovanni Guzzetta. Il 24 luglio dello stesso anno consegna in Cassazione oltre 800 mila firme per la presentazione del Referendum elettorale.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

MPE italiano Gruppo Lista di elezione Partito italiano Area Preferenze
1994 - set 1995

1999 - 2004

PPE-DE

UEN

Patto Segni

AN-PS

Patto Segni

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