Benigno Zaccagnini

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Bandiera italiana
Parlamento Italiano
Assemblea costituente
On. Benigno Zaccagnini

Luogo nascita Faenza
Data nascita 17 aprile 1912
Luogo morte Ravenna
Data morte 5 novembre 1989
Titolo di studio Laurea in Medicina
Professione Medico
Partito Democrazia Cristiana
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Senatore a vita
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Incarichi parlamentari
  • Componente della I Commissione (Affari interni) - I legislatura
  • Componente della V Commissione (Difesa) - I legislatura
  • Componente della IX Commissione (Agricoltura e alimentazione) - I legislatura
  • Componente della Commissione speciale per l'esame dei provvedimenti relativi ai danni di guerra - I e II legislatura
  • Presidente della Commissione parlamentare consultiva per il parere sull'emanazione di un Testo Unico sulla riorganizzazione del Ministero del lavoro e della previdenza sociale - II legislatura
  • Componente della XI Commissione (Lavoro e previdenza sociale) - II legislatura
  • Componente della Commissione speciale per l'esame della proposta di legge Angelini Armando n. 427: "Dichiarazione di pubblica utilità e norme per l'espropriazione degli stabilimenti industriali inattivi" - II legislatura
  • Componente della III Commissione (Esteri) - III, IV, V, VI,VII, VIII legislatura
  • Componente della XII Commissione (Industria e Commercio) - III legislatura
  • Componente del Comitato di vigilanza sulla biblioteca - V legislatura
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Monogramma del Senato della Repubblica Italiana Parlamento Italiano
Senato della Repubblica
Sen.
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Legislatura IX
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Incarichi parlamentari
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Benigno Zaccagnini (Faenza, 17 aprile 1912Ravenna, 5 novembre 1989) è stato un medico e politico italiano.

Nel 1937 si laureò in pediatria e fino all'8 settembre 1943 esercitò la professione medica.

Attratto dalla politica, fu tra i fondatori della Democrazia Cristiana e prese parte alla Resistenza partigiana tra le file dei "bianchi".

Membro del Comitato di Liberazione Nazionale, fu tra i più attivi combattenti antifascisti della sua provincia, in questo frangente strinse amicizia con Arrigo Boldrini e, nonostante la loro diversità ideologica (Boldrini era del Partito Comunista Italiano), collaborarono senza screzi alla liberazione della Romagna.

Eletto all'Assemblea Costituente nel 1946 ed alla Camera dei Deputati nel 1948, si schierò a favore della formula politica del centrosinistra aderendo alla corrente di Aldo Moro, rappresentante della "sinistra" democristiana.

Il suo seggio alla Camera fu confermato fino al 1979, mentre dal 1983 fino alla morte fece parte del Senato della Repubblica nonostante si candidasse sempre in Emilia-Romagna, regione in cui il PCI raggiungeva la maggioranza assoluta.

La sua attività governativa cominciò nel 1958, quando divenne sottosegretario al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale nel governo Fanfani II.

L'anno successivo fu Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale nel governo Segni II, e mantenne tale carica anche durante la breve esperienza del governo Tambroni (1960), per passare, sempre nello stesso anno, al Ministero dei Lavori Pubblici nel successivo governo guidato da Amintore Fanfani, il terzo esecutivo presieduto dal politico toscano.

Soprannominato "l'onesto Zac", negli anni seguenti preferì ricevere incarichi di partito: nel 1972 divenne il portavoce della corrente di sinistra e nel 1975 fu nominato segretario nazionale dello Scudo Crociato.

Nelle elezioni politiche del 1976 la DC da lui guidata ottenne il 38,7% dei voti (+3,4% rispetto alle elezioni amministrative dell'anno prima), riuscendo in tal modo a frenare la corsa a Palazzo Chigi di Enrico Berlinguer, segretario del partito comunista, che pur toccò con il 34,4% il suo massimo risultato elettorale.

Durante il rapimento di Aldo Moro, eseguito dalle Brigate Rosse, Zaccagnini difese la "linea della fermezza" ma la tragica morte dell'amico e collega lo distrusse umanamente e politicamente: nel 1980 venne sostituito nella carica di segretario nazionale da Flaminio Piccoli e, da quel momento in poi, non accettò alcun incarico istituzionale.

Nel 1984 venne eletto al Parlamento Europeo.

Predecessore: Ministro dei Lavori Pubblici della Repubblica Italiana Successore:
Giuseppe Togni 26 luglio 1960 - 21 febbraio 1962 Fiorentino Sullo I
II
III
IV
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VI
VII
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IX
X
con
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Giuseppe Togni {{{data}}} Fiorentino Sullo
MPE italiano Gruppo Lista di elezione Partito italiano Area Preferenze
1979 - 1984 PPE-DE Democrazia Cristiana Democrazia Cristiana - -
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