Giuseppe Zamberletti

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Giuseppe Zamberletti
Zamberletti.jpg

Ministro per il Coordinamento della Protezione Civile della Repubblica Italiana.
Durata mandato 28 giugno 1981 –
1 dicembre 1982
Presidente Giovanni Spadolini
Predecessore ministero di nuova istituzione
Successore Loris Fortuna

Durata mandato 26 marzo 1984 –
17 aprile 1987
Presidente Bettino Craxi
Predecessore Vincenzo Scotti
Successore Remo Gaspari

Ministro dei Lavori Pubblici della Repubblica Italiana
Durata mandato 17 aprile 1987 –
28 luglio 1987
Presidente Amintore Fanfani
Predecessore Franco Nicolazzi
Successore Emilio De Rosa

Dati generali
Partito politico Democrazia Cristiana
on. Giuseppe Zamberletti
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Varese
Data nascita 17 dicembre 1933
Titolo di studio licenza media superiore
Legislatura V, VI, VII, VIII, IX, X
Gruppo Democrazia Cristiana
Collegio Como
Incarichi parlamentari
  • Componente della II Commissione (Interni) - V, VI, VII, VIII legislatura
  • Componente della VI Commissione (Finanze e Tesoro) - V legislatura
  • Componente della rappresentanza della Camera nell'assemblea consultiva del Consiglio d'Europa - V legislatura
  • Componente della III Commissione (Esteri) - VI, VIII, IX legislatura
  • Componente della Commissione speciale per l'esame del disegno di legge di conversione del decreto legge concernente modifiche e integrazioni in materia di riforma tributaria - VI legislatura
  • Componente della Commissione parlamentare per il parere al governo sui decreti delegati concernenti norme a favore dei dipendenti dello Stato ed enti pubblici ex combattenti ed assimilati - VI legislatura
  • Componente della rappresentanza italiana all'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa - VI legislatura
  • Componente della Commissione parlamentare per le questioni regionali - VI legislatura
  • Componente della VII Commissione (Difesa) - VII, VIII, IX legislatura
  • Componente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla strage di via Fani, sul sequestro e l'assassino di Aldo Moro e sul terrorismo in Italia - VIII legislatura
  • Componente della Commissione parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza e per il segreto di Stato - VIII legislatura
  • Segretario e componente della Commissione parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza e per il segreto di Stato - IX legislatura
  • Componente della IV Commissione (Difesa) - X legislatura
  • Componente della VIII Commissione (Lavori pubblici) - X legislatura
  • Componente della Commissione d'indagine ex articolo 58 (on. Gunnella) - X legislatura
  • Componente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi - X legislatura
  • Componente della delegazione parlamentare italiana all'Assemblea dell'Atlantico del Nord - X legislatura

Giuseppe Zamberletti (Varese, 17 dicembre 1933) è un politico italiano, riconosciuto come il padre fondatore della moderna protezione civile italiana.

A Zamberletti si devono infatti la nascita del Dipartimento della Protezione civile della Presidenza del Consiglio, l'introduzione del concetto di previsione e prevenzione distinto dalle attività di soccorso, l'organizzazione del servizio nazionale in tutte le sue componenti, la valorizzazione degli enti locali e del volontariato ed anche l'avvio della riforma del settore che culminerà con l'approvazione della legge 24 febbraio 1992 n.225.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

È stato parlamentare per diverse legislature: il 19 maggio 1968 viene eletto, per la prima volta, alla Camera dei deputati nella Circoscrizione Como - Sondrio - Varese ed entra a far parte della dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa. Rieletto deputato il 7 maggio 1972, entra a far parte del Governo come Sottosegretario all’Interno nel IV e V Governo Moro e nel III Governo Andreotti, con delega per la Pubblica sicurezza e per il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e Protezione civile. Nel I e II Governo Cossiga ricopre l'incarico di Sottosegretario agli Affari esteri.

Zamberletti si è trovato a gestire emergenze derivanti dai terremoti in Friuli nel 1976 e in Irpinia nel 1980 quale Commissario del Governo incaricato del coordinamento dei soccorsi, che furono gestiti male e poco incisivi nel secondo evento, nonostante la valanga di fondi[1]. Zamberletti rimase persino coinvolto nell'inchiesta Mani sul terremoto, avviata nel 1990 dalla Commissione parlamentare d'inchiesta riguardo alle irregolarità e le speculazioni nell'uso del denaro pubblico durante il processo di ricostruzione in Irpinia.[2] Una volta nominato Ministro per il Coordinamento della Protezione civile (1982), cercò di incidere profondamente sul sistema di coordinamento delle strutture operative e delle risorse possedute dallo Stato.

Nell'estate del 1979 si occupò, su delega dell'allora primo ministro Giulio Andreotti, dell'operazione di salvataggio dei Boat People, profughi vietnamiti in fuga dal Vietnam occupato dal regime del Vietnam del Nord. L'operazione coinvolse le tre navi della Marina Militare Italiana: l'incrociatore Andrea Doria, l'incrociatore Vittorio Veneto e la nave d'appoggio Vesuvio. La spedizione, unica nel suo genere poiché si svolse senza scalo, si concluse con il salvataggio di circa 2000 persone tra uomini, donne, vecchi e bambini, che verranno poi accolti nel territorio italiano grazie all'appoggio di gruppi di volontariato quale la Croce Rossa e la Caritas italiana.

In seguito ai terremoti verificatisi in Campania e in Basilicata, con il decreto legge 27 febbraio 1982 n. 57 del (convertito nella legge n. 187/1992), per far fronte all'emergenza, il governo nominò Zamberletti quale Commissario Straordinario, ai sensi della legge 8 dicembre 1970, n. 996.

Nel giugno del 1981, anche in seguito al clamore e alle polemiche dovute al caso del mancato soccorso al piccolo Alfredino Rampi, con il decreto legge nº 57 del 27 febbraio 1982 (convertito nella legge n. 187/1992) Zamberletti viene nominato a capo del nuovo Ministero per il Coordinamento della Protezione Civile, che nella sua attività si avvarrà del Dipartimento della Protezione Civile, istituito con DPCM del 22 giugno 1982, con a capo Elveno Pastorelli, il comandante dei Vigili del Fuoco di Roma che aveva coordinato le iniziative di salvataggio di Alfredo Rampi.

Gli viene inoltre affidato il Ministero della Protezione civile nei due Governi Spadolini (Ministro senza portafoglio del Consiglio dei ministri nel I Governo Spadolini con funzione di alto commissario presso il Ministero dell'Interno per la predisposizione degli strumenti amministrativi e normativi necessari ad attuare il coordinamento dei servizi concernenti la Protezione civile, e Ministro senza portafoglio del Consiglio dei ministri con delega per il coordinamento della Protezione civile nel II Governo Spadolini), nei due Governi Craxi (Ministro senza portafoglio del Consiglio dei ministri con delega per il coordinamento della Protezione civile sia nel I sia nel II Governo Craxi) e nel VI Governo Fanfani, nel quale rivestirà anche la carica di Ministro dei Lavori pubblici (con funzione di coordinamento della Protezione civile).

Appassionato radioamatore nominativo I0ZME, coinvolse i radioamatori in diverse operazioni di protezione civile.

Nel 1987 viene rieletto deputato per la sesta volta.

Dal 1988 è Presidente dell'IGI (Istituto Grandi Infrastrutture) e dal 1995 presiede il Forum europeo dell'impresa generale.

Ha fatto parte della Commissione Difesa della Camera dei deputati, dell’Assemblea dell’Atlantico del Nord e della Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi.

Roma, 1985, Marcia della Pace: Enzo Tortora, Adelaide Aglietta (dietro), Giovanni Negri, Loris Fortuna, Flaminio Piccoli, Giuseppe Zamberletti

Nel 1992 viene eletto al Senato, dove entra a far parte della Commissione Difesa.

Il 21 maggio 1996 gli viene conferita dal Presidente della Repubblica l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce.

Il 3 novembre 1996 l’Università degli Studi di Udine gli ha conferito la laurea in Ingegneria civile Honoris Causa per la Difesa del suolo e la pianificazione territoriale.

È stato presidente (giugno 2004 - febbraio 2009) della Confederazione degli Imprenditori Italiani nel Mondo (CIIM), un business network tra l'imprenditoria all'estero e l'imprenditoria nazionale di cui oggi è presidente onorario.

Attualmente ricopre l'incarico di presidente del consiglio d'amministrazione della società Stretto di Messina, attribuitogli il 27 maggio 2002 con Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. È inoltre presidente di ISPRO (Istituto per le ricerche e gli studi sulla protezione e la difesa civile).

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Giuseppe Zamberletti, La minaccia e la vendetta. Ustica e Bologna: un filo tra due stragi, editore Franco Angeli, 1995

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— Roma, 21 maggio 1996[3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ si veda a tal proposito il Irpinia nel 1980
  2. ^ Le mani della politica su 58.000 miliardi di lire stanziati per la ricostruzione dopo il sisma dell'80 in Il Tempo.it, 08 aprile 2009.
  3. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Ministro per il Coordinamento della Protezione Civile della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
ministero di nuova istituzione 28 giugno 1981 - 1 dicembre 1982 Loris Fortuna I
Vincenzo Scotti 26 marzo 1984 - 17 aprile 1987 Remo Gaspari II
Predecessore Ministro dei Lavori Pubblici della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Franco Nicolazzi 17 aprile 1987 - 28 luglio 1987 Emilio De Rose