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Il Governo Fanfani VI fu il quarantaquattresimo governo della Repubblica Italiana, il terzo e ultimo della IX legislatura. Rimase in carica dal 17 aprile 1987 al 28 aprile 1987 con pieni poteri, e dimissionario dal 28 aprile 1987 al 28 luglio 1987, a causa del voto di sfiducia della Camera dei deputati, per un totale di appena 102 giorni, ovvero 3 mesi e 11 giorni. Il governo, un monocolore DC con alcuni esponenti tecnici, cadde immediatamente solo dopo 11 giorni e si ricorse subito a nuove elezioni. Questa fu l'ultima esperienza di Amintore Fanfani a Palazzo Chigi.
Contava al suo interno 21 ministri con portafoglio, 4 ministri senza portafoglio, 2 sottosegretari alla presidenza del Consiglio dei ministri e 31 sottosegretari ai vari ministeri, per un totale di 59 membri (incluso il Presidente del Consiglio).
Composizione del governo:
- Democrazia Cristiana (DC), Presidente del Consiglio, 19 ministri e 33 sottosegretari
- Indipendenti, 6 ministri.
Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio dei ministri [modifica]
Ministeri senza portafoglio [modifica]
Grazia e Giustizia [modifica]
Bilancio e Programmazione Economica [modifica]
Pubblica Istruzione [modifica]
Lavori Pubblici [modifica]
Agricoltura e Foreste [modifica]
Poste e Telecomunicazioni [modifica]
Industria, Commercio e Artigianato [modifica]
Commercio con l'Estero [modifica]
Marina Mercantile [modifica]
Partecipazioni Statali [modifica]
Lavoro e Previdenza Sociale [modifica]
Beni Culturali e Ambientali [modifica]
Turismo e Spettacolo [modifica]
- 14 aprile - In seguito alla caduta del Governo Craxi II e dopo i tentativi a vuoto di Andreotti, Scalfaro e Nilde Iotti, il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga incarica il Presidente del Senato Amintore Fanfani di costituire il suo sesto esecutivo.
- 15 aprile - Iniziano le consultazioni interne tra Fanfani e la Democrazia Cristiana.
- 17 aprile - Dopo tanti sforzi per cucire strappi interni, Fanfani e il suo Governo, composto solo da esponenti democristiani e tecnici, si presentano al Quirinale per giurare davanti al Presidente della Repubblica.
- 18 aprile - Il Governo si reca alla Camera dei deputati, dove si svolge un accesissimo dibattito durante la presentazione del programma.
- 22 aprile - Si svolgono le elezioni per la nomina a Presidente del Senato e viene eletto il liberale Giovanni Francesco Malagodi.
- 28 aprile - L'esecutivo di Fanfani chiede la fiducia alla Camera ma non la riceve, cadendo per 131 sì contro 240 no e 193 astensioni. La mancata concessione della fiducia è, in realtà, nei piani della DC che intende arrivare così alle elezioni anticipate. Il programma viene rispettato alla lettera, ma con una modifica di rilievo: il governo cade perché è la stessa DC ad astenersi. Il PSI, infatti, accogliendo il suggerimento di Marco Pannella, aveva inaspettatamente annunciato il suo voto favorevole, costringendo la DC a far mancare i voti necessari a far raggiungere la maggioranza a un governo quasi esclusivamente formato da ministri democristiani. Nel pomeriggio, il Presidente del Consiglio rassegna le dimissioni al Quirinale. Il Presidente della Repubblica scioglie immediatamente Camera e Senato, invitando il Governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti e come “governo elettorale”.
- 14 giugno - Si svolgono le elezioni politiche.
- 9 luglio - Il Presidente del Consiglio dimissionario scioglie il suo esecutivo.
- 28 luglio - Dopo i suoi 11 giorni di governo virtuale e i 91 di crisi, Amintore Fanfani svolge il tradizionale passaggio di consegne a Palazzo Chigi con il nuovo Presidente del Consiglio: il democristiano Giovanni Goria.