Remo Gaspari

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Remo Gaspari
Remo Gaspari.jpg

Ministro della Difesa
Durata mandato 17 aprile 1987 –
28 luglio 1987
Presidente Amintore Fanfani
Predecessore Giovanni Spadolini
Successore Valerio Zanone

Dati generali
Partito politico Democrazia Cristiana
on. Remo Gaspari
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Gissi
Data nascita 10 luglio 1921
Luogo morte Gissi
Data morte 19 luglio 2011
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Avvocato
Partito Democrazia Cristiana
Legislatura II, III, IV, V, VI, VII, VIII, IX, X, XI
Collegio L'Aquila

Remo Gaspari (Gissi, 10 luglio 1921Gissi, 19 luglio 2011) è stato un politico e avvocato italiano, dieci volte deputato e sedici Ministro della Repubblica. Esponente della Democrazia Cristiana, è stato membro della corrente Alleanza Popolare (Grande Centro doroteo) presieduta da Arnaldo Forlani, Antonio Gava e Vincenzo Scotti.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Si laurea in giurisprudenza presso l'Università di Bologna, terminati gli studi comincia ad esercitare la professione forense a Gissi iscrivendosi all'albo degli avvocati nel 1946. Eletto deputato fin dalla II legislatura verrà rieletto ininterrottamente fino alla fine della prima Repubblica.

Nel 1960 con la formazione del Governo Tambroni è nominato sottosegretario di Stato al Ministero delle Poste e Telecomunicazioni, carica che riuscirà a mantenere anche nel successivo Governo Fanfani III. Nel 1962 con il Governo Fanfani IV ricopre la carica di sottosegretario all'Industria e Commercio, mentre con il Governo Leone I (1963) è rinominato sottosegretario alle Poste e Telecomunicaziioni, rimanendo il tale ruolo anche nei governi Moro I e II.

Nel 1966 con la formazione del Governo Moro III viene nominato Sottosegretario all'Interno e venendo riconfermato nei governi Leone II e Rumor I. Con la formazione del Governo Rumor II (1969) è promosso ministro dei Trasporti e dell'Aviazione civile, mentre con il Governo Rumor III diviene ministro senza portafoglio per la Riforma della Pubblica Amministrazione, carica che manterrà anche nei successivi governi Colombo e Andreotti I.

Nel Governo Andreotti II ricoprì il ruolo di Ministro della Sanità. Dal 1976 al 1980 ricoprì la carica di vicesegretario della Democrazia Cristiana. Nel 1980 tornò al governo (Cossiga II) come Ministro senza portafoglio per i Rapporti con il Parlamento, nei governi Spadolini I, II e Fanfani V ricoprì la carica di Ministro delle Poste e Telecomunicazioni.

Nei governi Craxi I e II venne nominato ministro senza portafoglio per la Funzione Pubblica.

Gaspari ministro della Protezione Civile (1987)

Nel 1987 divenne Ministro della Difesa nel Governo Fanfani VI, nello stesso anno venne nominato Ministro senza portafoglio del Coordinamento della Protezione Civile del Governo Goria in sostituzione di Giuseppe Zamberletti, in seguito alla distribuzione di incarichi bilanciata fra le correnti politiche del nuovo governo, mentre era in corso l'emergenza dell'alluvione della Valtellina, provocando per questo molte critiche.

L'anno seguente ricoprì la carica di ministro senza portafoglio degli Interventi Straordinari nel Mezzogiorno nel Governo De Mita. Concluse la sua carriera ministeriale nei governi Governo Andreotti VI e Governo Andreotti VII, nei quali tornò a ricoprire il ruolo di Ministro della Funzione Pubblica.

Sul finire della sua carriera il suo nome fu accostato ad una vicenda di corruzione: compare infatti assieme a quello di altri politici (Andreotti, Ciarrapico, Tanassi) nella canzone Sabbiature di Elio e le Storie Tese censurata in diretta dalla RAI nel corso della trasmissione (1991) del concerto del Primo Maggio a Roma.[1] L'episodio citato è quello dell'uso di un elicottero dello Stato da parte del deputato per arrivare in tempo ad una partita della Roma.[2]

Il 12 luglio 2011 il Consiglio Regionale dell'Abruzzo, nel corso di una partecipata cerimonia, lo ha premiato conferendogli la medaglia Aprutium, onorificenza istituita nel corso della settima legislatura, e conferita per "celebrare, e insieme ringraziare, i corregionali che con la loro attività hanno onorato la Terra d’Abruzzo e che, in Italia e nel mondo, si sono distinti nel campo delle professioni, delle arti e delle scienze”. La motivazione con la quale è stata concessa la medaglia è per “aver contribuito in maniera determinante con il suo impegno civile e politico alla crescita sociale ed economica dell’Abruzzo.

È morto il 19 luglio 2011 all'età di 90 anni a causa di un infarto.[3]

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, appresa la notizia della sua morte, ha formulato un messaggio di cordoglio, nel quale si legge: «Parlamentare di lunga esperienza ed esponente di spicco della Democrazia Cristiana, si dedico' con grande passione e responsabile impegno fin dai primi anni del dopoguerra alla vita politica e al servizio delle istituzioni repubblicane. Per lunghi anni autorevole ministro in differenti compagini governative, egli ha saputo offrire un significativo contributo allo sviluppo civile ed economico dell'Italia, continuando a prestarvi sempre vigile attenzione, e riservando un particolare impegno per il progresso della sua amata terra d'Abruzzo»

La rivalità con Natali[modifica | modifica wikitesto]

Membro della corrente "Alleanza Popolare" (Grande centro "doroteo") presieduta da Arnaldo Forlani, Antonio Gava e Vincenzo Scotti, per anni fu l'avversario principale di Lorenzo Natali, altro importante politico abruzzese ma esponente fanfaniano; i due arrivarono addirittura a cercare di costruire due autostrade: la Roma-L'Aquila (per collegare la Capitale con il collegio di Natali) e la Roma-Pescara (per favorire la zona di influenza di Gaspari).[4]

Zio Remo in Abruzzo[modifica | modifica wikitesto]

Tra i suoi tanti soprannomi si ricordano quelli di "Duca degli Abruzzi", "San Remo" e "don " tutti a causa dell'immenso potere che aveva nella sua regione natale, oltre a quello ormai famosissimo di "zio Remo".[5][6] Sono passate alla storia le sue "udienze", incontri con gli elettori abruzzesi nei quali questi chiedevano favori e raccomandazioni, addirittura leggendarie sono le udienze estive tenute in spiaggia mentre era in vacanza con i suoi familiari.

Altri incarichi[modifica | modifica wikitesto]

Tra i tanti incarichi ricoperti fu per 20 anni sindaco di Gissi e presidente della USL.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cancelliere e Tesoriere dell'Ordine militare d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cancelliere e Tesoriere dell'Ordine militare d'Italia
— Dal 17 aprile 1987 al 28 luglio 1987
Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— Roma, 31 marzo 1998[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nel 1992 fu avvicinato da Piero Chiambretti per la sua trasmissione di Raitre Il portalettere: alle domande insistenti su una crisi in seno al suo partito, Gaspari rispose a Chiambretti: "Guardi, senta: vada a rompere i coglioni ad un altro!" Il testo di Sabbiature di Elio e le Storie Tese, la canzone dove viene citato.
  2. ^ Gaspari in elicottero allo stadio Diliberto scortato alle Seichelles E Scognamiglio fermò un treno in Il Giornale. URL consultato il 6 febbraio 2008.
  3. ^ Lutto in Abruzzo: morto Remo Gaspari, Il Capolouogo.it, 19 luglio 2011. URL consultato il 19 luglio 2011.
  4. ^ Marco Damilano. Democristiani immaginari, Vallecchi, 2006
  5. ^ Jacopo Jacoboni, Remo Gaspari: sì, ero il re della raccomandazione ma noi Dc non concupivamo le ragazze in La Stampa, 20 giugno 2006, p. 6. URL consultato il 19 luglio 2011.
  6. ^ Paola Di Brino, Gaspari. La sua ricetta per l'Abruzzo, AbruzzoItalia.it, maggio 2008. URL consultato il 19 luglio 2011.
  7. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato. URL consultato il 4 gennaio 2007.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marco Damilano: Democristiani immaginari (Vallecchi, 2006, ISBN 8884271134)
  • U. Iezzi e W. Zarroli: W Zio Remo (Tracce, 1991)

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Ministro dei Trasporti e dell'Aviazione Civile della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Luigi Mariotti 5 agosto 1969 - 27 marzo 1970 Italo Viglianesi
Predecessore Ministro della Difesa della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Giovanni Spadolini 17 aprile 1987 - 28 luglio 1987 Valerio Zanone
Predecessore Ministro per il Coordinamento della Protezione Civile della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Giuseppe Zamberletti 17 aprile 1987 - 28 luglio 1987 Remo Gaspari I
Remo Gaspari 28 luglio 1987 - 13 aprile 1988 Vito Lattanzio II
Predecessore Ministro della Sanità della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Athos Valsecchi 26 luglio 1972 - 7 luglio 1973 Luigi Gui
Predecessore Ministro delle Poste e delle Telecomunicazioni della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Michele Di Giesi 28 giugno 1981 - 23 agosto 1982 Remo Gaspari I
Remo Gaspari 23 agosto 1982 - 1 dicembre 1982 Remo Gaspari II
Remo Gaspari 1 dicembre 1982 - 4 agosto 1983 Antonio Gava III