Carlo Donat-Cattin
| on. Carlo Donat-Cattin | |||
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| Luogo nascita | Finale Ligure | ||
| Data nascita | 26 giugno 1919 | ||
| Data morte | 17 marzo 1991 (71 anni) | ||
| Titolo di studio | Licenza media superiore | ||
| Professione | Giornalista | ||
| Partito | Democrazia Cristiana | ||
| Gruppo | Democrazia Cristiana | ||
| Collegio | Torino | ||
| Pagina istituzionale | |||
Carlo Donat-Cattin (Finale Ligure, 26 giugno 1919 – Monte Carlo, 17 marzo 1991) è stato un sindacalista e politico italiano, esponente di spicco della Democrazia Cristiana e leader della corrente di sinistra interna Forze Nuove.
Indice |
Biografia [modifica]
Nato nel 1919 a Finalmarina (SV), oggi Finale Ligure, da padre torinese e madre ligure, si trasferì giovanissimo a Torino.
Durante la Seconda guerra mondiale aderì ai partigiani bianchi (democristiani).
La DC e la CISL [modifica]
Nel 1950 partecipò alla fondazione della CISL, nata da una scissione (guidata da Giulio Pastore) dalla CGIL. Si guadagnò la fama di falco del sindacato italiano per la sua poca disponibilità a scendere a compromessi con gli industriali ed in special modo con la famiglia Agnelli.
Nel frattempo aderì alla Democrazia Cristiana, per la quale fu consigliere comunale a Torino e nel 1953 consigliere provinciale per la provincia di Torino.
Parlamentare e ministro [modifica]
Nel 1954 entrò nel consiglio nazionale della DC, fu eletto deputato dal 1958 al 1979, anno in cui fu eletto senatore. Entrò nel I Governo Moro come sottosegretario nel 1963 ed occupò la poltrona di ministro numerose volte:
- dal 1969 al 1972, Ministro del Lavoro e Previdenza Sociale (governi Rumor II, Rumor III, Colombo, Andreotti I);
- 1973, Ministro per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno (Governo Rumor IV);
- dal 1974 al 1978, Ministro dell'Industria, Commercio e Artigianato (governi Moro IV, Moro V, Andreotti III, Andreotti IV);
costretto a lasciare l'incarico il 25 novembre del 1978, Carlo Donat-Cattin fu sostituito da Andreotti con Romano Prodi.
Con lo "Statuto dei Lavoratori" del 1970, che rimane un punto di riferimento per l'incorporazione dei diritti sociali, economici e culturali nel diritto interno, Carlo Donat Cattin, insieme a Gino Giugni, ha avuto il merito di "portare la Costituzione nelle fabbriche". La sua attenzione al sociale gli valse, da parte di alcuni commentatori, l'espressione di ministro dei lavoratori.
Nel 1978 divenne vicesegretario del partito, ed inizialmente fu sostenitore della necessità di trovare un dialogo con il Partito Comunista Italiano. Nel 1979 tuttavia, dopo un arretramento elettorale del PCI, si fece promotore della politica del preambolo che auspicava l'esclusione dei comunisti da ogni incarico statale. Nel 1980, dopo lo scandalo suscitato dall'adesione del figlio Marco all'organizzazione terroristica di estrema sinistra Prima Linea, si dimise da ogni incarico e lasciò temporeanamente la politica.
Tornato in campo nel 1986, venne scelto nello stesso anno come Ministro della Sanità da Bettino Craxi, che si accingeva a formare il suo secondo governo. Poco dopo Donat-Cattin tornò ad aderire a "Forze Nuove", la corrente della DC di cui era sempre stato leader, che sosteneva la necessità di una stretta alleanza con il Partito Socialista Italiano. Il suo ultimo incarico gli venne conferito nel 1989, allorché Giulio Andreotti lo scelse come Ministro del Lavoro: in questa veste egli ebbe una trattativa serrata con la Confindustria per il rinnovo dei contratti dei metalmeccanici; una volta constatato che le sue idee non erano ben accette egli si alzò e se ne andò, abbandonando il tavolo della trattativa, ma successivamente questa si sarebbe risolta in suo favore.
Morì il 17 marzo del 1991 all'età di 71 anni a seguito di problemi cardiaci (aveva subito un infarto nel 1983[1] ). È sepolto nel Cimitero monumentale di Torino in una tomba di famiglia insieme al figlio Marco Donat-Cattin (1953-1988), terrorista di Prima Linea.
Le polemiche sulla gestione dell'epidemia di AIDS [modifica]
| Per approfondire, vedi Caso degli emoderivati infetti. |
Negli anni ottanta, in piena espansione dell'epidemia dell'AIDS, Donat-Cattin era Ministro della Salute. Molte polemiche suscitarono la gestione della crisi e le dichiarazioni fatte pubblicamente dal ministro. In seguito a vari scandali, solo nel 1988, con tre anni di ritardo rispetto agli altri paesi europei, il Ministero emanò una direttiva che imponeva il controllo delle sacche di sangue per la trasfusione; questo ritardo fece sì che molte persone contrassero il virus tramite trasfusione e morissero[2]. Il Ministro Donat-Cattin si espresse inoltre contro l'uso del preservativo, e dichiarò pubblicamente:
| « L'AIDS ce l'ha chi se la va a cercare.[3] » |
Le polemiche sul ruolo di Donat-Cattin come Ministro della Salute nei riguardi della diffusione del virus si riaccesero nel 1993, in occasione dell'attribuzione della medaglia d'oro. Mario Anelli, dell'Associazione Solidarietà AIDS, dichiarò: «Le medaglie dovrebbero darle a chi ha sofferto ed è morto per le inefficienze del servizio sanitario»[3].
Note [modifica]
- ^ Morto Donat-Cattin Lastampa.it
- ^
Storia proibita degli anni '80 - L'amore ai tempi dell'AIDS - ^ a b Arnaldo D'Amico, AIDS, medaglia d'oro a Donat-Cattin, la Repubblica, 30 novembre 1993, p. 13.
Voci correlate [modifica]
- Forze Nuove
- Marco Donat-Cattin, figlio di Carlo, terrorista di Prima Linea
- Storia dell'epidemia di HIV/AIDS
Collegamenti esterni [modifica]
| Predecessore | Ministro della Sanità della Repubblica Italiana | Successore | |
|---|---|---|---|
| Costante Degan | 1º agosto 1986 - 22 luglio 1989 | Francesco De Lorenzo |
- Sindacalisti italiani
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