Salvo Andò
| on. Salvo Andò | |
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| Parlamento italiano Camera dei deputati |
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| Luogo nascita | Giarre |
| Data nascita | 13 febbraio 1945 |
| Titolo di studio | Laurea in giurisprudenza |
| Professione | docente universitario |
| Partito | Partito Socialista Italiano |
| Legislatura | VIII, IX, X, XI |
| Gruppo | Partito Socialista Italiano |
| Collegio | Catania |
| Incarichi parlamentari | |
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| Pagina istituzionale | |
Salvatore Andò detto Salvo (Giarre, 13 febbraio 1945) è un politico e giurista italiano.
Indice |
[modifica] Biografia
[modifica] La prima repubblica
Esponente di primo piano del Partito Socialista Italiano, figlio del primo sindaco socialista di Giarre Biagio Andò. Eletto alla Camera per la prima volta nel 1979, è stato deputato per quattro legislature. È stato vicepresidente della commissione parlamentare d'inchiesta sulla loggia massonica P2. È stato presidente del gruppo parlamentare del PSI dall'aprile al giugno 1992.
Fu ministro della Difesa nel primo governo Amato dal giugno 1992 all'aprile 1993. Nel corso del suo mandato, a seguito dell'inasprimento della guerra alla mafia segnata dagli attentati in cui persero la vita Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, fu deciso per la prima volta l'intervento massiccio dell'Esercito per svolgere funzioni di ordine pubblico.[1]
[modifica] Nella seconda repubblica
Dopo lo scioglimento del Partito Socialista Italiano è rimasto nell'area socialista, promuovendo la nascita (1998) dei Liberalsocialisti, movimento poi confluito (2003) nei Socialisti Democratici Italiani, divenendo presidente della commissione per il programma dello SDI e componente della Direzione della Rosa nel Pugno.[2]
Dopo le esperienze quale sostenitore critico del governo di centro-destra nel 2001 attraverso il movimento dei Liberalsocialisti, è entranto nel 2003 nello SDI e è poi stato membro del Partito Democratico dal 2007 al 2008. La sua adesione al PD ha creato numerosi dibattiti sul suo contestato passato ruolo politico, in cui si è inserito un articolo di Marco Travaglio, [3]. Nel 2010 ha iniziato ad impegnarsi per creare una rete dei Circoli Socialisti presenti in Sicilia. È stato membro del Partito Democratico.
[modifica] Procedimenti giudiziari
Nel contesto del periodo di Mani pulite degli anni novanta, dopo aver scontato gli arresti prima e poi i domiciliari successivamente è stato processato dal tribunale di Catania per voto di scambio con il clan mafioso «Santapaola»: il procedimento, durato 7 anni, è terminato il 6 giugno 2000 con l'assoluzione. Il pubblico ministero nella sua requisitoria aveva definito il reato provato, ma caduto in prescrizione, trattandosi di fatti del 1989. Requisitoria che non convinse il magistrato giudicante, che pronunciò sentenza di assoluzione[4][5][6]. In relazione a questi avvenimenti, il 13 luglio 1991 l'onorevole Andò presentò ricorso con richiesta di provvedimento di urgenza al pretore di Roma dott. Bejardi, di inibizione alla diffusione del libro "La Mafia comanda a Catania 1960-1991" di Claudio Fava e la richiesta di annerire parti del libro che determinarono la sua denuncia. Pertanto la quinta edizione del 1992 uscì mutilata dalle parti che formano oggetto di esame giudiziario.
Inoltre, è stato rinviato a giudizio per una vicenda di tangenti relative alla costruzione del Centro fieristico le Ciminiere di Catania. Per questo procedimento il 5 dicembre 1995 Andò fu condannato insieme all'ex presidente della Regione siciliana Rino Nicolosi e all'ex leader andreottiano Nino Drago; il 30 settembre 1999 la sentenza fu annullata con rinvio dalla Corte di Cassazione[7]. Nel corso del secondo appello è intervenuta la prescrizione, grazie anche alle attenuanti generiche. Nel 2004 la Cassazione conferma la prescrizione affermando tuttavia che i fatti oggetto del processo sono stati provati[8].
[modifica] Docente universitario
Nominato professore ordinario di Diritto Costituzionale presso l'Università degli Studi di Catania[9] nel 2005, è stato eletto rettore dell'Università Kore di Enna già nel 2004.[10] È stato anche docente presso la facoltà di scienze politiche dell'Libera Università degli Studi per l'Innovazione e le Organizzazioni di Roma.[11]
Nel luglio del 2010 Andò, nel suo ruolo di rettore entra in forte polemica con il CDA dell'Università Kore di Enna a causa di una firma quale rettore in un accordo che ne prevedeva la statalizzazione. Il consiglio di amministrazione della Kore di Enna ne smentisce la firma in quanto non appartiene al rettore il potere legale di firma ma al presidente della Fondazione Kore[12] [13]. il 17 dicembre del 2011 a maggioranza l'Università di Enna ha votato contro la proroga di mandato del Prof. Andò a rettore dell'Università Kore di Enna nominando a suo posto il prof. Giovanni Puglisi, noto accademico.
[modifica] Opere
- con Ciro Sbailò. Oltre la tolleranza. Torino, 2005. ISBN 88-87509-68-9
- La resa della Repubblica. Koinè Nuove Edizioni, 2006. ISBN 88-87509-68-9
- con Ciro Sbailò, Anna Lucia Valvo, Elio Rossitto e Lucia Corso. "Il mondo nuovo di Barak Hussein Obama", Cittò Aperta, Troina 2009
[modifica] Onorificenze
| Cancelliere e Tesoriere dell'Ordine militare d'Italia | |
| — Dal 28 giugno 1992 al 28 aprile 1993 |
[modifica] Note
- ^ Operazione "Vespri Siciliani" - Sito Web dell'Esercito Italiano
- ^ Costituito Il Soggetto Politico Della Rosa Nel Pugno – Laici Socialisti Liberali Radicali | La Rosa Nel Pugno
- ^ Andò e tornò - l’Espresso
- ^ Fonte: Espresso
- ^ La Finocchiaro e Salvo Andò @ Liberamente
- ^ CSD - Cronologia
- ^ Fonte: Centro Impastato [1] e [2]
- ^ Marco Travaglio, Andò e tornò, L'Espresso 29 febbraio 2008
- ^ Home page
- ^ Unikore - Organi centrali
- ^ [3]
- ^ CdA Kore disponibile per università a rete centrata su Enna | Vivienna.it
- ^ Kore Enna. Netto dissenso del CdA della Fondazione sul IV Polo. Sconfessata firma Rettore | Vivienna.it
[modifica] Collegamenti esterni
| Predecessore: | Ministro della Difesa della Repubblica Italiana | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Virginio Rognoni | 28 giugno 1992 - 28 aprile 1993 | Fabio Fabbri |
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