Salvo Andò

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
on. Salvo Andò
Monogramma della Camera dei deputati Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Giarre
Data nascita 13 febbraio 1945
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione docente universitario
Partito Partito Socialista Italiano
Legislatura VIII, IX, X, XI
Gruppo Partito Socialista Italiano
Collegio Catania
Incarichi parlamentari
  • VIII
    • vicepresidente della VIII commissione istruzione e belle arti (22 maggio 1980 - 15 luglio 1981)
    • vicepresidente della commissione parlamentare d'inchiesta sella loggia massonica P2 (9 dicembre 1981 - 11 luglio 1983)
    • segretario della commissione parlamentare per i procedimenti di accusa 9 agosto 1979 - 11 luglio 1983
    • componente della giunta per il regolamento (20 novembre 1979 - 11 luglio 1983)
    • componente della I commissione affari costituzionali (5 aprile 1980 - 11 luglio 1983)
    • componente della VIII commissione istruzione e belle arti (11 luglio 1979 - 15 luglio 1981, 28 giugno 1981 - 18 gennaio 1982)
    • componente della commissione d'indagine, richiesta dall'On. Francesco Antonio De Cataldo, a norma dell'art. 58 del regolamento (13 gennaio 1983 - 23 febbraio 1983)
  • IX
    • vicepresidente della commissione parlamentare d'inchiesta sulla loggia massonica P2 (12 agosto 1983 - 1º luglio 1987)
    • segretario della commissione parlamentare per le riforme istituzionali (30 novembre 1983 - 29 gennaio 1985)
    • componente della I commissione affari costituzionali (12 luglio 1983 - 1º luglio 1987)
    • componente della commissione parlamentare per le riforme istituzionali (24 novembre 1983 - 29 gennaio 1985)
  • X
    • segretario del comitato parlamentare di controllo per i servizi di informazione e sicurezza e per il segreto di stato (8 maggio 1991 - 22 aprile 1992)
    • componente della II commissione giustizia (4 agosto 1987 - 27 novembre 1991)
    • componente della III commissione esteri (9 maggio 1991 - 22 aprile 1992)
    • componente della XI commissione lavoro (27 novembre 1991 - 22 aprile 1992)
    • componente della commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali similari (13 luglio 1988 - 6 maggio 1991)
    • componente della commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulla mancata individuazione dei responsabili delle stragi (13 luglio 1988 - 9 maggio 1991)
    • componente della commissione parlamentare per i procedimenti di accusa (22 ottobre 1987 - 18 gennaio 1989)
Pagina istituzionale

Salvatore Andò detto Salvo (Giarre, 13 febbraio 1945) è un politico e giurista italiano.

Indice

[modifica] Biografia

[modifica] La prima repubblica

Esponente di primo piano del Partito Socialista Italiano, figlio del primo sindaco socialista di Giarre Biagio Andò. Eletto alla Camera per la prima volta nel 1979, è stato deputato per quattro legislature. È stato vicepresidente della commissione parlamentare d'inchiesta sulla loggia massonica P2. È stato presidente del gruppo parlamentare del PSI dall'aprile al giugno 1992.

Fu ministro della Difesa nel primo governo Amato dal giugno 1992 all'aprile 1993. Nel corso del suo mandato, a seguito dell'inasprimento della guerra alla mafia segnata dagli attentati in cui persero la vita Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, fu deciso per la prima volta l'intervento massiccio dell'Esercito per svolgere funzioni di ordine pubblico.[1]

[modifica] Nella seconda repubblica

Dopo lo scioglimento del Partito Socialista Italiano è rimasto nell'area socialista, promuovendo la nascita (1998) dei Liberalsocialisti, movimento poi confluito (2003) nei Socialisti Democratici Italiani, divenendo presidente della commissione per il programma dello SDI e componente della Direzione della Rosa nel Pugno.[2]

Dopo le esperienze quale sostenitore critico del governo di centro-destra nel 2001 attraverso il movimento dei Liberalsocialisti, è entranto nel 2003 nello SDI e è poi stato membro del Partito Democratico dal 2007 al 2008. La sua adesione al PD ha creato numerosi dibattiti sul suo contestato passato ruolo politico, in cui si è inserito un articolo di Marco Travaglio, [3]. Nel 2010 ha iniziato ad impegnarsi per creare una rete dei Circoli Socialisti presenti in Sicilia. È stato membro del Partito Democratico.

[modifica] Procedimenti giudiziari

Nel contesto del periodo di Mani pulite degli anni novanta, dopo aver scontato gli arresti prima e poi i domiciliari successivamente è stato processato dal tribunale di Catania per voto di scambio con il clan mafioso «Santapaola»: il procedimento, durato 7 anni, è terminato il 6 giugno 2000 con l'assoluzione. Il pubblico ministero nella sua requisitoria aveva definito il reato provato, ma caduto in prescrizione, trattandosi di fatti del 1989. Requisitoria che non convinse il magistrato giudicante, che pronunciò sentenza di assoluzione[4][5][6]. In relazione a questi avvenimenti, il 13 luglio 1991 l'onorevole Andò presentò ricorso con richiesta di provvedimento di urgenza al pretore di Roma dott. Bejardi, di inibizione alla diffusione del libro "La Mafia comanda a Catania 1960-1991" di Claudio Fava e la richiesta di annerire parti del libro che determinarono la sua denuncia. Pertanto la quinta edizione del 1992 uscì mutilata dalle parti che formano oggetto di esame giudiziario.

Inoltre, è stato rinviato a giudizio per una vicenda di tangenti relative alla costruzione del Centro fieristico le Ciminiere di Catania. Per questo procedimento il 5 dicembre 1995 Andò fu condannato insieme all'ex presidente della Regione siciliana Rino Nicolosi e all'ex leader andreottiano Nino Drago; il 30 settembre 1999 la sentenza fu annullata con rinvio dalla Corte di Cassazione[7]. Nel corso del secondo appello è intervenuta la prescrizione, grazie anche alle attenuanti generiche. Nel 2004 la Cassazione conferma la prescrizione affermando tuttavia che i fatti oggetto del processo sono stati provati[8].

[modifica] Docente universitario

Nominato professore ordinario di Diritto Costituzionale presso l'Università degli Studi di Catania[9] nel 2005, è stato eletto rettore dell'Università Kore di Enna già nel 2004.[10] È stato anche docente presso la facoltà di scienze politiche dell'Libera Università degli Studi per l'Innovazione e le Organizzazioni di Roma.[11]

Nel luglio del 2010 Andò, nel suo ruolo di rettore entra in forte polemica con il CDA dell'Università Kore di Enna a causa di una firma quale rettore in un accordo che ne prevedeva la statalizzazione. Il consiglio di amministrazione della Kore di Enna ne smentisce la firma in quanto non appartiene al rettore il potere legale di firma ma al presidente della Fondazione Kore[12] [13]. il 17 dicembre del 2011 a maggioranza l'Università di Enna ha votato contro la proroga di mandato del Prof. Andò a rettore dell'Università Kore di Enna nominando a suo posto il prof. Giovanni Puglisi, noto accademico.

[modifica] Opere

[modifica] Onorificenze

Cancelliere e Tesoriere dell'Ordine militare d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cancelliere e Tesoriere dell'Ordine militare d'Italia
— Dal 28 giugno 1992 al 28 aprile 1993

[modifica] Note

  1. ^ Operazione "Vespri Siciliani" - Sito Web dell'Esercito Italiano
  2. ^ Costituito Il Soggetto Politico Della Rosa Nel Pugno – Laici Socialisti Liberali Radicali | La Rosa Nel Pugno
  3. ^ Andò e tornò - l’Espresso
  4. ^ Fonte: Espresso
  5. ^ La Finocchiaro e Salvo Andò @ Liberamente
  6. ^ CSD - Cronologia
  7. ^ Fonte: Centro Impastato [1] e [2]
  8. ^ Marco Travaglio, Andò e tornò, L'Espresso 29 febbraio 2008
  9. ^ Home page
  10. ^ Unikore - Organi centrali
  11. ^ [3]
  12. ^ CdA Kore disponibile per università a rete centrata su Enna | Vivienna.it
  13. ^ Kore Enna. Netto dissenso del CdA della Fondazione sul IV Polo. Sconfessata firma Rettore | Vivienna.it

[modifica] Collegamenti esterni

Predecessore: Ministro della Difesa della Repubblica Italiana Successore: Italy-Emblem.svg
Virginio Rognoni 28 giugno 1992 - 28 aprile 1993 Fabio Fabbri
Strumenti personali
Namespace
Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue