Clelio Darida
| on. Clelio Darida | |
|---|---|
| Parlamento italiano Camera dei deputati |
|
| Luogo nascita | Roma |
| Data nascita | 3 maggio 1927 |
| Partito | DC |
| Legislatura | VII, VIII, IX, X |
| Gruppo | Democrazia Cristiana |
| Collegio | Roma |
| Incarichi parlamentari | |
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Clelio Darida (Roma, 3 maggio 1927) è un politico italiano. È stato Sindaco di Roma dal 1969 al 1976 e Ministro della Repubblica dal 1980 al 1987.
Indice |
[modifica] Biografia
[modifica] Darida Sindaco di Roma
Consigliere comunale di Roma per la Democrazia Cristiana a partire dal giugno 1960, è l'espressione della corrente fanfaniana e forlaniana nella Capitale.
Nel luglio 1969, Rinaldo Santini si dimette da Sindaco di Roma, a seguito di forti critiche dell'assessore Mauro Bubbico e delle contemporanee dimissioni di altri tre assessori democristiani. Clelio Darida è eletto sindaco il 30 luglio successivo con soli 36 voti su 80 e costituisce una Giunta di centro-sinistra[1]. Personaggio portato alla mediazione, si trova a gestire la macchina comunale in un momento di grande difficoltà, soprattutto a causa dell'aggravarsi del problema della casa e della mancanza di aule scolastiche.
L'atto più importante della sua prima Giunta è la nomina dei 240 consiglieri circoscrizionali (sett. 1969), che avviano il decentramento comunale[2]; si finisce inoltre di acquisire la storica Villa Doria Pamphilj, che diviene così il più grande parco pubblico di Roma[3]. Nel 1970 si dà inizio ai lavori della "strada panoramica" sulla collina di Monte Mario[4]. Nell'estate dello stesso anno, i lavori del costruendo tratto di metropolitana "Termini-Anagnina" provocano lesioni a numerosi edifici della Via Appia, con conseguenti disagi alla popolazione e l'interruzione dei lavori stessi[5]. Potranno essere ripresi solo una volta riprogettato lo scavo in galleria a foro cieco, da realizzarsi mediante un apposito macchinario (la cosiddetta "talpa").
Il 13 giugno 1971 si tengono le elezioni amministrative, che segnano una forte avanzata della destra; il 7 agosto Darida è confermato Sindaco dal Consiglio comunale e vara una Giunta monocolore DC che ha breve vita (poco più di sei mesi). Dimessosi nuovamente il 15 febbraio 1972, Darida è rieletto il 17 marzo 1972 e rimane in carica sino al termine della consiliatura 1971-76. Nel 1974 costituisce una giunta monocolore Dc, che si avvale del sostegno dei consiglieri comunali del Partito Comunista Italiano.
Gli anni di mandato 1971-76 sono contrassegnati dal prosieguo degli interventi di edilizia economica e popolare (L. 167/62), per un totale di 35.000 stanze/abitanti realizzate[6]; dall'adozione di una nuova variante generale al Piano regolatore approvato nel 1965[7] (deliberazione n. 2632/74) e dalla localizzazione e progettazione della rete e degli impianti di depurazione delle acque (Depuratori Roma-Nord, Roma-Sud, Roma-Est e Roma-Ostia, cosiddetto "Piano Acea"). Nel 1972 è approvata la seconda parte del tracciato della linea A della metropolitana (Termini-Ottaviano), su un percorso diverso da quello previsto inizialmente[8], e sono appaltati i lavori alla soc. Metroroma[9].
Il 6 marzo 1976, Darida si dimette da sindaco per partecipare alle elezioni politiche anticipate fissate il 20 giugno di quell'anno. Contemporaneamente, le nuove elezioni amministrative portano in Campidoglio una maggioranza di sinistra e la DC perde per la prima volta la guida del Comune di Roma.
[modifica] Darida deputato e Ministro
Alle politiche nel 1976, Darida è eletto per la prima volta Deputato. E' confermato anche nel 1979, nel 1983 e nel 1987. È stato Sottosegretario agli interni dal 1976 al 1980, Ministro dei Rapporti con il Parlamento, delle Poste, della Funzione pubblica, della Giustizia e delle Partecipazioni statali dal 1980 al 1987. Alle elezioni politiche del 1992 non è stato rieletto.
[modifica] Inchieste giudiziarie
Durante l'inchiesta di Mani Pulite venne coinvolto nell'inchiesta Intermetro (dal nome di nove società che realizzarono l'ampliamento della Metropolitana di Roma), che vide coinvolto anche il manager FIAT Cesare Romiti; dopo una serie di colpi di scena, l'inchiesta finì in nulla di fatto, con una serie di assoluzioni e proscioglimenti, fra cui quelle dello stesso Darida.[10]
[modifica] Note
- ^ Gianfranco Berardi, Storia del malgoverno democristiano a Roma, in: L'Unità, aprile 1976
- ^ Gianfranco Berardi, cit.
- ^ Italo Insolera, Roma moderna, Einaudi, Torino, 1971, pag. 285
- ^ Italo Insolera, in: Roma moderna,cit., pag. 302, la definisce: "una delle peggiori opere cioccettiane che erano rimaste"
- ^ Italo Insolera, Roma moderna, cit., pag. 295
- ^ Campidoglio, sfilata di ex dc per l'omaggio a Clelio Darida
- ^ Variante 1974 del Piano regolatore generale di Roma
- ^ Cfr. Italo Insolera, Roma moderna, cit., pag. 293. La linea invece di percorrere Via Cola di Rienzo e attestarsi a Piazza del Risorgimento, nei pressi della Basilica di San Pietro, fu spostata lungo Viale Giulio Cesare, su pressione dei commercianti sostenuti dal quotidiano "Il Messaggero".
- ^ L'altro tratto della stessa linea (Termini-Anagnina) era in corso di realizzazione da parte della Soc. SACOP; Cfr. Italo Insolera, Roma moderna, cit.
- ^ Travaglio, Barbacetto, Gomez, Mani Pulite la vera storia, editori Riuniti 2002, pp. 185-186
[modifica] Bibliografia
- AA.VV., Interpretazioni di Roma. Contraddizioni urbanistiche e sociali nella “capitale del capitale”, anno I, n. 3, maggio/giugno 1978
- Alberto Caracciolo, I Sindaci di Roma, Roma, Donzelli, 1993.
- Clelio Darida, 60 dì... 60 dì..., Roma, Pagine, 2002.
- Italo Insolera, Roma moderna: un secolo di storia urbanistica, Torino, Einaudi, 1983.
- Grazia Pagnotta, All'ombra del Campidoglio: Sindaci e giunte di Roma dal dopoguerra al 1993, Roma, Il Manifesto, 1993.
- Grazia Pagnotta, Sindaci a Roma: il governo della capitale dal dopoguerra a oggi, Roma, Donzelli, 2006.
[modifica] Onorificenze
| Cavaliere di Gran Croce Ordine al merito della Repubblica Italiana | |
| — Roma, 8 dicembre 1971 |
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
| Predecessore: | Sindaco di Roma (categoria) | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Rinaldo Santini | 1969 - 1976 | Giulio Carlo Argan |
| Predecessore: | Ministro dei Rapporti col Parlamento | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Adolfo Sarti | 14 gennaio 1980 - 4 aprile 1980 | Remo Gaspari |
| Predecessore: | Ministro delle Poste e Telecomunicazioni | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Vittorino Colombo | 4 aprile 1980 - 18 ottobre 1980 | Michele Di Giesi |
| Predecessore: | Ministro della Funzione Pubblica | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Massimo Severo Giannini | 21 ottobre 1980 - 28 giugno 1981 | Dante Schietroma |
| Predecessore: | Ministro di Grazia e Giustizia | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Adolfo Sarti | 23 maggio 1981 - 4 agosto 1983 | Fermo Mino Martinazzoli |
| Predecessore: | Ministro delle Partecipazioni Statali | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Gianni De Michelis | 4 agosto 1983 - 28 luglio 1987 | Luigi Granelli |
- Politici italiani del XX secolo
- Nati nel 1927
- Nati il 3 maggio
- Sindaci di Roma
- Deputati della Democrazia Cristiana
- Ministri della Repubblica Italiana
- Ministri di Grazia e Giustizia della Repubblica Italiana
- Deputati della VII Legislatura della Repubblica Italiana
- Deputati dell'VIII Legislatura della Repubblica Italiana
- Deputati della IX Legislatura della Repubblica Italiana
- Deputati della X Legislatura della Repubblica Italiana