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| on. Adolfo Sarti |
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Parlamento italiano
Camera dei deputati |
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| Luogo nascita |
Torino |
| Data nascita |
19 giugno 1928 |
| Luogo morte |
Roma |
| Data morte |
2 marzo 1992 |
| Titolo di studio |
laurea in giurisprudenza |
| Professione |
bancario |
| Partito |
Democrazia Cristiana |
| Legislatura |
III, IV, V e IX |
| Collegio |
Cuneo |
| Incarichi parlamentari |
- Componente della VII Commissione (Difesa) - III e IV Legislatura
- Componente della IX Commissione (Lavori Pubblici) - III Legislatura
- Componente della XIV Commissione (Igiene e Sanità Pubblica) - III Legislatura
- Componente della III Commissione (Esteri) - IV e IX Legislatura
- Componente della X Commissione (Trasporti) - V Legislatura
- Componente della II Commissione (Interni) - IX Legislatura
- Membro dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa - IX Legislatura
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Adolfo Sarti (Torino, 19 giugno 1928 – Roma, 2 marzo 1992) è stato un politico italiano democristiano e Ministro della Repubblica.
Adolfo Sarti (Torino, 19/06/1928 – Roma, 03/03/1992) è stato il più rappresentativo esponente della Democrazia Cristiana cuneese del dopoguerra. Coniugando sapientemente le istanze cattolico-liberali del Partito Popolare di Don Luigi Sturzo e quelle riformiste e progressiste del movimento “Giustizia e Libertà” di Duccio Galimberti e Dante Livio Bianco, destinato a confluire nel “Partito d’Azione”, Adolfo Sarti è riuscito nella difficile impresa di accreditare il rifiuto di ogni totalitarismo, di marca sovietica o nazifascista, il rispetto dei diritti umani, e il fronteggiamento delle emergenze più immediate, fame, lavoro, alloggio, quali affioravano, nel drammatico periodo post-bellico della ricostruzione, dell’aumento dei costi dei beni di prima necessità, dagli strati sociali medio-bassi e proletari. Adolfo Sarti discende da una famiglia di giuristi. Infatti il suo trisavolo, Conte Luigi Giuseppe Barbaroux, è stato dal 1831 al 1840 il Ministro di Grazia e Giustizia e Guardasigilli di Carlo Alberto, e il mirabile artefice dei primi 4 tomi del Codice Albertino-; il suo bisnonno, Luigi Sarti, ha esercitato l’avvocatura nei distretti di Novara e di Vercelli nella seconda metà dell’800-; suo padre, Luigi Sarti, laureato in legge, ha svolto mansioni direttive presso un importante istituto di credito. Nato a Torino nel 1928, Adolfo Sarti ha frequentato solo le scuole elementari nel capoluogo piemontese. A partire dal 1938, in seguito al trasferimento del padre presso la filiale cuneese del Banco di Roma, egli fissa con la famiglia la sua residenza nella città di Cuneo, da lui sentita e captata come depositaria di valori autentici: il focolare domestico, l’operosità contadina, la schiettezza e la lealtà dei comportamenti, l’amore della terra e della Patria. Dal 1939 al 1946, Adolfo Sarti frequenta il ginnasio e il Liceo classico presso il mitico “Silvio Pellico”, fucina di personaggi di grande prestigio, come il grecista Augusto Rostagni, e stringe importanti amicizie. Innanzitutto con l’avvocato Giovanni Campagno, Segretario provinciale della Democrazia Cristiana, il quale, colpito dal suo entusiasmo e dalla sua competenza, comincia a prospettargli la possibilità di abbracciare la carriera politica al termine dei suoi studi universitari, in una delle prossime scadenze elettorali, seguite all’insediamento dell’Assemblea Costituente, nel luglio 1946. Sempre nel 1946, dopo avere conseguito la maturità classica a pieni voti – i suoi docenti ne ricordano ancora la straordinaria versatilità d’ingegno – Adolfo Sarti, seguendo la tradizione familiare, decide d’iscriversi alla Facoltà di Giurisprudenza, pur continuando a coltivare altre due passioni: la politica e la storia. Grazie alla sua acutezza di vedute, Adolfo Sarti viene infatti designato nel 1954 Consigliere Provinciale della Sezione giovanile della D.C. cuneese e nel 1956 ottiene la nomina a Consigliere Nazionale nel partito fondato da De Gasperi. Entusiasta e infaticabile organizzatore di diversi Convegni della Democrazia Cristiana, in cui dispiega una singolare maestria oratoria, Sarti mette a punto una rigorosa tattica di continuo confronto con le richieste della “base”, denotando già quella che sarà la dote a lui unanimemente riconosciuta nel corso della sua carriera parlamentare: la capacità di recepire e di conciliare, con abilità e competenza, le diverse esigenze dei suoi interlocutori, dai più umili ai più autorevoli, ad ognuno dei quali presta ascolto, individuando sempre le soluzioni più opportune per i diversi problemi. Dopo aver conseguito la Laurea in Giurisprudenza nel 1950, Sarti ricopre il ruolo di funzionario di banca presso la Cassa di Risparmio di Cuneo, pur continuando la sua ascesa politica. Inoltre egli si connota come editorialista di spicco del settimanale della D.C. cuneese, la “Vedetta”. All’età di 30 anni, nel 1958, Sarti realizza il suo sogno di “far politica attiva”. Egli viene infatti eletto per la prima volta deputato nello schieramento della Democrazia Cristiana. La sua carriera è sfolgorante, anche perché egli abbina all’eccezionale “fiuto” politico una raffinata cultura umanistica. Nominato ripetutamente Sottosegretario di Stato nei governi Moro, Leone, Rumor, Colombo e Andreotti, nel 1972 Sarti è eletto senatore, quindi riceve la nomina a Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio in 2 governi Rumor, a Ministro per il Turismo in 2 governi Moro. Seguono poi le designazioni a Ministro per i Rapporti con il Parlamento e a Ministro della Difesa e della Pubblica Istruzione nel 1° e nel 2° governo Cossiga, a Ministro di Grazia e Giustizia e Guardasigilli nel governo Forlani. Rieletto come deputato nel 1987, Sarti diventa Vicepresidente della Camera, dopo aver ricoperto altresì, nel 1976, la carica di rappresentante del Consiglio d’Europa. Sarti muore precocemente il 3 marzo 1992. La Città di Cuneo ha intitolato a lui i due ponti gemelli sullo Stura di Demonte, un’opera grandiosa inaugurata il 14 luglio 2007, alla presenza delle più alte cariche istituzionali del Comune e della Provincia.
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