Dario Antoniozzi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Dario Antoniozzi
Dario antoniozzi.jpg

Ministro del Turismo e dello Spettacolo
Durata mandato 29 luglio 1976 –
11 marzo 1978
Presidente Giulio Andreotti
Predecessore Adolfo Sarti
Successore Carlo Pastorino

Ministro per i Beni Culturali e Ambientali
Durata mandato 11 marzo 1978 –
31 marzo 1979
Predecessore Mario Pedini
Successore Egidio Ariosto

Dati generali
Partito politico Democrazia Cristiana
Curly Brackets.svg
A questa voce o sezione va aggiunto il template sinottico {{Membro delle istituzioni italiane}}
Per favore, aggiungi e riempi opportunamente il template e poi rimuovi questo avviso.
Per le altre pagine a cui aggiungere questo template, vedi la relativa categoria.

Dario Antoniozzi (Rieti, 11 dicembre 1923) è un politico italiano, esponente della Democrazia Cristiana e parlamentare europeo.

Nato a Rieti, è cresciuto a Cosenza, dove il padre Florindo si era trasferito per ragioni di lavoro (è stato per anni direttore generale della Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania). Eletto per la prima volta alla Camera nel 1953 (circoscrizione XX Calabria), ha conservato il seggio fino al 1980. Vicesegretario politico della Dc e leader del partito in Calabria per lungo tempo, è stato sottosegretario e Ministro per circa vent'anni, nel dicastero del turismo e spettacolo con il III Governo Andreotti, ai beni culturali ed ambientali nel IV Governo Andreotti, beni culturali e ricerca scientifica nel V Governo Andreotti, e trascorrendo lungo tempo al Ministero dell'Agricoltura.
Membro del Parlamento europeo fin dalla sua istituzione, nel 1979 ottenne un ottimo successo personale alla prima elezione diretta dell'Assemblea di Strasburgo. Allora era Ministro dei Beni culturali, ma si dimise per dedicarsi all'Europa. Avrebbe voluto lasciare subito anche il seggio a Montecitorio, ma il partito gli chiese di attendere. Nel 1980 presentò le dimissioni. Alle successive elezioni europee (1984) venne rieletto. È stato membro della Commissione per le relazioni economiche esterne, della Commissione per il controllo di bilancio, della Commissione per gli affari istituzionali, della Delegazione per le relazioni con il Canada, della Delegazione per le relazioni con la Norvegia, della Delegazione per le relazioni con la Repubblica popolare cinese.
. Ha aderito al gruppo parlamentare del Partito Popolare Europeo - Democratici Europei. Alle successive elezioni europee, indebolito dalle lotte intestine interne alla Dc e dall'avversione esplicita di Riccardo Misasi noto politico calabrese vicino a Ciriaco De Mita] ed alla sinistra "di base" della D.C., non fu rieletto e quindi si ritirò dalla vita politica attiva, continuando a tenere conferenze di alto livello, in tutto il mondo, sull'Europa ed il significato di questa scelta, essendone stato tra l'altro uno dei principali fautori fin dai primissimi albori. Tuttora è chiamato presso le principali istituzioni in Paesi Europei e nel mondo, come relatore sui principali temi dell'Europa, anche in rappresentanza del PPE, di cui è stato uno dei fondatori.
Il figlio Alfredo, dopo una consolidata esperienza nella Democrazia Cristiana della Capitale - ottenendo ottimi successi elettorali in una regione diversa da dove aveva operato il padre - ha aderito a Forza Italia ed è stato eletto più volte parlamentare europeo.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte
— Roma, 30 ottobre 1980.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte Dario Antoniozzi Ex Ministro dei Beni Culturali

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie