Gianni De Michelis

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Gianni De Michelis
De Michelis.jpg

Ministro degli Affari Esteri
Durata mandato 22 luglio 1989 –
28 giugno 1992
Presidente Giulio Andreotti
Predecessore Giulio Andreotti
Successore Vincenzo Scotti

Vicepresidente del Consiglio dei Ministri
Durata mandato 13 aprile 1988 –
22 luglio 1989
Presidente Ciriaco De Mita
Predecessore Giuliano Amato
Successore Claudio Martelli

Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale
Durata mandato 4 agosto 1983 –
17 aprile 1987
Presidente Bettino Craxi
Predecessore Vincenzo Scotti
Successore Ermanno Gorrieri

Ministro delle Partecipazioni Statali
Durata mandato 4 aprile 1980 –
4 agosto 1983
Presidente Francesco Cossiga; Arnaldo Forlani; Giovanni Spadolini; Amintore Fanfani
Predecessore Siro Lombardini
Successore Clelio Darida

Dati generali
Partito politico PSI (2007-2009)
Precedenti:
PSI (1960-1994)
Partito Socialista (1997-2001)
Nuovo PSI (2001-2007)
Alma mater Università degli Studi di Padova
on. Gianni De Michelis
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Venezia
Data nascita 26 novembre 1940
Titolo di studio Laurea in Chimica industriale
Professione Professore universitario
Partito Partito Socialista Italiano
Legislatura VII, VIII, IX, X, XI
Gruppo Partito Socialista Italiano
Coalizione Pentapartito
Collegio Venezia-Treviso
Gianni De Michelis

Parlamento Europeo
Durata mandato 13 giugno 2004 - 7 giugno 2009

Dati generali
Partito politico Nuovo PSI (2004-2007)
Partito Socialista (2007-2009)
Professione professore universitario

Gianni De Michelis (Venezia, 26 novembre 1940) è un politico italiano. Già nel Partito Socialista Italiano dagli anni sessanta, poi segretario nazionale del Nuovo PSI (2001-2007), ha aderito successivamente alla Costituente del Partito Socialista.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Cresciuto in una famiglia protestante di stampo metodista, De Michelis, dopo aver avuto simpatie adolescenziali e giovanili monarchiche, missine e infine radicali[1], aderisce da studente universitario al Partito Socialista Italiano nel 1960, e nel 1962 diviene presidente dell'UGI, movimento universitario di sinistra, e si occupa di politica universitaria ricoprendo cariche nell'Unuri[2].

Nel 1963 si laurea in chimica all'Università degli Studi di Padova e inizia subito l'attività accademica, prima come assistente e poi come professore incaricato[3], divenendo infine professore associato di Chimica nel 1980[4] presso l'Università Ca' Foscari di Venezia. Dopo un lungo periodo di aspettativa dovuto agli impegni politici ed istituzionali è tornato all'insegnamento universitario dal 1994[5] fino al 1999.

Nel partito si colloca successivamente all'interno della corrente di sinistra del partito, Alternativa Socialista, guidata da Riccardo Lombardi.

Carriera politica nel governo e nel PSI[modifica | modifica sorgente]

La sua esperienza nelle istituzioni inizia come consigliere e assessore all'urbanistica del Comune di Venezia (1964); in seguito è stato deputato alla Camera (dal 1976 al 1994), ministro delle Partecipazioni statali (dal 1980 al 1983), ministro del Lavoro (1983-1987), vicepresidente del Consiglio dei ministri (1988-1989) e infine ministro degli Affari esteri (dal 1989 al 1992).

Da ministro del Lavoro deve fronteggiare le critiche al taglio dei punti della scala mobile e il conseguente referendum abrogativo del 1985 promosso dal PCI. Nella sua carriera da ministro degli Esteri, durante la quale hanno luogo gravi e storici avvenimenti a livello internazionale quali la caduta del muro di Berlino (1989), la prima guerra del Golfo (1990-91) e la dissoluzione dell'Unione Sovietica (1991), è impegnato assieme ai vari governi italiani nel processo di unificazione continentale - in particolare durante la presidenza italiana del Consiglio europeo nella seconda metà del 1990 - che porta nel 1992 al Trattato di Maastricht, di cui De Michelis è uno dei firmatari.

Componente della direzione socialista sin dal 1969, e poi responsabile dell'organizzazione, nella sua attività di partito viene considerato uno dei discepoli di Riccardo Lombardi, e con lui nel 1976 appoggia l'elezione alla segreteria di Bettino Craxi, di cui rimane sostenitore anche dopo l'abbandono di Lombardi della sua stessa corrente, guidata da Claudio Signorile, e diviene membro della direzione nazionale del partito per tutta la durata della segreteria Craxi, nonché presidente del gruppo socialista alla Camera tra il 1987 e il 1988 e vicesegretario nazionale del partito tra il 1993 e il 1994.

Il personaggio pubblico[modifica | modifica sorgente]

Nel corso degli anni ottanta, è emersa agli occhi dell'opinione pubblica la sua passione per il ballo: De Michelis, che intanto ricopriva importanti incarichi di governo, era appassionato di discoteche fino a diventarne un estimatore, tant'è che decise di raccogliere i più importanti locali notturni in una guida illustrata[6].

Famosa anche la sua passione per le donne. Come scrive nel suo diario Nadia Bolgan, per un periodo addetta stampa di De Michelis, riguardo allo staff romano del ministro: "[è costituito da] una cinquantina di persone, molte delle quali donne di passaggio e senza alcuna preparazione professionale; erano lì solo perché gli piacevano"[7].

A questo proposito, è noto un commento di Enzo Biagi che qualche tempo dopo lo definirà "un avanzo di balera"[8][9], per sintetizzare in tre parole i problemi giudiziari che avrà con Tangentopoli e la propensione al ballo.

De Michelis è stato sposato con Stefania Tucci, consulente fiscale.

Coinvolgimento in Tangentopoli e nella diaspora socialista[modifica | modifica sorgente]

De Michelis viene travolto, come tutto lo stato maggiore e la classe dirigente socialisti, dagli scandali di Tangentopoli. Per quel che lo riguarda, a seguito delle inchieste giudiziarie del pool di "Mani pulite", è stato sottoposto dal 1992 a 35 diversi procedimenti giudiziari; oltre alle moltissime assoluzioni, è stato condannato in via definitiva a:

La pena, ammontante in totale a 2 anni di reclusione, è stata sospesa con la condizionale. L'attività di corruzione per cui De Michelis fu condannato, come precisato dal Tribunale, «alimentava il suo principesco stile di vita sia pubblica sia privata»[10].

Nel 1997, tre anni dopo lo scioglimento del PSI, De Michelis cerca di dar seguito all'esperienza socialista e aderisce ad un partito denominato proprio Partito Socialista, nato un anno prima su iniziativa di alcuni ex-PSI (Ugo Intini, Margherita Boniver ecc.) di cui diventa segretario dopo pochi mesi su una linea di avvicinamento al Polo delle Libertà guidato da Silvio Berlusconi. L'anno successivo, l'ala dissidente guidata da Intini si separa per andare a confluire nello SDI, mentre nel 1999 molti esponenti del partito aderiscono a Forza Italia.

L'esperienza nel Nuovo PSI[modifica | modifica sorgente]

Nel 2001 De Michelis fonda insieme a Bobo Craxi, figlio di Bettino, con quel che resta del piccolo movimento, il Nuovo PSI, partito che nasce in aperta polemica con la sinistra italiana e che, pertanto, sceglie di confluire nella Casa delle Libertà, la coalizione di centrodestra guidata da Berlusconi. De Michelis commenta: "Non avevamo altra scelta, aspettiamo che giunga a compimento la crisi che corrompe la sinistra dall'interno"[11].

Dalla nascita del partito, De Michelis ricopre la carica di segretario nazionale per 6 anni.

Alle elezioni europee del 2004, viene eletto deputato del Parlamento europeo, per la lista "Socialisti Uniti per l'Europa" (costituita dal Nuovo PSI insieme ad altri movimenti d'ispirazione socialista) nella circoscrizione Sud, ricevendo 34 000 preferenze. Non aderisce ad alcun gruppo parlamentare europeo in attesa che venga presa in considerazione la sua richiesta, a nome del Nuovo PSI, di essere accolto nel gruppo del Partito del Socialismo Europeo.

Il buon risultato elettorale non fa diminuire le tensioni nel partito sul tema delle alleanza, e nell'incontro tenuto il 21 ottobre-23 ottobre 2005 che avrebbe dovuto essere il V Congresso Nazionale del partito, De Michelis viene contestato dalla corrente guidata da Bobo Craxi che chiede di abbandonare subito la Casa delle Libertà per ricercare una più naturale alleanza a sinistra. La maggioranza del partito, assieme a De Michelis, non è d'accordo e, nel movimentato incontro, abbandona i lavori dichiarando il V Congresso mai aperto, mentre i delegati di minoranza rimasti acclamano Bobo Craxi segretario.

Il 28 dicembre 2005, con una sentenza di primo grado, il Tribunale Civile di Roma accoglie, in un primo tempo, il ricorso di Bobo Craxi che presumeva di essere stato nominato nuovo segretario nazionale del Nuovo PSI, a seguito dell'incontro che doveva diventare il V Congresso ma, meno di un mese dopo, De Michelis si vede confermare in appello nella sua carica di segretario nazionale del Nuovo PSI dallo stesso Tribunale.

Alle elezioni politiche del 2006 viene eletto deputato nazionale per la lista formata in congiunzione con la Democrazia Cristiana per le Autonomie; tuttavia, De Michelis abbandona l'incarico preferendo rimanere al Parlamento europeo. La decisione è motivata dal fatto che al suo posto, al Parlamento Europeo, sarebbe subentrato Luciano Racco, non più esponente del Nuovo PSI ma passato con I Socialisti Italiani di Bobo Craxi.

L'adesione alla Costituente Socialista[modifica | modifica sorgente]

Nel 2007 viene celebrato un nuovo congresso che lo rielegge segretario. La componente di Stefano Caldoro ne contesta la legittimità eleggendo il proprio leader, e alla fine De Michelis e la sua corrente lasciano il partito per aderire al rinato Partito Socialista nel centro-sinistra; De Michelis così, in Europa, riesce a venire accettato nel gruppo del PSE.

Nel marzo del 2009, in vista delle elezioni europee ed amministrative, in polemica con la decisione della direzione nazionale del Partito Socialista di aderire alla lista elettorale Sinistra e Libertà, De Michelis abbandona la vita del partito e sostiene una lista locale di centrodestra, facendosi sospendere[12].

Nel settembre 2009 diviene consulente di Renato Brunetta, ministro per la Pubblica Amministrazione nel governo di centrodestra presieduto da Silvio Berlusconi[13].

Il 26 novembre 2011 aderisce al progetto di partito di Stefania Craxi, che si chiama Riformisti Italiani, insieme ad altri esponenti come Alessandro Battilocchio e Renzo Tondo.

Cronologia degli incarichi di Gianni De Michelis[modifica | modifica sorgente]

  • 1962-1964: Presidente dell’UGI;
  • 1964: Eletto al Consiglio Comunale di Venezia;
  • 1969: Nominato assessore comunale all’Urbanistica;
  • 1976: Membro della Segretaria Nazionale del PSI; eletto al Parlamento Italiano (riconfermato fino al '94);
  • 1980-1999: Professore Associato di chimica presso l’Università degli Studi di Venezia;
  • 1980-1983: Ministro delle Partecipazioni Statali;
  • 1983-1987: Ministro del Lavoro;
  • 1984-1992: Presidente di Aspen Institute Italia (attualmente è ancora socio);
  • 1984-1992: Presidente della Lega Società di Pallacanestro di Serie A;
  • 1987-1988: Presidente del Gruppo Parlamentare del PSI;
  • 1988-1989: Vice Presidente del Consiglio dei ministri;
  • 1989-1992: Ministro degli Affari Esteri;
  • 1994: Consulente per Aziende Italiane nel Medio ed Estremo Oriente;
  • 1997: Entra nella lista denominata Partito Socialista di cui viene eletto segretario nazionale;
  • 1999: Consulente per Aziende Italiane nell’area dei Balcani;
  • 2001: Fonde il Ps con la Lega Socialista e crea il Nuovo PSI divenendone segretario nazionale;
  • 2004: Eletto eurodeputato per la lista Socialisti Uniti per l'Europa nella circoscrizione dell'Italia meridionale;
  • 2005: Gli viene contestata la carica di Segretario Nazionale del Nuovo PSI, in seguito alla sentenza del Tribunale Civile di Roma per un ricorso di Bobo Craxi, che rivendica a sua volta di essere stato nominato nuovo segretario nazionale del Nuovo PSI, a seguito dell'incontro del 21 ottobre-23 ottobre (V Congresso Nazionale del partito-annullato).
  • 2006 gennaio: si vede confermare in Appello nella sua carica dallo stesso Tribunale Civile di Roma.
  • 2007 luglio: rieletto segretario del Nuovo Psi.
  • 2007 luglio-settembre: aderisce alla Costituente Socialista per il Partito Socialista.
  • 2009 settembre: consulente del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • G. De Michelis, Il piano del lavoro. La politica occupazionale in Italia, Laterza, Bari, 1986
  • G. De Michelis, Verso il XXI secolo. Idee per fare politica, Marsilio, Venezia, 1987
  • G. Spadolini, G. Chiaromonte e G. De Michelis (dibattito tra), E. Rotelli (moderatore), Nodi politici e nodi istituzionali: la crisi del sistema italiano, Editrice Sallustiana, Roma, 1987
  • G. De Michelis, Dove andiamo a ballare questa sera? Guida a 250 discoteche italiane, Mondadori, Milano, 1988
  • G. De Michelis e C. Scognamiglio, Come guidare l'Italia nel Duemila, Sperling & Kupfer, Milano, 1989
  • G. De Michelis, Piano di rientro ed equità fiscale, Veutro Editore, Roma, 1989
  • G. De Michelis, Oggi e domani, PGS, Pomezia, 1992
  • G. De Michelis, Conversazione su il califfo virtuale, a cura di A. Polidori, L'arcano, Roma, 2001
  • G. De Michelis et al., L'Arabia americana, atti del convegno tenuto a Roma, 12 novembre 2002, La Tipografia, Roma, 2003
  • G. De Michelis e F. Kostner, La lunga ombra di Yalta. La specificità della politica italiana, Marsilio, Venezia, 2003
  • G. De Michelis e L. Necci, I socialisti e l'economia. Proposte (un po' provocatorie), Minerva, Roma, 2004
  • G. De Michelis e M. Sacconi, Dialogo a Nordest. Sul futuro dell'Italia tra Europa e Mediterraneo, Marsilio, Venezia, 2010

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Claudio Sabelli Fioretti, "Intervista a Gianni De Michelis", Sette, inserto settimanale del Corriere della Sera, 2 ottobre 2003.
  2. ^ Si occupò in particolare di un ambizioso progetto di trasformare le cooperative librarie universitarie in una grande University press[senza fonte].
  3. ^ Curriculum vitae di Gianni De Michelis sul sito del Parlamento Europeo
  4. ^ Come previsto dalla riforma universitaria contenuta nel DPR 382/1980, De Michelis fu inquadrato nel ruolo dei professori associati, non a seguito di un concorso, ma con un semplice giudizio di idoneità, dal momento che era già professore incaricato.
  5. ^ De Michelis risale in cattedra, di chimica. L' ex ministro Gianni De Michelis tornerà ad insegnare chimica alla facoltà di scienze dell'Università di Venezia, Corriere della Sera, 19 aprile 1994.
  6. ^ Gianni De Michelis, Dove andiamo a ballare questa sera? Guida a 250 discoteche italiane, Milano 1988, Mondadori.
  7. ^ Marco Travaglio, La scomparsa dei fatti, p. 96, Il Saggiatore, 2006.
  8. ^ Gottoso, Crapun, Mascella, Cinghialone, Papi L'arte dei nomignoli ai politici dal ' 400 a oggi.
  9. ^ La rivincita di De Michelis: mi chiamano tutti, unirò i socialisti.
  10. ^ Marco Travaglio, La scomparsa dei fatti, Il Saggiatore 2006, pag. 95: "[Le feste di De Michelis erano] entrate nella leggenda. A Venezia ne organizzò una alla Stazione marittima con duemila invitati; a Roma, per un compleanno, affittò l'intero ippodromo di Tor di Valle. [...] Nel 1993, De Michelis lascia un conto non pagato di 490 milioni all'Hotel Plaza di Roma, dove ha occupato una suite che costava 370 mila lire al giorno soltanto per gli «extra»".
  11. ^ www.nuovo-psi-veglie.com -NUOVO PSI VEGLIE: Partito Socialista sezione di Veglie, veglie, veglie, nuovo psi veglie, nuovo psi veglie, nuovo psi veglie, nuovo psi veglie, nuovo....
  12. ^ Affaritaliani - Socialisti/ Nencini (Ps) ad Affaritaliani: "Non temo scissioni. Si resta nel partito se ne si condividono gli orientamenti", Sabato 11.07.2009 19:49.
  13. ^ Corriere della Sera - De Michelis consulente di Brunetta «Io, un padre che torna ai figli», 23 settembre 2009, p. 15.
  14. ^ Repubblica.it » spettacoli_e_cultura » Dal Pci a Craxi a Berlusconi Nanni "veggente" dei miti in crisi.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Ministro degli Esteri della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Giulio Andreotti 22 luglio 1989 - 12 aprile 1991
(governo Andreotti VI)
Gianni De Michelis I
Gianni De Michelis 12 aprile 1991 - 28 giugno 1992
(governo Andreotti VII)
Vincenzo Scotti II
Predecessore Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale Successore Emblem of Italy.svg
Vincenzo Scotti 4 agosto 1983 - 1º agosto 1986
(governo Craxi I)
Gianni De Michelis I
Gianni De Michelis 1º agosto 1986 - 17 aprile 1987
(governo Craxi II)
Ermanno Gorrieri II

Controllo di autorità VIAF: 266970415