Margherita Boniver

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Margherita Boniver

Ministro per gli Italiani nel Mondo
Durata mandato 12 aprile 1991 –
28 giugno 1992
Presidente Giulio Andreotti
Predecessore non istituito
Successore Mirko Tremaglia (2001-2006)

Ministro del Turismo
Durata mandato 28 giugno 1992 –
28 aprile 1993
Presidente Giuliano Amato
Predecessore Carlo Tognoli
Successore Carlo Azeglio Ciampi (ad interim)

Sottosegretario di Stato del Ministero degli Affari Esteri
Durata mandato 11 giugno 2001 –
17 maggio 2006
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Franco Danieli
Successore Famiano Crucianelli

Dati generali
Partito politico Forza Italia
(2013-presente)
Precedenti:
Partito Socialista Italiano
(1979-1994)
Partito Socialista
(1996-1999)
Forza Italia
(1999-2009)
Il Popolo della Libertà
(2009-2013)
sen. Margherita Boniver
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Luogo nascita Roma
Data nascita 11 marzo 1938
Titolo di studio Laurea in relazioni internazionali
Professione pubblicista
Partito PSI (1979-1994)
Legislatura VIII (dal 29/01/1980, in sostituzione del deceduto Attilio Spozio), XI
Gruppo PSI (1980-1983, 1992-1994)
Coalizione Pentapartito (1979), Quadripartito (1992)
on. Margherita Boniver
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Partito PSI (1979-1994), FI (1999-2009), PdL (2009-2013)
Legislatura X, XV, XVI
Gruppo PSI (1987-1992), FI (2006-2008), PdL (2008-2013)
Coalizione Pentapartito (1987), CdL (2006), PdL (2008)
Pagina istituzionale

Margherita Boniver (Roma, 11 marzo 1938) è una politica italiana.

Fino al 1962 ha vissuto all'estero, tra Washington, Bucarest e Londra.

Attività umanitaria[modifica | modifica sorgente]

Nel 1973 ha fondato la sezione italiana di Amnesty International, di cui tenne la presidenza fino al 1980.

Nel 1993 è diventata presidente della Croce Rossa di Alessandria.

Nel 1995 il Segretario generale delle Nazioni Unite Boutros Boutros-Ghali la nomina suo consulente nel Comitato preparatorio del vertice mondiale sulla povertà e l'emarginazione di Copenaghen.

Attività politica[modifica | modifica sorgente]

Senatrice, Deputata, Eurodeputata del PSI[modifica | modifica sorgente]

Nel 1979 viene eletta per la prima volta al Parlamento come senatrice nelle file del Partito Socialista Italiano.

Successivamente entra nella direzione nazionale del PSI (assumendo la responsabilità dell'Ufficio Esteri) e viene eletta deputato nazionale dal 1987 al 1992 ed europeo dal 1987 al 1989.

Ministero nei governi Andreotti VII e Amato I e la stagione di Tangentopoli[modifica | modifica sorgente]

È stata per due volte ministro: nel 1991 ha presieduto il dicastero degli italiani all'estero nel governo Andreotti VII ed un anno dopo è stata ministro per il Turismo e lo spettacolo nel governo Amato I. Nel 1992 venne rieletta senatrice.

Pur avendo criticato in seguito l'abolizione dell'autorizzazione a procedere come una capitolazione al "partito delle manette" di Tangentopoli[1], al momento del voto sulla legge in prima lettura votò a favore del nuovo articolo 68 della Costituzione, mentre soltanto al momento della sua approvazione definitiva nella "doppia conforme" si assentò.

Dalla Federazione dei Socialisti all'ingresso in Forza Italia[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'inchiesta Mani Pulite e il successivo disfacimento del PSI, Boniver ha aderito alla Federazione dei Socialisti[2], formazione politica contraria ad un'alleanza con il Partito Democratico della Sinistra in vista delle elezioni politiche del 1994,[3] e quindi aderì al Partito Socialista.

Deputata in Forza Italia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1999 ha aderito a Forza Italia (insieme ad alcuni colleghi di partito come Fabrizio Cicchitto), nel cui ambito è stata dirigente nazionale del Dipartimento Immigrazione ed Emergenze Umanitarie.

Dal 2001 al 2006 è stata inoltre Sottosegretario al Ministero degli esteri durante i governi Berlusconi II e III.

Nella primavera 2007 collabora col Ministro degli Esteri di centrosinistra Massimo D'Alema alle trattative (con conclusione positiva) per la liberazione del missionario Padre Giancarlo Bossi, rapito a Mindanao nelle Filippine.

Attualmente è membro della Commissione Affari Esteri[4] della XVI Legislatura alla Camera dei deputati, presidente del Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione degli accordi di Schengen, di vigilanza sull'attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia d'immigrazione[5].

Il 18 marzo 2009 è stata nominata dal Ministro degli Esteri Franco Frattini Inviato Speciale per le emergenze umanitarie e le situazioni di vulnerabilità.

Deputata nel PdL[modifica | modifica sorgente]

Il 27-28-29 marzo 2009 aderisce al Popolo della Libertà, il partito di centro-destra dove cofluisce Forza Italia.

Collabora col quotidiano telematico L'Occidentale[6].

Nel giugno 2009 è intervenuta con un comizio ad una manifestazione organizzata da Radio Radicale ed il Riformista in solidarietà ai cittadini liberaldemocratici e riformisti iraniani che in quel periodo protestavano contro il governo di Ahmadinejad[7].

Nel novembre 2009 ha presentato una proposta di legge costituzionale per la reintroduzione dell'immunità parlamentare, a seguito della bocciatura del lodo Alfano da parte della Corte Costituzionale. Sull'argomento, Boniver ha dichiarato:

« L'immunità, che esiste in molti ordinamenti europei, nonché al Parlamento europeo rappresentava uno dei pilastri della Costituzione italiana. Fu cancellata con un incredibile atto di vigliaccheria dall'Assemblea di Palazzo Madama nell'ottobre del 1993 in un clima di pesante intimidazione. La proposta di legge composta di un solo articolo ripristina un istituto volto a tutelate l'interesse della collettività, prevenendo eventuali condizionamenti del potere giudiziario sullo svolgimento della dialettica politica[8] »

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ M. Boniver, su "IL RIFORMISTA" di mercoledì 21 ottobre 2009, dove si legge "Al Senato, ad esempio, con voto palese, fummo pochissimi a opporci alla revisione dell`art. 68".
  2. ^ La Federazione dei Socialisti ebbe vita breve. Si presentò nella lista Socialisti per la Libertà ed ottenne lo 0,46% nella quota proporzionale della Camera. La lista non fu più ripresentata alle successive elezioni europee dello stesso anno. (FR) Elections Italie 1994, europe-politique.eu. URL consultato il 9 dicembre 2012.; Ecco le liste per le europee, Corriere della sera. URL consultato il 9 dicembre 2012.
  3. ^ fiorisce un quadrifoglio tra PSI e ALLEANZA DEMOCRATICA
  4. ^ III Commissione Affari Esteri della XVI Legislatura
  5. ^ Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen, di vigilanza sull'attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia d'immigrazione
  6. ^ L'Occidentale
  7. ^ RadioRadicale.it - Where is my Vote? Manifestazione a sostegno dei giovani democratici iraniani
  8. ^ Immunità, proposta Pdl per reintrodurla, Corriere.it, 11 novembre 2009

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Ministro per gli Italiani nel Mondo Successore Emblem of Italy.svg
non istituito 12 aprile 1991 28 giugno 1992 Mirko Tremaglia (2001-2006)
Predecessore Ministro del Turismo Successore Emblem of Italy.svg
Carlo Tognoli 28 giugno 1992 28 aprile 1993 Carlo Azeglio Ciampi (ad interim)
Predecessore Sottosegretario di Stato del Ministero degli Affari Esteri Successore Emblem of Italy.svg
Franco Danieli 11 giugno 2001 17 maggio 2006 Famiano Crucianelli
biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie