Il Riformista

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Il Riformista
Logo di Il Riformista
Stato bandiera Italia
Lingua italiano
Periodicità quotidiano
Genere stampa nazionale
Fondazione 23 ottobre 2002
Formato Tabloid
Inserti e allegati

«L'interprete»

Sede Roma
Editore Edizioni Riformiste
Diffusione 17.000
Direttore Emanuele Macaluso
Vicedirettore Marcello Del Bosco
ISSN 1723-8080
Sito web www.ilriformista.it
 

"Il nuovo Riformista", più noto con il nome di Il Riformista, è un quotidiano di approfondimento politico fondato nel 2002 da Antonio Polito. Il giornale è gestito da una società cooperativa le «Edizioni Riformiste».

Indice

[modifica] Storia

Ideato da Claudio Velardi, ex consigliere politico di Massimo D'Alema, nasce il 23 ottobre del 2002.
Inizialmente consta di quattro pagine di analisi e commenti concentrati su politica ed economia. Successivamente passa a otto pagine e sviluppa inserti dedicati al mondo dell'attualità, affermandosi presto nel panorama editoriale nazionale come uno dei principali quotidiani d'opinione.

Dal 20 ottobre 2008 il giornale esce con un nuovo formato di 32 pagine, abbandonando il caratteristico colore arancione per adottare il colore su tutte le pagine [1].

Il 30 dicembre 2010 il fondatore e direttore Polito, lascia il giornale[2]. Nel periodo gennaio-aprile 2011 la direzione è stata temporaneamente assunta da Stefano Cappellini (vicedirettore di Polito), nell'attesa del passaggio di proprietà della casa editrice. Dal 1º maggio 2011 il nuovo direttore è Emanuele Macaluso.

[modifica] Assetto societario e finanziamenti pubblici

Fin dalla fondazione il quotidiano è legato al mensile Le Ragioni del Socialismo, edito da Emanuele Macaluso, storico esponente della corrente migliorista del PCI. La rivista è organo ufficiale dell'omonima associazione politica, pertanto accede al fondo statale di sovvenzioni per l'editoria. Nel 2002 Macaluso e Claudio Velardi concludono un accordo in base al quale Il Riformista esce come allegato del mensile.

Nel febbraio 2011, l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) con la delibera 63/11/CONS, ha sanzionato il senatore Antonio Angelucci per omessa comunicazione di controllo per i giornali Opinioni Nuove Libero Quotidiano (Libero) e Il Nuovo Riformista. La legge prevede che a beneficiare di soldi dallo Stato sia una sola testata per editore. Angelucci è risultato invece proprietario di due testate. Oltre a perdere il diritto ai contributi per gli anni dal 2008 al 2010, Angelucci e la società Tosinvest dovranno restituire i contributi incassati nel 2006 e nel 2007[3].

Dovendo scegliere tra le due testate, Angelucci ha deciso di mantenere la proprietà di Libero. Angelucci ha avviato le trattative per la cessione del Riformista all'associazione politica Le Ragioni del Socialismo, cui il quotidiano è legato fin dalla fondazione. Emanuele Macaluso è ancora direttore dell'associazione. Le trattative si sono concluse nell'aprile 2011 con l'acquisizione della società cooperativa editrice da parte di Emanuele Macaluso e Gianni Cervetti (che ne ha assunto la presidenza). È stato quindi ripristinato l'assetto iniziale del quotidiano. A differenza del 2002, Il Riformista esce come organo ufficiale dell'associazione.

[modifica] Diffusione sui nuovi media

Il quotidiano sfrutta la tecnologia virtualnewspaper, sistema software che, se integrato con un lettore a schermo tattile, permette di consultare il giornale simulando lo sfogliamento delle pagine.

[modifica] Direttori

[modifica] Principali firme

[modifica] Note

  1. ^ Veloce come internet, bello come una rivista, Il Riformista, 20 ottobre 2005
  2. ^ «Perché lascio la direzione del Riformista», 30 dicembre 2010.
  3. ^ Matteo Bartocci, «Feltri e Riformista senza contributi pubblici».

[modifica] Collegamenti esterni

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