Fabrizio Cicchitto

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Fabrizio Cicchitto
PdL Cicchitto & Gasparri Quirinale 2008.jpg

Presidente della III Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei deputati
Durata mandato 7 Maggio 2013 –
in carica
Presidente Laura Boldrini
Predecessore Stefani Stefano

Capogruppo del Popolo della Libertà alla Camera dei Deputati
Durata mandato 5 maggio 2008 –
14 marzo 2013
Predecessore non presente

Dati generali
Partito politico PSI (1976-1994)
PSR (1994-1996)
Nuovo PS (1996-1999)
FI (1999-2009)
PdL (2009-2013)
NCD (dal 2013)
on. Fabrizio Cicchitto
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Fabrizio Cicchitto
Luogo nascita Roma
Data nascita 26 ottobre 1940
Titolo di studio laurea in giurisprudenza
Professione dirigente politico
Partito PSI (1976-1994), PSR (1994-1996), Nuovo PS (1996-1999), FI (1999-2009), PdL (2009-2013), NCD (dal 2013)
Legislatura VII, VIII, XIV, XV, XVI, XVII
Gruppo PSI (1976-1983), FI (2001-2008), PdL (2008-2013), NCD (dal 2013)
Coalizione Pentapartito (1976, 1979), CdL (2001, 2006), PdL-LN-MpA (2008), Coalizione di centrodestra (2013)
Circoscrizione Lazio 1 (XV, XVI)
Incarichi parlamentari

XVI Legislatura:

  • Capogruppo alla Camera del PdL (2008-2013)
Pagina istituzionale
sen. Fabrizio Cicchitto
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Partito PSI (1976-1994)
Legislatura XI
Gruppo PSI (1992-1994)
Coalizione Quadripartito (1992)
Circoscrizione Lazio
Collegio Rieti
Pagina istituzionale

Fabrizio Cicchitto (Roma, 26 ottobre 1940) è un politico italiano, già capogruppo del Popolo della Libertà alla Camera dei Deputati nella XVI legislatura. Ex socialista, dopo varie parentesi in partiti della relativa diaspora, aderisce a Forza Italia e al Popolo della Libertà; nel 2013 aderisce al Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano e Renato Schifani.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Studi e vita familiare[modifica | modifica sorgente]

Da studente di giurisprudenza, Cicchitto era già un socialista e militante dell'Unione Goliardica Italiana[1].

Cicchitto è sposato e ha una figlia, avuta da una precedente convivenza con Marta Ajò.

Parlamentare del PSI (1976-1994)[modifica | modifica sorgente]

Dopo un breve periodo nella Cgil con Fernando Santi[1], Cicchitto è stato negli anni settanta segretario della FGSI (Federazione Giovanile Socialista Italiana), membro del PSI, nella corrente di sinistra dei lombardiani.

Parlamentare del PSI per tre legislature (Deputato 1976-1979, 1979-1983 e Senatore 1992-1994), ha partecipato ai lavori della Commissione Bilancio della Camera e alla Commissione Industria del Senato. Ha inoltre contribuito alla definizione della posizione dell'Italia sul sistema monetario europeo, sul trattato di Maastricht e ha partecipato al dibattito sulle privatizzazioni.[senza fonte]

Essendo iscritto (fascicolo n. 945, tessera 2232, data di iniziazione 12 dicembre 1980) alla loggia massonica P2[2], fu costretto a dimettersi dalla direzione del PSI, pur rimanendo nell’Assemblea Nazionale, per lo scandalo esploso il 17 marzo 1981. Rientrò nella Direzione del PSI nell’ottobre 1987. Dal 1990 ha poi adottato le posizioni del segretario del PSI, fino alla dissoluzione del partito in seguito alle inchieste di Mani Pulite.

In vista delle elezioni del 1994, il PSI di Ottaviano del Turco si allea con le altre forze di centro-sinistra nell'Alleanza dei Progressisti guidata dal Achille Occhetto, contro il Polo delle Libertà di Silvio Berlusconi. Cicchitto, già commissario del partito in Puglia, è nominato capogruppo socialista al Senato nel gennaio 1994. Dopo la sconfitta elettorale del 1994, Cicchitto preme per le dimissioni di Ottaviano Del Turco da segretario.[3]

Dal Partito Socialista Riformista all'ingresso in Forza Italia[modifica | modifica sorgente]

A seguito del congresso di scioglimento del PSI, Cicchitto fonda nel 1994 a Roma insieme ad Enrico Manca, il Partito Socialista Riformista (PSR). Aderisce poi al Partito Socialista di Gianni De Michelis.

Dal 1998 è editorialista de Il Giornale e anche, successivamente, membro della direzione de L'Avanti.[senza fonte]

Nel 1999 Cicchitto abbandona i socialisti e aderisce a Forza Italia, assieme a Margherita Boniver, introdotto a Berlusconi da Gianni De Michelis.[4] Nel luglio del 1999 diviene membro del Comitato di Presidenza di Forza Italia e responsabile del Dipartimento nazionale Lavoro e relazioni sindacali.

Deputato di Forza Italia (2001-08), PdL (2008-13) e NCD (dal 2013)[modifica | modifica sorgente]

Alle elezioni politiche italiane del 2001 Cicchitto è eletto alla Camera dei Deputati in quota maggioritaria, per la lista civetta Abolizione scorporo nel collegio di Corsico (MI), facendo così ritorno in Parlamento nel centrodestra dopo la sconfitta del 1994. Si è quindi iscritto al gruppo parlamentare di Forza Italia.[5] Durante la legislatura ha fatto parte della commissione Mitrokhin; ha inoltre presentato cinque proposte di legge come primo firmatario, tutte volte alla creazione di commissioni parlamentari d'inchiesta: sull'affare Telekom Serbia, sul dossier Mitrokhin, su Tangentopoli, sull'"uso politico della giustizia". Ha inoltre partecipato come co-firmatario dei DDL sull'indulto e sull'indultino (legge 207/2003).[6]

Nel 2003 è nominato vice coordinatore di Forza Italia, in tandem con Sandro Bondi coordinatore.[7]

Alle elezioni politiche italiane del 2006 è candidato per Forza Italia nella circoscrizione Lazio 1 ed eletto alla Camera.Dal 2001 al 2008 è vice capogruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati.[8]

Alle elezioni politiche italiane del 2008 è nuovamente candidato per il Popolo della Libertà nella circoscrizione Lazio 1 ed eletto alla Camera. È membro del Copasir e capogruppo del PDL.[9]

Nel novembre 2009 ha presentato a Roma la fondazione REL (Riformismo e libertà) con «l'obiettivo di promuovere una riflessione del filone culturale liberaldemocratico insieme a quello cattolico liberale».[10]

A seguito dell'aggressione a Silvio Berlusconi a Milano nel dicembre 2009, ha accusato in Parlamento come "la mano di chi ha aggredito Berlusconi è stata armata da una spietata campagna di odio", condotta tra gli altri, secondo Cicchitto, da Repubblica-L'Espresso, Il Fatto Quotidiano, Michele Santoro, Marco Travaglio, i pubblici ministeri, e l'Idv.[11]

Il 16 novembre 2013, contestualmente alla sospensione delle attività del Popolo della Libertà e al rilancio di Forza Italia[12], aderisce al Nuovo Centrodestra guidato da Angelino Alfano[13][14].

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

È un tifoso dell'A.S. Roma e tutti gli anni sottoscrive l'abbonamento per assistere alle partite casalinghe dei giallorossi.[15]

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Pensiero cattolico ed economia italiana (Roma, 1967)
  • Dal centro-sinistra all'alternativa (Roma, 1976)
  • La questione socialista: dall'autunno caldo all'alternativa (Venezia, 1976)
  • Relazione del compagno Fabrizio Cicchitto alla Conferenza operaia nazionale (Torino, 1977)
  • Politiche nuove per l'industria italiana
  • Dall'utopia al potere
  • Rapporto pubblico e privato e modernizzazione dell'industria italiana
  • Rodolfo Morandi, il partito e la democrazia industriale
  • Il governo Craxi
  • Storia del centro-sinistra
  • Riflessioni sulla fine della prima repubblica e sulla sinistra di governo
  • De Gasperi e Togliatti, due protagonisti
  • La DC dopo il primo ventennio
  • Le scelte dei democratici
  • Come tradire l'Idea socialista per quattro denari
  • Il PSI e la lotta politica in Italia dal 1976 al 1994 (Milano, 1995)
  • Il paradosso socialista: Da Turati a Craxi a Berlusconi (Roma, 2003)
  • L'uso politico della giustizia (Milano, 2006)

Note[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Capogruppo del Popolo della Libertà alla Camera dei Deputati Successore
gruppo non costituito 18 maggio 2008 - 19 marzo 2013 Renato Brunetta

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