Michele Santoro

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Michele Santoro nel 2011
Premio Premio Flaiano Miglior conduttore televisivo 1996
Premio Telegatto Miglior programma di informazione 1992
Premio Premiolino programma televisivo 1989

Michele Santoro (Salerno, 2 luglio 1951) è un giornalista, conduttore televisivo, autore televisivo, produttore televisivo[1], opinion leader e, per un breve periodo, politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un macchinista delle ferrovie[2], originario di Monteverde[3], si è laureato in filosofia presso l'Università di Salerno, dove ebbe per relatore Biagio De Giovanni[4]. Ha iniziato la sua militanza politica nel gruppo maoista Unione Comunisti Italiani[5] e, contemporaneamente, la sua carriera giornalistica sul periodico Servire il popolo, edito dalla stessa organizzazione e chiuso nel 1975 con lo scioglimento dell'UCI.

Successivamente passò al quindicinale del PCI campano La Voce della Campania, di cui fu direttore da marzo 1979 per nove mesi, quando venne allontanato per le sue posizioni eterodosse rispetto alla linea ufficiale del partito.[4]

Collaborò quindi con L'Unità, Il Mattino ed Epoca. Prima di essere assunto in RAI nel 1982, ha lavorato per la radio come conduttore di rubriche e autore di sceneggiati radiofonici (Via le odiate macchine, Radio Uno).

Nel 1998 vince il Premio Cimitile con il libro Michele chi? edito da Baldini & Castoldi.

Michele Santoro nel 1987 in una foto di Augusto De Luca per il programma Samarcanda

La carriera televisiva[modifica | modifica wikitesto]

In televisione, dopo una breve esperienza agli esteri del TG3, dove fu anche vicedirettore della testata, ha realizzato speciali e settimanali su Tresette, Oggi dove, Specialmente sul Tre e Tg terza. È stato autore e conduttore di vari programmi come Samarcanda, Il rosso e il nero e Tempo Reale. Nel 1991 ha pubblicato il libro Oltre Samarcanda (Ed. Sperling & Kupfer) e nel 1996 Michele chi? (Ed. Baldini e Castoldi).

Il passaggio a Mediaset: Moby Dick[modifica | modifica wikitesto]

Con la vittoria de L'Ulivo alle elezioni del 1996 cambiano i vertici del servizio pubblico ed i rapporti tra Santoro e Rai cominciano a raffreddarsi. Viene deciso di cancellare la struttura giornalistica di Tempo reale ed il neo-presidente Rai, lo scrittore Enzo Siciliano, ad una domanda su Santoro, rispose Santoro chi?[6].

Nell’autunno del 1996 Santoro decide quindi di lasciare la Rai per passare a Mediaset, dove diventa il direttore della testata giornalistica di Moby Dick, seguito dagli storici collaboratori Sandro Ruotolo, Riccardo Iacona, Corrado Formigli e con volti nuovi come Luisella Costamagna, Pietro Suber e Laura Berlinguer[7]. Moby Dick viene trasmesso in prima serata su Italia 1, ma inizialmente non ottiene il successo sperato: il doppio appuntamento settimanale, il martedì ed il giovedì, viene ridotto al solo giovedì[8] e la trasmissione viene spesso battuta dal programma concorrente di Lucia Annunziata[9]. Solo successivamente otterrà successo e sarà affiancato da Moby’s, un puro reportage giornalistico senza dibattito in studio, in onda in seconda serata sempre su Italia 1[10].

Nel 1999 Moby Dick si dedicò molto al racconto della guerra del Kosovo e molta eco ebbe una puntata condotta da Santoro in diretta dal ponte Brankov di Belgrado, nella quale intervistava gli operai serbi delle fabbriche bombardate dalla Nato e i civili che presidiano i ponti con i bersagli al collo. Le critiche furono aspre: Marco Pannella ribattezzò la trasmissione come TeleMilosevic; Antonio Di Pietro, in studio durante la diretta, tacciò Santoro di essere fazioso; CCD ed AN criticarono aspramente la puntata accusando Santoro di voler difendere Milosevic; anche Enrico Deaglio ed Enrico Mentana ne presero le distanze. DS, Verdi e Sandro Curzi lo difesero, sostenendo il diritto ad informare anche sui danni causati dalle bombe della Nato. Il Presidente di Mediaset Fedele Confalonieri giudicò la puntata da Belgrado un evento di grande rilievo e Santoro respinse le accuse sostenendo che anche le ragioni dei cittadini Serbi dovevano essere sentite e che si sarebbe dovuto trovare un modo alternativo alla guerra per ottenere la pace in Jugoslavia[11][12][13][14].

Il ritorno in Rai: Circus, Sciuscià ed Il raggio verde[modifica | modifica wikitesto]

« Berlusconi! Io sono un dipendente del servizio pubblico, non sono un suo dipendente! »
(Santoro a Silvio Berlusconi durante una celebre puntata de Il raggio verde)

Lavora a Mediaset fino all'estate del 1999[15] ed in autunno Santoro ritorna in Rai, questa volta su Rai 1, con il programma Circus[16]. Circus è un programma di approfondimento giornalistico itinerante che viene trasmesso, veramente sotto un tendone da circo, con cadenza mensile nel 1999 e poi con cadenza settimanale dal gennaio fino al maggio 2000, tranne che in marzo ed aprile; al progetto collaborano sempre Ruotolo, Iacona e Formigli[17].

Nel marzo del 2000 Santoro lancia anche Sciuscià, il giovedì in seconda serata sempre su Rai 1. Sciuscià è un programma fatto di reportage girati e montati come se fossero un film, in onda da marzo fino ad aprile; la seconda serie viene trasmessa in estate da luglio fino a settembre sempre in seconda serata, ma su Rai 2[18][19][20].

Dall'autunno del 2000, fino all'estate del 2001, sbarca definitivamente su Rai 2 ed è autore e conduttore di un nuovo programma di approfondimento, in diretta e senza pubblico in studio, in prima serata: Il raggio verde[21].

Subito dopo l'11 settembre 2001 propone, sempre su Rai 2, lo speciale Siamo tutti americani? seguito dalla serie Emergenza Guerra.

Il caso Satyricon e le polemiche del centrodestra su Santoro[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Intervista a Marco Travaglio a Satyricon.

Nel 2001, la celebre intervista a Satyricon di Daniele Luttazzi al giornalista Marco Travaglio – in cui si parlò di fatti inerenti alla nascita di Fininvest, dei rapporti della famiglia Berlusconi con il boss mafioso Vittorio Mangano e dell'intervista di Paolo Borsellino due giorni prima della strage di Capaci – provocò roventi reazioni da parte dei politici di centro-destra, e divenne oggetto di approfondimento di Michele Santoro in una delle puntate della sua trasmissione Il raggio verde. Nel corso della puntata Santoro mandò in onda la registrazione integrale della video-intervista a Borsellino, suscitando forte scalpore, in quanto nella stessa il giudice rivelava che fosse in corso (nel 1992) un'indagine della procura di Palermo su Berlusconi, Dell'Utri e il boss Mangano.

Forza Italia, i cui esponenti erano del tutto irritati dal modo in cui ritenevano fosse veicolata in RAI la vicenda Mangano-Dell'Utri, avanzò contro Santoro un esposto all'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) – capeggiata al tempo dal presidente Enzo Cheli, nominato dall'allora Presidente del Consiglio Giuliano Amato – con l'accusa di violazione della par condicio e di favorire l'Ulivo. In risposta l'Authority commentò che «Il raggio verde non è un programma di comunicazione politica o una Tribuna elettorale, ma una trasmissione di informazione e approfondimento che deve seguire l'attualità, le notizie», e che, essendo il regime di par condicio non ancora iniziato, non sarebbe possibile procedere contro la trasmissione in alcun modo. Secondo il centro-destra nella puntata incriminata non sarebbe stato permesso ai politici della Casa delle Libertà di esporre le loro ragioni, di fatto però furono gli stessi esponenti della CdL a scegliere di non intervenire nei dibattiti in RAI come azione di protesta al caso Satyricon finché non fossero state varate nuove regole per il servizio pubblico che li garantissero nella campagna elettorale (nella trasmissione le ragioni della coalizione di centro-destra furono comunque rappresentate dal giornalista Paolo Guzzanti de Il Giornale, candidato al Senato con Forza Italia).

Nella medesima puntata si ebbe inoltre anche un intervento telefonico di Silvio Berlusconi, nel corso del quale il Cavaliere accusò Santoro di svolgere «un processo in diretta» ed in cui ribadì per la coalizione di centro-destra la necessità di continuare a disertare i programmi RAI fino a che non vi fossero opportune garanzie di tutela. Per queste ragioni, nonché per il suo atteggiamento sul caso Satyricon, Berlusconi venne duramente criticato – su Telemontecarlo – dal giornalista liberale Indro Montanelli, che lo accusò insieme a Fini (colpevole di aver annunciato future epurazioni in RAI da parte della CdL in caso di vittoria alle elezioni) di «fascismo squadrista» e di «grave intolleranza e sensibilità verso la satira», con riferimento alla contestata puntata di Satyricon.

In una successiva puntata de Il raggio verde sul tema "Giornalismo e satira in TV" Santoro mandò in onda la videointervista di Telemontecarlo a Montanelli, provocando ulteriori polemiche. Le reazioni di Vittorio Feltri, presente in studio, furono immediate, che accusò Montanelli di incoerenza, in risposta al quale Marco Travaglio, anch'egli presente in studio, ribatté parlando del «golpe» di Berlusconi alla redazione de il Giornale e del modo in cui questi sottrasse a Montanelli la dirigenza del quotidiano che egli aveva fondato venti anni prima. Infine anche Indro Montanelli intervenne telefonicamente in studio, ringraziando Travaglio, spiegando le sue vicende con Berlusconi sulla questione de il Giornale, ed in ultimo avendo con Feltri un dialogo sulla questione della sua presunta «incoerenza».

La trasmissione Il raggio verde fu accusata ancora una volta dal centro-destra di «faziosità», e fu sostenuto che in RAI fosse in atto un «tentativo di complotto politico». L'Authority, per garantire diritto di replica a Dell'Utri sul caso Mangano, ordinò a Santoro una puntata "riparatoria" con la presenza di Dell'Utri, dandogli così la possibilità di dibattere sul caso Satyricon.

Il 25 aprile 2001 Forza Italia presentò all'Authority il secondo esposto contro Il raggio verde per la puntata con Dell'Utri; l'esposto venne questa volta accolto dall'Authority, ma venne poi molto contestato dalla RAI: il capo dell'ufficio legale Rubens Esposito contestò duramente l'esposto per la presunta «inapplicabilità» e la mancanza di dettagli su come sarebbe avvenuta la violazione e la mancanza di possibilità di difesa e contraddittorio a causa della conduzione di Santoro, ribadendo invece per quest'ultimo «l'incomprimibile esercizio del suo diritto di opinione e di critica del tutto compatibile e coerente con il suo ruolo di conduttore di una trasmissione puramente informativa, e non a tematiche politiche». In seguito Forza Italia presentò altri due esposti all'Authority per chiedere la chiusura del programma, a seguito dei quali l'Authority decise che il verdetto finale sarebbe stato rinviato a dopo le elezioni politiche del 13 maggio 2001, in cui Silvio Berlusconi e la sua coalizione ebbero la vittoria (una vittoria che nei sondaggi venne prima vista come quasi certa, poi ritenuta sostanzialmente in bilico dopo lo svolgimento del caso Satyricon) .

Il 20 maggio 2001, il neoeletto Presidente del Consiglio Berlusconi presentò il quinto esposto all'Authority, che venne nuovamente accolto. In definitiva l'Authority condannò la RAI a una multa di 40 milioni di lire con la motivazione di non aver dato sufficiente prevalenza a Dell'Utri nella puntata riparatoria. In realtà è dato per certo che nella suddetta puntata, che vide contrapposti Marcello Dell'Utri e Antonio Di Pietro, il primo parlò più del doppio del secondo (66 minuti per Dell'Utri, contro i 30 minuti di Di Pietro)[senza fonte]. Inoltre l'Authority, nella sua sentenza, non citò nessuna fonte o elemento della puntata incriminata che potesse essere a prova della sentenza.[22] Per questi ed altri motivi il presidente della RAI Roberto Zaccaria rifiutò la condanna, difendendo l'equilibrio del programma Il raggio verde, facendo ricorso al TAR del Lazio. La causa non fu comunque più portata avanti dalla nuova dirigenza RAI nominata dal nuovo Parlamento di maggioranza centro-destra.

L'"editto bulgaro" e l'allontanamento dalla RAI[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Editto bulgaro.

Nel novembre 2001 Sciuscià viene promosso in prima serata e cambia nome in Sciuscià - Edizione Straordinaria[23]. La nuova versione di Sciuscià è in onda in prima serata il venerdì con nella prima parte un reportage e nella seconda il dibattito[24].

Il 18 aprile 2002, durante una conferenza stampa a Sofia in Bulgaria, Santoro, il giornalista Enzo Biagi e il comico Daniele Luttazzi vengono duramente attaccati dall'allora Presidente del Consiglio Berlusconi, il quale li definì come individui che hanno fatto «un uso criminoso della televisione pubblica» (episodio noto come Diktat Bulgaro). Santoro replicherà a questo atto di Berlusconi, definendo il premier come «un vigliacco, che abusa dei suoi poteri per attaccare persone più deboli di lui, alle quali non concede il diritto di difesa»[25]. Nella puntata di Sciuscià del giorno successivo, il giornalista, per protesta, inizierà la puntata intonando il canto partigiano Bella ciao[26].

Il 24 maggio Santoro vuole dedicare la puntata di Sciuscià al caso Biagi ed all'informazione in Rai e, siccome anche lui stesso sarà oggetto della trasmissione, intende far condurre la puntata da Maurizio Costanzo, allora personaggio di punta di Mediaset, ma trova il netto rifiuto del direttore di Rai 2 Antonio Marano[27]. Santoro però porta lo stesso Costanzo in trasmissione, come ospite, che arriva ad affermare: «A me spiace dirlo in questo momento, ma se penso a Mentana, a me, ad Antonio Ricci, alle Iene e alla Gialappa's mi appare molto più libera Mediaset rispetto alla Rai»[28]. Nonostante la puntata sia seguita da oltre 5 milioni di persone ottenendo il 21,98 %, i vertici della Rai sono furiosi, dal momento che non avevano approvato la doppia conduzione[29].

Il 31 maggio va in onda l'ultima puntata di Sciuscià: il Cda RAI, a maggioranza di centrodestra, cancella il programma, per motivi di tutela aziendale; verranno licenziati e allontanati dalla RAI anche Biagi (rapporto cessato per scadenza del contratto e non rinnovato) e Luttazzi[30][31]. Il Presidente Rai Antonio Baldassarre arrivò a dire che «Il programma di Santoro non è degno di un paese civile. Può andare bene per il Venezuela, non per l'Italia»[32].

Da questo momento Santoro inizia la sua battaglia legale per ritornare a condurre un programma in Rai. Nel dicembre 2002 il Giudice del Lavoro Pagliarini ordina alla Rai di ricollocarlo nelle sue mansioni precedenti di cui al contratto del 14 aprile 1999 «ovvero alla realizzazione e alla conduzione di programmi televisivi di approfondimento dell'informazione e di attualità»[33] e nel febbraio 2003 la Sezione Lavoro del Tribunale di Roma respinge il ricorso della Rai e conferma l'ordinanza di Pagliarini[34].

Nel giugno 2003 il giudice Pagliarini dispone i termini nei quali il provvedimento del dicembre 2002 deve essere attuato: l'azienda di Stato deve affidare a Santoro un programma di approfondimento d'informazione di attualità «in prima o seconda serata» con un tema unico e con una durata oscillante tra i 90 e i 150 minuti[35]. Nel luglio 2003 però il Tribunale collegiale di Roma ha restituito ieri alla Rai il diritto di fissare collocazione, durata e risorse del nuovo programma d'approfondimento di Michele Santoro; conferma, invece, gli altri punti: la realizzazione di un approfondimento giornalistico sull'attualità[36].

L'esperienza politica all'Europarlamento ed il reintegro[modifica | modifica wikitesto]

Michele Santoro
Monogramma del Parlamento Europeo
Unione europea
Parlamento europeo
Titolo di studio Laurea in filosofia
Professione giornalista, conduttore televisivo
Partito Lista Uniti nell'Ulivo
Legislatura 2004-2005
Gruppo PSE

Da questo momento trasforma quella che ritiene la sua personale battaglia per la libertà di informazione in un impegno politico: aderisce al programma del leader del centrosinistra Romano Prodi e si candida al Parlamento europeo alle elezioni europee del 2004 come indipendente per la lista di Uniti nell'Ulivo. Candidato nelle circoscrizioni nord-ovest e sud ed eletto in entrambe, Santoro viene eletto eurodeputato ricevendo in totale circa 730.000 preferenze, il più alto numero di preferenze tra i non capolista[37], ed aderisce al gruppo parlamentare del Gruppo del Partito del Socialismo Europeo insieme alla collega Lilli Gruber, candidata nella medesima lista.

Fino ad allora, Santoro non si era mai apertamente schierato a favore di un determinato schieramento politico. Solo nel 1996, in un'intervista a Famiglia Cristiana, Santoro affermò di aver votato la formazione centrista di Lamberto Dini, Rinnovamento Italiano, smentendo quanti gli rimproveravano una sua presunta vicinanza con il Partito Democratico della Sinistra. Nella medesima intervista, Santoro aveva rivelato di aver votato, in passato, per il Partito Radicale e per il Partito Repubblicano Italiano, e di vedere con favore la nascita di una formazione politica guidata da Antonio Di Pietro (ciò si concretizzerà due anni avanti, con la fondazione dell'Italia dei Valori)[38]

Intanto Santoro, al Parlamento europeo, diviene membro della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni; della Commissione per la cultura e l'istruzione; della delegazione alla commissione parlamentare mista UE-Croazia; della delegazione alla commissione di cooperazione parlamentare UE-Russia.

È autore di quattro interrogazioni parlamentari[39] con una percentuale di presenze del 57%[40].

Intanto continua la battaglia legale, che arriva ad un dunque nel gennaio 2005 con una sentenza del Giudice del lavoro del Tribunale di Roma che dà ragione a Santoro e quindi condanna la RAI ad un risarcimento danni pari ad 1 milione e 400 000 € e ordina la reintegrazione del giornalista nelle funzioni in RAI per programmi di prima serata.[41].

Il ritorno in televisione: Annozero[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Annozero.
Vauro e Santoro nel 2008

Il 19 ottobre 2005 presenta le sue dimissioni da parlamentare europeo, ponendo così fine al suo impegno politico durato circa un anno, per partecipare alla prima puntata del programma televisivo di Adriano Celentano, Rockpolitik, al fine di non dover sottostare alle limitazioni sulla presenza di politici in TV imposta dall'Autorità garante[42].

A fine marzo 2006 viene affidato a Michele Santoro un nuovo programma televisivo di approfondimento incentrato sul tema politico del dopo elezioni. Il programma, trasmesso da Rai 2 e intitolato Annozero, articolato in undici puntate, sarebbe dovuto iniziare il 27 aprile 2006. L'avvio del programma, tuttavia, di comune accordo tra Santoro e Rai 2, slitta a settembre[43] ed è avvenuto il 14 settembre 2006. Sono stati scelti come ospiti fissi il vignettista Vauro, i giornalisti Marco Travaglio e Rula Jebreal e la fotomodella Beatrice Borromeo, oltre al collaboratore storico Sandro Ruotolo. Uno degli argomenti di attualità che ha trattato la prima puntata del programma riguarda i frequenti maltrattamenti degli immigrati nei cosiddetti centri di accoglienza, detti anche centri di permanenza temporanea; molto spazio è stato dato inoltre a un reportage sulla situazione lavorativa degli operai dell'edilizia in Lombardia, soprattutto immigrati spesso irregolari[44].

Con Santoro sono ritornate le aspre critiche alle sue trasmissioni, definite faziose dal centrodestra.

Nella puntata del 16 novembre 2006, dedicata alla Sicilia, al lavoro che non c’è ed ai numerosi sprechi di denaro pubblico, Santoro è accusato di demagogia dal Presidente della Regione Salvatore Cuffaro. Cuffaro, alle domande del conduttore che lo incalza con le prime pagine dei quotidiani che parlano degli stipendi d'oro dei dirigenti regionali, risponde che sarebbe difficile spiegare perché Santoro guadagna alla Rai 810 mila euro, la stessa cifra di 5 presidenti di regione e 40 operai della Fiat[45].

Altre polemiche sono state scatenate anche dalla puntata del 1º maggio 2008, nella quale Santoro ha invitato in studio, tra gli altri, l'allora Assessore alla cultura di Milano, Vittorio Sgarbi, e ha mandato in onda le parti del comizio tenuto dal comico Beppe Grillo al V2-Day, nella quale erano criticate alcune azioni di Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica, e di Umberto Veronesi, ribattezzato dallo stesso comico "Cancronesi"[46]. Pesanti attacchi alla trasmissione furono effettuati contro Santoro e contro Grillo in modo trasversale. In più, durante la trasmissione, Sgarbi inveì contro Beppe Grillo ed il giornalista Marco Travaglio (presente in studio) accusando lo stesso Grillo di antiamericanismo (in riferimento allo spezzone di video nel quale Grillo criticava apertamente la presenza di più di 70 basi NATO in Italia) e difese le persone di Napolitano e Veronesi sovrapponendosi alla voce di Travaglio, affermando tra le altre cose che «Enzo Biagi non è stato cacciato dalla RAI» ma che «gli hanno proposto un altro programma su Rai 3 ad un diverso orario e lui non accettò».[47][48]

Il 15 gennaio 2009 è stato accusato da Lucia Annunziata, dal presidente RAI Claudio Petruccioli, dal presidente della Camera Gianfranco Fini,[49] dall'ambasciatore israeliano in Italia Gideon Meir e da diversi altri esponenti politici del centro-destra e del centro-sinistra[50] di aver impostato una puntata di Annozero in un modo estremamente fazioso[51]. All'Annunziata Santoro ha risposto invitandola ad entrare nel merito dei contenuti della puntata e di non fare critiche generiche al programma[51], invece a Fini ha risposto tramite il sito internet di Annozero, dicendogli di non scavalcare i suoi compiti istituzionali chiedendo una censura per un programma televisivo[49][50].

La sospensione dei talk show: Raiperunanotte[modifica | modifica wikitesto]

Michele Santoro e Vauro a Raiperunanotte (25 marzo 2010)

Nella primavera del 2010 il Cda della Rai decide di sospendere tutti i talk show politici, Porta a porta, Annozero, Ballarò e L'ultima parola in vista delle prossime elezioni regionali[52].

Santoro si ribella a questa decisione ed organizza il 25 marzo, dalle 21:00 in diretta televisiva, radiofonica ed internet dal Paladozza di Bologna, Raiperunanotte, una puntata speciale di Annozero dedicata alla libertà di informazione in Rai, con vari ospiti, tra i quali Daniele Luttazzi, che era stato cacciato nel 2002 come Santoro. Il successo è enorme: il programma è stato seguito da oltre 125 mila persone in contemporanea sul web ed ha fatto registrare uno share del 13% nelle emittenti televisive satellitari e locali[53]. Il giorno dopo l'evento Santoro, in merito ai dati sugli ascolti, ha definito Raiperunanotte una «scossa tellurica nel sistema della televisione italiana»[54].

Il 25 giugno 2010, in occasione della Quinta edizione del Premio Giornalistico Internazionale S. Margherita Ligure per la Cultura, gli è stato assegnato il premio Nicola Abbagnano per il giornalismo. La motivazione: «Michele Santoro da oltre vent'anni è impegnato in un coraggioso e difficile lavoro di approfondimento giornalistico televisivo, che è anche un raro esempio di informazione non pregiudizialmente schierata, e che lo ha portato a collezionare un uguale numero di polemiche e di scontri con governi di colori opposti»[55].

Il 6 giugno 2011 il rapporto con la RAI si chiude consensualmente. Gli vengono retribuite a titolo di buona uscita, un indennizzo di 2.300.000 € pari a 30 mensilità della retribuzione ordinaria di ogni puntata di Annozero che avrebbe condotto fino alla fine del suo contratto di collaborazione con la RAI.[56] Pochi giorni dopo, il 17 giugno 2011 conduce insieme a Serena Dandini, presso Villa Angeletti a Bologna, l'evento Tutti in piedi, organizzato in occasione dei 110 anni della FIOM[57]: il tema centrale della serata è il lavoro, raccontato da ospiti passati ad Annozero, che rivelano la loro condizione di instabilità economica e personale, a causa di un mercato del lavoro ritenuto sempre più flessibile e meno tutelato[58].

L'uscita dalla RAI ed il mancato passaggio a La7[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il divorzio dalla Rai, il passaggio di Santoro a La7 sembra cosa fatta, ma alla fine non avviene e ne scaturisce una forte polemica incentrata sul conflitto di interessi del premier Silvio Berlusconi nell'ambito del duopolio televisivo RAI-Mediaset. Infatti, nonostante le trattative sull'ingaggio a LA7 avessero raggiunto – come dichiarato da entrambe le parti – un accordo quasi definitivo[59][60][61] e nonostante il titolo della società Telecom Italia Media (editrice di LA7) per questo motivo avesse riscosso in borsa un rialzo del 17% in un giorno,[62] la trattativa fallisce «a causa di inconciliabili posizioni riguardo alla gestione operativa dei rapporti fra autore ed editore».[63][64]

Secondo Santoro «un accordo praticamente concluso», «vanificato senza nessuna apprezzabile motivazione editoriale», è una «eloquente ed inoppugnabile prova dell'esistenza nel nostro Paese di un colossale conflitto di interesse», che impedisce a Telecom Italia, proprietaria della maggioranza delle azioni di TI Media (LA7), di svolgere in libertà la sua campagna acquisti per non esporsi altrimenti a possibili ritorsioni da parte del governo e del suo premier Berlusconi che non vorrebbero intaccare il duopolio televisivo RAI-Mediaset.[63][64][65] La notizia sulla rottura tra Santoro e la LA7 era in effetti coincidente con l'abolizione di una norma che imponeva a Telecom Italia (che controlla TI Media) l'esproprio delle strutture della rete telefonica fissa, norma introdotta provvisoriamente in una prima bozza della manovra finanziaria del governo proprio durante le trattative tra il conduttore e LA7.[66][67][68]

Per le sue dichiarazioni sul conflitto d'interessi Santoro è stato citato in giudizio da Mediaset per danni.[69]

La multipiattaforma: Servizio pubblico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Servizio pubblico (programma televisivo).
Michele Santoro nel 2011

Per la stagione televisiva 2011-2012, dopo il divorzio consensuale con la RAI e il mancato accordo d'ingaggio con LA7, Santoro decide di realizzare la sua nuova trasmissione Servizio pubblico seguendo il modello multipiattaforma di televisioni locali e streaming su Internet già sperimentato con Raiperunanotte e Tutti in piedi, trovando anche l'accordo con i canali satellitari Sky 100, 500, 504 e da gennaio 2012 anche con Cielo, rete free in chiaro del gruppo Sky. La trasmissione viene trasmessa anche in radio da Radio Capital inizialmente sostituita poi da Radio Radicale. Società produttrice del programma è la Zerostudio’s, di proprietà dello stesso Santoro e della moglie Sanja Podgayski[70] a cui con l'inizio del programma si sono aggiunti Il Fatto Quotidiano tramite la sua società Editoriale Il Fatto e la prof. Fibbi.

La produzione del nuovo programma, in collaborazione con il Fatto Quotidiano, si è avvalsa anche del contributo economico (a partire da 10 euro) di centomila telespettatori, al quale hanno preso parte anche molti volti noti della politica, della cultura e dello spettacolo.[71][72][73]

Figlia dell'esperienza problematica di Annozero e dei tentativi di censura da essa subìti nonché delle vicissitudini e controversie legali tra Santoro e la RAI, la trasmissione è caratterizzata già sul nascere da un acceso dibattito sulla libertà d'informazione in Italia, ed in particolare sul controllo del servizio pubblico RAI da parte dei partiti politici. Nel suo monologo d'introduzione alla prima puntata Michele Santoro dichiara che il suo nuovo programma, diffuso fuori dai tradizionali poli televisivi e sostenuto dal contributo economico di numerosi cittadini, costituisce il tentativo di una «rivoluzione civile, democratica e pacifica», «contro il degrado della TV generalista occupata dai partiti, sia nel pubblico che nel privato».[74]

La candidatura a Direttore Generale della RAI[modifica | modifica wikitesto]

Già nel giugno 2011 Santoro aveva espresso "provocatoriamente" l'intenzione di candidarsi a Direttore Generale della RAI. Ma nel marzo 2012 ufficializza la sua candidatura a Direttore Generale della RAI insieme a Carlo Freccero (candidato come Presidente). La candidatura fu rettificata nelle ospitate a Tv Talk, In mezz'ora e Otto e mezzo. Queste candidature portarono a numerose polemiche da parte della politica, soprattutto da parte dell Popolo della libertà, e non furono seguite da alcuna nomina.

Servizio pubblico su La7[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate 2012 iniziano a circolare voci su una nuova trattativa in corso tra Santoro e La7 dopo il fallimento di quella dell'anno precedente; la trattativa questa volta ha invece esito positivo; il 5 luglio 2012 viene infatti ufficializzato il passaggio del giornalista al canale del terzo polo televisivo free italiano a partire dall'autunno 2012[75][76]. Il programma resta totalmente indipendente e autoprodotto dalla società produttrice Zerostudio's che mantiene gli stessi soci (escluso l'uscita a fine 2012 di Sandro Parenzo per Publishare che rappresentava le tv locali) dello scorso anno e in definitiva nella sostanza non cambia nulla con la diffusione del programma su LA7 visto che avviene come con le tv locali e Sky/Cielo in modalità "chiavi in mano" con un pagamento da parte di LA7 per ciascuna puntata con un minimo garantito opportunamente incrementato in base all'ascolto ottenuto determinante nella conseguente raccolta pubblicitaria, in base alla quale l'anno precedente le società pubblicitarie Publishare e Sky Pubblicità effettuavano similmente un pagamento proporzionale per ciascuna puntata. Poco cambia anche per la multipiattaforma: infatti resta il sito www.serviziopubblico.it autonomo anche nella propria raccolta pubblicitaria da LA7 che trasmette tuttavia sul proprio sito anch'essa il programma così come lo fa per il secondo anno il sito de Il Fatto Quotidiano collegandosi al flusso del sito ufficiale del programma. A questi mezzi di diffusione si aggiungono YouTube e la confermata diretta radiofonica su Radio Radicale.

La terza stagione va in onda da giovedì 26 settembre 2013 sempre su La7. Il programma viene trasmesso, sempre con le stesse modalità dei precedenti anni a "chiavi in mano", su LA7, in streaming sul sito ufficiale del programma, al cui flusso si collegano i siti dell'emittente e de Il Fatto Quotidiano. La stagione si conclude con il santoriano spin-off "Announo" tuttavia condotto da Giulia Innocenzi.

Il 25 ottobre 2012 va in onda la prima puntata di Servizio pubblico su La7 in luogo di tv locali e Sky 100/500/504/Cielo , che ottiene un boom di ascolti, con il 12,99 % di share, risultato che porta per la prima volta la rete a essere la terza più seguita dopo Rai 1 e Canale 5[77][78][79].

Il 10 gennaio 2013 la puntata che vede come ospite Silvio Berlusconi totalizza 8.670.000 telespettatori ed il 33.58% di share facendo di LA7 la rete più vista in prima e seconda serata: è la prima volta nella storia della tv italiana che una rete esterna al duopolio Rai-Mediaset risulta essere la più vista.

La terza stagione va in onda da giovedì 26 settembre 2013 sempre su La7. Il programma viene trasmesso, sempre con le stesse modalità dei precedenti anni a "chiavi in mano", su LA7, in streaming sul sito ufficiale del programma, al cui flusso si collegano i siti dell'emittente e de Il Fatto Quotidiano. La stagione si conclude con il santoriano spin-off "Announo" tuttavia condotto da Giulia Innocenzi.

La quarta stagione va in onda da giovedì 25 settembre 2014 sempre su La7. Il programma viene trasmesso, sempre con le stesse modalità dei precedenti anni a "chiavi in mano", su LA7, in streaming sul sito ufficiale del programma, al cui flusso si collegano i siti dell'emittente e de Il Fatto Quotidiano. La stagione sarà inframezzata dalla seconda edizione (in 2 tranche: una dal 13 novembre 2014 e una nella prima metà del 2015) dello spin off diretto, ideato e creato da Michele Santoro "Announo" condotto da Giulia Innocenzi.

L'ultima stagione di Servizio pubblico e nuovi progetti[modifica | modifica wikitesto]

Il 25 settembre 2014, Michele Santoro annuncia che la stagione 2014-2015 sarà l'ultima di Servizio pubblico. Secondo il conduttore, gli italiani si stanno stancando dei vari talk-show politici italiani. Dalla stagione 2015-2016 la sua casa di produzione produrrà eventualmente come talk il solo programma Announo, condotto da Giulia Innocenzi, in quanto sostiene sia l'unico programma politico dove gli opinionisti formulano nuove proposte ai politici italiani presenti in studio, e un nuovo programma che sostituirà Servizio pubblico ma che non sarà più un talk ma nuovo tipo di "viaggio" che si presume sarà caratterizzato da contaminazione tra diversi generi televisivi e da una minore presenza in video nell'arco della stagione di Santoro che sarà più autore e meno conduttore.

Polemiche[modifica | modifica wikitesto]

La questione della faziosità[modifica | modifica wikitesto]

Come già prima menzionato, più volte l'Authority e lo schieramento politico di centrodestra hanno denunciato la faziosità del giornalista, in un insieme di accuse che sono poi arrivate ad una serie di procedimenti e azioni volte contro Santoro. Secondo Marco Travaglio, la motivazione che sta alla radice di queste gravi accuse e dei procedimenti è direttamente proveniente dal mondo della politica e dovuta, in principio, alle controversie politiche sul caso Mangano-Dell'Utri e sul caso Satyricon, e successivamente su molti altri casi di condizionamento della gestione della RAI da parte dei vertici di amministrazione, che sono di nomina politica, riguardo alcune puntate della trasmissione Annozero (come per il caso De Magistris o per il caso Grillo-Sgarbi). Infatti[senza fonte] , come raccontato nel libro Regime (scritto insieme a Peter Gomez), il "meccanismo" che il mondo politico escogitò[senza fonte] più volte per epurare Santoro quale "personaggio scomodo" funzionò con tecniche che partirono dalle accuse di "faziosità" per lo screditamento in pubblico[senza fonte] , l'impiego degli esposti all'Authority per infliggere sanzioni, l'editto di Sofia, arrivando infine al licenziamento ufficiale dalla RAI per mezzo di scaramucce e scuse di vario genere. Infatti[senza fonte] , l'Authority (ideata dai Governi di centrosinistra)[senza fonte] è una agenzia lottizzata[senza fonte], e quindi amministrata in toto dalle istituzioni politiche[senza fonte] , nelle quali molti politici (in particolare nello schieramento di centrodestra, come più volte menzionato), dimostrerebbero, secondo giornalisti e studiosi[senza fonte] come lo stesso Travaglio, "tutto l'interesse nell'epurazione di Santoro, quale "giornalista scomodo".

Secondo molti commentatori politici[senza fonte], Santoro è stato un giornalista e reporter che ha messo alla luce molti aspetti sconvolgenti del paese dando voce alle voci emergenti e minoritarie, compresi i piccoli movimenti politici (come il MSI o la Lega lombarda) oscurati in altre trasmissioni RAI. Per quest'ultima caratteristica di Santoro, Achille Occhetto lo definì un "leghista di sinistra".[senza fonte]

Nel 1994, Umberto Bossi dichiarò alla Commissione Cultura della Camera quanto di seguito: «Senza le trasmissioni di Santoro l'Italia non avrebbe preso coscienza degli sprechi di denaro pubblico e del disastro sociale del Sud».[80]

Secondo l'Auditel, le trasmissioni di Santoro hanno avuto un largo share televisivo in RAI, dal 1986 fino al 2008. A partire dal 1986, il programma televisivo Samarcanda, portò lo share di Rai3, inizialmente del 2%, fino al 15%, mentre il programma stesso raggiunse il 30% di share medio. Le puntate delle trasmissioni Il raggio verde e Sciuscià, a partire dal caso Satyricon fino all'epurazione di Santoro, ebbero share televisivi compresi tra il 18% e il 25%, pari al programma di attualità più visto in televisione.[senza fonte]

Santoro ha inoltre subito numerose critiche ed accuse di faziosità sia da politici di centrodestra e centrosinistra sia da una parte della stampa (Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa ecc.) a seguito della puntata di Annozero del 15 gennaio 2009 (trattante il conflitto israelo-palestinese ed abbandonata in diretta da Lucia Annunziata).[50][81]

Presunti ospiti pilotati[modifica | modifica wikitesto]

Durante la puntata del 26 maggio 2011 di Annozero, Santoro si collega in diretta con il collaboratore Stefano Maria Bianchi da Taranto dove dipendenti di Teleperformance scioperavano a causa degli oltre 1400 esuberi proclamati dalla multinazionale francese per le sue sedi italiane di Roma e Taranto[82]. Alcuni lavoratori hanno poi criticato la gestione del collegamento accusando di essere stati usati ed aggrediti fisicamente dai membri della troupe[82]. La redazione di Annozero risponde a queste lamentele adducendole a ragioni di tempo.[83]

In un'intervista nel marzo 2011 a Scusi lei è favorevole o contrario, programma di Maria Latella in onda su Lei, Mauro Coruzzi (in arte Platinette) dichiarò: "Mi è stato chiesto di partecipare più volte in qualità di ospite ad Annozero però, a un certo punto, gli inviti sono stati ritirati. Poco prima avevo ricevuto la telefonata di una redattrice che pretendeva di conoscere in anticipo la natura delle risposte che avrei dato in studio".[84]

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

  • Il 5 novembre 2007, il Tribunale Penale di Varese ha condannato Santoro per diffamazione a mezzo televisivo per aver accostato l’associazione culturale Terra Insubre ad alcuni movimenti razzisti di estrema destra in una puntata de Il raggio verde del 2000. La sanzione è stata di mille euro di multa e un risarcimento stimato in diecimila euro per ognuna delle tre parti civili: l’associazione Terra insubre , il suo fondatore Andrea Mascetti e l'ideologo del carroccio (poi fuoriuscito) Gilberto Oneto[85].
  • Il 5 febbraio 2009 il deputato PdL Giancarlo Pittelli ha denunciato Santoro, Sandro Ruotolo ed Antonio Massari alla Procura di Catanzaro per diffamazione. Secondo Pittelli in una puntata di Annozero del 18 dicembre 2008, dedicata alle inchieste Why not e Poseidone, fu mandata in onda e commentata la ricostruzione di una sua conversazione telefonica intercettata che non sarebbe stata corrispondente alla realtà[86].
  • Il 24 novembre 2011 Santoro comunica di essere oggetto di un'azione civile da parte di Mediaset. L'azienda di Berlusconi afferma che le circostanze raccontate da Santoro in un'intervista al Fatto Quotidiano, sulle presunte pressioni dell'azienda milanese su Telecom per impedirgli di andare a La7, facendo saltare un accordo già siglato con Giovanni Stella (ad TiMedia), non sono vere[87].
  • Il 20 febbraio 2012, il Tribunale Civile di Torino ha assolto Santoro, ma ha condannato la Rai e il giornalista Corrado Formigli a risarcire con cinque milioni di euro Fiat Group Automobiles per un servizio trasmesso da Annozero il 2 dicembre 2010 in cui era stata criticata una vettura prodotta dalla casa torinese, la Alfa MiTo, in un modo che il giudice Maura Sabbione ha definito «denigratorio»[88]. La sentenza in questione è stata però completamente ribaltata in appello; in particolare, con sentenza del 28/10/2013 la Corte d'Appello di Torino ha riconosciuto che il servizio di Formigli non era affatto denigratorio nei confronti della Fiat, anche perché riportava giudizi sulla Alfa MiTo già formulati da una rivista specializzata del settore auto[89][90].

Le minacce di morte[modifica | modifica wikitesto]

A seguito del fallito attentato di via Fauro a Maurizio Costanzo del 1993 da parte della Mafia, su mandato di Totò Riina, conseguente alla maratona Rai-Fininvest contro la mafia, che vide il Maurizio Costanzo Show collegato con Samarcanda di Santoro dopo l'assassinio di Libero Grassi, così come a Costanzo anche a Santoro viene assegnata una scorta, che però il giornalista rifiuta[91].

Nel mese di giugno del 2009 la Digos indaga su una lettera contenente un proiettile di fucile Winchester e la scritta “morirai” inviata a Michele Santoro presso gli uffici della Rai. La Procura di Roma aprì un fascicolo contro ignoti.[92]

Nel maggio del 2010 alla redazione palermitana di Repubblica viene recapitata una busta contenente un proiettile e una lettera dattiloscritta contenente minacce di morte ad Antonio Ingroia, procuratore aggiunto della procura distrettuale antimafia di Palermo, Sergio Lari procuratore di Caltanissetta, Michele Santoro, Sandro Ruotolo, Massimo Ciancimino e al collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza.[93]

Talk show e programmi di informazione ideati e condotti[modifica | modifica wikitesto]

Puntate particolari[modifica | modifica wikitesto]

  • Il 2 febbraio 1995, durante una puntata di Tempo Reale, Berlusconi telefonò per attaccare il giornalista Eugenio Scalfari.
  • Il 13 aprile 1995 Silvio Berlusconi intervenne come ospite a Tempo Reale; presenti i giornalisti Gianni Riotta, Barbara Palombelli e Gad Lerner.
  • Il 16 marzo 2001, nella trasmissione Il raggio verde, Berlusconi intervenne telefonicamente in diretta accusando Santoro di condurre «processi in diretta» e pronunciò la celebre frase: «Lei è un dipendente del servizio pubblico, si contenga!»
  • Il 10 gennaio 2013, a distanza di 18 anni dalla sua ultima e fino a quel momento unica presenza in un programma di Michele Santoro, Silvio Berlusconi è tornato come ospite per una puntata di Servizio pubblico, in occasione della campagna elettorale per le elezioni politiche del 2013. Presenti i giornalisti Marco Travaglio, Luisella Costamagna e Giulia Innocenzi.

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Oltre Samarcanda, Milano, Sperling & Kupfer, 1991.
  • Michele chi?, Milano, Baldini & Castoldi, 1996.
  • Annozero e announo, verso una nuova epoca, Editrice Nord, 2014.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giorgia Iovane, La Rai a Santoro: “Niente giochetti”. Santoro fonda Zerostudio’s: produrrà per la Rai? in Televisionando, 10 giugno 2011. URL consultato il 21 dicembre 2012.
  2. ^ Puntata di Annozero del 9 giugno 2011.
  3. ^ Cittadini illustri di Monteverde.
  4. ^ a b Giulio Genoino. San, Italia Oggi, 6 ottobre 2009.
  5. ^ Stefano Ferrante, La Cina non era vicina, Sperling & Kupfer, 2008 (recensione su Repubblica.it)
  6. ^ RAI ADDIO, SANTORO VA DA BERLUSCONI, la Repubblica, 29 agosto 1996 — pagina 9
  7. ^ Moby Dick di Santoro in La Repubblica, 14 ottobre 1996. URL consultato il 16 luglio 2013.
  8. ^ Alessandra Rota, Dimezzato il Moby Dick di Santoro in La Repubblica, 17 gennaio 1997. URL consultato il 16 luglio 2013.
  9. ^ Conti Paolo, E "Prima serata" batte ancora Moby Dick in Corriere della Sera, 18 gennaio 1997. URL consultato il 16 luglio 2013.
  10. ^ Santoro raddoppia, domani parte "Moby Dick" in Corriere della Sera, 1º ottobre 1997. URL consultato il 16 luglio 2013.
  11. ^ Adnkronos 16-04-1999 SANTORO-CONFALONIERI-MOBY-DICK-EVENTO-DI-GRANDE-RILIEVO
  12. ^ Aldo Fontanarosa, Ma questa è Tele Milosevic in La Repubblica, 17 aprile 1999. URL consultato il 16 luglio 2013.
  13. ^ Peirce Gualtiero, In tv la piazza di Belgrado in La Repubblica, 16 aprile 1999. URL consultato il 16 luglio 2013.
  14. ^ Roberto Zuccolini, Santoro, scoppia la polemica per la diretta tv da Belgrado in Corriere della Sera, 17 aprile 1999. URL consultato il 16 luglio 2013.
  15. ^ Emilia Costantini, Santoro ritorna in Rai e sfida Mediaset "Non offre tv di qualita" in Corriere della Sera, 8 ottobre 1999. URL consultato il 16 luglio 2013.
  16. ^ None, Torna Santoro sotto la tenda del Circus in La Repubblica, 8 ottobre 1999. URL consultato il 16 luglio 2013.
  17. ^ Archivio Raiuno.
  18. ^ Archivio Raiuno
  19. ^ Santoro con "Sciuscia" rilancia il reportage in Corriere della Sera, 7 marzo 2000. URL consultato il 16 luglio 2013.
  20. ^ Adnkronos 07-03-2000 RAIUNO: SCIUSCIA', REPORTAGE IDEATI DA MICHELE SANTORO
  21. ^ Santoro e ?Il raggio verde? Al via il nuovo programma, senza pubblico in sala 3 novembre 2000 — pagina -1 sezione: Spettacolo.
  22. ^ Marco Travaglio, Elio Veltri, Marco Travaglio, Nuova introduzione in L'odore dei soldi. Origini e misteri. (Nuova edizione), Editori Riuniti [2001], 2009, ISBN 978-88-359-8008-7.
  23. ^ SCIUSCIÀ EDIZIONE STRAORDINARIA CON POLEMICA film.it
  24. ^ TV: SANTORO TORNA CON 'SCIUSCIA' EDIZIONE STRAORDINARIA'
  25. ^ Berlusconi: «Via Santoro, Biagi e Luttazzi» in Corriere della Sera. URL consultato il 16 luglio 2013.
  26. ^ di CONCITA DE GREGORIO, Santoro canta 'Bella ciao' e litiga al telefono con Sacca' in La Repubblica, 23 aprile 2002. URL consultato il 16 luglio 2013.
  27. ^ Aldo Fontanarosa, Santoro cede il posto a Costanzo ma il direttore mette il veto in La Repubblica, 24 maggio 2002. URL consultato il 16 luglio 2013.
  28. ^ Santoro "disobbedisce" e conduce con Costanzo in La Repubblica, 24 maggio 2002. URL consultato il 16 luglio 2013.
  29. ^ Saccà furioso con Santoro "Valuteremo azioni legali" in La Repubblica, 25 maggio 2002. URL consultato il 16 luglio 2013.
  30. ^ Diktat Bulgaro in Corriere della Sera. URL consultato il 16 luglio 2013.
  31. ^ Aldo Fontanarosa, Rai, via Biagi e Santoro in La Repubblica, 22 giugno 2002. URL consultato il 16 luglio 2013.
  32. ^ None, Baldassarre: lo show di Santoro può andar bene per il Venezuela in La Repubblica, 29 giugno 2002. URL consultato il 16 luglio 2013.
  33. ^ CRONACHE in Corriere della Sera. URL consultato il 16 luglio 2013.
  34. ^ SENTENZA SANTORO
  35. ^ Aldo Fontanarosa, Santoro torni in prima serata in La Repubblica, 4 giugno 2003. URL consultato il 16 luglio 2013.
  36. ^ Santoro, il tribunale corregge in La Repubblica, 25 luglio 2003. URL consultato il 16 luglio 2013.
  37. ^ SPECIALE EUROPEE 2004 gli eletti
  38. ^ Adnkronos, Santoro: ho votato Dini e mi piace il partito di Di Pietro
  39. ^ Interrogazioni parlamentari
  40. ^ http://www.europarl.europa.eu/mepatt/leg6/28333.pdf
  41. ^ Rai, "Santoro deve essere reintegrato" in Corriere della Sera, 26 gennaio 2011. URL consultato l'11 novembre 2011.
  42. ^ Santoro si dimette da Strasburgo stasera sarà ospite di Celentano in La Repubblica, 19 ottobre 2005. URL consultato il 16 luglio 2013.
  43. ^ Santoro, slitta il ritorno in tv "Anno zero" spostato a settembre in La Repubblica, 19 aprile 2006. URL consultato il 16 luglio 2013.
  44. ^ Santoro in tv: "Ce l'abbiamo fatta a quando Biagi, Luttazzi e Guzzanti?" in La Repubblica, 14 settembre 2006. URL consultato il 16 luglio 2013.
  45. ^ Felice Cavallaro, Cuffaro e quella coppola esibita in tv «Ne sono fiero, ho sbeffeggiato la mafia» in Corriere della Sera, 19 novembre 2006. URL consultato il 16 luglio 2013.
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  47. ^ ilGiornale.it
  48. ^ Enzo Biagi - Ma quale epurazione?!
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  50. ^ a b c (ultima modifica: ), Annozero , Fini chiama Petruccioli Santoro replica: «Questa è censura» in Corriere della Sera, 16 gennaio 2009. URL consultato il 16 luglio 2013.
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  71. ^ "Comizi d’amore", raccolto oltre mezzo milione di euro per il programma di Michele Santoro, il Fatto Quotidiano, 14 ottobre 2011. URL consultato il 30 novembre 2011.
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  73. ^ Annunziata: "Sosteniamo Michele Santoro", la Repubblica, 9 ottobre 2011. URL consultato il 30 novembre 2011.
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  77. ^ La Stampa - Boom di ascolti per Santoro su La7
  78. ^ Tv/ascolti: La7, quasi 3 mln spettatori per ''Servizio Pubblico'' - ASCA.it
  79. ^ Ascolti tv, un successo Santoro su La7 - Affaritaliani.it
  80. ^ ilGiornale.it
  81. ^ selezione di articoli critici
  82. ^ a b Rai Due E se domani
  83. ^ Sergio Luciano, Il call center che piace a Santoro, ItaliaOggi. URL consultato il 9 ottobre 2011.
  84. ^ Stefania Rocco, Annozero demolito da Platinette: Michele Santoro pilota gli ospiti, TV Fanpage, 2 aprile 2011. URL consultato il 9 ottobre 2011.
  85. ^ Michele Santoro condannato a Varese per diffamazione (La Repubblica, 5 novembre 2007
  86. ^ Rai, diffamazione Pittelli: a giudizio Santoro-Ruotolo-Massari blitzquiotidiano
  87. ^ Redazione Online, Santoro: «Mediaset mi ha citato per danni» Su «Servizio pubblico» il caso Finmeccanica in Corriere della Sera. URL consultato il 16 luglio 2013.
  88. ^ Fiat contro Annozero: Condannato Formigli, assolto Santoro
  89. ^ Rai, assolti Formigli e la Rai
  90. ^ Formigli assolto in appello: nessuna diffamazione contro la Rai
  91. ^ M. Costanzo, Chi mi credo di essere, Milano, A. Mondadori, 2004
  92. ^ Indagini della digos - Minacce a Di Pietro e Santoro due buste con proiettili| italia| Il SecoloXIX
  93. ^ Mafia: Palermo, busta con proiettile a pm e giornalisti in La Repubblica. URL consultato il 16 luglio 2013.
  94. ^ a b c d e f g Michele Santoro RICONOSCIMENTI Archivio Raiuno

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nina Rothenberg, Political cleansing and censorship in public television – a case study of Michele Santoro and Enzo Biagi, in: Albertazzi, Brook, Ross, Rothenberg, Resisting the Tide: Cultures of Opposition During the Berlusconi Years, Londra, Continuum, 2009
  • G.Crapis, Michele Santoro, comunque la pensiate, Aliberti Editore, 2009

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