Strage di Capaci
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| Strage di Capaci | |
|---|---|
| Luogo | Isola delle Femmine (Palermo) |
| Obiettivo | Il giudice Giovanni Falcone |
| Data | 23 maggio 1992 17.58 |
| Tipologia | Esplosione |
| Morti | 5 |
| Feriti | 23 |
| Compiuto da | Giovanni Brusca, Pietro Rampulla e almeno altri 3 collaboratori (Cosa nostra) |
| Motivazione | Rappresaglia contro la lotta alla mafia |
La Strage di Capaci è l'espressione di lingua italiana, coniata dai Media e ormai di uso comune, con cui si indica l'attentato mafioso in cui il 23 maggio 1992, sull'autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci e a pochi chilometri da Palermo, persero la vita il magistrato antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, anch'ella magistrato, e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro.[1]
L'espressione "Strage di Capaci" è in effetti errata: è vero che la strage avvenne nei pressi dello svincolo autostradale di Capaci ma il luogo si trova nel territorio del comune di Isola delle Femmine. In siciliano l'espressione utilizzata per indicare l'eccidio è "l'attentatuni", "il grande attentato".
Nel tragico attentato sono rimasti illesi altri quattro componenti del gruppo al seguito del magistrato: l'autista giudiziario Giuseppe Costanza (seduto nei sedili posteriori dell'auto blindata guidata da Falcone) e gli agenti Paolo Capuzzo, Gaspare Cervello e Angelo Corbo.[2]
Gli esecutori materiali del delitto furono almeno cinque uomini (tra cui Pietro Rampulla che confezionò e posizionò l'esplosivo[3] e Giovanni Brusca, che fu la persona che fisicamente azionò il telecomando al momento del passaggio dell'auto blindata del magistrato, che tornava da Roma)[4]
I mafiosi avevano riempito di tritolo un tunnel scavato sotto l'autostrada (per assicurarsi la buona riuscita del delitto, ne misero circa 500 kg, come punto di riferimento gli attentatori presero un frigorifero bianco posto ai lati della strada) nel tratto che collega l'aeroporto di Punta Raisi (oggi "Aeroporto Falcone-Borsellino") al capoluogo siciliano. [5] A tutt'oggi sono conosciuti soltanto i nomi degli esecutori materiali della strage, poiché le indagini mirate a scoprire i mandanti ed eventuali intrecci di natura politica non hanno prodotto risultati significativi.[6][7].
La strage di Capaci, festeggiata dai mafiosi nel carcere dell'Ucciardone, [8]ha segnato una delle pagine più tragiche della lotta alla mafia ed è strettamente connessa al successivo attentato di cui rimase vittima il giudice Paolo Borsellino, amico e collega di Falcone.
Le stragi provocarono una reazione di sdegno nell'opinione pubblica[9], oltre che l'intensificazione della lotta antimafia, con il conseguente moltiplicarsi dei pentiti e la cattura di latitanti quali Totò Riina [10][11][12] [13]
Per la strage sono stati riconosciuti colpevoli nel maggio del 2002 24 imputati[14], mentre nel 2008 la prima sezione penale della Cassazione ha condannato 12 persone in quanto mandati di entrambe le stragi: Salvatore Montalto, Giuseppe Farinella e Salvatore Buscemi, Giuseppe Madonia, Giuseppe Montalto, Carlo Greco, Pietro Aglieri, Benedetto Santapaola, Mariano Agate, Benedetto Spera, Antonino Giuffrè e Stefano Ganci. [15]
Indice |
[modifica] Commemorazioni
Ogni anno, il 23 maggio, si tiene a Palermo e Capaci una lunga serie di attività, in commemorazione della morte del magistrato Giovanni Falcone e di Francesca Morvillo.[16]
I resti dell'auto sono esposti a Roma, presso la scuola di formazione degli agenti di polizia penitenziaria[17]
Nell'anno della strage è stata creata anche una fondazione intitolata a Giovanni e Francesca Falcone e guidata da Maria Falcone, sorella del magistrato, che si propone di combattere la criminalità organizzata e di promuovere attività di educazione della legalità. La Fondazione ha ottenuto dall'ONU nel 1996 il riconoscimento dello status consultivo in qualità di ONG presso il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite.
[modifica] Note
- ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1992/05/24/una-strage-come-in-libano.html
- ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1992/05/25/basta-chiudiamo-palazzo-di-giustizia.html
- ^ http://archiviostorico.corriere.it/1993/novembre/15/strage_Capaci_spunta_Santapaola_co_0_9311156734.shtml
- ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1997/05/23/capaci-chiesti-32-ergastoli-per-riina-tutta.html
- ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1992/05/25/la-ricostruzione-dell-agguato.html
- ^ È ciò che si evince dalla sentenza definitiva della Cassazione del 2002 che condannava gli esecutori ma scagionava i boss sospettati di essere i mandanti. Cfr.: "Annullate 13 condanne per la strage di Capaci" La Repubblica 31 maggio 2002. URL consultato il 03-06-2009.
- ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/04/14/per-la-strage-di-via-amelio.html
- ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1992/05/29/clan-brindarono-all-ucciardone.html
- ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1992/06/23/palermo-un-mese-dopo-per-non.html
- ^ Giovanni Di Cagno, Gioacchino Natoli,Cosa nostra ieri, oggi, domani: la mafia siciliana nelle parole di chi la combatte e di chi l'ha abbandonata, Ed. DEDALO, 2004,ISBN 9788822062703, pag 52
- ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1992/05/25/un-aereo-per-la-strage.html
- ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1992/05/25/vergogna-vergogna-assassini.html
- ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1992/05/26/pappalardo-grida-dall-altare-smascherate.html
- ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2004/05/23/gli-errori-dei-politici.html
- ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/09/19/strage-del-92-carcere-vita-per-mandanti.html
- ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/05/23/la-giornata-della-memoria-tra-albero.html
- ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2000/12/10/strage-di-capaci-auto-in-mostra.html
[modifica] Voci correlate
[modifica] Bibliografia
- Giovanni Bianconi. Gaetano Savatteri. L'attentatuni. Storia di sbirri e di mafiosi. Roma, Baldini Castoldi Dalai, 2001. ISBN 8880894609
- Luigi Garlando. Per questo mi chiamo Giovanni. Fabbri Editori, 2004. ISBN 9788845103032.
- Pino Corrias. Davanti al rettilineo di Capaci, come in un labirinto, in Luoghi comuni. Dal Vajont a Arcore, la geografia che ha cambiato l'Italia. Milano, Rizzoli, 2006. pp. 127-144. ISBN 9788817010801.
[modifica] Filmografia
- Giovanni Falcone, regia di Giuseppe Ferrara, 1993
- L'attentatuni, regia di Claudio Bonivento, 2001
- In un altro paese, regia di Marco Turco, 2006