Antonio Ricci

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La piastrella autografata da Ricci sul Muretto di Alassio

Antonio Ricci (Albenga, 26 giugno 1950) è un autore televisivo e produttore televisivo italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Antonio Ricci nasce ad Albenga il 26 giugno 1950; è uno dei più famosi autori della storia della televisione italiana. Come ha scritto Variety, "Antonio Ricci, con il suo gusto tra la commedia e il varietà, ha cambiato il volto della tv italiana". Infatti, attraverso l’uso del linguaggio e delle immagini e la commistione di generi, ha creato personaggi e modi di dire entrati a far parte dell’immaginario. Molti neologismi lanciati nelle sue trasmissioni sono stati inseriti nei dizionari della lingua italiana.

Ricci si laurea in Lettere discutendo una tesi in Storia dell'Arte (La difesa dei Beni Culturali) e ottiene l'abilitazione all'insegnamento di Lettere. Oltre a insegnare, ha fatto persino il preside. Ricci ha realizzato sia per la tv di Stato Rai che per quella commerciale Mediaset, molti programmi.

Nel 1975 presta servizio di leva presso l'Aeronautica Militare.[1]

Sposa Silvia Arnaud.

A 29 anni firma la prima serata del sabato di Raiuno. È con Fantastico (1979, ’81 e ’82), che inizia la sua stretta collaborazione artistica con Beppe Grillo. Già nello show di prima serata, Ricci firma testi pungenti e irriverenti, che aprono il varco alla satira per il grande pubblico. Da allora Ricci confeziona programmi che hanno fatto la storia della televisione italiana precorrendo i tempi e destrutturando, attraverso un nuovo linguaggio, i canoni preesistenti.

Per la sua notorietà Antonio Ricci è stato spesso invitato a tenere lezioni e seminari negli atenei italiani e stranieri. Straordinaria nel 1999 la sua esperienza didattica alla Sorbona, la prestigiosa università di Parigi, dove ha tenuto in qualità di professore un ciclo di tre lezioni dedicate al mezzo televisivo: “Tv e potere. Perché il presidente del consiglio Massimo D’Alema scrive a un pupazzo di peluche” (30 novembre 1999), “Tv e realtà. L’informazione televisiva in Italia: censura e contraffazione” (1° dicembre 1999) e “La télévision du doute: guignols, sosies et montages”(15 dicembre 1999).

I programmi di Antonio Ricci[modifica | modifica sorgente]

Con “Fantastico” (1979, ’81 e ’82) inizia una collaborazione artistica con Beppe Grillo, e sempre con lui quale mattatore, Ricci firma i successivi cult-tv “Te la do io l'America” (1980) e “Te lo do io il Brasile” (1984), che lanciano l'originale format del presentatore on the road (Grillo) e del "turista per caso" alla scoperta degli usi e costumi, spesso bizzarri e divertenti, dei rispettivi paesi. Dal Bronx al Maracanã, dalla 5th Avenue alle favelas, il programma smitizza luoghi comuni a "stelle e strisce" e verde-oro proponendo un inedito viaggio al di fuori delle guide turistiche, sulla scorta di un'ironia travolgente.

Dal 1983 al 1988 è la volta del rivoluzionario “Drive In”: il primo varietà comico-satirico della televisione. In un’ambientazione di derivazione americana – il Drive In – l'azione si svolge in alcuni luoghi predefiniti: la cassa, il bar, il guardaroba, il parcheggio, il palcoscenico. Qui si muovono e prendono la parola personaggi tipicamente italiani, bozzetti usciti dalla società così come caratterizzazioni di personaggi famosi. Uno “strano” programma che non è un varietà classico, non presenta alcuna matrice teatrale, non si poggia su alcun punto di riferimento, privo di scale e sipario; uno spettacolo a 360 gradi, con continui rimandi, con una conduzione da sit-com in cui il fil-rouge è rappresentato dal gestore del locale che insieme al suo assistente “mettono in mezzo” il “pollo” di turno. Un’unità di tempo e di spazio, “forata” dai filmati proiettati sul grande schermo; un ritmo assolutamente innovativo – da non confondere con la velocità – che porterà il celebre attore Vittorio Gassman a dire: “dopo il ‘Drive In’ ho dovuto cambiare ritmi anche in teatro”. Lo lodarono anche i poeti Giovanni Raboni (L'Europeo, 01/06/1985)[2] e Maurizio Cucchi (Italia Oggi, 02/11/1987)[3], così come i semiologi Umberto Eco (Duemila Comunicazioni, 19/11/1986)[4] e Omar Calabrese (Epoca, 26/04/1985)[5]. Il programma verrà proposto anche in Grecia, Canada, Spagna, Francia e nei circuiti alberghieri dell’Unione Sovietica.

Tra gli altri programmi ideati da Ricci emerge l'innovativo “Lupo Solitario” (1987), definito da Umberto Eco "il varietà del futuro" durante il Congresso sulle Nuove Tendenze Televisive di Parigi, mentre lo stesso Ricci lo lancia come "un programma ironico e di inquietudine". Il plot dello show ruota attorno ad un'emittente televisiva collocata a bordo di un dirigibile pirata che si inserisce nel sistema dei mass media per trasmettere immagini rubate da tutto il mondo. Con il taglio volutamente underground e piratesco, il programma svaria tra immagini e rubriche che affondano la loro energia nella società e nella cultura, ospitando figure di primissimo piano come l'artista francese Roland Topor, il poeta americano Gregory Corso e il russo Evgenij Evtusenko (i quali declamano versi in un panificio nella rubrica "Il forno della poesia"). Considerato dalla critica un vero e proprio programma cult, non solo per l'originalità dell'impianto scenico e comico-autorale, ma soprattutto perché ha aperto le porte del surreale e del grottesco sul piccolo schermo, il programma di Ricci ha gettato le basi del successivo “Matrjoska” (1988).

Il riferimento alla bambola russa di "Matrjoska" sottintende all'originale format ideato da Ricci come un contenitore di contenitori, ricco di satira graffiante, anticonformista, dissacratoria. Oltre a far esordire alla conduzione un venditore ambulante abusivo, Ricci fa registrare una serie di cori eseguiti da Comunione e Liberazione, boy scout, esperantisti e Giovani Socialisti per mescolarli con le più belle poesie del '900 recitate da un presentatore vecchia maniera, gli spot elettorali, i passaggi della nota pornostar Moana Pozzi, un mostro verde ributtante di nome Scrondo, in modo da decontestualizzarli, privarli di senso e renderli esilaranti per contrasto. Proprio l'insorgere di Comunione e Liberazione, che paventando un dileggio invoca il procedimento d'urgenza per bloccare l'uscita della trasmissione, fa di "Matrjoska" uno dei più clamorosi casi di censura e mistificazione della televisione italiana. Silvio Berlusconi, editore delle Reti Fininvest, blocca il programma, mentre i giornali come causa della mancata trasmissione non indicano il coro di Comunione e Liberazione bensì, per convenienza, il casto nudo di Moana Pozzi.

Dalle ceneri di "Matrjoska", Ricci fa nascere “L’Araba Fenice” (1988), con lo stesso impianto e lo stesso cast del programma precedente, compreso l'audio del coro di Comunione e Liberazione suonato al contrario per la sigla "orientaleggiante". Il clou viene raggiunto nella scena finale, in cui si inscenano i funerali di Berlusconi dopo una rissa con i manager di Publitalia (concessionaria pubblicitaria delle reti Fininvest, entrambe appartenenti allo stesso Berlusconi).

Nel 1988 Ricci firma “Odiens”, che si merita il titolo di "varietà deliquenziale" e il sottotitolo "documentario". Odiens, participio presente del verbo odiare, colui che odia. E odia tutto ciò che fa audience, come gli animali, i fenomeni da baraccone, le malattie. Il programma, contraddistinto da una scenografia hollywoodiana con scalinate e giochi d'acqua, è una rilettura critica di tutto quanto mette in moto la macchina degli ascolti: star, animali, dilettanti, tutti ammaestrati per fare spettacolo. Il simbolo della trasmissione è un enorme salame: carne trita di porco. "Avessi voluto una trasmissione più patinata avrei messo un prosciutto crudo", ha commentato Antonio Ricci. Oltre a cercare di aumentare i dubbi e a distruggere qualunque certezza, lo show mette in scena suggerimenti di disobbedienza civile o di sopravvivenza: come risparmiare sull'acqua calda invertendo il contatore, come rubare scatti alla compagnia telefonica taroccando i telefoni, come riutilizzare i francobolli usati, come giocare alle slot a Montecarlo usando 50 lire anziché 1 franco visto che hanno lo stesso peso. Le ragazze che fanno da cornice allo show chiamate Littorine, vestite da Giovani Italiane, che rappresentavano il nuovo fascismo: il consenso, la pubblicità, lo sponsor, l'omologazione; una citazione di Godard che diceva che la pubblicità è il nuovo fascismo.

Sempre nel 1988 Antonio Ricci crea "Striscia la notizia", un telegiornale satirico assolutamente originale del panorama televisivo anche oltre frontiera. Un cocktail di scoop e battute, inchieste e tormentoni, satira, politica e società, con due comici scelti quali anchor-men a fare il verso ai mezzibusti dei tg tradizionali e un gruppo di inviati sui generis. Tra questi ultimi spicca il pupazzo rosso Gabibbo, interpretato dallo stesso Ricci, diventato l’inviato di riferimento della tv italiana, al quale la gente affida le proprie piccole e grandi ingiustizie scrivendo più di 1500 email al giorno. Nel corso degli anni, lungo 25 edizioni sempre in testa agli ascolti, quella che il regista Federico Fellini ha definito “una trasmissione che risulta più o meno come un reato”, è stato eletto dagli italiani, più volte, il telgiornale più credibile, ha collezionato scoop da “Prima pagina”, come è successo per il filmato inedito sui saccheggi nel campo di Valona in Albania durante la Missione Arcobaleno nel settembre 1999, tale da scatenare terremoti politici anche a livello internazionale. O addirittura scoop sulla sicurezza nazionale, come quando nel ’91 “Striscia” scoprì due navi irachene ancorate nel porto di La Spezia, con tanto di 80 marinai e 40 ufficiali, in piena Guerra del Golfo. I clamorosi taroccamenti dell'informazione, come quando il telegiornale satirico svelò che il cronista della CNN si collega con il network indossando la maschera antigas durante la Guerra del Golfo, ma in realtà non c'era alcun pericolo ed era tutta una messa in scena per rendere più sensazionale il servizio, con i colleghi del giornalista alle sue spalle che lavoravano tranquillamente senza maschera e i relativi tentativi di tagliarli dalle inquadrature: il servizio rivelatore del Tg satirico ha fatto il giro del mondo destando scalpore e suscitando dibattiti sull'informazione-spettacolo. Il clima è tuttavia quello di un varietà, con due belle ragazze che ballano tra notizia e l'altra: sono le Veline, un omaggio alle veline che i centri di potere inviavano ai giornali per tenere l'informazione sotto controllo, nonché parodie viventi dei settimanali che da sempre hanno utilizzato donne poco vestite in copertina; figure entrate di diritto nel vocabolario dell'Accademia della Crusca, l'istituto nazionale per lo studio e la salvaguardia della lingua italiana: "il termine velina è divenuto familiare oggi grazie alla crescente efficacia divulgativa di 'Striscia la notizia'. La sua notorietà iniziò quando l'ideatore Antonio Ricci provvide ad animare e ingentilire il notiziario, con artificio metonimico, con pimpanti vallette alle quali assegnò il compito di recapitare in scena ai farseschi conduttori alcuni messaggi provenienti dalle autorità". "Le Veline secondo Ricci - sono importantissime per Striscia, servono a mantenere la trasmissione nel clima del varietà e ricordano in ogni momento che anche noi siamo spettacolo e non verità". Dal 1990 ad oggi, Ricci firma Paperissima: è contraddistinto dai filmati delle gaffe di gente comune e volti celebri. I filmati che arrivano da tutto il mondo hanno per protagonisti gli adulti, lo sport, la moda, gli animali e i bambini, la cui innocenza emerge proprio nei filmati amatoriali che genitori e parenti realizzano all'insaputa dei protagonisti. Uno spettacolo per tutta la famiglia condito, tra un filmato e l'altro, da un varietà in studio in cui si rivisitano in chiave parodistica i grandi classici del cinema e della letteratura.

Antonio Ricci ha firmato anche i "casi" televisivi delle ultime estati.

Veline (2002, 2004, 2008 e 2012): la ricerca delle due nuove presenze femminili di Striscia la notizia ha scatenato il più grande casting televisivo mai realizzato, contando solo nella prima edizione oltre 10.000 richieste da tutta Italia e dall'estero. Da qui l'idea di farlo diventare un programma itinerante nelle piazze italiane in onda ogni sera su Canale 5, una sorta di spin-off estivo on the road della ben più nota Striscia la notizia.

Velone (2003 e 2010), parodia esplicita di Veline, è stato il programma più visto dell’estate 2003 e ha bissato il successo di Veline. Questa volta il programma estivo di Antonio Ricci, viaggia per le piazze italiane per accendere i riflettori su un'altra generazione rispetto a quella delle Veline, su simpatiche signore over 65 che si sono contese il ricco montepremi finale di 250 000 Euro. Alla fine, davanti ad una giuria presieduta dalla regista Lina Wertmuller e composta, tra gli altri, dall'attrice Barbara Bouchet e dall'ex tennista Lea Pericoli, la vittoria è andata ad una contadina analfabeta di Avellino di 72 anni, la quale ha superato sul fil di lana una sarta veneziana di 92 anni appassionata di ballo. "L'intento - come ha spiegato Ricci - era di aprire una finestra su un mondo sconosciuto, ghettizzato e incasellato in una prigione di perbenismo, perché gli anziani muoiono sì di caldo in estate, ma ancora di più a causa della solitudine".

Nell'estate 2006 Antonio Ricci ha dato vita al nuovo programma "Cultura moderna", lo show che si promette provocatioramente di "dire basta alla tv dove appare chi non sa far niente" risultato in cima agli ascolti per ben 11 settimane consecutive. I veri protagonisti sono 5 “talentuosi” partecipanti che si esibiscono in performance più o meno strabilianti: ballerini, cantanti, attori, imitatori, cabarettisti, strumentisti, acrobati, contorsionisti, poeti, addestratori di animali, ventriloqui. La loro esibizione viene valutata da una giuria e in base ai punti raccolti permette di formulare altrettante domande che aiuteranno a comporre una sorta di identi-quiz di un VIP “misterioso” nascosto in una cabina sul palco. Più sono convincenti le loro esibizioni, più domande hanno a loro disposizione. Alla fine della puntata, dopo che i vari talentuosi, in base agli indizi raccolti, hanno espresso a turno il loro parere su chi possa essere il VIP, quest'ultimo viene fatto uscire dalla cabina per verificare la sua identità.

Nel 2010 prendono il via "Striscia la Domenica" (versione domenicale del Tg satirico, condotta ogni settimana da una coppia diversa di inviati) e per il nuovo canale Mediaset del digitale terrestre crea "Le nuove mostre" (spin-off della celebre rubrica di Striscia la Notizia, condotto dalle Veline Costanza Caracciolo e Federica Nargi).

Ricci ha anche sceneggiato il film diretto da Luigi Comencini "Cercasi Gesù" (1982), con protagonisti Beppe Grillo, Maria Schneider e Fernando Rey. La pellicola è stata premiata con il David di Donatello e con due Nastri d'Argento.

Rai[modifica | modifica sorgente]

Mediaset[modifica | modifica sorgente]

Elefante TV[modifica | modifica sorgente]

  • Il Grillo Parlante (1982) con Beppe Grillo

Per la Radio[modifica | modifica sorgente]

  • Grillo e il professore (1980) su RMC con Beppe Grillo

Per il cinema[modifica | modifica sorgente]

Nell'ambito editoriale[modifica | modifica sorgente]

Critiche[modifica | modifica sorgente]

Il programma ideato da Antonio Ricci Drive-in viene spesso criticato ed associato al termine "Velinismo"[6][7]. Si veda a proposito l'articolo "È tutta colpa di Drive in" di Luca Mastrantonio ne "Il Riformista" del 7/7/2010, e relativa risposta del Gabibbo: "Sostenere 'È tutta colpa di Drive in' è come dire che se c’è la camorra la colpa è di Saviano. In realtà Drive in è stata la trasmissione “libera e libertaria” che ha saputo raccontare in maniera critica l’Italia degli anni 80 meglio di qualunque saggio o di qualunque analista, anche del “Mulino”. Drive in non è stata l’apoteosi dell’individualismo, ma il trionfo del collettivo, una vera trasmissione comunista, nazional popolare in senso gramsciano. Gruppi di ascolto si formavano nelle varie città per un consumo comune".[8]. Ma pure "Striscia la notizia" non è esente da critiche. In particolare l'Osservatorio Antiplagio, fondato dall'insegnante di religione Giovanni Panunzio, che per anni ha monitorato la trasmissione, contesta ad Antonio Ricci di non aver mai fatto inchieste sui cartomanti e veggenti pubblicizzati nel Mediavideo di Mediaset, mentre non ha esitato ad indagare accuratamente su altri ciarlatani, come per esempio il mago Do Naisimento e la nota imbonitrice Wanna Marchi. Contro queste accuse, Ricci e Rti hanno sporto querela per diffamazione portando a riprova 60 servizi di falsi maghi e guaritori[9] realizzati da Striscia prima del 2010. In particolare, il servizio del 10 novembre 2006. Durante la puntata del 5 febbraio 2002, inoltre, Ezio Greggio lancia un appello a Mediavideo, chiedendo di eliminare dalla pagina dedicata a Striscia qualsiasi pubblicità di maghi, guaritori e astrologi. Il giorno dopo, il 6 febbraio 2002, Ezio Greggio comunica l’avvenuta cancellazione della pagina. La vicenda ha portato a 5 processi, tutti in attesa di definizione conclusiva.  Anche il Gabibbo è stato oggetto di contestazione in due diverse vertenze. La prima vede da un lato il “Gabibbo” e dall’altro il pupazzo Big Red, mascotte della Western Kentucky University, oggetto di un contratto di licenza esclusiva per il territorio italiano, stipulato tra la Western Kentucky University, la Crossland Enterprise Inc. (soggetti cedenti) e la società Adfra S.r.l.. Il 12 dicembre 2007 il Tribunale di Ravenna sez. distaccata di Lugo ha rigettato le richieste di Adfra e della Western Kentucky University, dando ragione a Rti, Copy e  Antonio Ricci, decisione confermata dalla Corte di Appello di Bologna. Nella seconda, Ralph Carey, ex studente della Western Kentucky University, autore del bozzetto del pupazzo “Big Red” ha citato in giudizio RTI, MEDIASET, COPY e Antonio Ricci, sostenendo che il Gabibbo costituirebbe un plagio del pupazzo americano. Nel febbraio del 2014, però, la Corte d’appello di Milano ha respinto nel merito le richieste di Carey, dando integralmente  ragione a Rti, Copy e Antonio Ricci e condannando Carey al pagamento delle spese di entrambi  i gradi di giudizio. 

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Telegatto[modifica | modifica sorgente]

Premio Regia Televisiva (Oscar TV)[modifica | modifica sorgente]

Altri Premi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Gigi Vesigna, Sorprese VIP in Oggi, 5 giugno 2013, p. 74-80.
  2. ^ Arbore giù Drive in su: "Drive in è una specie di congegno a orologeria a bassissimo rischio, uno spazio perfettamente programmato in cui anche gli effetti di improvvisazione sono frutto di una professionalità precisa e paziente. Nessuno fa sfoggio, come in ‘casa Arbore’, di souplesse e alto dilettantismo, nessuno finge di essere lì per caso, nessuno vuole impressionarci ostentando di non curarsi del fatto che lo stiamo guardando”.
  3. ^ "Drive in, il quale dolcemente implacabile è tornato, spettacolo nuovo ormai antico, varietà e anti-varietà, ricco di mezzi voli autentici e di cadute quasi mai tragiche… tocca di qua, tocca di là, il cerchio e la botte, il vecchio e il nuovo, e via corrivo acutamente come al buon varietà si conviene. In più la vecchia virtù risaputa del ritmo serratissimo. E il gioco continua a funzionare”.
  4. ^ “Pensa a una trasmissione come ‘Drive in’, al suo ritmo, alla quantità di cose che ‘Drive in’ riesce a far vedere in due minuti e paragona due minuti di ‘Drive in’ a due minuti della vecchia televisione. Un salto da fantascienza, no? Eppure, a quanto pare, la cosa non ha provocato traumi, noi siamo passati dal ritmo di valzer a quello di rock and roll senza perdere nessuna memoria”.
  5. ^ Drive in ma perché mi dice ciò?: “Uno spettacolo che non riunisce grandi stelle dello spettacolo, non presentatori da contratti da favola, non scenografie da mille e una notte, non registi megagalattici. E però piace. Drive in, programma di Italia 1, in onda la domenica sera, è il fenomeno televisivo più sorprendente degli ultimi anni. [...] Cominciamo subito col dire che la caratteristica principale di Drive in è proprio in questa sua capacità di mischiare l’antico (il genere) e il moderno. [...] Ci sono i comici, inoltre. E la loro massiccia presenza costituisce quasi una antologia dell’avanspettacolo con tutti i diversi sottogeneri: il monologo serrato del comico barzellettista; il dialogo a due della serie «vieni avanti cretino»; il comico di gruppo su base musicale; la scenetta teatralizzata; la parodia in dialetto. C’è un po’ di balletto con tanto di soubrette. C’è il sottofondo di risate come nella soap opera americana. C’è il linguaggio da cabaret, fatto da imitazioni e insensatezze, di parodie e citazioni colte, di provocazioni e ammiccamenti. Su questa base assai riconoscibile, si opera un primo gruppo di innovazioni di stile, una cospicua serie di varianti. In primo luogo nelle proposizioni fra i sottogeneri di quel fritto misto che (lo dice il termine stesso) è da sempre il varietà. Drive in, per esempio, elimina quasi totalmente le canzoni e riduce sensibilmente il balletto a puro intermezzo fra i vari numeri. In compenso esalta la recitazione dei comici, e ne propone una quantità inusitata per la forma televisiva del varietà, dove di solito ha invece la funzione di riempimento fra «numeri» più forti. Inoltre, per qualità di testi e per la stessa presenza fisica dei personaggi, i comici prescelti fanno tutti parte di quella generazione degli anni Settanta-Ottanta che qualcuno ha voluto battezzare «i nuovi comici». […] Un’analisi accurata mostrerebbe come gli sketch di Drive in siano una vera e propria antologia, o addirittura un manuale, di tecniche del comico. […] Qualche nota finale la meritano le innovazioni sul piano più specifico. Drive in, in effetti, costituisce un tipo di trasmissione in questo senso anomala rispetto al genere. Rinuncia quasi totalmente alla figura del conduttore. Non ci sono presentazioni dei «numeri», ma questi si susseguono intervallati dal medesimo tema di balletto. Altra evidente novità è poi la velocità e il ritmo di esecuzione delle battute e degli sketch. Gli attori parlano tutti con una frequenza frenetica di parole. Gli sketch durano abbastanza poco e si susseguono a ritmo serrato. I monologhi, grazie a tutto ciò, hanno la possibilità di rendere gradevoli in modo immediato anche gli aspetti più cabarettistici e dunque meno «popolari» del comico, come quando i testi operano connessioni di concetti e di idee ai limiti dell’assurdo. O come quando si presentano come connessioni improprie delle vere destrutturazioni dei testi, quasi come nelle pratiche (serie questa volta) dei critici letterari americani chiamati «decostruttivi». […]”
  6. ^ La tv italiana di veline e voyeurismo è politically (in)correct | ilJournal.it
  7. ^ Festini, bunga bunga e velinismo, tutto inizia con la Tv di B: da Drive in a Non è la Rai | Redazione Il Fatto Quotidiano | Il Fatto Quotidiano
  8. ^ "Compagni, Drive in non si tocca", Il Riformista, 8 luglio 2010.
  9. ^ Finti maghi e guaritori smascherati da Striscia la notizia tra il 1996 e il 2010: Maga di fiducia di Emilio Fede (4 dicembre 1996) - Markus telecartomante pentito (7 febbraio 2002) - Alex Orbito sedicente reverendo filippino (11, 12, 13, 15, 18, 20, 21, 26, 28 novembre, 6 dicembre 2002, 14 ottobre, 20 dicembre 2004, 16 maggio 2005, 16 febbraio 2007, 24 settembre 2008, 15 ottobre, 16, 17, 20 novembre 2009) - Maga Tara di Ginevra promette vincite al Lotto (2 gennaio 2003) - Maga Tiziana consulta un antico libro runico da cui trae i numeri da giocare al Lotto (10 febbraio 2003) - Gennaro D’Auria telecartomante (17 aprile 2003) - Maurizio medium della Tv privata Magic Star (20, 21, 22, 31 ottobre 2003, 25 settembre 2007, 6 ottobre 2008) - Medium Franca di Pinerolo sostiene di mettersi in contatto con l’aldilà (4 novembre 2003) - Rita Russo di Napoli sensitiva (7, 10, 11, 13 novembre 2003) - Santone Saverio compie finti riti religiosi a scopo taumaturgico (17 novembre 2003) - Mago Brahaman guaritore (3, 4, 5, 6 novembre 2003, 16 dicembre 2005) - Maga Tina sostiene di guarire vari tipi di epatite (3, 5 dicembre 2003) - Dino di Druento guaritore-erborista in grado di diagnosticare le malattie annusando gli indumenti delle persone (9, 10, 12 dicembre 2003, 16 marzo 2004, 12 gennaio 2008) - Mago Remo di Quaregna effettua diagnosi con il pendolino (11 dicembre 2003) - Medium Palma Casalino sensitiva (8, 12, 19 gennaio, 17, 19 marzo 2004, 7 marzo, 19 maggio 2005) - Mago Anubi utilizza la magia egiziana per combattere i tumori (11 febbraio 2004) - Lina Migliardi di Torino sensitiva (12 febbraio 2004) - Mago Genny sensitivo (16 febbraio 2004) - Marisa di Capriolo promette di guarire l’impotenza (26 febbraio 2004) - Santone Gilmar guaritore brasiliano che, cadendo in trance, si trasforma nel dott. Adolph Fritz, un medico tedesco morto durante la Prima Guerra Mondiale, e assicura di guarire ogni malattia (25, 26, 28 ottobre 2004, 2, 3 maggio 2006, 6 dicembre 2009, 8 novembre 2010) - Jean Oscar predicatore-guaritore con “l’incarico celeste” (17 novembre 2004) - Margaret maga brasiliana che afferma di guarire i malati tramite i sogni (6 dicembre 2004) - Mago Helio promette di guarire il cancro (24, 26 gennaio, 7 febbraio 2005) - Mago Panunzio di Bari formula diagnosi leggendo le carte e cura con l’acqua di San Nicola, semplice acqua dell’acquedotto (23, 24 febbraio 2005) - Guaritore Endre sostiene di curare ogni tipo di cancro con un elettrostimolatore che renderebbe immuni dai tumori (7, 8, 10, 11, 18 marzo 2005, 24 febbraio 2009) - Medium Roberto Buscaioli posseduto dallo spirito del pope (9 gennaio 2006) - Mago Demba specialista in problemi “occulti” (1 novembre 2006) - I Grandi Veggenti d’Italia call center (10 novembre 2006) - Guaritrice Clara Romano curerebbe grazie al contatto con entità misteriose (15, 16 novembre 2006, 22 gennaio 2008) - Mago Karim specializzato nel curare l’impotenza (8 gennaio 2007) - Mago africano Seku curerebbe tutti i problemi di salute (16 marzo 2007) - Maestro Bubacar “gran Marabut” medium e cartomante in grado di risolvere ogni genere di problema e anche di curare l’impotenza (20 marzo 2007) - Mago Teodoro guarisce imponendo le mani (5 giugno 2007) - Pranoradio guaritore di Carbonera promette di curare i tumori con una bacchetta da rabdomante e una scatola di cartone (17, 18, 26 marzo 2008, 5 aprile 2008) - Mago Melo Egitto promette di curare alcolismo, depressione e impotenza (5 maggio 2008) - Maga Adelia vende reliquie per guarire i tumori (12, 13 novembre 2008, 9, 10 marzo 2009) - Guaritore di Adelfia vende delle stufette che sarebbero in grado di curare ogni malattia (2, 3, 5, 12 dicembre 2008, 26 marzo 2009) - Guaritrice di Velletri millanta di curare i tumori con l’imposizione delle mani (18 febbraio 2009) - Guaritore di Molfetta sostiene di curare ogni tipo di tumore con un kit religioso (25 febbraio 2009) - Madame Rovenza di Bari medium in grado di comunicare con i defunti (3 aprile 2009) - Medium di San Michele Extra opera in tutta Italia mettendo in contatto i suoi clienti con i loro angeli custodi (28 aprile 2009) - Guaritrice di Monte San Giusto curerebbe i tumori (27 ottobre 2009) - Bioterapeuta KZ Sistem curerebbe i tumori con la medicina alternativa (3 novembre 2009) - Sensitivo che parlerebbe con i defunti (6 novembre 2009) - Mago della verità di Martina Franca esegue diagnosi mediche e si spaccia per psicologo (27 novembre 2009) - Mago Ariel e Medium Zaira comunicherebbero con i defunti (23 dicembre 2009) - Medium e parapsicologo compie riti di magia nera in tutta Italia (22 gennaio 2010) - Maestro sciamano (Mago Cagliostro) chiede 100.000 euro per curare il cancro (15, 16, 22, 23, 30 marzo, 6 aprile 2010) - Medium africano Ibrahim “grande veggente” opera in provincia di Padova promettendo di risolvere in tre giorni tutti i problemi di salute, tra cui l’impotenza sessuale (1 aprile 2010) - Mago Antino di Roma contatta i defunti leggendo i movimenti della fiamma di una candela (9 aprile 2010) - Veggente Francesca entra in contatto con i morti attraverso i profumi e l’avvistamento di farfalline (12 aprile 2010) - Veggente di Roma parla con i defunti nella sua auto (23 aprile 2010) - Vianna Stibal “naturopata e medico intuitivo” utilizza il Theta Healing, tecnica che, grazie a uno stato mentale di vicinanza con Dio, consente guarigioni immediate (3, 4 maggio, 1 giugno 2010) - Mago di Sirmione confeziona costosissimi filtri d’amore (19 maggio 2010) - Il “Ciuccianoduli” presunto guaritore di Varese risucchia con la bocca noduli tumorali al seno (5, 12 ottobre 2010) - Guaritore di Roma cura i tumori con una macchina radionica (6, 25 ottobre 2010) - Guaritrice Demetra di Frosinone promette di curare i tumori con l’imposizione delle mani (7 ottobre 2010) - Guaritore di Bitonto propone massaggi per curare i tumori e ne approfitta per dare una palpatina alle clienti (13 ottobre 2010) - Pastore guaritore di Vigo Cavedine dotato di energia cosmica, curerebbe da tutte le malattie pecore, cavalli e anche umani (28 ottobre 2010)
  10. ^ Premio Fabrizio De Andrè 2013 a Antonio Ricci

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