Odiens

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Odiens
Anno 1988/1989
Genere Intrattenimento
Durata 110 min
Presentatore Gianfranco D'Angelo, Ezio Greggio, Lorella Cuccarini
Regia Beppe Recchia
Rete Canale 5

Odiens è stata una trasmissione televisiva di Canale 5 andata in onda per una sola stagione dal 3 dicembre 1988 al 22 aprile 1989, poi di nuovo quattro puntate del "meglio" dal titolo Odiensmania dal 17 giugno all'8 luglio 1989.

Il titolo è una storpiatura della parola audience, la rilevazione statistica dei telespettatori, che proprio in quegli anni iniziava a diffondere i propri risultati, ma anche da intendersi come parola latina, significante colui che odia. Il programma è stato in seguito replicato su Rete 4 e Happy Channel.

Il programma[modifica | modifica wikitesto]

Ideato da Antonio Ricci, con la regia di Beppe Recchia, raccolse l'eredità di Drive In, adattato al pubblico di Canale 5 e fu il punto di partenza per Striscia la notizia, che nacque come una rubrica all'interno del programma. Il cast contava il meglio della comicità televisiva di quegli anni. Ezio Greggio e Gianfranco D'Angelo presentarono nuovi personaggi come Everardo De Las Noches (parodia del giornalista Everardo Dalla Noce), il pupazzo Bibi (erede del Tenerone di Drive In), la parodia del telefilm Batman o le imitazioni di Giuliano Ferrara e di Marisa Laurito (che quell'anno conduceva Domenica in con la regia di Gianni Boncompagni) affiancata dalla figlia di D'Angelo, Daniela nella parte di Brigitta Boccoli (ritratta come una perfetta ebete).

Poi, come in tutti i varietà televisivi dell'epoca, c'erano anche alcuni giochi con due concorrenti condotti da Lorella Cuccarini, che inoltre eseguiva in ogni puntata un balletto ed interpretava la sigla d'apertura La notte vola, il suo maggior successo musicale di sempre. Fu su questo palcoscenico che la Cuccarini tirò fuori per la prima volta anche le sue doti di conduttrice vera e propria, affrancandosi dall'immagine di semplice ballerina e valletta.

Le storiche ragazze Fast Food del Drive in in questo programma vengono sostituite dalle Littorine, tra cui vi era una giovanissima Paola Barale. Infine era presente nel cast fisso Sabrina Salerno, nel ruolo di cantante e spalla comica; sua la sigla di chiusura, Like a Yo-Yo, scritta dalla stessa Salerno con Giorgio Moroder. Per dissapori con la produzione lasciò il programma e venne così introdotta la nuova sigla di chiusura Vieni a bere un bicchiere à la maison cantata da Greggio e D'Angelo.

Il programma ebbe un buon successo e rappresentò il primo anti-varietà comico del sabato sera, monopolizzato in quei tempi da Fantastico. Fra le intuizioni del programma, ogni settimana venivano invitati dei presunti "furbi" che spiegavano cosa avevano inventato per risolvere alcuni problemi di vita quotidiana, come evitare l'autovelox, non pagare il canone e così via. Alla fine il pubblico lanciava fra i due sfidanti dei telecomandi di gomma, a seconda del colore dei quali si stabiliva qual era l'"inventore" più gradito.

Nella trasmissione ci fu anche una gara tra le Miss tra cui parteciparono tra gli altri Katia Noventa, Alessandra Carella, Paola Ducci, Rosalba Reggio, Michela Vittoria Brambilla e Barbara Borghesi.

Fu la trasmissione che fece conoscere al pubblico il Mago Otelma, che al termine di alcune puntate celebrava un rito magico insieme all'intero pubblico. Tale rito (il cui fine poteva essere una vincita al gioco, oppure un veloce dimagrimento) veniva più volte pubblicizzato durante la puntata, indicando al pubblico a casa gli oggetti necessari da procurarsi per la sua celebrazione. Poiché il volto di Otelma non era ancora noto al grande pubblico (ai tempi, a causa di una certa somiglianza, vi fu chi pensò fosse un personaggio interpretato da Massimo Boldi), non era ben chiaro se questi rituali fossero da considerarsi seriamente o se il mago Otelma fosse una parodia alla figura del mago televisivo (in quegli anni era molto famoso Giucas Casella e il suo tormentone "quando ve lo dirò io"). Tuttavia le espressioni estremamente serie di Otelma, ma anche il suo vestiario eccentrico, rendevano il tutto particolarmente grottesco e durante la celebrazione non era difficile vedere spettatori che cercavano di trattenere le risa, oppure visibilmente imbarazzati.

Studio di registrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il programma era registrato presso lo studio A della Profit, di via Mambretti 9 a Milano (ai tempi denominato Studio One), lo stesso studio che per anni venne utilizzato anche per Drive In.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Joseph Baroni. Dizionario della Televisione. Raffaello Cortina Editore. ISBN 88-7078-972-1.
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