Gabibbo

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« Alé bella gente! »
(Gabibbo)
Gabibbo
Il Gabibbo.jpg
Autore Antonio Ricci
1ª app. 1º ottobre 1990
1ª app. in Striscia la notizia
Interpretato da Gero Caldarelli
Voce orig. Lorenzo Beccati
Sesso Asessuato

Il Gabibbo è un personaggio ideato da Antonio Ricci che è apparso e appare tuttora in diverse trasmissioni televisive di Ricci, in onda su Canale 5, quali Striscia la notizia, Veline, Velone, Cultura moderna e Paperissima Sprint. In quest'ultima trasmissione è anche conduttore. È animato dal mimo Gero Caldarelli e doppiato dalla voce di Lorenzo Beccati.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Gabibbo, o gabibbu (pron. [ga'bib:u]), è una parola genovese ed era il titolo che i marinai genovesi davano agli scaricatori del porto di Massaua (Eritrea) chiamati così perché un nome proprio diffuso in quel luogo era Habib (حَبيبْ) che significa Amato[1]. Divenuto in seguito un termine ironico-dispregiativo che designa coloro che non sono liguri (durante gli anni della forte immigrazione proveniente dal sud Italia veniva impiegato per indicare i meridionali[2], ma con significato meno offensivo e più scherzoso rispetto al termine "terùn", anch'esso impiegato in altre zone del settentrione). Così la guida francese Le Petit Futé Gênes: Ligurie: "A l’origine le gabibbo était le mot employé après-guerre par les Génois pour désigner l’immigré du Sud de l’Italie. A la différence du terrone milanais, gabibbo n'a aucune connotation méprisante, mais il serait plutot à rapprocher de sa racine arabe hhabib, « plaisantin »"[3]. Il termine nasce giusto dopo la metà del 1800, allorquando l'armatore genovese Raffaele Rubattino acquistò per 15000 talleri la Baia di Assab in Eritrea (1840) e vi pose la base dei suoi commerci nel Mar Rosso. "Cabibbo" o "cabibo" è similmente usato nei dialetti giuliani (triestino, bisiaco), nei quali la parola "terrone" è rimasta virtualmente sconosciuta fino alla sua diffusione televisiva (cfr. dizionari del dialetto triestino e bisiaco): anche qui è stata la vocazione marinara dei triestini a veicolare il termine. Un analogo processo linguistico si è verificato nello slang usato in Inghilterra (altra potenza navale), dove in alcuni ambienti habib viene usato per indicare una persona dall'aspetto mediorientale. Esiste anche una leggenda, secondo cui verso l’anno 500, sarebbero arrivati alla grande curva del fiume Niger (Centrafrica) dei principi berberi che avrebbero liberato la regione dal terrore causato da un pesce feticcio, che i pescatori usavano per estorcere tributi ai coltivatori circostanti, chiamati gabibi[4].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

È un pupazzo che raffigura una creatura calva, completamente rossa, dalla bocca molto larga (con l'interno nero) e il suo abbigliamento tipico è molto minimale (cosiddetta falsa camicia, papillon e polsini con gemelli) se non addirittura del tutto assente come ai tempi del suo esordio (in molti si chiedevano se fosse nudo o se magari indossasse una veste dello stesso colore della sua pelle) ed è genovese; oltre all'accento ligure e ai saltuari riferimenti allo stereotipo del genovese avaro, anche l'uso sporadico di termini in lingua ligure serve a confermare questa sua origine (per esempio besugo, rumenta, palanche, belandi e simili).

La piastrella del muretto di Alassio autografata da Lorenzo Beccati, voce del Gabibbo

Il personaggio del Gabibbo, nato inizialmente come provocatore, nel corso degli anni si è trasformato in difensore dei cittadini. Appare per la prima volta il 1º ottobre 1990 a Striscia la notizia di Antonio Ricci, dove viene rappresentato come "inviato" incaricato di raccogliere informazioni su situazioni ingiuste o scandalose denunciate dai telespettatori della trasmissione. Il servizio per le segnalazioni di Striscia la notizia, infatti, da molti anni ha acquisito il nome "S.O.S. Gabibbo". In riferimento a questa attività di "giustiziere" (o "Robin Hood di peluche"), viene spesso nominato come 'il vendicatore rosso'.

Parallelamente a questa immagine di raddrizzatore di torti, il Gabibbo è ampiamente utilizzato anche in altre trasmissioni. Il Gabibbo stesso è ormai un personaggio, infatti appare spesso in altre trasmissioni di Antonio Ricci come conduttore.

A partire dal 1990 conduce il programma Paperissima Sprint affiancato di volta in volta da presenze femminili come Serena Grandi, Miriana Trevisan, Michelle Hunziker, Roberta Lanfranchi, Eva Henger, Edelfa Chiara Masciotta e Juliana Moreira.

Nei primi anni novanta è inoltre il conduttore di Mondo Gabibbo e Natale in casa Gabibbo.

Nell'estate del 1996 e in quella del 1999 conduce lo show Estatissima sprint.

Nell'estate del 1998 partecipa al programma dedicato ai dieci anni di Striscia la notizia intitolato Doppio lustro.

A partire dal 2002 partecipa come co-conduttore ai programmi Veline, Velone e Cultura moderna.

Il Gabibbo fa parte del gruppo Gabibbo Band e canta diverse canzoni che sono state sigle di Striscia o di altre trasmissioni, come per esempio My name is Gabibbo e Ti spacco la faccia. La voce parlante è data da Lorenzo Beccati, mentre la voce cantante è di Antonio Ricci.

Ha anche avuto camei al cinema, apparendo nel film Cucciolo del 1998 e in Al momento giusto del 2000.

Intorno al suo personaggio è nato un vero e proprio mercato, che spazia dalla linea di oggetti per la scuola, ai gioielli "Mondo Gabibbo", sino ad arrivare ai costumi di carnevale che lo raffigurano.

In alcune ospitate avvenute nel programma Paperissima è apparsa anche la Gabibba, ovvero la moglie del Gabibbo. Questo personaggio, però, non è stato riproposto in nessun altra occasione e per tutti il pupazzo rosso rimane un single con la passione per le belle donne. Sono infatti frequenti le gag e le battute in cui il pupazzo prova con scarso successo a ingraziarsi le veline o le sue partner di lavoro.

Il Gabibbo è anche l'unico pupazzo ad aver vinto il Telegatto. Nel 1991 viene infatti premiato come personaggio rivelazione dell'anno e di lui sono state vendute diverse copie in miniatura in tutti i negozi di giocattoli. C'erano quelle originali prodotte dalla Giochi Preziosi e le cosiddette "false copie", che differivano dall'originale per la bocca chiusa ermeticamente e le due gambe unite. L'azienda produttrice "Giochi Preziosi" ne ha creato diverse versioni incluse nella linea ludica "Versacchiosi" (testine di plastica che premuti emettevano versi quali pernacchie, urla o altri versi, che già un anno prima, oltre a queste versioni classiche ne erano state create di speciali a forma di Ninja Turtles), che emettevano frasi e terminologie tipiche del pupazzo come "besugo d'un besugo", "mea mi sei simpatico", "ti spacco la faccia" e "macaco perdibraghe". Un anno dopo, il pupazzo fu venduto anche in versione parlante.

La causa con la Western Kentucky University[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2003 la Western Kentucky University ha fatto causa a Mediaset-RTI e a Giochi Preziosi per 250 milioni di dollari, sostenendo che il pupazzo del Gabibbo fosse copiato dalla mascotte dell'università, di nome Big Red.

Nel sostenere questa accusa è stata citata un'intervista di Ricci a Novella 2000 del febbraio 1991, in cui il regista aveva affermato che il pupazzo di Striscia la Notizia era stato ispirato da una foto di Big Red. Ricci dopo la denuncia avrebbe poi smentito la vecchia intervista, sostenendo di non aver mai visto l'immagine di Big Red prima che gliela mostrasse il giornalista di Novella 2000 e che la risposta era stata concordata per scherzo[5][6][7], tesi, stando a quanto riportato da alcuni media, confermata dal vicedirettore del settimanale Santi Urso[8]

Big Red ha fatto il suo debutto ufficiale nella stagione 1979-1980 del campionato di basket ed è famoso non solo nel Kentucky, ma in tutti gli Stati Uniti. La Western Kentucky University è venuta a conoscenza del plagio di Big Red dal comitato di volontariato "Telefono Antiplagio", ora "Osservatorio Antiplagio".

La causa, portata avanti dalla Crossland Enterprises, la società americana che detiene i diritti di "Big Red", congiuntamente con Adfra, la società italiana sublicenziataria oggi fallita[9], è per il momento conclusa: il 12 dicembre 2007 Antonio Ricci, Striscia la Notizia e il Gabibbo sono stati scagionati dall'accusa di plagio. La decisione è stata presa dal tribunale di Lugo di Romagna (RA)[8]. La sentenza è stata appellata, dopodiché la Corte d’Appello di Bologna con sentenza n.609, depositata in data 13 maggio 2011, si è pronunciata rigettando l’impugnazione, condannando gli appellanti a rimborsare le spese e confermando così che il Gabibbo non è un plagio. Quasi un anno dopo, esattamente il 6 aprile 2012, "Striscia la notizia" ha informato i telespettatori (video) che in un altro procedimento il Tribunale di Milano ha ravvisato invece uno sviluppo evolutivo da parte del Gabibbo e quindi un plagio nei confronti della mascotte disegnata da Ralph Carey nel 1979, l'ex studente americano che aveva ideato Big Red. Mediaset - che deve risarcire Ralph Carey (l'importo non è stato ancora quantificato) - ha fatto ricorso urgente, chiedendo e ottenendo la sospensione del pagamento in attesa del processo d'appello.

Con sentenza del 9 gennaio 2014, la Corte d'Appello di Milano ha riformato la sentenza di primo grado e ha respinto le richieste di Ralph Carey, accogliendo in toto la linea difensiva di Antonio Ricci, Copy, Rti e Mediaset.

Una curiosità: nei primi anni 2000 comparvero per un breve periodo di tempo nei principali quotidiani e periodici nazionali due spot pubblicitari (di una marmitta per automobile e di un giubbotto catarifrangente) dei quali il testimonial era proprio Big Red.

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

  • Striscia la notizia (dal 1º ottobre 1990)
  • Paperissima Sprint (dal 1990)
  • Natale in Casa Gabibbo (1990)
  • Mondo Gabibbo (1991)
  • Estatissima sprint (1996, 2000)
  • Doppio lustro (1998)
  • Veline (2002, 2004, 2008, 2012)
  • Velone (2003, 2010)
  • Cultura Moderna (2006, 2007)
  • Cultura Moderna Slurp (2007)
  • Paperissima al Circo (2007)
  • Capodanno con Paperissima (2007)
  • Paperissima Pan (2008)
  • Striscia la Domenica (2009 - 2013)

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Il Gabibbo ha cantato una serie di canzoni divenute poi dei veri tormentoni e raccolti in diversi album. I più importanti sono i seguenti:

Fast Food[modifica | modifica wikitesto]

È stato creato persino un fast food all'interno del Lido delle Nazioni chiamato per l'appunto Gabibbo, e a questi ispirato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pagina biografica del Gabibbo dal sito di Paperissima Sprint
  2. ^ Definizione di Gabibbo come "meridionale", dal sito di Franco Bampi
  3. ^ La Guida francese Le Petit Futé Gênes di Dominique Auzias e Jean-Paul Labourdette
  4. ^ La Tribù dei Gabibi
  5. ^ (EN) Are Origins of Italian Star Found in Hills of Kentucky?, articolo del The New York Times, del 2 febbraio 2004
  6. ^ Battaglia legale per il Gabibbo un ateneo Usa contro Mediaset, articolo de La Repubblica, del 28 febbraio 2004
  7. ^ Il Gabibbo in Tribunale «accusato» di plagio Ricci: abbiamo i diritti, articolo de Il Corriere della Sera, del 19 marzo 2003
  8. ^ a b Il Gabibbo è salvo, per i giudici non è un plagio di Big Red, articolo di affaritaliani.it, del 13 dicembre 2007
  9. ^ Asta giudiziaria Adfra, bando del Tribunale di Ravenna, 5 dicembre 2009

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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