Patafisica

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Riproduzione del diploma di Boris Vian membro del Collegio di Patafisica

La patafisica è una corrente artistica[1] nata dallo scrittore e drammaturgo francese Alfred Jarry e definita come «la scienza delle soluzioni immaginarie.. nel libro: Gesta e opinioni del dottor Faustroll, patafisico[2] scritto nel 1898. In questo romanzo Alfred Jarry espone i principi e i fini della patafisica definendola come la scienza che si prefigge di studiare il particolare e le eccezioni e spiegare l'universo supplementare al nostro.

Al giorno d'oggi, riaffermando gli assiomi rivelati dal suo inventore, la patafisica continua a soffermarsi, attraverso l'arte e la letteratura, sulle eccezioni che affiancano le teorie e i metodi propri alla scienza, usando espressioni che fondono in un tutt'uno il nonsenso, l'ironia e l'assurdo.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Letteralmente patafisica (dal francese 'pataphysique, formazione scherz. e arbitraria con (é) p(i)- «epi-» e (mé) ta-physique) significa: ciò che è vicino a ciò che è dopo la fisica (per dopo la fisica s'intende la metafisica). Jarry ne fa risalire l'origine a Ibicrate il Geometra, pseudonimo di Ippocrate di Chio.

L'apostrofo precedente la parola fu posto da Alfred Jarry con lo scopo di «evitare un facile gioco di parole» calembour[3], è da notare che Alfred Jarry non porrà mai l'apostrofo davanti a Patafisica. Dato che l'apostrofo non influenza né il senso né la pronuncia di patafisica questo termine potrebbe essere stato creato per ricordare dei calembour differenti tra cui patte à physique (secondo gli esperti su Jarry: Kaith Beaumont e Roger Shattuck), pas ta physique (traducibile letteralmente come non la tua fisica), e pâte à physique (pasta/impasto fisico/a fisica).

Genesi della patafisica[modifica | modifica sorgente]

Il 28 aprile 1893 Guignol, pubblicato nel mensile "L'écho de Paris", vale a Jarry un premio di prosa. In quel testo fa dire a padre Ubu in una conversazione che trattiene con Achras: «La patafisica è una scienza che abbiamo inventato, perché se ne sentiva generalmente il bisogno». Ubu è il famoso personaggio meschino, crudele e repellente nato per la commedia Ubu re che parodiava l'insegnante di fisica Félix Hébert al liceo di Rennes frequentato da Alfred Jarry.

Lo stesso dialogo è in seguito rimanipolato nell'opera teatrale di Ubu cornuto (1897).

Ma la patafisica viene pienamente esplicitata nell'opera postuma Gesta e opinioni del dottor Faustroll, patafisico, che vide la pubblicazione soltanto nel 1911, quattro anni dopo la morte di Jarry; titolo chiaramente ispirato al libro: La vita e le opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo di Laurence Sterne[4] Araldo e primo docente della filosofia diverrebbe dunque il dottor Faustroll che compiendo un viaggio accompagnato da Bosse de Nage, scimmia babbuino e Panmuphle, ufficiale giudiziario, porta il lettore alle soglie della realtà, trascinandolo nell'astrazione largamente disponibile ad accogliere l'immaginario. Viaggio puntualizzato da molte riflessioni attorno alla scienza e sospinte da molteplici induzioni filosofiche. A tener d'esempio: l'ultimo capitolo del libro dove Jarry rivela il calcolo della superficie di dio che fa corrispondere al punto tangente di zero e dell'infinito.

La Patafisica[modifica | modifica sorgente]

Rileggendo la definizione che ne dà Alfred Jarry: «La patafisica è la scienza delle soluzioni immaginarie, che accorda simbolicamente ai lineamenti le proprietà degli oggetti descritti per la loro virtualità.» e proseguendo nella lettura del Libro Secondo: Elementi di Patafisica - VIII - Definizione[5] ci si accorge di quanto la patafisica, contrariamente alle altre scienze, non si occupa del generale ma piuttosto del particolare, non si occupa delle regole ma piuttosto delle eccezioni. Nel tentativo di criticare il pregiudizio generato da una visione condizionata dall'abitudine, Jarry dimostra come sia sciocco decifrare in modo univoco un fenomeno quando ne esistono infinite interpretazioni. A servire d'esempio fa notare che un orologio da polso viene solitamente ritratto di forma tonda quando, visto lateralmente, esso è rettangolare e schiacciato o «Invece di enunciare la legge della caduta dei corpi verso un centro, perché non si preferisce la legge dell'ascensione del vuoto verso una periferia..[6] È così che Jarry conduce i principi della patafisica oltre a quelli della metafisica considerando l'universo reale nella sua totalità e l'approccio patafisico come complementare alle percezioni condizionate dalle generalità.

Negli anni cinquanta, Boris Vian, che fu un convinto promotore della patafisica, enuncerà che uno dei principi fondamentali della patafisica è l'equivalenza dei contrari... «È forse quello che spiega il rifiuto che manifestiamo di ciò che è serio, di ciò che non lo è, in quanto per noi, è esattamente la stessa cosa, è patafisica.»

La patafisica si presenta a volte sotto forma di discorsi scientifici o filosofici che possono sembrare a prima vista ermetici. Questi sono avvolti da un'ironia molto caratteristica, talvolta sotto giochi di spirito che propongono una riflessione profonda sui linguaggi e trascrivono una visione "altra" del mondo, che si può vedere e che come dice Jarry «...si deve vedere al posto del tradizionale...». Diceva anche Enrico Baj: «Per il patafisico l'idea di verità è la più immaginaria fra tutte le soluzioni».[7]

La patafisica, partendo dalla fisica e passando dalla metafisica, è stata anche vista come l'ultimo anello che racchiude e contiene tutte le filosofie possibili: «La patafisica è l'ultimo pensiero disponibile». (cit. Pietro Bellasi)

Gilles Deleuze in Critica e clinica[8] in L'isola deserta[9] sviluppa l'idea che creando la patafisica Jarry ha aperto la via alla fenomenologia.

Jean Baudrillard l'ha individuata come unica strategia ormai possibile contro il sistema iperrealista della simulazione...[10].

Enrico Baj ha restituito notevoli informazioni e pensieri sulla patafisica nel suo libro Patafisica oltre a una vasta antologia di testi tradotti dal francese, documenti fotografici e illustrazioni.[11]

Le istituzioni patafisiche[modifica | modifica sorgente]

È inizialmente in Francia che si è delineato questo atteggiamento intellettuale che ha avuto i primi approfondimenti e sviluppi. Infatti dall'11 maggio 1948 esiste a Parigi, un Collegio di patafisica il Collège de 'Pataphysique, avviato da personalità come il Dottor Ireneo Luigi Sandomir, Maurice Saillet, Jean Ferry e Raymond Queneau. Il Collegio si costituì adottando degli Statuti ed ebbe una gerarchia fin dalla sua fondazione, fu conservato L'Ordine della Grande Giguglia che Alfred Jarry enuncia negli Almanacchi del Padre Ubu (purtroppo non ancora tradotti in italiano). Fu anche compilato un Calendario Patafisico Perpetuo. Il Collegio si costituì come una società scientifica "minoritaria per vocazione": società di ricerche scientifiche e inutili.

È senz'altro da ricordare l'OuLiPo (Ouvroir de Littérature Potentielle), la "sottocommissione" del Collegio che nacque il 24 novembre 1960 fondata da François Le Lionnais, Raymond Queneau e una decina di scrittori e/o matematici e/o pittori: Albert-Marie Schmidt, Jean Queval, Jean Lescure, Jacques Duchateau, Claude Berge, Jacques Bens, André Blavier e altri.

Nel 1952 Roger Chattuck è nominato Rappresentante del Collegio delle Americhe e nel 1957 viene fondato il primo istituto straniero a Buenos Aires: l'"Istituto di Alti Studi Patafisici". Il 3 marzo 1964 viene celebrata la fondazione dell'"Istitutum Patafisicum Mediolanense" nato dagli stimoli di Raymond Queneau. Quasi simultaneamente prendeva vita a Roma un Istituto Patafisico promosso da Renato Mucci, Leonardo Sinisgalli e Giambattista Vicari. Si susseguirono in Italia il "Turin Institute of Pataphysics" (1979) che vide Ugo Nespolo quale Protoprovveditore, l'"Institutum Pataphyisicum Parthenopeium", aperto a Napoli dall'intellettuale Luigi/luca Castellano il quale, non essendo mai molto prolifico di nuove nomine portò ad un periodo di occultazione fino al nuovo "Istituto Patafisico Partenopeo" retto attualmente da Mario Persico, proposto e nominato nel 2001 presso la casa materna di Portici dai patafisici partenopei Raffaele Gambardella, Mri-Mario Ricciardi, Eduardo Ciancia. Il "Collage de 'Pataphysique"(1989) fondato da Tania Lorandi, l'"Istituto dei Ventilati Patafisici Benacensi" e l'"Istituto Patafisico Vitellianense" (1994) retto da Afro Somenzari iniziavano le loro attività con l'approvazione dell'Imperatore Analogico Enrico Baj. Nascevano accompagnati da rare emanazioni e approvazioni del Collège de 'Pataphysique, nuovi istituti come l'"Autoclave di Estrazioni Patafisiche" (2008) fondato a Milano da Giovanni Ricciardi e l'"Istituto Patafisico Sardonico" (2008) fondato dalla compagnia teatrale Fueddu e Gestu. Ovunque nel mondo esistono istituti storici come il "London Institute of Pataphysics", "Istituto di Alti Studi Patafisici di Buenos Aires", in Belgio "Institut Limbourgeois de Hautes Etudes Pataphysiques", ad Amsterdam "L'Accademia Olandese di Patafisica" e i nuovi "Istituto Patafisico di Santiago del Chile", due "Décollage de 'Pataphysique" (sede distaccate del "Collage de 'Pataphysique") la prima in Brasile (2008) e la seconda a Buenos Aires (2013) e il Collegio Patafisico Patavino (privo di reggenti e di rettori).

Il 2 maggio 2014, (per il calendario patafisico 13 Palotino 141), il Trascendente Satrapo Fernando Arrabal segna una pagina importante per il Collège de 'Pataphysique, eleggendo a Parigi quale unico elettore la nuova Vice Curatrice Sua Magnificenza Tanya Peixoto, la quale sostituirà lo storico Vice Curatore Sua Magnificenza Lutembi. Alcuni referenti attuali del collegio parigino sono Thieri Foulc, Paul Gayot, Fernando Arrabal, Jean-Christophe Averty, Tristan Bastit, Marc Decimo.

I simboli dei patafisici[modifica | modifica sorgente]

Nella maggior parte dei casi, l'influenza patafisica (di un evento, una rappresentazione artistica o di un'associazione tra persone) è resa manifesta attraverso riferimenti iconografici precisi. Tra i più comuni vi sono senza dubbio:

  • La Giduglia (vorticosa spirale che rappresenta la pancia di Padre Ubu, detta anche Cornoventre)
  • La Candela Verde
  • L'Asse (il vascello utilizzato dal Dottor Faustroll)
  • Padre Ubu, nelle svariate rappresentazioni grafiche dello stesso Jarry

Esiste anche un Calendario Patafisico, detto Perpetuo, che non subisce variazioni bisestili e nel quale il capodanno corrisponde all'8 settembre dell'era volgare (data di nascita di Jarry). Consta di tredici mesi chiamati così nell'ordine: Assoluto, Haha, Asso, Sabbia, Decervellaggio, Gole, Pedale, Clinamen, Palotino, Merdra, Giduglia, Tatana, Fallo. Si ispira a due calendari pubblicati da Alfred Jarry all'interno degli Almanacchi dedicati a Padre Ubu. I nomi dei mesi del Calendario Patafisico sono vocaboli tipici dell'autore, neologismi che si possono ritrovare lungo il percorso delle opere di Jarry. Alcuni nomi o termini caratteristici del gergo patafisico sono giochi di parole propri della lingua francese.

Il Calendario Patafisico Perpetuo scandisce il tempo di tutti gli istituti, i circoli e gli ordini patafisici del mondo.

Una traduzione in italiano è a cura di Andrea Alberti, è stata realizzata per gioco in occasione di una festa patafisica in un Bar di Brescia.

Per la prima traduzione in italiano (approvata dal Collegio di 'Patafisica)[12] del Calendario Patafisico Perpetuo fu costituito un comitato scientifico sotto l’Autorità e l’Istigazione di Sua Magnificenza Lucy Green, Vice Curatrice del Collage de ’Pataphysique; che raggruppava eminenti esperti. Fu affidata a Jérémie Piscicelli l'ardua traduzione dal francese e a Tania Lorandi la rilettura, i suggerimenti e gli adattamenti italici, così come la cura dell’edizione illustrata pubblicata dal Collage de ’Pataphysique[13].

Riferimenti patafisici nelle produzioni artistiche[modifica | modifica sorgente]

Nella musica:

Nelle arti visive:

La patafisica nella letteratura[modifica | modifica sorgente]

Nel 1960 in una cantina parigina sette scrittori danno vita al gruppo dell'OuLiPo (Ouvroir de Littérature Potentielle), fondato dal matematico/scacchista François Le Lionnais insieme a Raymond Queneau, Jacques Bens, Claude Berge, Jacques Ducheteau, Jean Lescure e Jean Queval. Il gruppo si occupa di rianalizzare tutte le potenzialità della scrittura e della lingua, riprendendo i sentieri già percorsi dai surrealisti e dai futuristi arrivando ad ampliare in modo sempre più parossistico l'uso delle parole e delle loro significazioni virtuali, per questo fanno uso dell'acrostico, del lipogramma, del palindromo e dell'olorima.

A Capri nel 1990 nasce l'OpLePo un gruppo di scrittori che si occupa ugualmente delle stesse problematiche basate nel loro caso sulla lingua italiana. Dal 1998 l'OpLePo aveva come direttore il poeta e critico Edoardo Sanguineti.

Si sono particolarmente concentrati sull'opera di Alfred Jarry e la patafisica in Italia: Vincenzo Accame, Brunella Eruli, Roberto Sanesi, Ornella Volta, Enzo Rossi Roiss.

La patafisica nei giochi per computer[modifica | modifica sorgente]

Nel gioco Broken Sword I e Broken Sword: The Director's Cut sono inseriti alcuni nomi inerenti alla patafisica come il Café de la Chandelle Verte, Rue Jarry e l'Hotel Ubu.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ dizionario Treccani
  2. ^ Alfred Jarry, Gesta e opinioni del dottor Faustroll, patafisico, a cura di Claudio Rugafiori, Milano, Adelphi Edizioni, 1992
  3. ^ cf. Alfred Jarry, Gestes et opinions du docteur Faustroll, pataphysicien, Livre II Éléments de pataphysique, chapitre VIII Définition, Paris, Gallimard, 1972, p. 668.
  4. ^ Laurence Sterne, Vita e opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo, a cura di Lidia Conetti, Milano, Mondadori, 1992
  5. ^ Alfred Jarry, Gesta e opinioni del dottor Faustroll, patafisico, a cura di Claudio Rugafiori, Milano, Adelphi, 1992, p. 31
  6. ^ Alfred Jarry, Gesta e opinioni del dottor Faustroll, patafisico, a cura di Claudio Rugafiori, Milano, Adelphi, 1992, p. 32
  7. ^ Enrico Baj, Patafisica la scienza delle soluzioni immaginarie, Milano, Bompiani, 1982, p. 34
  8. ^ Gilles Deleuze, Critica e clinica, a cura di Alberto Panaro, Milano, Cortina Raffaello, 1996
  9. ^ Gilles Deleuze, L'isola deserta e altri scritti, testi e interviste 1953-1974, a cura di Deborah Borca, Torino, Einaudi, 2007
  10. ^ Jean Baudrillard, La società dei consumi, Bologna, Il Mulino, 1976
  11. ^ Enrico Baj, Patafisica la scienza delle soluzioni immaginarie, Milano, Bompiani, 1982
  12. ^ N. 23 del “Correspondancier”, rivista del Collegio di ’Patafisica, (15 marzo 2013), pp. 116-117
  13. ^ Calendario Patafisico Perpetuo a cura di Tania Lorandi con altri autori e immagini, traduzione di Jérémie Piscicelli, Bergamo, ed. Collage de ’Pataphysique, 2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Enrico Baj, Patafisica, la scienza delle soluzioni immaginarie, Milano, Bompiani, 1982
  • Enrico Baj, Vincenzo Accame, Brunella Eruli, Jarry e la Patafisica: arte, letteratura, spettacolo, Comune di Milano-Ripartizione Cultura e spettacolo, 1983
  • AA.VV., "Merdre" (Antologia del sapere patafisico), rivista a cura di Enzo Rossi Ròiss, Edizioni Svolta, 1987-1990
  • Cal Clements, Pataphysica, iUniverse Inc., 2002 ISBN 0-595-23604-9
  • Jill Fell, Alfred Jarry: An Imagination in Revolt, Fairleigh Dickinson Univ. Press., 2005 ISBN 0-8386-4007-9
  • AA.VV., "Quaderno" a cura del Collage de 'Pataphysique, Bergamo, ed. CD'P, Prima serie, 2011-2013
  • Roberto Asnicar, Della 'Patafisica. Diverticoli sulla Scienza delle Scienze, Imola, editrice LaMandragora, 2013
  • Alastair Brotchie, Alfred Jarry. Una vita patafisica, Milano, Johan&Levi, 2013

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Concetti[modifica | modifica sorgente]

Autori[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]