Cacopedia

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« Qualunque pensatore critico se è bravo arriva a scrivere una cacopedia. L'opera di Kant è una cacopedia rispetto a quello che si pensava prima, e non a caso autori di grandi cacopedie sono finiti sul rogo, come Giordano Bruno, o agli arresti domiciliari, come Galileo »
(Umberto Eco)

La Cacopedia è una "disciplina" inventata scherzosamente (ma «proseguendo una tradizione comica probabilmente incominciata da Rabelais e arrivata fino a Queneau») da Umberto Eco, è «la scienza di quelle soluzioni che, se uno non si affretta a immaginarle per malvagità e malizia, saranno ben presto immaginate da qualcuno, e sul serio e senza malizia», «il nome viene da kakós che vuol dire brutto e cattivo: è un esempio di cattiva educazione».

Eco ne narra la genesi ne Il secondo diario minimo (Bompiani, 1992) e la descrive come la «summa negativa del sapere, ovvero, come una summa del sapere negativo». Una prima serie di "voci" è apparsa su Alfabeta (suppl.) 38-39, 1982 e su Il Cavallo di Troia, 3, 1982.

Notare la somiglianza con la definizione della patafisica di Jarry: «scienza delle soluzioni immaginarie», costituita esclusivamente da eccezioni alla regola.

Indice

[modifica] Criteri "cacopedici"

Eco prosegue precisando: "I criteri per la formulazione di una voce della Cacopedia erano:

  1. partire da un titolo che rappresenti un rovesciamento possibilmente simmetrico di una voce di un'enciclopedia normale (ad esempio, l'Anopticon);
  2. da una premessa esatta dedurre paralogisticamente conclusioni sbagliate oppure da una premessa sbagliata dedurre sillogisticamente conclusioni inoppugnabili;
  3. le voci alla fine dovevano far sistema, o meglio antisistema, tra loro;
  4. la voce deve servire, ricattatoriamente e terroristicamente, a prevenire almeno per i successivi dieci anni sviluppi scientifici che si vogliano seri, ovvero impedire che qualcuno svolga effettivamente un tema cacopedico proponendolo come attendibile".

La Cacopedia non ha mai oltrepassato lo stato embrionale in quanto, per logica conseguenza della sua stessa definizione, i cacopedisti, anziché scrivere le varie voci, dovevano distruggere quelle già fatte.

[modifica] Esempi

Nel prosieguo della Nota, Eco cita alcuni esempi di "studi" di Cacopedisti:

  • Angelo Fabbri: Teoria delle Anastrofi. Venivano descritte con rigore matematico l'anastrofe a salsicciotto, a preservativo, a maccherone ecc.
  • Massimo Piattelli-Palmarini: Quando la filastrocca parla la genetica. Genetica delle civette (sul comò).
  • Renato Giovagnoli: Grammatica abortiva. Algoritmo chomskiano atto a produrre stringhe di silenzi.

Altri contributi dovevano essere:

  • Teoria dei Peace Games, molto più difficili dei War Games dato che per raggiungere la vittoria si doveva pareggiare.
  • Zerologia, completo calcolo logico basato sul solo zero. Però con regole per addizione, sottrazione, moltiplicazione, divisione e così via.
  • Conseguenze giuridiche dell'"Habeas animam"
  • Deficienza Artificiale
  • Codice di Procedura Incivile

[modifica] Il "Progetto per una Facoltà di Irrilevanza Comparata"

Di eccezionale valore cacopedico il "Progetto per una Facoltà di Irrilevanza Comparata", divisa nei quattro Dipartimenti di:

  1. Ossimorica
  2. Adynata (o impossibilia)
  3. Bizantinica
  4. Tetrapiloctomia

Di seguito alcune materie (per un elenco completo si rimanda al testo citato).

[modifica] Ossimorica

[modifica] Adynata (o impossibilia)

  • Fortuna della lingua etrusca nel Medioevo
  • Storia degli Stati Uniti nell'epoca ellenistica
  • Letteratura sumera contemporanea
  • Ippica azteca
  • Filatelia assiro-babilonese
  • Terapia dell'aerofagia da impiccagione

[modifica] Bizantinica

[modifica] Tetrapiloctomia

  • Poziosezione - (arte di tagliare il brodo)
  • Idrogrammatologia - (tecnica della scrittura su superfici idriche)
  • Pilocatabasi - (arte di scamparsela per un pelo)
  • Sodomocinesica - (ritmica della penetrazione a posteriori)
  • Scleropatomittenza - (arte dell'inviare qualcuno a morire ammazzato)
  • Avuncologratulazione Meccanica - (materia che insegna a costruire macchine per salutare la zia)

Per concludere, sembra necessaria la precisazione che Tetrapiloctomia altro non è che "l'arte di tagliare il capello in quattro".

Può essere interessante notare che Umberto Eco ha utilizzato il "Dipartimento di Tetrapiloctomia" all'interno del suo romanzo Il pendolo di Foucault (Bompiani, 1988)

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Voci correlate

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