Jean Baudrillard

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« Con la modernità, in cui non smettiamo di accumulare, di aggiungere, di rilanciare, abbiamo disimparato che è la sottrazione a dare la forza, che dall’assenza nasce la potenza. E per il fatto di non essere più capaci di affrontare la padronanza simbolica dell’assenza, oggi siamo immersi nell’illusione inversa, quella, disincantata, della proliferazione degli schermi e delle immagini »
(J. Baudrillard, Il delitto perfetto. La televisione ha ucciso la realtà)
Jean Baudrillard, European Graduate School, 2004

Jean Baudrillard (pronuncia IPA: [ʒɑ̃ bo.dʀi.jaʀ]; Reims, 20 giugno 1929Parigi, 6 marzo 2007) è stato un filosofo e sociologo francese di formazione tedesca.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Critico e teorico della postmodernità e la società simulacro[1], viene spesso accostato a Gilbert Durand, Edgar Morin e Michel Maffesoli. È pure vicino a Roland Barthes ed influenzato da Marshall McLuhan. Fu uno dei fondatori della rivista Utopie (1967/1980), insegnante all'Università di Parigi X Nanterre e direttore scientifico all'Università di Parigi IX Dauphine (1986/1990).

La sua filosofia, fondata sulla critica del pensiero scientifico tradizionale e sul concetto di virtualità del mondo apparente, l'ha portato a diventare satrapo del Collegio dei patafisici nel 2001. È stato membro dell'istituto di ricerca sull'innovazione sociale al Centro nazionale della ricerca scientifica, ha insegnato presso la European Graduate School in Svizzera e ha scritto molti articoli e critiche per la stampa. Egli mostrò come le tendenze sociologiche contemporanee, come ad esempio le commemorazioni, le donazioni di massa per le vittime dello tsunami ed altri eccessi, non siano altro che i mezzi osceni dell'estensione totalitaria del Bene finalizzata ad ottenere una coesione sociale.

Il sistema degli oggetti[modifica | modifica sorgente]

Nei primi libri (Il sistema degli oggetti, Per una critica dell'economia politica del segno e La società dei consumi) Baudrillard si focalizza sul fenomeno del consumismo e sui diversi modi in cui i beni vengono effettivamente consumati. L'ottica è, in queste opere, solo parzialmente legata al Marxismo e la differenza con Marx sta principalmente nel fatto che non è la produzione il motore e il protagonista della società capitalista, ma il consumo.

Baudrillard arriva a questa conclusione criticando il concetto marxiano di valore d'uso. Sia Marx che Adam Smith, parlando di bisogni naturali (o autentici) e di usi originari (o naturali) degli oggetti, hanno supposto una relazione troppo lineare e ingenua tra questi. E così Baudrillard argomenta (con Georges Bataille) che i bisogni naturali dell'uomo sono già costruiti e niente affatto innati. Ogni acquisto porta con sé un significato sociale e così la merce (ciò che viene acquistato) si presenta sempre come feticcio (sia come oggetto, sia come simbolo). Gli oggetti, in questo senso, veicolano sempre un messaggio per chi li utilizza. Dicendo che il consumo è più importante della produzione si vuol sottolineare che l'origine e la costruzione (ideologicamente determinate) dei bisogni stanno a monte di una produzione che poi viene incontro a questi.

Baudrillard scrive di quattro tipi fondamentali di valore per gli oggetti:

  1. Valore funzionale: il valore coincide con la funzione o lo scopo materiale dell'oggetto. Una penna che scriva, un frigorifero che raffreddi il cibo;
  2. Valore di scambio: il valore economico. Una penna può equi-valere a tre matite, un frigorifero equivale a un salario di tre mesi;
  3. Valore simbolico: quel valore che il soggetto possessore assegna al bene in relazione a un altro soggetto. Ad esempio una certa penna è (significa) il regalo per la promozione e un diamante è (indica) un fidanzamento.
  4. Valore segnico: che esiste unicamente all'interno di un sistema di altri oggetti. Un diamante non ha alcuna funzione (o utilità) ma veicola un valore sociale, il gusto o la classe sociale di chi lo possiede.

Successivamente nel pensiero del sociologo francese si è mantenuta la distinzione tra valore segnico (legato allo scambio di beni e di utilità) e valore simbolico (legato al concetto di dono di Marcel Mauss).

Opere in italiano[modifica | modifica sorgente]

  • Il sistema degli oggetti, (1968)
  • Per una critica dell'economia politica del segno, (1974)
  • La società dei consumi, il Mulino, (1976)
  • Dimenticare Foucault, a cura di Pietro Bellasi, Cappelli, Bologna (1977)
  • Lo scambio simbolico e la morte, (1979), Feltrinelli, (2006)
  • Della seduzione, SE, (1980, 1997)
  • Le strategie fatali, Feltrinelli, (1984)
  • Simulacri e simulazione, (1985)
  • La sinistra divina, Feltrinelli, (1986)
  • La sparizione dell'arte, Politi, (1988)
  • Cool memories. Diari 1980-1990, SugarCo, (1991)
  • La trasparenza del male. Saggio sui fenomeni estremi, SugarCo, (1991)
  • Guerra virtuale e guerra reale. Riflessioni sul conflitto del Golfo (con Mario Perniola e Carlo Formenti, Mimesis, (1991)
  • L'altro visto da sé, Costa & Nolan, (1992)
  • Il sogno della merce, Lupetti, (1995)
  • Il delitto perfetto. La televisione ha ucciso la realtà?, Cortina Raffaello, (1996)
  • Cyberfilosofie. Fantascienza, antropologia e nuove tecnologie, Mimesis, (1999)
  • Illusione, disillusione estetiche. Il complotto dell'arte, Pagine d'arte, (1999)
  • America, SE, (2000)
  • Lo scambio impossibile, Asterios Editore, (2000)
  • Lo spirito del terrorismo, Cortina Raffaello, (2002)
  • (con Caffentzis George e Brecher Jeremy) La guerra dei mondi. Scenari d'Occidente dopo le Twin towers, DeriveApprodi, (2002)
  • Parole chiave, Armando, (2002)
  • È l'oggetto che vi pensa, Pagine d'arte, (2003)
  • (con Nouvel Jean) Architettura e nulla. Oggetti singolari, Electa Mondadori, (2003)
  • Power inferno. Requiem per le Twin towers. Ipotesi sul terrorismo. La violenza globale, Cortina Raffaello, (2003)
  • (con Edgar Morin) La violenza del mondo. La situazione dopo l'11 settembre, Ibis, (2004)
  • Violenza del virtuale e realtà integrale, Le Monnier, (2005)
  • Patafisica e arte del vedere, Giunti, (2006)
  • Il patto di lucidità o l'intelligenza del male, Cortina Raffaello, (2006)
  • Il sistema degli oggetti, Bompiani, (2006)
  • L'illusione dell'immortalità, Armando, (2007)

Saggi e articoli[modifica | modifica sorgente]

  • "Design e Dasein", in Agalma n.1, giugno 2000: 11-20.
  • AA.VV., Jean Baudrillard, o la dissimulazione del reale, a cura di Eleonora de Conciliis, Mimesis 2009, ISBN 978-88-8483-848-3

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Secondo i realizzatori della trilogia cinematografica Matrix, la sua opera Simulacres et simulation ha avuto una fondamentale influenza sui film.[2] Il filosofo tuttavia non ha riconosciuto questa paternità.[3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Baudrillard e la società simulacro" de G. Mayos.
  2. ^ Matrix: il virtuale piace ai pensatori
  3. ^ Matrix Reloaded secondo Baudrillard

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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