Satrapo
Satrapo (persiano: ساتراپ) era il nome dato ai governatori delle province degli antichi imperi medi e persiani, incluso l'impero achemenide, quello dei Sasanidi ed alcuni regni ellenistici.
Il termine deriva dall'antico persiano xšaθrapāvā ("protettore della provincia"), da xšaθra ("reame" o "provincia") e pāvā ("protettore"). In greco la parola fu resa come σατράπης, satrápēs.
L'istituzione delle satrapie, realizzate durante il regno di Ciro il Grande (558-529 a.C.), aveva lo scopo di suddividere amministrativamente le terre conquistate.
I satrapi, generalmente scelti tra i nobili o tra gli appartenenti alla famiglia reale, avevano il compito di amministrare la giustizia, di riscuotere i tributi e di reclutare le truppe per l'esercito del "Gran Re". Il loro operato era controllato annualmente da funzionari reali itineranti, chiamati "gli occhi" e "le orecchie" del Gran Re. Forniti di estesi poteri amministrativi, militari e giudiziari all'interno della propria provincia, di fatto i satrapi erano veri e propri principi vassalli. In momenti particolarmente critici e soprattutto nelle regioni periferiche, essi tendevano a ottenere (e talora, come Mausolo di Caria, ottennero) una sempre maggiore autonomia dal potere centrale, giungendo non di rado all'aperta ribellione, come nel caso della rivolta, detta appunto "dei satrapi", che negli anni intorno al 360 a.C. dilagò dall'Asia Minore all'Egitto. Con Alessandro Magno e con i suoi successori, i satrapi conservarono i poteri civili, ma persero quelli militari che vennero trasferiti a strateghi di origine macedone o greca. [1]
In senso figurato, nel linguaggio contemporaneo è usato per definire colui che ostenta il suo potere economico o amministrativo nell'esercizio delle sue funzioni.
Voci correlate[modifica]
Note[modifica]
- ^ Enciclopedia Rizzoli Larousse, XIX, Milano, R.C.S. Libri S.p.A., 2003, p. 92.