Edgar Morin

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Edgar Morin nel suo intervento al Forum Libération (2008)

Edgar Nahoum detto Edgar Morin (Parigi, 8 luglio 1921) è un filosofo e sociologo francese.

È noto per l'approccio transdisciplinare con il quale ha trattato un'ampia gamma di argomenti, fra cui l'epistemologia.

I primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Morin nasce in una famiglia ebrea sefardita, originaria di Livorno. Suo padre era un commerciante ebreo di Salonicco ma che si dichiarava laico e di origine "neo marrana"; figlio unico, resta orfano di madre a 10 anni. Da ragazzo, Morin amava la lettura, il cinema, l'aviazione ed il ciclismo. Inizia i suoi studi filosofici con una trattazione dei vari tipi di illustrazione del XVII secolo. Si lega al socialismo ai tempi del Fronte Popolare francese e della Guerra civile spagnola. Nel 1940, quando i tedeschi invadono la Francia, Morin fugge a Tolosa dove si dedica ad aiutare gli esuli e ad approfondire il marxismo. Nel 1942, poco prima di entrare nella Resistenza, nella quale sarà tenente delle forze combattenti, ottiene una licenza in diritto. Nella resistenza conosce François Mitterrand e adotta il nome di battaglia Morin, che preferirà rispetto al cognome vero. Nel 1941 aderisce al Partito Comunista Francese. Prende parte alla liberazione di Parigi nell'agosto del 1944 e l'anno seguente sposa Violette Chapellaubeau. I due si trasferiscono a Landau dove Morin è prima addetto allo Stato Maggiore della Prima Armata francese in Germania (1944), poi Capo dell'Ufficio Propaganda del governo militare Francese (1945). Alla Liberazione scrive L'an zéro de l'Allemagne sulla situazione del popolo tedesco, libro che richiama l'attenzione di Maurice Thorez, allora segretario generale del Partito Comunista Francese e Ministro della Funzione Pubblica, che lo invita a scrivere nella rivista Lettres Françaises.

Nel 1946 torna a Parigi e abbandona la carriera militare, proseguendo le attività nel partito comunista. Per le sue posizioni anti staliniste il rapporto col partito nel 1949 inizia a deteriorarsi, fino alla sua espulsione nel 1951, seguita alla pubblicazione di un articolo su Le Nouvel Observateur (all'epoca noto come France-observateur). Nel 1950 entra al Centre National de Recherche Scientifique (CNRS, Centro Nazionale della Ricerca Scientifica) nel campo dell'antropologia sociale, su consiglio e con l'appoggio di Georges Friedmann, Maurice Merleau-Ponty, Vladimir Jankélévitch e di Pierre Georges. Nel 1955 anima un comitato contro la Guerra d'Algeria.

Sviluppo filosofico[modifica | modifica wikitesto]

Nella cinematografia Morin aderisce al surrealismo, pur senza abbandonare il socialismo. Condivide le idee di Franco Fortini e Roberto Guiducci: fonda e dirige la rivista Argumentos (1954-1962), ispirata alla rivista italiana Argomenti, di Fortini. Nel 1959 viene pubblicato il suo libro Autocritique.

Nel 1960, Morin viaggia per l'America latina, visitando Brasile, Cile, Bolivia, Perù e Messico, dove viene profondamente impressionato dalla cultura indigena e afro-brasiliana. Tornato in Francia, pubblica L'Esprit du Temps.

A partire dal 1965 è coinvolto in un ampio progetto multidisciplinare, finanziato dalla Délégation Générale à la Recherche Scientifique et Technologique (DGRST), su di una Comune in Bretagna, a Plozevet. Passa l'intero 1965 portando avanti ricerche, assieme ai suoi collaboratori, vivendo a Poulhan. La ricerca dà luogo alla pubblicazione dal titolo La Métamorphose de Plozevet (1967). Si tratta di uno dei primi saggi di etnologia sulla Francia contemporanea. Questa "unicità" gli porta però conseguenze negative: Morin viene etichettato come 'eretico' dal DGRST, cosa che contribuirà alla sua crescente avversione per l'ambiente accademico parigino, e lo indurrà a passare un tempo sempre maggiore lavorando lontano dalla capitale.

Nel 1968 Morin sostituisce Henri Lefébvre all'Università di Nanterre. Coinvolto nelle rivolte studentesche di quel periodo, nel maggio 1968 scrive una serie di articoli per Le Monde tentando di analizzare quella che chiamava "La Comune studentesca". Segue da vicino la rivolta studentesca, scrivendo una seconda serie di articoli per Le Monde intitolata "La rivoluzione senza volto". Sempre nel 1968, insieme a Claude Le Fort e Cornelius Castoriadis pubblica Mai 68: la breche ("Maggio 1968: la violazione").

Nel 1969 Morin trascorre un anno al Salk Institute a La Jolla, California, dove entra in familiarità con la rivoluzione negli studi di genetica iniziata con la scoperta del DNA; queste influenze culturali contribuiranno alla sua visione dell'umanità e del mondo che combina cibernetica, teoria dell'informazione e teoria dei sistemi.

Nel 1983 pubblica De la nature de l’URSS, con cui lo studioso approfondisce la sua analisi del comunismo sovietico.

"Riforma del pensiero" e "politica della civiltà"[modifica | modifica wikitesto]

Edgar Morin ha dedicato gran parte della sua opera ai problemi di una "riforma del pensiero", affrontando le questioni alla base delle sue riflessioni sull'umanità e sul mondo: la necessità di una nuova conoscenza che superi la separazione dei saperi presente nella nostra epoca e che sia capace di educare gli educatori ad un pensiero della complessità.

In Morin è anzitutto fondamentale la distinzione tra civiltà e cultura. La cultura è l'insieme delle credenze e dei valori caratteristici di una determinata comunità. La civiltà è invece il processo attraverso il quale si trasmettono da una comunità all'altra: le tecniche, i saperi, le scienze.[1]

Morin sostiene che "la cultura, ormai, non solo è frammentata in parti staccate, ma anche spezzata in due blocchi": da una parte la cultura umanistica "che affronta la riflessione sui fondamentali problemi umani, stimola la riflessione sul sapere e favorisce l’integrazione personale delle conoscenze", dall’altra, la cultura scientifica che "separa i campi della conoscenza, suscita straordinarie scoperte, geniali teorie, ma non una riflessione sul destino umano e sul divenire della scienza stessa". A ciò va aggiunta la sfida sociologica: "l’informazione è una materia prima che la conoscenza deve padroneggiare e integrare", una conoscenza "costantemente rivisitata e riveduta dal pensiero", il quale a sua volta "è oggi più che mai il capitale più prezioso per l’individuo e la società". L’indebolimento di una percezione globale conduce all’indebolimento del senso della responsabilità, poiché ciascuno tende a essere responsabile solo del proprio compito specializzato, così come all’indebolimento della solidarietà, poiché ciascuno percepisce solo il legame con la propria città: "la conoscenza tecnica è riservata agli esperti" e "mentre l’esperto perde la capacità di concepire il globale e il fondamentale, il cittadino perde il diritto alla conoscenza".[2]

Secondo Morin è necessario raccogliere queste sfide attraverso la riforma dell’insegnamento e la riforma del pensiero: "è la riforma di pensiero che consentirebbe il pieno impiego dell’intelligenza per rispondere a queste sfide e che permetterebbe il legame delle due culture disgiunte. Si tratta di una riforma non programmatica ma paradigmatica, poiché concerne la nostra attitudine a organizzare la conoscenza". Per spiegare questo concetto Morin richiama una frase di Michel de Montaigne: "È meglio una testa ben fatta che una testa ben piena". Egli perciò distingue tra "una testa nel quale il sapere è accumulato e non dispone di un principio di selezione e di organizzazione che gli dia senso" e una "testa ben fatta", che comporta "un’attitudine generale a porre e a trattare i problemi; principi organizzatori che permettano di collegare i saperi e di dare loro senso".

Secondo Morin, una "testa ben fatta", mettendo fine alla separazione tra le due culture, consentirebbe di rispondere alle formidabili sfide della globalità e della complessità nella vita quotidiana, sociale, politica, nazionale e mondiale.

Riguardo alla civiltà occidentale, che è oramai globalizzata, essa ha ormai più effetti negativi che positivi, ed è anch'essa dunque bisognosa di una riforma, e dunque di una politica della civiltà. Gli assi portanti di una tale politica dovrebbero essere l'umanizzazione delle città e la lotta alla desertificazione delle campagne. Una politica della civiltà deve ristabilire solidarietà e responsabilità, e mirare ad una simbiosi tra le diverse civiltà planetarie, raccogliendo il meglio di ciò che ciascuna ha da offrire. Deve infine abbandonare il perseguimento del "di più" a favore del "meglio", abbandonare l'idea quantitativa di crescita generalizzata, per adottarne una qualitativa: la politica della civiltà deve stabilire dove deve esservi crescita, e dove decrescita.[3]

Onorificenze in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º dicembre 2008 è stato insignito della Laurea Honoris Causa in Scienze dell'Educazione dall'Università degli studi S.Orsola Benincasa di Napoli. Dopo la proclamazione Morin ha tenuto la sua lectio doctoralis su "I sette saperi per un'educazione al futuro". Il 17 novembre 2011 è stato insignito della Laurea Honoris Causa in Scienze pedagogiche, dall'Università degli studi di Macerata. Dopo la proclamazione Morin ha tenuto la sua lectio doctoralis su "Le sfide della conoscenza per un umanesimo planetario".

Nel 2012 è stato insignito del Premio Scanno per la sociologia.

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • 1951, L’Homme et la mort
  • 1956, Le Cinéma ou l'homme imaginaire
  • 1962, L'Esprit du temps
  • 1969, La Rumeur d’Orléans
  • 1969, Introduction à une politique de l'homme
  • 1970, Journal de Californie
  • 1973, Le Paradigme perdu: la nature humaine
  • La Méthode (6 volumi)
    • 1977, La Nature de la nature
    • 1980, La Vie de la vie
    • 1986, La Connaissance de la connaissance
    • 1991, Les Idées
    • 2001, L’Humanité de l’humanité
    • 2004, L'Éthique complexe
  • 1981, Pour sortir du XXe siècle
  • 1982, Science avec conscience
  • 1983, De la nature de l’URSS
  • 1984, Sociologie
  • 1987, Penser l'Europe
  • 1990, Introduction à la pensée complexe
  • 1993, Terre-patrie
  • 1994, Mes démons
  • 1994, La Complexité humaine
  • 1997, Comprendre la complexité dans les organisations de soins
  • 1999, L’Intelligence de la complexité
  • 1999, Relier les connaissances
  • 1999, La Tête bien faite
  • 2000, Les Sept savoirs nécessaires à l'éducation du futur
  • 2000, Dialogue sur la nature humaine
  • 2001, Journal de Plozévet, Bretagne
  • 2002, Dialogue sur la connaissance. Entretiens avec des lycéens
  • 2002, Pour une politique de civilisation
  • 2003, La Violence du monde
  • 2003, Éduquer pour l’ère planétaire, la pensée complexe comme méthode d’apprentissage dans l’erreur et l’incertitude humaine
  • 2003, Les Enfants du ciel: entre vide, lumière, matière
  • 2004, Pour Entrer dans le XXIe siècle
  • 2006, Le Monde moderne et la question juive
  • 2007, Vers l'abîme
  • 2007, Où va le monde?
  • 2010, Pour et contre Marx
  • 2011, La Voie: Pour l'avenir de l'humanité
  • 2011, Mes philosophes
  • 2012, La France est une et multiculturelle
  • 2014, Enseigner à vivre. Manifeste pour changer l’éducation

Pubblicazioni in lingua italiana[modifica | modifica wikitesto]

  • Autocritica. Una domanda sul comunismo, Il Mulino, Bologna 1962; con presentazione di Mauro Ceruti, Moretti & Vitali, Bergamo 1991
  • Il cinema o dell'immaginario, Silva, Milano 1962; con prefazione di Francesco Casetti, Feltrinelli, Milano 1982
  • I divi, Mondadori, Milano 1963; Garzanti, Milano 1977
  • L'industria culturale. Saggio sulla cultura di massa, Il Mulino, Bologna 1963; 1974; 1983
  • Indagine sulla metamorfosi di Plodemet, Il Saggiatore, Milano 1969
  • Il paradigma perduto: che cos'è la natura umana?, Bompiani, Milano 1974; Feltrinelli, Milano 1994
  • Medioevo moderno a Orléans, Eri, Torino 1979
  • L'uomo e la morte, Newton Compton, Roma 1980; Meltemi, Roma 2002
  • Il metodo: ordine disordine organizzazione (Il metodo I), Feltrinelli, Milano 1983
  • Il rosa e il nero, Spirali, Milano 1984
  • Scienza con coscienza, a cura di Pietro Quattrocchi, F. Angeli, Milano 1984; 1989
  • Sociologia della sociologia, Ed. Lavoro, Roma 1985
  • Sociologia del presente, prefazione di Giovanni Bechelloni, Ed. Lavoro, Roma 1987
  • La vita della vita (Il metodo II), Feltrinelli, Milano 1987
  • Pensare l'Europa (1987), Feltrinelli, Milano 1988; 1990
  • La conoscenza della conoscenza (Il metodo III), Feltrinelli, Milano 1989
  • La natura dell'URSS. Il complesso totalitario dell'ultimo impero, Armando, Roma 1989
  • Per uscire dal ventesimo secolo, Lubrina, Bergamo 1989
  • Diario di California, a cura di Gianpietro Cogi, Moretti & Vitali, Bergamo 1993
  • Le idee: habitat, vita, organizzazione usi e costumi (Il metodo IV), Feltrinelli, Milano 1993
  • Introduzione al pensiero complesso, Sperling & Kupfer, Milano 1993
  • Viaggio in Cina, 1992, a cura di Gianpietro Cogi, Moretti & Vitali, Bergamo 1993
  • Terra-Patria (in collaborazione con Anne Brigitte Kern), Raffaello Cortina, Milano 1994
  • Diario di un libro durante la stesura di Per uscire dal ventesimo secolo, Moretti & Vitali, Bergamo 1995
  • Le star, con un saggio di Enrico Ghezzi, Olivares, Milano 1995
  • Vidal mio padre (con la collaborazione di Véronique Grappe-Nahoum e Haïm Vidal Sephiha), Sperling & Kupfer, Milano 1995
  • I fratricidi. Iugoslavia-Bosnia 1991-1995, a cura di Gianluca Bocchi e Mauro Ceruti, Meltemi, Roma 1997
  • Il vivo del soggetto, Moretti & Vitali, Bergamo 1998
  • Amore, poesia, saggezza, Armando, Roma 1999
  • Educare gli educatori: una riforma del pensiero per la democrazia cognitiva, intervista di Antonella Martini, EdUp, Roma 1999; 2005
  • I miei demoni, Meltemi, Roma, 1999; 2004
  • Una politica di civiltà (con Sami Naïr), Asterios, Trieste 1999
  • Introduzione a una politica dell'uomo, Meltemi, Roma 2000
  • La testa ben fatta. Riforma dell'insegnamento e riforma del pensiero, Raffaello Cortina, Milano 2000
  • I sette saperi necessari all'educazione del futuro, Raffaello Cortina, Milano 2001
  • Il metodo:
    • I. La natura della natura, Raffaello Cortina, Milano 2001 (su fisica e chimica)
    • V. L'identità umana, Raffaello Cortina, Milano 2002 (sull'antropo-sociologia)
    • II. La vita della vita, Raffaello Cortina, Milano 2004 (su biologia ed ecologia)
    • VI. Etica, Raffaello Cortina, Milano 2005 (sull'etica)
    • III. La conoscenza della conoscenza, Raffaello Cortina, Milano 2007 (sull'antropologia della conoscenza)
    • IV. Le idee: habitat, vita, organizzazione, usi e costumi, Raffaello Cortina, Milano 2008 (sull'ecologia della conoscenza)
  • Lo spirito del tempo, introduzione di Alberto Abruzzese, Meltemi, Roma 2002; 2005; 2008
  • Dialogo: l'identità umana e la sfida della convivenza, a cura di Francesco Morace, Scheiwiller, Milano 2003
  • Alle origini del cosmo: dialogo intorno ai misteri dell'uomo e dell'universo (con Michel Cassé), Pisani, Napoli 2004
  • Educare per l'era planetaria, il pensiero complesso come metodo di apprendimento (con Émilio-Roger Ciurana e Raúl Domingo Motta), a cura di Bianca Spadolini, Armando, Roma 2005
  • La violenza del mondo. La situazione dopo l'11 settembre (con Jean Baudrillard), Ibis, Pavia-Como 2004
  • La latinità, a cura di Annamaria Anselmo e Giuseppe Gembillo, A. Siciliano, Messina 2004
  • Cultura e barbarie europee, Raffaello Cortina, Milano 2006
  • Lezioni messinesi, a cura di Annamaria Anselmo e Giuseppe Gembillo, A. Siciliano, Messina 2006
  • L'anno I dell'era ecologica. La terra dipende dall'uomo che dipende dalla terra, con un dialogo con Nicolas Hulot, Armando, Roma 2007
  • Io, Edgar Morin: una storia di vita (con Cristina Pasqualini), prefazione di Mauro Ceruti, F. Angeli, Milano 2007
  • Il mondo moderno e la questione ebraica, Raffaello Cortina, Milano 2007
  • Il gioco della verità e dell'errore. Rigenerare la parola politica, a cura di Sergio Manghi, Ed. Erickson, Trento, 2009
  • Oltre l'abisso, Armando, Roma 2010
  • Pro e contro Marx. Ritrovarlo sotto le macerie dei marxismi, Ed. Erickson, Trento 2010
  • Come vivere in tempi di crisi? (con Patrick Viveret), BookTime, Milano 2011
  • La mia sinistra: rigenerare la speranza, presentazione di Nichi Vendola, nota introduttiva di Sergio Manghi, postfazione di Mauro Ceruti, Ed. Erickson, Trento 2011
  • La sfida della complessità, a cura di Annamaria Anselmo e Giuseppe Gembillo, Le lettere, Firenze 2011
  • Il cammino della speranza (con Stéphane Hessel), Chiarelettere, Milano 2012
  • Dove va il mondo?, prefazione di François L'Yvonnet, Armando, Roma 2012
  • La via. Per l'avvenire dell'umanità, prefazione di Mauro Ceruti, Raffaello Cortina, Milano 2012
  • La mia Parigi, i miei ricordi, Raffaello Cortina, Milano 2013
  • I miei filosofi, a cura di Riccardo Mazzeo, presentazione di Sergio Manghi, Ed. Erickson, Trento 2013
  • Il mio cammino, intervista di Djénane Kareh Tager, Armando, Roma 2013
  • Il mio pensiero: Edgar Morin parla con gli studenti, a cura di Cristiano Casalini, Medusa, Milano 2013
  • La nostra Europa (con Mauro Ceruti), Raffaello Cortina, Milano 2013

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Edgar Morin: "la politica di civilizzazione non deve essere ipnotizzata dalla crescita". URL consultato il 30/12/2013.
  2. ^ "La politica di civilizzazione...", cit.
  3. ^ "La politica di civilizzazione...", cit.

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