Partito Comunista Francese

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Partito Comunista Francese
(FR) Parti Communiste Français
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Segretario Pierre Laurent
Stato Francia Francia
Fondazione 1920
Sede 2, Place du Colonel Fabien, 75019 Parigi
Ideologia Comunismo[1],
Eurocomunismo, Femminismo, Pacifismo.
Collocazione Sinistra
Partito europeo Partito della Sinistra Europea
Gruppo parlamentare europeo Sinistra Unitaria Europea - Sinistra Verde Nordica
Affiliazione internazionale nessuna
Seggi Assemblea nazionale
7 / 577
Seggi Senato
17 / 348
Seggi Europarlamento
1 / 74
Testata L'Humanité
Organizzazione giovanile Mouvement Jeunes Communistes
Iscritti 134.000
Sito web www.pcf.fr

Il Partito Comunista Francese (in lingua francese Parti communiste français, PCF) è un partito politico francese.

Storia del partito[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1920 al 1945[modifica | modifica wikitesto]

Il PCF nacque nel 1920, dopo una scissione dalla Sezione Francese dell'Internazionale Operaia (SFIO), con il nome di Sezione Francese dell'Internazionale Comunista. Tra i suoi fondatori vi fu il vietnamita Ho Chi Minh, avvicinatosi al marxismo-leninismo al suo arrivo a Parigi, dove era giunto con una delle navi sulle quali ha lavorato in gioventù.[2] Dopo anni di polemiche coi socialisti, nel febbraio 1934, a seguito del tentato colpo di mano delle forze fasciste e della grande manifestazione dei partiti operai, il PCF avviò una politica di unità antifascista e antimonopolista, che culminò nel patto d’unità d’azione siglato con la SFIO (lug. 1934) e poi nella nascita del Fronte popolare, contribuendo all’affermarsi di tale linea al 7º Congresso del Comintern. Tuttavia il PCF non partecipò al governo di fronte popolare diretto dal socialista L. Blum.

Allo scoppio della Seconda guerra mondiale, a seguito del patto Molotov-Ribbentrop, il PCF fu sciolto dal governo francese. D'altra parte, la sua lettura della guerra come conflitto tra due imperialismi sostanzialmente affini, gli appelli alla diserzione ecc. ne favorirono l'isolamento. Tuttavia, dopo l'invasione dell'Unione Sovietica da parte dei nazisti (Operazione Barbarossa), il PCF cambiò rotta, iniziando a svolgere un ruolo nella lotta anti-nazista che si rivelerà di grande rilievo, fino a costituire la forza più dinamica della Resistenza francese.

Dal 1945 al 1999[modifica | modifica wikitesto]

Nel dopoguerra il PCF partecipò a governi di coalizione dei partiti antinazisti. Tra il 1945 e il 1956 il PCF ebbe, del resto, percentuali comprese tra il 25,9 e il 28,2%. Successivamente escluso dal governo e politicamente isolato, mantenne un forte legame con l'Unione Sovietica. A seguito dell'invasione sovietica dell'Ungheria del 1956 e della sua approvazione da parte del PCF, il partito fu al centro di aspre polemiche. Alle politiche del 1958 i comunisti francesi scesero al 19,2%, perdendo il 6,7%. A causa del mancato accordo con i socialisti nel quadro del passaggio dal sistema elettorale proporzionale a quello maggioritario, il PCF ottenne appena 10 deputati, contro i 150 uscenti.

Successivamente il PCF si avvicinò al Partito Socialista francese, siglando patti elettorali che permisero al partito di salire, nel 1967, al 22,5% e di eleggere ben 73 deputati. Dopo aver condannato l'intervento sovietico a Praga (1968), negli anni Settanta il PCF, ora diretto da G.Marchais, si avvicinò alla linea dell'Eurocomunismo, elaborata assieme ai leader del PCI Enrico Berlinguer e del Partito Comunista di Spagna Santiago Carrillo.

Negli anni Ottanta il PCF, che partecipò al governo delle sinistre nel 1981-84, vide calare i suoi consensi sotto il 10%. Il crollo dell'Unione Sovietica contribuì poi ad aggravare la crisi.

Con Robert Hue (segretario dal 1994 al 2001 e presidente dal 2001 al 2002) e anche in seguito il PCF riapre il dialogo col Partito Socialista. Dopo il successo alle elezioni legislative del 1997 e la partecipazione al governo di Lionel Jospin, il Partito tornò a calare nei suoi consensi e nella sua forza organizzata.

Dal 2000 ad oggi - il crollo nei consensi[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni presidenziali francesi del 2002, che videro lo scavalcamento del candidato socialista Lionel Jospin da parte del Fronte Nazionale di Le Pen, con i 4 candidati dei diversi partiti della sinistra comunista/trotskista (Parti des Travailleurs allo 0,47%, Lutte Ouvrière allo 5,72%, Ligue Communiste Révolutionnaire al 4,25% e ovviamente il PCF al 3,37%) hanno raggiunto circa il 15% dei consensi, l'1% di meno rispetto al Partito Socialista Francese.

Nel referendum contro la Costituzione Europea del 29 maggio 2005 il PCF si è schierato nel fronte del "No" (di sinistra, differenziando il proprio NO, che derivava da una matrice sociale, da quello della destra euroscettica), che ha raggiunto il 55% dei voti bocciando il TCE.

Manifestazione del PCF a Parigi nel 2012

Nelle elezioni presidenziali del 2007 la sinistra radicale e alternativa francese si è presentata estremamente divisa, con più di cinque candidati, ottenendo un magrissimo risultato. In particolare il PCF aveva presentato come candidata la segretaria del partito Marie-George Buffet, ottenendo l'1,97% dei voti: il minimo storico per il PCF.

Alle politiche del 2007, il PCF ha ottenuto il 4,3% dei voti, perdendo lo 0,5%, ed eleggendo 15 deputati, 6 in meno rispetto al 2002. Le elezioni del 2007 sono state quelle in cui i comunisti francesi hanno ottenuto il loro peggior risultato in termini percentuali dal dopoguerra ad oggi.

Alle elezioni presidenziali francesi del 2012 il candidato del Fronte di Sinistra Jean-Luc Mélenchon ottiene l'11.10 per cento dei consensi, collocandosi quarto.[3]

Segretari Nazionali[modifica | modifica wikitesto]

La carica di segretario generale venne creata nel 1924 per poi essere soppressa nel 1928 per poi essere ricreata nel 1935.Venne rimpiazzata nel 1994 dalla carica di segretario nazionale

Candidati alle elezioni presidenziali[modifica | modifica wikitesto]

Prima del 1958, il presidente della Repubblica veniva eletto dai deputati e dai senatori, riuniti nella « Assemblée nationale » (III République) o nel « Parlement » (IV République). Il 21 dicembre 1958 è stato eletto da un collegio di 80.000 grandi elettori. La revisione costituzionale del 1962, durante la V République ha instaurato l'elezione del presidente della Repubblica a suffragio universale diretto. In Francia, il presidente della repubblica ha funzioni politiche e di governo, non ha solo una "funzione di garanzia" come in Italia. In particolare è competenza esclusiva del Presidente la politica estera.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dominique Andolfatto, PCF: de la mutation à la liquidation. Paris, Le Rocher, 2005.
  • Yves Santamaria, Histoire du Parti communiste français, Paris, La Découverte, Coll. Repères, 1999.
  • Marc Lazar, Stéphane Courtois, Histoire du parti communiste français. Paris: PUF, 1995. 437 p.
  • Guy Konopnicki, 1920/2020 Vive le centenaire du PCF. Paris, Libres/Hallier,1979.
  • Cahiers d'histoire n 13 sur l'année 1947 PCF et société corse Paris, 1983.
  • Cahiers d'histoire n 14 le pcf 19838-1941, Paris, 1983.
  • Cahiers d'histoire n 17 viet nam pcf 1939-1944, Paris, 1984.
  • Philippe Robrieux, Histoire intérieure du Parti communiste (4 tomes), Paris, Fayard, 1980-1984.

Stampa comunista in Francia[modifica | modifica wikitesto]

Politici comunisti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ parties-and-elections.de - parties and elections Resources and Information. This website is for sale!
  2. ^ (EN) Ho Chi Minh and the Communist Movement, countrystudies.us
  3. ^ Les candidats du 1er tour ont donné leurs consignes de vote - Libération

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]