Partito Comunista dei Lavoratori

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Partito Comunista dei Lavoratori
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Portavoce Marco Ferrando
Stato Italia Italia
Fondazione 18 giugno 2006
Sede Via Marco Aurelio, 7
Milano
Ideologia Comunismo,
Marxismo rivoluzionario,
Trotskismo[1]
Collocazione Estrema sinistra
Coalizione nessuna
Affiliazione internazionale Coordinamento per la Rifondazione della Quarta Internazionale
Seggi Camera
0 / 630
Seggi Senato
0 / 315
Seggi Europarlamento
0 / 73
Seggi Consiglio regionale
0 / 1042
Testata Giornale Comunista dei Lavoratori
Iscritti 400 (militanti)[2] (2010)
Sito web www.pclavoratori.it

Il Partito Comunista dei Lavoratori (PCL) è un partito politico italiano di estrema sinistra, costituitosi nel 2006 da una delle correnti trotzkiste del Partito della Rifondazione Comunista, guidata da Marco Ferrando. Il PCL è la sezione italiana del Coordinamento per la Rifondazione della Quarta Internazionale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Simbolo del Movimento per il Partito Comunista dei Lavoratori

La fondazione del nuovo soggetto politico venne causata da una spaccatura all'interno del Partito della Rifondazione Comunista a seguito dell'ingresso di questo partito nel secondo governo Prodi. La corrente di "Progetto Comunista" (nella quale il PCL ha le sue origini) aveva costituito sempre l'area più a sinistra del PRC fin dalla sua nascita: perseguiva una linea rivoluzionaria avendo come riferimento l’esperienza e gli insegnamenti del marxismo rivoluzionario, del trotskismo; per questo era contraria ad ogni ipotesi di alleanza di governo con soggetti che rappresentavano gli interessi della borghesia: nella fattispecie nel 2006 si opponeva all’accordo con L'Ulivo.

L'area criticava le mosse del PRC anche riguardo alle passate legislature di centrosinistra (primo governo Prodi, governi D'Alema e Amato) e all'azione politica dell'allora segretario di Rifondazione, Fausto Bertinotti. Il PRC fu da sempre qualificato dalla sua area più di sinistra come un partito comunista distorto, con limiti e grandi potenzialità nella sua fase nascitura ma descritto più avanti come un partito socialdemocratico.

Quindi in contrarietà a un'entrata al governo, giudicata disastrosa, e dopo il discusso episodio di esclusione di Marco Ferrando dalle liste del PRC al Senato durante le elezioni politiche del 2006, il gruppo di Progetto Comunista guidato da Ferrando promosse una scissione con il dichiarato obiettivo di preservare una "opposizione comunista" al nuovo governo. Le forze raccolte all’interno di Rifondazione Comunista poterono consentire la fondazione di un nuovo soggetto politico.

La tappa costituente del PCL si svolge al cinema Barberini di Roma il 18 giugno 2006, con la formalizzazione del nuovo simbolo e del gruppo di coordinamento a livello nazionale. In tale data comincia anche il tesseramento e l'azione politica del movimento. Al Movimento per il Partito Comunista dei Lavoratori aderiscono attivisti e dirigenti trotzkisti di Rifondazione, membri della sinistra sindacale dei vari sindacati, attivisti provenienti dai movimenti. All'assemblea fondativa il partito dichiara 3 000 iscritti.

Alle elezioni amministrative del maggio 2007 il McPCL è riuscito a raccogliere le firme necessarie per presentarsi in molte delle principali città dove si è votato (Genova, Reggio Calabria, Ancona, Conegliano, Rieti), oltre che in comuni minori, ottenendo mediamente lo 0,76%.

Alle Elezioni politiche italiane del 2008, celebrate il 13-14 aprile, il partito ha ottenuto un risultato modesto ma comunque positivo e incoraggiante secondo il portavoce del partito, con lo 0,57%[3] alla Camera (208 394 voti) e lo 0,55%[4] al Senato (180 454 voti). Non è stato eletto alcun parlamentare presentatosi nelle liste del partito.

Nel 2009 il PCL è riuscito ad eleggere dei consiglieri nei comuni di:

Inoltre, anche a Novi Ligure è presente un consigliere del Partito, Francesco Moro, che s'è distaccato da Rifondazione Comunista, presente nella coalizione di centrosinistra. Alle Elezioni europee ed amministrative del 2009, il Partito Comunista dei Lavoratori si è presentato da solo senza apparentamenti con nessun partito; alle Europee il leader Marco Ferrando è stato capolista nelle circoscrizioni nord-ovest, nord-est e Italia centrale, mentre il partito non era presente nelle circoscrizioni Sud ed Isole.[5]

Alle elezioni regionali del 2010, ad eccezione della regione Basilicata dove ottiene 3 512 voti (1,0%), il Partito Comunista dei Lavoratori è stato escluso dalla competizione elettorale a causa del mancato raggiungimento del numero di firme necessario per poter presentare le proprie liste. In segno di protesta contro la legge elettorale, considerata vessatoria e non democratica, ha condotto una campagna di boicottaggio delle elezioni regionali.[6]

Nelle elezioni amministrative del 2011 il Partito Comunista dei Lavoratori è stato presente con proprie liste indipendenti in quasi tutti i capoluoghi regionali (Torino, Milano, Bologna, Napoli, Catanzaro, Cagliari), in importanti competizioni provinciali (Pavia, Treviso, Reggio Calabria) e di comuni capoluogo (Savona, Reggio Calabria). Dopo aver presentato proprie liste e candidati alternativi al primo turno, il PCL dà indicazione di voto per Pisapia (Milano) e De Magistris (Napoli) nei ballottaggi, così da «concorrere alla sconfitta politica delle destre», pur «senza l'illusione che tali candidati rappresentino una reale alternativa per i lavoratori e per gli sfruttati.»[7]

Alle Elezioni politiche italiane del 2013 si presentata solo in alcune regioni italiane, ottenendo lo 0,26% alla Camera (89 970 voti) e lo 0,37% (113 936 voti) al Senato. Non è stato eletto alcun parlamentare presentatosi nelle liste del partito.

Ideologia[modifica | modifica sorgente]

Il Partito Comunista dei Lavoratori fonda la propria azione politica sulla base del marxismo rivluzionario. Le linee di indirizzo generali del Partito sono: l'opposizione alle classi dominanti e ai governi di centrodestra e centrosinistra; l'abbattimento del capitalismo e la riorganizzazione della società su basi socialiste; la prospettiva di un'alternativa socialista internazionale tramite la creazione di una organizzazione rivoluzionaria internazionale dei lavoratori (da cui l'adesione al Coordinamento per la Rifondazione della Quarta Internazionale).

Risultati elettorali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Risultati elettorali del Partito Comunista dei Lavoratori per regione italiana.
PCL Voti % Seggi
Politiche 2008 Camera[8] 208 296 0,57 0
Senato[9] 180 442 0,55 0
Europee 2009[10] 166 531 0,54 0
Politiche 2013 Camera[11] 89 995 0,26 0
Senato[12] 113 930 0,37 0

Congressi Nazionali[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ STATUTO
  2. ^ Regolamento del II Congresso, art. 2.2: "Ogni componente del Comitato Politico, o in alternativa, almeno il 2% dei militanti al 30 giugno 2010 (cioè 8 compagni/e), ha diritto..."
  3. ^ Ministero dell'Interno - Elezione della Camera dei Deputati del 13 - 14 aprile 2008. URL consultato il 15 aprile 2008.
  4. ^ Ministero dell'Interno - Elezione del Senato della Repubblica del 13 - 14 aprile 2008. URL consultato il 15 aprile 2008.
  5. ^ Italia Politica: L'ALTRA VOCE: Il Partito Comunista dei Lavoratori alle elezioni europee ed amministrative
  6. ^ astensione elezioni regionali.
  7. ^ BOCCIARE MORATTI E LETTIERI, PER SCONFIGGERE BERLUSCONI.VOTARE PISAPIA E DE MAGISTRIS, MA SENZA ALCUNA ILLUSIONE..
  8. ^ Camera 13/04/2008 | Area ITALIA (escl. Valle d'Aosta)
  9. ^ Senato 13/04/2008 | Area ITALIA (escl. Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige)
  10. ^ Europee 07/06/2009 | Area ITALIA + ESTERO
  11. ^ POLITICHE E REGIONALI DEL 24 E 25 FEBBRAIO
  12. ^ POLITICHE E REGIONALI DEL 24 E 25 FEBBRAIO

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]