Partito Marxista-Leninista Italiano

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Partito Marxista-Leninista Italiano
Partito Marxista-Leninista Italiano
Stato Italia Italia
Fondazione 9 aprile 1977
Sede Via Antonio del Pollaiuolo, 172a
Firenze
Ideologia Comunismo
Marxismo-Leninismo
Stalinismo[1][2][3][4]
Maoismo
Collocazione Sinistra extraparlamentare
Seggi Camera
0 / 630
Seggi Senato
0 / 315
Seggi Europarlamento
0 / 73
Testata Il Bolscevico
Colori Rosso
Sito web pmli.it

Il Partito Marxista-Leninista Italiano (PMLI), è un partito politico italiano, comunista antirevisionista, fondato a Firenze il 9 aprile 1977. I militanti fondatori entrarono nel 1967 nel Partito Comunista d'Italia (marxista-leninista) per poi uscirne nel 1969 fondando l'Organizzazione Comunista Bolscevica Italiana marxista-leninista, che nel 1977 diede vita al PMLI. Il partito ha come scopo finale la realizzazione del comunismo.[5] Il partito rifiuta la visione trotzkista del marxismo.

Linea politica[modifica | modifica wikitesto]

Il PMLI è un partito marxista-leninista che si pone come obiettivo l'instaurazione in Italia della dittatura del proletariato, tappa intermedia per la realizzazione del comunismo[6]. Durante le elezioni politiche e amministrative il Partito svolge una campagna astensionistica[7]. Il Partito però non esclude in linea di principio di utilizzare le istituzioni rappresentative qualora lo ritenesse opportuno per i propri scopi[8]. Il PMLI propone alle masse la creazione delle Istituzioni Rappresentative delle masse fautrici del socialismo: le Assemblee popolari e i Comitati popolari, da intendere come alternativa "dal basso" alle attuali istituzioni rappresentative[9]. Il Partito non accetta L'Unione Europea, definita imperialista, e non si candida quindi alle sue elezioni[10]. Fornisce invece indicazione di voto ai referendum abrogativi e costituzionali[11].

Il PMLI trae ispirazione anche dagli ideali di Karl Marx, Friedrich Engels, Lenin, Stalin e Mao Zedong, definiti infatti «i 5 grandi maestri del proletariato internazionale»[12]. Autodefinendosi "rivoluzionario", il movimento è aperto all'idea dell "giusta e necessaria violenza rivoluzionaria", sul modello della Rivoluzione d'Ottobre del 1917 e di quella Cinese del 1949, in modo da abbattere l'attuale governo italiano, definito "capitalista, neofascista, presidenzialista, federalista, interventista, espressione dei partiti della destra e della sinistra del regime" per realizzare un'Italia «unita, rossa e socialista». Per realizzare questo progetto il PMLI ha elaborato un programma[5] generale e una articolata piattaforma rivendicativa. Il Partito esclude risolutamente qualsiasi forma di terrorismo, anche quello "rosso", che per i Marxisti-Leninisti è uno strumento della reazione e della classe dominante borghese, ed espressione dell'anarchismo, dell'avventurismo e dell'individualismo piccolo-borghese[13]. Questa posizione di netto rifiuto del terrorismo ha da sempre creato attriti e addirittura momenti di scontro fisico[14] fra i Marxisti-Leninisti e altre forze della sinistra antagonista che verso lo spontaneismo e il terrorismo rosso hanno posizioni più sfumate quando non di aperta simpatia.(vedi Partito dei CARC). Sospettando i suddetti movimenti di adesione non sincera al marxismo, il PMLI ha coniato l'espressione: "ultrasinistra=ultradestra" per indicare come dietro le posizioni e fraseologie apparentemente rivoluzionarie di alcuni gruppi si nascondano, a loro avviso, gli agenti della borghesia travestiti da comunisti con lo scopo di imbrogliare gli autentici marxisti[15].

Il PMLI rifiuta il trotskismo, in quanto ritenuto deviazione borghese e anticomunista[16], nonché ogni forma di revisione del marxismo, quella riformista dell'Ottocento, quella sovietica di Nikita Kruscev, definito "restauratore del capitalismo nell'Urss", quella cinese di Deng Xiaoping e quella italiana del PSI e del PCI fin dai tempi di Gramsci[17]. Il PMLI inoltre giudica negativamente le figure di Fidel Castro e Che Guevara, in quanto espressioni dell'individualismo e della rivoluzione cubana non diretta da un partito comunista e dalle masse stesse come appunto sosteneva Lenin[18].

I membri del Partito Marxista-Leninista Italiano prendono a modello la Costituzione sovietica del 1936 come prova della realtà del sistema socialista in URSS. Delle caratteristiche socialiste della società russa i marxisti-leninisti ricordano in particolar modo: la proprietà di Stato della terra, delle fabbriche e dei mezzi di produzione e di scambio; la "soppressione dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo"; il diritto di ogni cittadino al lavoro, all'istruzione, all'assistenza necessaria; la direzione dello Stato da parte della classe operaia come classe d'avanguardia nella società; l'eguaglianza dei diritti economici, sociali, culturali e politici di tutte le nazioni e le razze; l'eguaglianza dei diritti dei cittadini indipendentemente dalla condizione, dall'origine, dal sesso, dal lavoro svolto, ecc.; la garanzia, sulla base del principio della "democrazia socialista", non solo dei diritti dei cittadini ma anche dei mezzi necessari all'esercizio di questi diritti[19]. Conseguentemente considerano l'Urss del dopo XX congresso del PCUS e della destalinizzazione un paese "socialista a parole e imperialista nei fatti",da cui la locuzione del termine socialimperialismo sovietico[20].

Per il PMLI dalla morte di Mao e conseguente restaurazione del capitalismo nella Repubblica Popolare Cinese (definito paese ultrarevisionista e fascista)[21] nel mondo non esiste nessun paese autenticamente socialista[22]. In quanto marxista il PMLI è un partito ateo: seguendo l'esempio di Mao Zedong sono accettati però come simpatizzanti di partito e possono svolgere propaganda per il partito i credenti anticlericali e comunisti[23].

Il PMLI ha un organo editoriale ufficiale settimanale, Il Bolscevico[24]. Dalla sua fondazione, il segretario del Partito Marxista-Leninista Italiano è Giovanni Scuderi[25]. Tale movimento ha sedi dislocate in varie parti d'Italia: una a Roma (Cellula "Rivoluzione d'Ottobre")[26], Forlì (Cellula "Stalin"), a Napoli (Redazione de Il Bolscevico via Santa Maria dell'Aiuto, 5), a Rimini (Rimini - Cellula "G. Stalin" presso la Casa del Popolo di Torre Pedrera"), a Fucecchio (Cellula "Vincenzo Falzarano" presso il Circolo ARCI "Gaetano Pacchi", a Milano (Cellula "Mao Zedong"), Catania ( Cellula "Stalin": via Padova, 88) e una a Firenze (sede centrale), inoltre altre organizzazioni territoriali in tutta Italia[27].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I primissimi fondatori del PMLI, che il Partito ricorda come «i quattro pionieri», iniziarono la loro militanza marxista-leninista nel 1967, quando entrarono nel Partito Comunista d'Italia (marxista-leninista). Essi erano Giovanni Scuderi, Mino Pasca, Nerina "Lucia" Paoletti e Patrizia Pierattini. Successivamente, nel 1969, uno degli anni più densi della Rivoluzione culturale in Cina, questi cosiddetti quattro pionieri denunciarono il PCd'I (m-l) come partito revisionista, giudicato «copertura a sinistra del PCI»[28].

Il 14 dicembre 1969 i quattro dirigenti con il Comitato provinciale di Firenze si scissero dal PCd'I (m-l) e fondarono l'Organizzazione Comunista Bolscevica Italiana marxista-leninista, per poi stampare dal giorno successivo, il primo numero dell'organo ufficiale dell'Organizzazione, Il Bolscevico. In questo numero, denso di citazioni di Marx, Lenin, Stalin e Mao Zedong, l'Organizzazione scriveva:

« Il presidente Mao ha detto spesso che "senza distruzione non c'è costruzione. La distruzione è la critica, è la rivoluzione. Per la distruzione occorre il ragionamento e questo significa la costruzione. La distruzione viene in primo luogo, essa porta naturalmente con sé la costruzione". Dalla distruzione del PCd'I di Firenze è sorta, su basi completamente marxiste-leniniste, l'Organizzazione Comunista Bolscevica Italiana marxista-leninista. Essa si propone di costruire il partito rivoluzionario che assuma il marxismo-leninismo-pensiero di Mao Tsetung quale base teorica che guida il suo pensiero. »

Il PCd'I veniva accusato di tradire le sue originali aspirazioni rivoluzionarie:

« (NdQ: PCd'I) ormai completamente smascherato e corroso all'interno da mille insanabili contraddizioni, - e della crescente maturità ideologica e politica dei rivoluzionari che in numero sempre più grande smascherano le organizzazioni falsamente marxiste-leniniste e sulla base dell'invincibile pensiero di Mao Tse Tung[29] »

L'Organizzazione nasceva dunque dallo sfaldamento del PCd'I (m-l) spaccatosi nella cosiddetta "linea rossa" e "linea nera"[30].

Il lavoro dell'OCBI m-l, dunque, era principalmente quello di raccogliere le forze per creare un partito rivoluzionario. Già nel 1970 venne riconosciuta ufficialmente dal Partito Comunista Cinese (PCC), tant'è vero che l'ambasciata di Roma inviterà i dirigenti dell'Organizzazione alle feste ufficiali della Repubblica Popolare Cinese, mentre l'Organizzazione invierà diversi messaggi al PCC, riguardo allo svolgimento del suo X Congresso e di cordoglio per le morti di Zhu De e Zhou Enlai, per avere poi una corona di fiori di fianco alla salma di Mao il 18 settembre 1976, al termine delle onoranze funebri[31]..

Sin dai primi numeri, il ritratto e le citazioni di Mao campeggiano sulla prima pagina de Il Bolscevico, venendo successivamente spostati di fianco alla testata. Ma erano anni difficili per i militanti dell'Organizzazione, il cui lavoro era ostacolato soprattutto dalla mancanza di fondi. Giovanni Scuderi, facendo il bilancio della storia del PMLI al 3º Congresso del Partito, li ricorderà con queste parole[32]:

« Quando abbiamo iniziato la lotta per il Partito non avevamo né una penna, né una sedia, né un pennello, né una sede. Successivamente abbiamo preso in affitto un fatiscente locale di quattro stanzette abitato dai topi, dagli scarafaggi e dai ragni, da noi restaurato durante le ferie estive del '68. Ci siamo tolti il pane di bocca per dare un organo di stampa e un minimo di attrezzatura al Partito e quando abbiamo potuto abbiamo dato una mano ai partiti fratelli in maggiore difficoltà di noi. »

Infine, dopo aver radunato alcune decine di militanti provenienti da Toscana, Lombardia, Sicilia e Calabria, l'Organizzazione, nel fuoco della rivolta del 1977, fonderà il Partito Marxista-Leninista Italiano.

La nascita del PMLI[modifica | modifica wikitesto]

Il 9 aprile 1977 si tenne a Firenze il Congresso fondativo del PMLI. Nel corso di questo Congresso, ne vennero adottati lo Statuto e il Programma, il simbolo (falce e martello neri sovrastati dall'effigie di Mao, in campo rosso) e gli inni (L'Internazionale, "Il Sole Rosso" e Bandiera rossa). Giovanni Scuderi venne acclamato all'unanimità Segretario generale[31].

Per il PMLI, idealmente questa data rappresenta l'inizio di una "nuova fase" per la classe operaia. I marxisti-leninisti italiani sostengono che la prima fase, che va dal 1882 al 1920, fu dominata dalla socialdemocrazia e dal riformismo del Partito Socialista Italiano. La seconda fase inizia con il Partito Comunista Italiano ed è dominata dal suo revisionismo, e proseguirebbe ancor oggi con i suoi eredi, DS, PRC e PdCI[31].

In occasione del ventesimo anniversario della fondazione del PMLI, Giovanni Scuderi dirà[33]:

« Il PMLI è un partito totalmente inedito e radicalmente diverso da quelli, come del resto da qualsiasi altro partito o raggruppamento politico italiano che si rifà a parole alla classe operaia e al comunismo. Il PMLI, infatti, per fondamento teorico, linea politica, struttura organizzativa, composizione di classe, stile di lavoro, dedizione alla causa del socialismo, pratica sociale, combattività e spirito di sacrificio non ha precedenti nella storia del movimento operaio italiano. »

Il PMLI ha vinto una causa che aveva intentato nei confronti dei quotidiani Libero e La Padania che avevano accusato il PMLI di rapporti con organizzazioni islamiche fondamentaliste e qaediste. I quotidiani sono stati condannati a versare un risarcimento economico al Pmli per diffamazione[34].

Commemorazione di Stalin[modifica | modifica wikitesto]

Il 2 marzo 2003 il partito fu al centro di svariate polemiche a seguito della volontà di commemorare il cinquantenario della morte di Josif Stalin.[35] Un mese prima, il 5 febbraio, Italo Bocchino a nome di tutto il gruppo parlamentare di Alleanza Nazionale svolse un'interrogazione parlamentare sulla liceità della commemorazione. Il governo non poté che constatare che essa «non si pone[va] contro i principi del nostro ordinamento.»[36]

Il giorno della commemorazione a Firenze avranno luogo tre contromanifestazioni organizzate da Forza Italia, Alleanza Nazionale e Forza Nuova.[37]

In seguito l'esponente del partito Mino Pasca partecipò alla trasmissione 8 e 1/2 condotta da Giuliano Ferrara. Alla trasmissione partecipava l'esponente di Rifondazione Comunista Rina Gagliardi che Pasca attaccò definendola trotzkista.[38]

Commemorazione di Mao Zedong[modifica | modifica wikitesto]

Ogni anno a Firenze il PMLI tiene una commemorazione in ricordo di Mao Zedong scomparso il 9 settembre 1976 alla quale partecipano militanti e simpatizzanti provenienti da ogni parte d'Italia[39].

Commemorazione di Lenin[modifica | modifica wikitesto]

Ogni anno il PMLI a gennaio tramite l'organizzazione dell'Emilia-Romagna, organizza a Cavriago (Reggio Emilia) la commemorazione della scomparsa di Lenin, con un discorso ufficiale del responsabile seguito da un pranzo collettivo.

Organo di informazione del Partito Marxista Leninista Italiano: "il Bolscevico"[modifica | modifica wikitesto]

il Bolscevico
Stato Italia Italia
Lingua italiano
Periodicità settimanale
Genere politico/organo di partito
Fondatore Giovanni Scuderi
Fondazione 15 dicembre 1969
Inserti e allegati 16 pagine
Sede via Gioberti, 101 Firenze
Editore Partito Marxista Leninista Italiano
Direttore Monica Martenghi
Vicedirettore Mino Pasca
Redattore capo Loris Sottoscritti
Distribuzione
cartacea
Edizione cartacea abbonamento
Edizione digitale http://www.pmli.it/0vediscaricabolscevicoinpdf.html
Sito web http://www.pmli.it/0ilbolscevico.htm
 

Il Bolscevico è l'organo di informazione ufficiale del Partito Marxista Leninista Italiano (PMLI).

Il giornale, che ha cadenza settimanale, è stato fondato nel 1969[40]. da Giovanni Scuderi, segretario del PMLI, attualmente il direttore de Il Bolscevico è Monica Martenghi. Il settimanale attivo in versione cartacea è presente anche su internet con una versione elettronica scaricabile sul sito ufficiale del PMLI. Nel 2009 è stato festeggiato a Firenze il 40º anniversario de "Il Bolscevico".

Il Bolscevico mette a disposizione di operai, lavoratori, disoccupati, pensionati, donne, giovani, studenti e di tutti i suoi lettori, senza alcuna discriminazione ideologica, religiosa, politica e organizzativa, fatta salva la pregiudiziale antifascista, alcune rubriche affinché possano esprimere liberamente il loro pensiero e dare il loro contributo personale alla lotta contro il governo, la terza repubblica e il neofascismo, le autorità cittadine, le ingiustizie sociali, la disoccupazione e i mali vecchi e nuovi del capitalismo.

Attualmente le rubriche in cui il settimanale si divide sono cinque:

  • Lettere, in cui vengono riportate le opinioni di sostegno al Bolscevico e al PMLI.
  • Dialogo con i lettori: scambio di vedute ideologiche tra i lettori e i giornalisti. Le missive dei lettori non devono superare le 60 righe dattiloscritte.
  • Contributi: articoli (di sostegno o di parziale critica) scritti dai lettori e indirizzati soprattutto ai vertici del partito.
  • Corrispondenza con le masse: raccolta delle denunce di fatti e avvenimenti sociali, politici, sindacali che interessano i lettori in prima persona.
  • Sbatti i signori del palazzo in 1ª pagina: ovvero le denunce delle ingiustizie, angherie, soprusi e malefatte commesse da ministri, sindaci, assessori e funzionari pubblici in genere.

I Processi al Bolscevico[modifica | modifica wikitesto]

Il 17 settembre 1970 Giovanni Scuderi, allora Segretario generale dell'OCBI m-l (l'Organizzazione che poi, il 9 aprile 1977, darà vita al PMLI) e Direttore politico de "Il Bolscevico, viene processato dal tribunale di Firenze per aver pubblicato sul giornale la posizione elettorale dell'OCBI m-l dal titolo "Il potere politico nasce dalla canna del fucile. Il processo si concluderà in Cassazione il 29/3/74 con la conferma della condanna a 10 mesi di reclusione con la sospensione della condizionale comminata nel processo di appello del 12/12/72 per il reato di "propaganda sovversiva e antinazionale continuata.

Il 17 dicembre 1970 Scuderi viene condannato dall'allora pretore di Firenze Francesco Fleury a 40 mila lire di multa per "violazione delle disposizioni sulla stampa continuata. Fleury intimò altresì la sospensione della sua pubblicazione perché la legge sulla stampa proibisce l'uscita di periodici che non abbiano come direttore un giornalista iscritto all'albo professionale, costringendo a modificare per oltre un anno (gennaio 1970-marzo 1971) la testata del giornale fino a farla uscire col nome "Il Proletario.

Per lo stesso reato Scuderi viene condannato a 15 mila lire di multa dal Tribunale di Firenze il 14/4/75. Nell'aprile 1972 Scuderi viene incriminato per "vilipendio al capo dello Stato in riferimento all'editoriale de "Il Bolscevico dal titolo "Un presidente, per chi e per che cosa (Leone) anche se in questo caso il ministro di Grazia e Giustizia, cui spetta il nulla osta, non dà l'autorizzazione a procedere. Il 14 giugno 1974 Scuderi viene processato per aver pubblicato su "Il Bolscevico il documento elettorale dell'OCBI m-l "Abbandonate le illusioni parlamentari, il potere politico nasce dalla canna del fucile e condannato ad altri 2 mesi di reclusione con la condizionale che vanno a sommarsi ad altre condanne subite in qualità di Segretario generale dell'Organizzazione. La condanna diviene definitiva il 9/5/75 con la sentenza emessa dalla corte d'Appello di Firenze che riunifica ben 3 procedimenti penali aperti tra il febbraio '73 e l'aprile '74 che oltre al documento citato riguarda i seguenti documenti: "La strage di Milano ha fallito il suo scopo, "Abbasso il governo clerico-fascista Andreotti.

Il 22 giugno 1974 un'altra comunicazione giudiziaria viene inviata a Scuderi per un articolo dal titolo "La magistratura appoggia apertamente le misure fasciste del governo con l'accusa di "vilipendio alla magistratura.

Il 27 ottobre 1986 la 2ª corte d'assise di Firenze condanna Giovanni Scuderi, Segretario generale del PMLI, e Patrizia Pierattini, Direttrice responsabile de "Il Bolscevico, rispettivamente a 8 mesi e a 5 mesi e 10 giorni per "istigazione di militari a disobbedire alle leggi. L'incriminazione è inerente al discorso pronunciato da Scuderi al Comitato centrale del PMLI il 3 maggio 1986 e pubblicato su "Il Bolscevico n. 20 del 16 maggio in cui si denunciava la politica imperialista dell'allora neoduce Craxi contro la Libia. In appello (4/11/87) la sentenza viene riconfermata. Il 14 giugno 1988 però la 1ª sezione penale della Corte suprema di Cassazione assolve entrambi gli imputati con formula piena perché‚ "il fatto non sussiste.

Il 10 ottobre 1987 il giudice istruttore di Bologna e poi il 5 gennaio 1988 la corte di appello di Bologna emettono entrambe sentenza di archiviazione del procedimento penale in fase istruttoria che vede indagati l'ex direttrice responsabile de "Il Bolscevico Patrizia Pierattini, e il giudice Domenico Gallo per il reato di "vilipendio alla magistratura e "istigazione a disobbedire alle leggi in riferimento ad una dichiarazione scritta da Gallo sul processo Scuderi-Il Bolscevico del 1986 e pubblicata sul giornale stesso. In questo caso si registra un accanimento parossistico da parte del sostituto procuratore generale di Bologna Gino Paolo Latini che vuole portare a tutti i costi Gallo e "Il Bolscevico alla sbarra ricorrendo contro entrambe le sentenze. Il ricorso però viene definitivamente rigettato dalla Cassazione il 6/4/88.

Il 18 ottobre 1990 viene aperto un procedimento penale a carico di Scuderi, Segretario generale del PMLI, e di Mino Pasca e Monica Martenghi, rispettivamente allora Direttore politico e Direttrice responsabile de "Il Bolscevico e dello stampatore, con l'accusa di "offesa al prestigio del presidente della Repubblica in relazione all'articolo de "Il Bolscevico "Fare piena luce sui rapporti Cossiga-P2. Il 20 aprile '91 il Gip accoglie la richiesta di proroga di sei mesi dei termini di scadenza delle indagini preliminari avanzata dal Pm. Inoltre nel novembre del 1991 si apprende che indagini, che presumibilmente coinvolgono gli stessi compagni e lo stesso reato, riguardano l'editoriale pubblicato su "Il Bolscevico del 29 marzo 1991 dal titolo "Attenti a Cossiga.

Il 13 novembre 1991 la 2ª sezione penale di Firenze assolve Giovanni Scuderi, Segretario generale del PMLI, Mino Pasca e Monica Martenghi, rispettivamente Direttore politico e Direttrice responsabile de "Il Bolscevico, e altri due militanti di base dal reato di "istigazione alla diserzione e alla disobbedienza militare durante la guerra nel Golfo in merito alla parola d'ordine "Disertare, non sparare, rivoltarsi riportata sui numeri del 28/12/90 e 25/1/91 perché‚ "il fatto non sussiste. Tale sentenza viene riconfermata in pieno il 10/11/92 in secondo grado e addirittura viene sostituita la formula di assoluzione per Pasca e Scuderi "per non aver commesso il fatto.

Segretari generali[modifica | modifica wikitesto]

Congressi nazionali[modifica | modifica wikitesto]

  • I Congresso nazionale - Firenze, 9-11 aprile 1977
  • II Congresso nazionale - Firenze, 6-8 novembre 1982 - Avanti sulla via dell'Ottobre
  • III Congresso nazionale - Firenze, 27-29 dicembre 1985 - Il socialismo è l'avvenire della classe operaia e dei lavoratori italiani
  • IV Congresso nazionale - Firenze, 26-28 dicembre 1998 - Costruiamo un grande, forte e radicato PMLI per combattere la seconda repubblica neofascista, presidenzialista e federalista e realizzare l'Italia unita, rossa e socialista
  • V Congresso nazionale - Firenze, 6-8 dicembre 2008 - Avanti con forza e fiducia verso l'Italia unita, rossa e socialista

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Viva i cinque maestri del proletariato internazionale in pmli.it. URL consultato il 9 agosto 2014.
  2. ^ Stalin: su alcune questioni di storia del bolscevismo in pmli.it. URL consultato il 9 agosto 2014.
    «se si studiano le opere di Lenin e Stalin tutto diventa chiaro e si capisce quello che dobbiamo fare per essere dei veri comunisti [...]. Chi non fa questo studio, vuol dire che non vuol sapere niente di socialismo e di comunismo, che sta dall'altra parte della barricata, anche se si ritiene un comunista».
  3. ^ Dialogo con i lettori. «Non è sbagliata la linea del socialismo in un solo Paese sostenuta da Stalin?» in pmli.it. URL consultato il 9 agosto 2014.
    «per definirsi marxisti-leninisti occorre condividere e sostenere il marxismo-leninismo-pensiero di Mao e i suoi Maestri ideologici che sono Marx, Engels, Lenin, Stalin e Mao».
  4. ^ Dialogo con i lettori. «Mao e Stalin erano veri comunisti o "dittatori spietati"?» in pmli.it. URL consultato il 9 agosto 2014.
    «Tutti i veri comunisti e tutti coloro che vogliono cambiare il mondo devono imparare a ragionare e a vedere le cose come Stalin e Mao, nonché come Marx, Engels e Lenin».
  5. ^ a b PMLI Programma politico del PMLI
  6. ^ NON C'È CONTRADDIZIONE TRA GLI INSEGNAMENTI DI LENIN E L'ASTENSIONISMO DEL PMLI?
  7. ^ NEL FUOCO DELLA BATTAGLIA ELETTORALE ASTENSIONISTA FACCIAMO EMERGERE I CARATTERI DI CLASSE DEL PMLI
  8. ^ PMLI 24º Anniversario della fondazione del Partito del proletariato, della riscossa e della vittoria
  9. ^ PMLI Per l'Italia unita, rossa e socialista. Per le città governate dal popolo e al servizio del popolo. Contro il regime capitalista, neofascista, presidenzialista, federalis...
  10. ^ PMLI Sei motivi per delegittimare l'Unione Europea imperialista
  11. ^ VOTA NO contro il federalismo del "centro-sinistra e quello del governo del neoduce Berlusconi
  12. ^ Il PMLI, figlio e erede del Sessantotto, tiene vivi gli insegnamenti di quella rivolta storica
  13. ^ LA POSIZIONE DEL PMLI SULLA VIOLENZA RIVOLUZIONARIA E IL TERRORISMO
  14. ^ PMLI I terroristi e trotzkisti dei Carc aggrediscono militanti del Partito a Firenze e Napoli
  15. ^ PMLI Che cosa sono i CARC
  16. ^ Potete rispondere a queste domande sul comunismo?
  17. ^ PMLI La storica battaglia contro i revisionisti e i falsi comunisti
  18. ^ PMLI Analisi delle concezioni e della politica di Guevara
  19. ^ La nuova Costituzione sovietica
  20. ^ PMLI L'abbattimento del muro di Berlino non rappresentò il crollo del socialismo ma il fallimento storico dei rinnegati revisionisti
  21. ^ PMLI Viva il 60º Anniversario della Repubblica Popolare Cinese. Mao: Il popolo cinese si è alzato in piedi
  22. ^ PMLI Dialogo su centri sociali, Cuba e Corea del nord
  23. ^ Essere dialettici verso i credenti
  24. ^ Il Bolscevico
  25. ^ Sandro Bordone, La normalizzazione dei rapporti tra PCC e PCI, in "Il Politico. Rivista italiana di scienze politiche", a. XLVIII n. 1, Pavia, Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Pavia–Giuffrè, 1983, p. 143.
  26. ^ PMLI Contro Alemanno e Rutelli, le due facce della stessa medaglia borghese. Uniamoci per Roma governata dal popolo e al servizio del popolo e per l'Italia unita, rossa e soci...
  27. ^ Le nostre sedi...
  28. ^ UNISCITI AL PMLI PER STRAPPARE L'ITALIA ALLA GUERRA ALL'IRAQ
  29. ^ Documento di rottura del Comitato provinciale di Firenze col PCd'I
  30. ^ Il Partito Comunista d'Italia (marxista-leninista) da Quando la Cina era vicina, BFS e CDP, 1998, pp. 108-116
  31. ^ a b c Stefano Ferrante, La Cina non era vicina. «Servire il popolo» e il maoismo all'italiana, Sperling & Kupfer, 2008.
  32. ^ "Il socialismo è l'avvenire della classe operaia e dei lavoratori italiani", Rapporto di Giovanni Scuderi al 3º Congresso del PMLI
  33. ^ Discorso di Giovanni Scuderi al ricevimento per il XX anniversario del PMLI (9 aprile 1997)
  34. ^ Bollettino OSSERVATORIO SULLA LEGALITA' onlus - Notizie
  35. ^ Gli stalinisti d'Italia celebrano «Baffone» «Crimini? No, fece solo qualche errore»
  36. ^ Manifestazione commemorativa del cinquantesimo anniversario della morte di Stalin prevista a Firenze il prossimo 2 marzo 2003 - n. 3-01890
  37. ^ EVENTO STORICO
  38. ^ Pasca difende ed esalta Stalin e smaschera la trotzkista Gagliardi
  39. ^ I giovani al centro della Commemorazione di Mao
  40. ^ B. Marin, Guida ragionata ai periodici italiani. 2002, Strumenti Editoriali, Milano, 2002.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Vettori (a cura di), La sinistra extraparlamentare in Italia. Storia, documenti, analisi politica, Roma, Newton Compton, 1973.
  • Paolo Murialdi et al., Storia della stampa italiana, V, La stampa italiana del neocapitalismo, Roma-Bari, Laterza, 1976.
  • Sandro Bordone, La normalizzazione dei rapporti tra PCC e PCI, in "Il Politico. Rivista italiana di scienze politiche", a. XLVIII n. 1, Pavia, Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Pavia–Giuffrè, 1983, pp. 115–158.
  • Adalberto Baldoni, con Sandro Provvisionato, La notte più lunga della repubblica. Sinistra e destra, ideologie, estremismi, lotta armata. 1968-1989, Roma, Serarcangeli, 1989.
  • Archivio del Centro di documentazione di Lucca, I periodici politici, Firenze, Regione Toscana, 1994.
  • Michele Brambilla, Dieci anni di illusioni. Storia del Sessantotto, Milano, Rizzoli, 1994. ISBN 88-17-84328-8
  • Attilio Mangano, con Antonio Schina, Le culture del Sessantotto. Gli anni Sessanta, le riviste, il movimento, Pistoia-Bolsena, CDP-Massari, 1998. ISBN 88-457-0117-4
  • Roberto Niccolai, Quando la Cina era vicina. La rivoluzione culturale e la sinistra extraparlamentare italiana negli anni 60 e 70, Pisa-Pistoia, BFS-CDP, 1998. ISBN 88-86389-37-X
  • Dolores Negrello, A pugno chiuso. Il Partito comunista padovano dal biennio rosso alla stagione dei movimenti, Milano, FrancoAngeli, 2000. ISBN 88-464-2146-9
  • Alan John Day, Directory of European Union political parties, London, Harper, 2002, p. 149. ISBN 0953627861
  • Alan John Day, Political parties of the world, London, Harper, 2002, p. 274. ISBN 095362787X
  • Sabina Morandi, In movimento. Da Seattle a Firenze. Diario di una mobilitazione globale, Roma, DeriveApprodi, 2003. ISBN 88-88738-04-5
  • Silvia Casilio, Il cielo e caduto sulla terra! Politica e violenza politica nell'estrema sinistra in Italia, 1974-1978, Roma, Edizioni associate, 2005. ISBN 88-267-0402-3
  • Passare il segno: la forma della contestazione. Catalogo del Fondo '68-'77 della Biblioteca di via Senato, Milano, Biblioteca di via Senato, 2008. ISBN 9788896040072

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]