Neostalinismo

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Il termine neostalinismo descrive teorie di revisionismo storico a favore dello stalinismo e/o Stalin qualificati, nell'ambito del marxismo-leninismo, antirevisionista.

Unione Sovietica[modifica | modifica sorgente]

Nel febbraio 1956 il leader sovietico Nikita Chruščëv denunciò il culto della personalità che circondava la figura di Stalin, suo predecessore, e condannò i crimini commessi durante le Grandi purghe.

Nell'ottobre 1964, Chruščëv fu sostituito da Leonid Brežnev che rimase in carica fino al novembre 1982. In quel periodo la verità storica sullo stalinismo fu censurata e molti dissidenti, primo fra tutti Aleksandr Solženicyn, esiliati. Gli stalinisti giudicano l'Urss dopo la morte di Stalin un paese socialimperialista, e quindi capitalista.

Michail Gorbačëv, in carica dal marzo 1985, adottò la politica della glasnost' (trasparenza) nelle discussioni pubbliche allo scopo di liberalizzare il sistema sovietico e le repressioni staliniste furono quindi rivelate in tutta la loro portata.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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